Sono spariti da YouTube alcuni video del film Jesus Christ Superstar che avevo trovato e linkato. Ho notato che tali video sono stati reinseriti da altri utenti su altri indirizzi. Non ho più voglia di rincorrere il Copyright.

Signore, l'uomo vuole essere proprietario esclusivo di ciò che non gli appartiene. E' cocciuto come un mulo e non comprende che tu hai creato tutte le cose perché vengano condivise tra tutti.

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Per cui chiedo a Te, Signore del cielo e della terra, che venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà e sia santificato il tuo nome.

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Gesù e il Vangelo:

La privacy di Gesù

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Ho letto il comunicato stampa dell'associazione Vivi Down, l'associazione che tutela i disabili, promotrice del processo contro Google, dove si dice: "L'associazione Vivi Down esprime la propria soddisfazione per la sentenza di oggi, in quanto viene riconosciuta l'importanza del diritto delle persone alla privacy, che era il motivo principale per cui era stata intentata la causa.".

Ho quindi deciso di scrivere questo articolo provocatorio. Gesù è una persona, Gesù è vivo perché risuscitato, chi tutela la sua privacy? Se dobbiamo riconoscere il diritto delle persone alla privacy, allora a maggior ragione riconosciamo anche il diritto alla privacy di Gesù, persona umana e divina nello steso tempo ed eliminiamo al più presto il crocefisso e ogni sua immagine dalle chiese, dai luoghi pubblici, e anche da questo sito che espone il suo volto martoriato.

Io sono contrario all'eliminazione del crocifisso dai luoghi pubblici, ma arrivati a questo punto, se vogliamo essere coerenti e non ipocriti, ritengo giusto che anche il crocifisso venga tolto. A meno che non vogliamo usare la legge a nostro uso e consumo a seconda di come ci fa più comodo.

Gesù è una persona secondo la fede cattolica, appunto viva e presente in mezzo a noi e la sua privacy va tutelata per legge al pari di ogni persona viva e presente. La sua immagine esposta nuda e martoriata su una croce viola la sua privacy al pari del video del disabile picchiato da alcuni bulli a scuola. Per cui ritengo giusto nel rispetto del diritto alla privacy di ogni persona, compresa quella di Gesù, che sia tolto il crocifisso e ogni sua immagine non solo da questo sito, ma da ogni luogo pubblico, chiese comprese, altrimenti ci prendiamo solo in giro dimostrando tutta la nostra ipocrisia.

Se proprio vogliamo esporre il crocifisso e il suo volto martoriato, allora eliminiamo il diritto alla privacy delle persone, perché anche Gesù è una Persona, non solo umana, ma anche divina. Altrimenti, per coerenza e giustizia, dobbiamo condannare anche la Chiesa Cattolica per violazione della privacy di Gesù. O vogliamo prenderci in giro?

Dal Catechismo della Chiesa cattolica:
"La Persona unica non si è trovata divisa in due persone dal fatto che alla morte di Cristo l'anima è stata separata dalla carne; poiché il corpo e l'anima di Cristo sono esistiti al medesimo titolo fin da principio nella Persona del Verbo; e nella morte, sebbene separati l'uno dall'altra, sono restati ciascuno con la medesima ed unica Persona del Verbo ."

Ecco un motivo in più per eliminare la Legge umana, perché non sa quello che fa. Povero l'uomo che si ciba dall'albero della conoscenza del bene e del male, il suo destino è segnato e non c'è salvezza per lui se non in quell'uomo crocefisso e risorto e in quel volto martoriato che la legge uguale per tutti dovrebbe eliminare per tutelare la sua privacy.

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Vangelo vissuto:

Regole e libertà

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Voglio puntualizzare che non condivido l'articolo pubblicato dall'Osservatore Romano: "il business della libertà" del 27/02/2010 a firma di Luca M. Possati. E' un articolo che pone interessanti questioni, tuttavia non condivido le conclusioni.

