Follow me!

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Tu stai volando tranquillo nell'alto dei cieli e ad un certo punto vieni intercettato da uno o due caccia F16 della base aerea che ti ordinano di seguirli a terra.

Lo sai perché ? Perché "Hai violato lo spazio aereo!" Sì, hai violato lo spazio aereo, spazio dello Spirito, del respiro di Dio. Li vedi i missili? "Ready to fire". Lo spazio dello Spirito non è lo spazio aereo che delimita i confini di uno Stato. Ma se tu, caro presidente, mandi i tuoi caccia F16, per difendere i confini dello Stato, fai pure, però sappi che anche gli angeli del cielo hanno i loro F16 che ti intercettano quando violenti lo spazio dello Spirito e sono pronti a fare fuoco per abbatterti senza tanta misericordia se non ubbidisci all' ordine di seguirli a terra, perché basta togliere lo Spirito e creare un vuoto d'aria per farti precipitare nella carne.

Tra il verbo volare e il verbo violare c'è solo una i di mezzo, la i dell'unità immaginaria che serve a risolvere l'equazione del post precedente.

They are ready to fire. Don't play with God. Please, Follow Him now!


(.)

Su Youtube ci sono diversi video interessanti sul rapporto tra scienza e fede. Qui intendo proporti tre video dove il discorso tra l'astrofisica Margherita Hack e il vescovo di Verona, Mons. Giuseppe Zenti, si concentra sulla razionalità della fede.

Dialogo su Fede e Scienza

Prosegui su YouTube con i video precedenti e quelli successivi se ti interessa il discorso.

Comunque l'equazione da risolvere è x2 + 1 = 0

Bene! Belle parole, mettiamole in pratica. Incominciamo a eliminare la pena carceraria dall'ordinamento giuridico italiano e mondiale, perché è una vergogna, indegna di un mondo civile. E poi ci sarebbe da rivedere il concetto egoistico di proprietà privata, proprietà privata che rischia di privare l'uomo della vita stessa.

Crociera: era delle croci. Dal vocabolario Zingarelli: 1 "Disposizione di linee, liste, barre e sim. che si intersecano a forma di croce", 2 "Navigazione lungo un tratto di mare determinato, incrociandolo per ogni verso, fatta da una o più navi a scopo di sorveglianza o ricerca, o per scopi bellici."

In God We Trust

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Il 07/12/2000, il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione proclamano solennemente la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea. Il testo è riportato nel link: http://europa.eu/legislation_summaries/justice_freedom_security/combating_discrimination/l33501_it.htm in particolare nel pdf http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=OJ:C:2010:083:0389:0403:IT:PDF

Innanzitutto manca nella Carta il riconoscimento delle radici cristiane dell'Europa. Sebbene la storia dell'Europa abbia molto di cui vergognarsi sulle sue "origini cristiane" viste le guerre fratricide che l'hanno travagliata e la travagliano, resta il fatto che il cristianesimo ha condizionato la storia dell'Europa in modo pesante. Il Papa Giovanni Paolo 2° sollecitò a suo tempo il riconoscimento delle radici cristiane dell'Europa, ma la sua voce restò inascoltata.

Se non siamo capaci di riconoscere Cristo quale elemento unificante dei popoli e non siamo capaci di metterlo per iscritto, nero su bianco, in una dichiarazione di intenti comune, non possiamo fare nulla.

"Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me e io in lui, fa molto frutto, perché senza di me non potete far nulla". Giovanni 15,5

Siamo partiti a costruire l'Europa iniziando dall'economia, arrivando a creare una moneta unica: l'Euro, sulla quale affidare il destino dell'unione europea e dei suoi popoli, ma abbiamo perso di vista lo spirito di Gesù, l'elemento principale e ispiratore dell'unità europea.

Sono passati appena undici anni e l'Unione europea stenta a decollare rischiando invece di sfaldarsi miseramente sotto il peso del debito.dei suoi Stati e sotto il peso di una moneta che non garantisce alcuna unità tra i popoli.

Gli americani sono stati più saggi a differenza degli europei che si sono dimostrati stolti. Loro, gli americani, l'olio, cioè la fede in Dio l'hanno scritta sul dollaro, non perché credano nel dollaro, ma perché credono in Dio.

Va beh, datemi una moneta da un cent di dollaro: di chi è questa immagine e cosa significa questa iscrizione? Cosa significa: "IN GOD WE TRUST"? e cosa significa "LIBERTY"? L'immagine è del presidente e l'iscrizione significa: "Noi confidiamo in Dio" e "Liberty" significa libertà, significa che gli americani hanno fede in Dio e credono alla libertà.


moneta da un cent di dollaro 2009


Cosa risponderebbe Gesù a questo punto? Cosa risponderebbe di fronte ad una dichiarazione di fiducia in Dio scritta sulla moneta con la quale si paga il tributo? Sul dollaro americano non c'è solo l'immagine del presidente, ma c'è anche quella dichiarazione di fede in Dio. E' già un passo avanti rispetto alla semplice immagine e al nome dell'imperatore ai tempi di Gesù. Non c'è più il nome dell'imperatore, resta solo più la sua immagine, ma accompagnata da quella frase significativa, ma contraddittoria: "In God we Trust".

Non dimentichiamo che la domanda posta a Gesù dagli erodiani mandati dai farisei era se è giusto o meno pagare il tributo a Cesare. Gesù non ha risposto se è giusto o meno, ma ha risposto di rendere a ciascuno il suo.

Oh, chiedo a te! Cosa avrebbe risposto o cosa risponderebbe Gesù di fronte ad una moneta da un cent di dollaro con scritto sopra : "Noi confidiamo in Dio"?

Avrebbe forse risposto, restituendo loro la moneta: "Andate in pace la vostra fede vi ha salvato"? O meglio: "andate in pace, la vostra fede ha salvato la vostra moneta"?

Secondo me avrebbe detto: "Se avete fiducia in Dio, che ci sta a fare l'immagine del presidente sulla moneta? Rendete dunque la moneta a colui di cui vi fidate, cioè a Dio, come sta scritto. Altrimenti, se non vi va, rendetela al vostro presidente, visto che c'è la sua immagine, ma prima togliete quella iscrizione perché rendendola al vostro presidente vi rendete ipocriti e dimostrate solo di fidarvi del vostro presidente e di non fidarvi di Dio."

Resta comunque un fatto: "Gli americani hanno fatto della loro moneta una dichiarazione di fede in Dio (anche se sbagliata sotto certi punti di vista), gli europei non sono riusciti nemmeno a scrivere le proprie radici cristiane sulla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea. Niente di male, a ognuno le proprie scelte.

Dio disse: "Le acque che sono sotto il cielo, si raccolgano in un solo luogo e appaia l'asciutto". E così avvenne.
Dio chiamò l'asciutto terra e la massa delle acque mare. E Dio vide che era cosa buona. Genesi 1,9-10

Tu intanto alza il bastone, stendi la mano sul mare e dividilo, perché gli Israeliti entrino nel mare all'asciutto.
Esodo 14,16

Gli Israeliti entrarono nel mare asciutto, mentre le acque erano per loro una muraglia a destra e a sinistra.
Esodo 14,22


Gli Israeliti entrarono nel mare asciutto, mentre le acque erano per loro una muraglia a destra e a sinistra.
Esodo 14,22


quand'ecco il Signore fece piovere dal cielo sopra Sòdoma e sopra Gomorra zolfo e fuoco proveniente dal Signore. Genesi 19,24


It's no time for wars anymore.


I dodici:

Gamalama
Katla
Tungurahua
Kilauea
Fuego
Popocatepetl
Gelaras
Nyamulagira
El Hierro
Puyehue
Cleveland
Hudson

Manovra, Bertone: ''Sacrifici fanno parte della vita''.