L'articolista si chiede: "Come preservare quella creatività e quella libertà di azione che caratterizzano la rete, rendendola tanto affascinante e densa di opportunità d'ogni tipo, e assicurare al contempo un controllo sui contenuti?" Controllo sui contenuti, quello è il nocciolo della questione. "Servono regole; i motori di ricerca e i provider hanno responsabilità penali". Sbagliatissimo. E' un concetto che secondo me calpesta il buon senso. La responsabilità penale, di fronte a Dio e all'uomo, è sempre personale. Le regole, in questo ambito, non servono e sono controproducenti. Semmai serve maggiore sensibilizzazione verso le tematiche evangeliche, le uniche in grado di garantire uno sviluppo sano e coerente della comunicazione in Rete.

Torno a ripetere che il Vangelo e i suoi principi non si possono imporre per legge e per regole. La legge è quel frutto proibito che porta alla morte dell'uomo.

Ma scriviamolo più grosso perché è un concetto duro a entrare nella testa degli uomini, soprattutto nella testa degli uomini di potere.

La legge è quel frutto proibito che porta alla morte dell'uomo


La Legge e le regole generano Burocrazia e la burocrazia è uno strumento del potere per sottomettere l'uomo e limitare la sua libertà. Il potere è sempre diabolico e inganna l'uomo illudendolo di tenere le persone sotto il suo controllo, quando in realtà è l'uomo di potere con i suoi controllati ad essere tenuto sotto il controllo del demonio. Il vero cristiano rifugge dai richiami del potere, perché sa che l'unico potere appartiene a Dio e non all'uomo.

L'articolista dice: Resta il fatto - sottolineano gli esperti - che nella maggior parte dei casi risalire agli autori dei contenuti e a coloro che li hanno caricati sulla piattaforma di Youtube è un'impresa ardua se non impossibile

Non è sempre vero che sia impossibile risalire agli autori dei contenuti, ma ammettiamo che non si possa risalire agli autori dei contenuti, che male c'è? Dov'è il male nel non riuscire a risalire agli autori dei contenuti? Non c'è alcun male fino a quando non c'è una legge che dica cosa è il male e cosa è il bene e quindi ritorniamo all'albero della conoscenza del bene e del male e ai suoi frutti proibiti che sono le leggi e le regole.

La legge è una sola, la legge dell'amore che appartiene all'albero della vita e tutto il resto è ciarpame umano. La regola è una sola: tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro. Ti scandalizza la cosa? Vallo a dire a Dio?

Continua l'articolista: "Il problema alla radice è che la rete è un affare per molti. Youtube dà a tutti la possibilità di guadagnare grazie alla pubblicità: i video più visti - come quello della sentenza di Milano, come altri, magari pornografici, razzisti o violenti - offrono grandi opportunità di introiti da dividere tra gli autori e il provider."

E' vero, la Rete offre opportunità per tutti, non solo di guadagno, ma anche di conoscenza e visibilità. E' una cosa positiva, no? Il fatto che ci siano contenuti offensivi che sfruttano abusivamente la tua immagine o l'immagine di un disabile o di un bambino inconsapevole, prima ancora di chiederci se è giusto o sbagliato, occorre chiederci se quel contenuto è vero o falso. La verità è più importante della morale, perché è nella verità che si compie la libertà dell'uomo e quindi la sua salvezza. Se prima non c'è verità, non ci può essere nemmeno libertà e nemmeno salvezza. Secondo me è sbagliatissimo condannare, così come è sbagliato condannare chi ha permesso la visione di quel contenuto offensivo, perché la condanna presume un giudizio, anche quando ritenuta giusta dall'uomo. E' Dio a dirlo, non io: "Non giudicate per non essere giudicati".

Ma scriviamolo più grande, perché è un concetto duro da fare entrare nella testa dell'uomo, soprattutto all'uomo di potere:

Non giudicate per non essere giudicati


"Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e vi sarà perdonato" Luca 6,37

L'articolo prosegue con "È un algoritmo a decidere i filmati che possono essere monetizzati. Tuttavia, il sospetto è lecito, con ogni probabilità sarà ancora una volta il colosso californiano a guadagnare di più da questa operazione, a sfruttare il richiamo alla libertà di espressione per far lievitare gli introiti".