Napolitano: sacrifici per evitare catastrofe.

Gesù: "Andate dunque e imparate che cosa significhi: Misericordia io voglio e non sacrificio. Infatti non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori". Matteo 9,13

E basta con queste cazzate di sacrifici. Signore, faglielo capire tu, una volta per tutte, alla tua maniera, a questi politici che è ora di dire basta ai sacrifici, così come è ora di dire basta alle guerre e agli aborti. Non c'è sacrificio che possa evitare la catastrofe se non quello di Gesù.

It's no longer time for sacrifices

Lo spirito e la religione secondo Alessandro

Lo spirito libera, ma la religione imprigiona.

Religione, definizione data dallo Zingarelli: "Complesso delle credenze, delle norme etiche e salvifiche e degli atti di culto che esprimono, nel corso della storia, la relazione delle varie società umane con il mondo divino | Insieme di dogmi, precetti e riti che costituiscono ciascun culto religioso."
Etimologia: (1) da re-ligare: legare, unire, legame con gli dei. (2) da re-legere: raccogliere, scegliere, raccolta di riti e formule sacre.

Spirito, definizione data dallo Zingarelli: "Principio immateriale attivo, spesso considerato immortale o di origine divina, che si manifesta come vita e coscienza".
Etimologia: da spirare (lat.) : soffiare, alitare, respiro.

L'omelia di padre Maggi

Le religioni sono costellate da una infinità di cerimonie, riti e rituali.

Cerimonia dello chalitzàh. Cerimonia dello scalzamento. Rito di annullamento dell' impegno nuziale tra cognati. Si sostituisce all'obbligo di contrarre nozze con la vedova del proprio fratello, che sia morto senza darle figli, quando uno dei due non voglia il matrimonio leviratico.

Secondo padre Maggi, Israele era considerata una vedova. Ma vedova di chi?
Quanti sono i fratelli del marito morto? Giovanni non è degno di sciogliere i lacci dei sandali ai piedi di chi? Di Gesù?

Ricapitolando, ci sono due fratelli (?), uno dei due sposa Israele, ma poi muore senza lasciare figli, allora il fratello del defunto dovrebbe sposare Israele per dargli un figlio da chiamare con il nome del marito defunto, ma si vede che non gli va. Quindi, un altro uomo dovrebbe sostituirsi al fratello del defunto e sciogliergli i lacci dei sandali per avere il diritto di sposare la vedova. Giovanni non si ritiene degno di sciogliere i lacci dei sandali di Gesù. Si deduce quindi che Gesù aveva un fratello che ha sposato Israele, ma è defunto senza lasciare figli e quindi Gesù dovrebbe sposare la vedova Israele, Nel caso non voglia sposarla, Giovanni dovrebbe andare a sciogliere i lacci dei sandali di Gesù, ma non lo fa perché non si ritiene degno, quindi Gesù manterrebbe il diritto di sposare Israele.

Ritornando alla parabola delle dieci vergini, come la mettiamo? Se le dieci vergini rappresentano le dieci tribù di Israele e quindi rappresentano Israele, cioè la vedova da sposare, allora è logico che lo sposo venga per sposare le dieci vergini e non una fantomatica sposa senza nome.

Se non è così, se le dieci vergini non rappresentano Israele, ma sono solo delle comparse che devono accompagnare lo sposo nella camera nuziale dove c'è la sposa (cioè la vedova Israele, è sottinteso) in attesa dello sposo Gesù, perché concentrare su di loro tutta l'attenzione della parabola? Che significato hanno le dieci vergini? Chi rappresenterebbero in tal caso? Rappresentano i pagani, i gentili, i non ebrei chiamati comunque a partecipare al matrimonio? Se rappresentano i non ebrei, perché Gesù racconta la parabola ai suoi discepoli, naturalmente ebrei?

Faccio fatica a digerire le dieci vergini come delle comparse che accompagnano lo sposo, senza dare loro un significato escatologico.

P.S. Ma poi chi sarebbe il marito defunto della vedova Israele?

Parola di Maddalena

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Ma Gesù, baciava o non la baciava Maria Maddalena sulla bocca? In qualche vangelo apocrifo, forse quello secondo Filippo, divenuto famoso perché citato dallo scrittore Dan Brown nel libro "Il codice da Vinci", si racconta che Gesù baciava la Maddalena sulla bocca (anche se non è sicuro che fosse proprio sulla bocca, perché il testo originale pare che sia poco leggibile).

Perché Gesù avrebbe baciato la Maddalena (sulla bocca)? Perché è dalla bocca che esce la voce e le parole che si scolpiscono nel cuore. E' dalla bocca che escono i canti di gioia, i pensieri positivi, ma anche i pensieri cattivi e negativi.

"L'uomo buono trae fuori il bene dal buon tesoro del suo cuore; l'uomo cattivo dal suo cattivo tesoro trae fuori il male: la sua bocca infatti esprime ciò che dal cuore sovrabbonda." Luca 6,45

Se quindi la bocca esprime ciò che dal cuore sovrabbonda di buono o cattivo ed esce sotto forma di parola per arrivare al cuore, passando per l'udito, il bacio sulla bocca, in questo contesto, cosa esprime? Esprime un senso di devozione, rispetto e riverenza per ciò che si dice di buono e di positivo. Il bacio sulla bocca può inoltre anche significare nutrimento e generazione spirituale (è tipico della madre masticare il cibo e poi passarlo direttamente nella bocca del figlio tramite un "bacio", nel senso originario del termine).

P.S. Viene ora da pensare se Giuda baciò Gesù sulla bocca o meno e come interpretare quel bacio.

Colli Albani

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Ictus

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E' ora di mettere fine alla pena carceraria detentiva che priva della libertà chi viola la legge mettendolo in prigione perché calpesta la dignità di Dio. Dignità di Dio, non dico dell'uomo, perché Dio è nell'uomo. Che ti piaccia o no, la pena carceraria deve essere eliminata, estirpata e abrogata dall'ordinamento giuridico mondiale a partire da quello italiano.

Signori, Dio non scherza, alzate le chiappe e ponete fine alla pena carceraria, perché la Terra non si trasformi nel vostro carcere.

Ti invito a meditare su questo passo del Purgatorio di Dante Alighieri: "Libertà va cercando, ch'è sì cara, come sa chi per lei vita rifiuta".

In ogni condanna, dalla semplice sanzione pecuniaria, fino alla condanna a morte, passando per la condanna al carcere, c'è una ingiustizia intollerabile: la privazione della libertà.

(.)

Ah, dimenticavo..., primo comandamento: "Io sono il Signore, tuo Dio, che ti ho fatto uscire dal paese d'Egitto, dalla condizione di schiavitù: non avrai altri dei di fronte a me. Non ti farai idolo né immagine alcuna di ciò che è lassù nel cielo, né di ciò che è quaggiù sulla terra, né di ciò che è nelle acque sotto la terra. Non ti prostrerai davanti a loro e non li servirai " (Es 20,2-5). Sta scritto: "Adora il Signore Dio tuo e a lui solo rendi culto" (Mt 4,10).


Dio non tollera concorrenti in amore.


Datemi una moneta da due euro italiana! Di chi è quella immagine? Di Dante Alighieri? Rendete a Dante ciò che è di Dante e a Dio ciò che è di Dio.

Moneta da due euro italiana


Ti proprongo questo video di don Giorgio De Capitani sulla santità.

Omelia di don Giorgio: Festività di tutti i Santi 2011.

E' una bella e accesa omelia che richiama la Chiesa al servizio dell'umanità. Don Giorgio dice che Il punto di riferimento dei Santi non è la Chiesa in sé con i suoi dogmi, ma è l'umanità. I valori umani sono la pace, la vita, i diritti universali, la giustizia.

Come vivere la santità? Secondo don Giorgio la santità va collegata all'umanità, all'umiltà dove la parola "umiltà" deriva dal latino "humus o umus" che significa "terra" e da qui la parola "umano". Per cui il santo non è colui che disprezza l'umano, che disprezza la terra, che disprezza questa vita terrena, sarebbe disumano. Il santo è colui che vive il proprio legame con la terra in modo profondo, in modo così profondo da sentirsi sulla strada della piena realizzazione di se stesso.

Poi don Giorgio invita a pensare al criterio che usa la Chiesa per canonizzare i santi: il disprezzo delle cose terrene, il disprezzo della vita, le mortificazioni corporali, l'assenteismo dalla vita politica, il tenersi lontano dalle problematiche sociali, evadere dalle preoccupazioni di questo mondo. Per don Giorgio, la santità è la pienezza dell'umanità e valica i limiti della religione. L'umanità comprende ogni razza, ogni fede religiosa, ogni cultura. Il vero santo non è colui che ha servito la Chiesa come religione e struttura, ma è colui che ha servito l'umanità.

Alla fine, Don Giorgio conclude l'omelia con il ricordo di Vittorio Arrigoni, reporter, testimone dell'umanità, morto in un rapimento in Palestina, morte che, come quella di padre Fausto, non ha certo avuto l'eco e la risonanza mediatica come quella di Marco Simoncelli, motociclista morto in un incidente di gara.


La santità, quindi, pare di capire, non è tanto il rapporto esclusivo e astratto con Dio, ma il rapporto con la terra, con l'umanità, con il Cristo, questo Dio fatto uomo.

"Vigila chi ama" è il titolo della "Parola di vita" di Chiara Lubich di questo mese Novembre 2011 e fa riferimento al versetto di Matteo 25,13: "Vegliate, dunque, perché non sapete né il giorno né l'ora" e pubblicata su Città Nuova del 25/10/2011, il quindicinale periodico del Movimento dei Focolari.

Il contesto di quel versetto dove Gesù invita a vegliare segue e conclude la parabola delle "dieci vergini". Colgo l'occasione per aprire una riflessione in merito. Rileggiamo la parabola:

Il regno dei cieli è simile a dieci vergini che, prese le loro lampade, uscirono incontro allo sposo. Cinque di esse erano stolte e cinque sagge; le stolte presero le lampade, ma non presero con sé olio; le sagge invece, insieme alle lampade, presero anche dell'olio in piccoli vasi. Poiché lo sposo tardava, si assopirono tutte e dormirono. A mezzanotte si levò un grido: Ecco lo sposo, andategli incontro! Allora tutte quelle vergini si destarono e prepararono le loro lampade. E le stolte dissero alle sagge: Dateci del vostro olio, perché le nostre lampade si spengono. Ma le sagge risposero: No, che non abbia a mancare per noi e per voi; andate piuttosto dai venditori e compratevene. Ora, mentre quelle andavano per comprare l'olio, arrivò lo sposo e le vergini che erano pronte entrarono con lui alle nozze, e la porta fu chiusa. Più tardi arrivarono anche le altre vergini e incominciarono a dire: Signore, signore, aprici! Ma egli rispose: In verità vi dico: non vi conosco. Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l'ora.

Qual è il significato di questa parabola? Cosa rappresentano le dieci vergini? Innanzi tutto c'è da rilevare una sorta di scandalo: lo sposo è poligamo se pensa di sposare 10 vergini in un colpo solo. Alla faccia del matrimonio monogamico, qui ci troviamo di fronte ad uno sposo che attende ben dieci vergini in matrimonio.

Per fortuna che si tratta solo di una parabola, altrimenti questo Gesù finisce per mandare all'aria anche il matrimonio monogamico. E' chiaro che il riferimento alle dieci vergini nasconde qualcosa che va decifrato.

Qui, Gesù invita a vegliare. Cosa significa "vegliare"? Significa stare svegli e non dormire. E' soprattutto di notte che si viene chiamati a vegliare. Perché proprio di notte? Perché di notte è buio e non c'è luce. Sappiamo che Gesù è la luce del mondo. Quindi, quando Gesù invita a vigilare di notte, in particolare a mezzanotte dove è notte fonda, fa riferimento ad un periodo temporale e ad uno stato fisico in cui è buio, non c'è ancora la sua luce. La luce del mondo deve ancora venire e si vive nell'oscurità delle tenebre.

Le dieci vergini della parabola purtroppo si assopirono tutte invece di vegliare, ma a mezzanotte si sente un grido che annuncia la venuta dello sposo e le vergini si svegliano. Siamo in piena notte. Perché le vergini sono dieci e non dodici come le tribù di Israele? Perché molto probabilmente le dieci vergini, secondo me, fanno riferimento alle dieci tribù di Israele rimaste e sparse per tutto il mondo (vedi http://it.wikipedia.org/wiki/Dodici_tri%C3%B9_di_Israele : " Sebbene il popolo d'Israele riconosciuto tale sia composto da esponenti di tutte le tribù, comunque in modo sparso, con l'avvento dell'era messianica, soprattutto grazie al Messia, l'interezza del popolo verrà restaurata con il ritorno delle 10 tribù rimaste disperse per tutto il mondo. Anche oggi sono molti i Rabbini impegnati nel ritorno degli ebrei ma il riconoscimento della tribù d'appartenenza di ciascuno è prerogativa particolare del Messia.").

L'invito a vegliare è rivolto quindi al popolo di Israele, alle dieci tribù che attendevano il Messia che tardava. Per cui, con questa parabola rivolta al popolo di Israele, Gesù intende sottolineare lo stato di attesa messianica in cui viveva Israele in quei tempi, il cui popolo (le dieci tribù rimaste), assopendosi di notte, non poteva riconoscere in Gesù il Messia, lo sposo che veniva.

Il grido che si sente: "ecco lo sposo, andategli incontro" rappresenta la venuta del Messia al quale tutto il popolo di Israele dovrebbe andare incontro. Purtroppo il popolo si divide a metà tra le cinque vergini sagge, cioè tra quella parte di popolo che sa essere saggio e previdente facendo tesoro dell'insegnamento dei profeti, per cui si è munito di sufficiente olio (L'olio rappresenta il frutto dell'insegnamento dei profeti di Israele), e tra le cinque vergini stolte, cioè quella parte di popolo che invece è stata superficiale e non ha pensato a procurarsi abbastanza olio per tenere accese le lampade della luce di Dio che illuminano il cammino spirituale che conduce allo sposo. Per cui quel popolo poco previdente che non ha saputo fare tesoro dell'insegnamento dei profeti deve correre a comprare altro olio, distraendosi dal proprio cammino spirituale, rimanendo indietro, perdendo l'occasione di unirsi allo sposo che nel frattempo è arrivato e ha chiuso la porta. Quella parte di popolo che non ha saputo incontrare e riconoscere il Messia resta fuori e, per quanto insista affinché le porte gli siano aperte, lo sposo risponde: "non vi conosco".

Come parte del popolo non ha saputo riconoscere il Messia che viene, così nemmeno il Messia potrà riconoscere chi non ha saputo riconoscerlo. Affinché le porte siano aperte, occorre prima vigilare e riconoscere lo sposo che ci viene incontro andandogli incontro nell'oscurità a nostra volta, tenendo accesa la lampada della luce di Dio che illumina il nostro cammino spirituale alimentata dall'insegnamento dei profeti, affinché anche il Messia possa riconoscerci illuminandoci della sua luce e aprirci la porta.

Il titolo di questo post l'ho preso dal libro di Vittorio Messori: "Scommessa sulla morte" edizioni SEI dove a pag. 140 il giornalista intitola così un paragrafo del suo libro.

Recentemente Il Papa e i vescovi, visto il degrado etico-politico ed economico dell'Italia, sono intervenuti sollecitando l'impegno dei cattolici italiani in politica, intendendo un impegno politico orientato alla promozione del bene comune. Io ci credo poco all'impegno in politica dei cattolici seppure orientato al bene comune, se prima non si definisce cosa è il "bene comune" e cosa si intende per "politica". La politica, secondo il dizionario Zanichelli, è la "scienza e l'arte di governare lo Stato". Ma cosa è lo Stato? Lo Stato, sempre secondo il dizionario Zanichelli, è una "Persona giuridica territoriale sovrana, costituita dall'organizzazione politica di un gruppo sociale stanziato stabilmente su di un territorio", dove per "persona giuridica" si intende: "organismo unitario costituito da un complesso di persone fisiche e di beni riconosciuto dallo Stato", quindi, lo Stato non è un popolo, ma una persona giuridica, un gruppo unitario di persone fisiche e di beni, organizzati politicamente come gruppo sociale confinato in un territorio. Impegnarsi in politica significa, quindi, impegnarsi soprattutto nello Stato e nel suo governo e non nella Chiesa.

Senti cosa scriveva profeticamente Vittorio Messori nel 1982, a pagina 141 del libro sopracitato, in riferimento alla politica che può dare qualcosa, non tutto: "Non si tratta di demonizzarla, anche se, a dire il vero, dietro tante nobili parole la sua essenza oggettiva e immodificabile è inquietante: il suo obiettivo, infatti, è la conquista e la conservazione del potere sugli uomini attraverso la forza. Per sua stessa natura nessuna politica può certo permettersi il lusso di far posto all'amore, all'umiltà, alla mitezza, alla sincerità, al perdono, all'ideale disinteressato e disarmato. ... Sbaglio? Sbaglia la storia intera quando conferma la cruda ma oggettiva sentenza del Machiavelli: 'Li stati non si governano con li paternostri' ? Vuoi andare alla ricerca di una politica 'diversa' dove non siano più necessari né 'volpe' né 'leone'? Fatti tuoi. ... credo ci sia un motivo se Giovanni Sartori, uno dei maggiori politologi viventi non si stanca di ripetere: 'Più studio i meccanismi sociologici e psicologici che guidano politica e politici e più ho paura'".

"Conquista del potere sugli uomini attraverso la forza" è l'obiettivo della politica secondo Vittorio Messori. In democrazia è la forza della maggioranza sulla minoranza. Il Cardinale Angelo Bagnasco, ministro della Chiesa cattolica parla addirittura di "massa critica" dei cristiani cattolici, dando implicitamente ragione a Vittorio Messori, infatti la massa è una grandezza fisica che fa parte della forza. Ad esempio la forza di gravità F è data da F=mg dove m è la massa di un corpo e g è l'accelerazione di gravità.

Sarebbe da leggere tutto quel paragrafo tratto dal libro "Scommessa sulla morte", anche perché Vittorio Messori riconosce un ruolo importante alla politica come servizio sociale e che non va demonizzata, ma va demitizzata "riconoscendone i limiti oggettivi e invalicabili".

Che cosa è invece la Chiesa? Restando al dizionario Zanichelli, la Chiesa è una "Comunità di cristiani appartenenti alla medesima confessione", dove per "confessione" si intende il credo o la fede.

Cattolico, sempre secondo lo Zanichelli, significa: "Universale, con riferimento alla Chiesa cristiana di Roma, in quanto aperta a ogni uomo.".

Chiediamoci: lo Stato è universale? Lo Stato è aperto ad ogni uomo? NO! Uno Stato è confinato in un ben determinato territorio e non è universale e nemmeno aperto ad ogni uomo, altrimenti non ci sarebbero i clandestini e il reato di clandestinità.

Il cattolico appartiene alla Chiesa cattolica e il suo impegno dovrebbe essere universale, missionario e apostolico, tutto al servizio della Chiesa cattolica e del suo tessuto sociale che non conosce confini e non tanto nello Stato che con la Chiesa di Gesù ha poco o niente a che vedere essendo lo Stato confinato in un territorio limitato e circoscritto.

La missione della Chiesa cattolica è la salvezza dell'uomo, perché fuori della Chiesa non c'è salvezza (punto 171 C.C.C.C.).

Ma possiamo parlare di impegno missionario del cattolico in politica, cioè nello Stato, fuori dalla Chiesa? Sì, possiamo parlare di impegno missionario del cattolico in politica se tale impegno fosse finalizzato alla salvezza dello Stato visto che non c'è salvezza fuori dalla Chiesa, tanto meno nello Stato. Ma non avrebbe senso. Che senso avrebbe salvare una persona giuridica? Sono le persone fisiche non quelle giuridiche che vanno salvate.

Allora che senso ha l'impegno politico del cattolico in un organismo che fa della ragion di Stato una esigenza superiore a cui si sacrifica ogni altra considerazione, anche di natura etica? Secondo me non ha alcun senso, né missionario, né apostolico. L'unico vero senso dell'impegno politico come ci ricorda Vittorio Messori è la conquista del potere per governare lo Stato, un senso che di cristiano ha ben poco. Tuttavia se è vero quanto afferma il Catechismo della Chiesa cattolica che fuori dalla Chiesa non c'è salvezza, allora non c'è speranza nemmeno per lo Stato che prima o poi è destinato a collassare su se stesso per conto suo. Quindi non si pone neanche il problema missionario di doverlo salvare, perché è destinato alla perdizione di per sé.

Per il resto penso che ogni uomo debba essere libero di fare le scelte che ritiene migliori per sé e per gli altri. Il cattolico che ritiene di impegnarsi in politica lo faccia pure a suo rischio e pericolo, ma si assuma le proprie responsabilità dei danni che combina, tenendo presente che è solo nella Chiesa con lo Spirito Santo che la anima il luogo dove poter impegnarsi al servizio della comunità e del bene comune, gerarchia permettendo. Ed è sempre la Chiesa a dover attirare a sé tutti i popoli per essere un corpo solo, una cosa sola, non il contrario: non è lo Stato che deve attirare a sé la Chiesa cattolica. Il cattolico in politica, dal mio punto di vista, è una contraddizione, come afferma Gesù stesso: non si possono servire due padroni, non si può servire lo Stato-mammona e la Chiesa di Dio.

Accendere il camino

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Con l'approssimarsi della stagione invernale, arriva il freddo e nelle case occorre accendere il fuoco nel camino per scaldarsi. Giovanni 18,18: "Intanto i servi e le guardie avevano acceso un fuoco, perché faceva freddo, e si scaldavano; anche Pietro stava con loro e si scaldava.".

Tutto questo succede mentre Gesù legato entra nel cortile del sommo sacerdote con il discepolo che lo seguiva, perché il sommo sacerdote conosceva il discepolo di Gesù che quindi poteva entrare nel cortile. Anche Simon Pietro seguiva Gesù legato, ma lui inizialmente non entra nel cortile del sommo sacerdote, ma si ferma fuori vicino alla porta. Il discepolo allora torna fuori, parla con la giovane portinaia e fa entrare anche Pietro. La portinaia riconosce Pietro come uno dei discepoli di Gesù, ma Pietro nega di essere uno dei discepoli di Gesù.

I due li ritroviamo poi davanti al sepolcro vuoto. In quella occasione, sebbene il discepolo corra più forte di Pietro e arrivi per primo al sepolcro, pur chinandosi e vedendo i teli per terra, non entra nel sepolcro. E' Pietro che entra per primo nel sepolcro e solo dopo entra anche il discepolo che vede e crede. I due non comprendono la Scrittura che cioè Gesù deve risorgere dai morti, per cui se ne tornano a casa come se niente fosse successo, invece di fare festa,.

(.)

P.S. Chi non ha il camino, può accendere il fuoco nella stufa o nella caldaia, va bene lo stesso.

Il tuo volto, Signore, voglio far risplendere
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