Comprendo che per un cristiano non si può servire Dio e Mammona. Ma io devo ficcare il naso prima in casa mia e poi soltanto dopo in casa d'altri. Google è una azienda, una persona giuridica e come ogni azienda segue la legge del profitto. Gesù si è rivolto a persone fisiche, non a persone giuridiche e anche se una persona giuridica è formata da persone fisiche, l'origine del male, dal mio punto di vista, è sempre dell'uomo persona fisica che si lascia tentare dalla Legge, Legge tra l'altro che giustifica e avalla la legge del profitto a partire dalla legge che giustifica la proprietà privata, quell'assurdo abuso che espropria gli uomini di ciò che gli appartiene con il Creato nella condivisione, per affidarlo in modo esclusivo ad una oligarchia di persone. Condanniamo la Legge e non l'uomo, perché la legge deve essere al servizio dell'uomo e non il contrario.

L'articolo poi si chiude con: "Costruire un sistema di controllo è costoso: pagando gli addetti alle revisioni anche solo cinque dollari l'ora, il costo annuo del controllo preventivo dei filmati supererebbe gli ottanta milioni di dollari. Troppo, per i vertici di Mountain View. Troppo, anche se Google guadagna dai dieci ai venti miliardi di dollari l'anno e Youtube vende pubblicità a 178.000 dollari al giorno, quasi cinque milioni e mezzo di dollari al mese. MySpace - dicono le stesse fonti - guadagnerà fino a 900 milioni di dollari l'anno dopo aver firmato un accordo con Google. Cifre da capogiro. È il business della libertà. Che tuttavia non può essere senza freni. "

Non è tanto questione di costi dal mio punto di vista, ma di libertà. Il controllo preventivo dei contenuti da parte dell'uomo, lo costringe a dover emettere un giudizio, una sentenza, cioè lo costringe a giudicare, a mettere un filtro basato sulla conoscenza del bene e del male, cioè su quel famoso albero della conoscenza del bene e del male i cui frutti (leggi, regole e sentenze) portano alla morte dell'uomo stesso. Io non potrei accettare un simile filtro, se fossi io a gestire un provider, perché va contro la mia coscienza di cristiano, di discepolo di Gesù che per primo ha invitato l'uomo a conoscere la verità, cioè a conoscere Gesù stesso per essere uomini veramente liberi e salvi. Infatti non c'è verità senza conoscenza e non c'è conoscenza senza verità, di conseguenza senza conoscenza non ci può essere libertà e salvezza.

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Fede e ateismo:

La fede sposta le montagne

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Sono solo briciole.

Le montagne da spostare sono ben altre.

FRANA IN DIRETTA - VIBO VALENTIA - SAN FRATELLO ( MESSINA)

C'è quella montagna di proprietà privata da spostare. Che aspettiamo? Che sia Dio che si fa forza naturale a spostarla?

Matteo 17,20

Ed egli rispose: "Per la vostra poca fede. In verità vi dico: se avrete fede pari a un granellino di senapa, potrete dire a questo monte: spostati da qui a là, ed esso si sposterà, e niente vi sarà impossibile".

Signore, c'è anche un'altra grossa montagna da spostare: la montagna della Legge e della Burocrazia. La sposti tu o la sposto io?

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La morte e la vita:

12-01-2010 Terremoto ad Haiti magnitude 7

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12 01 2010

verbale Asl del 12-01-2010

12 01 2010

Magnitude 7.0 - HAITI REGION 2010 January 12 21:53:10 UTC 18.457°N, 72.533°W
Magnitude 7

Help for Haiti: Learn What You Can Do


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La morte e la vita:

La Legge uccide

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Traggo spunto dall'appello del Papa e della Cei, dell'altro giorno, agli imprenditori in merito alla grave situazione occupazionale italiana che sta mettendo in difficoltà molte famiglie, spingendo al suicidio in alcuni casi, persone che vengono licenziate per la mancanza di lavoro e la chiusura dell'azienda per fallimento, per fare alcune considerazioni su tutto ciò.

Dal mio punto di vista, la responsabilità di tutto ciò è in gran parte della Legge e di conseguenza del legislatore che fa le leggi.

Sì, perché la legislazione in materia di lavoro e sulla sua sicurezza, per l'imprenditore è qualcosa di impossibile e assurdo, quando viene applicata senza la mediazione dello Spirito. Ad essere sincero, se fossi un imprenditore, con la legislazione che ci ritroviamo in Italia, avrei già chiuso l'azienda e licenziato tutto il personale, oppure avrei trasferito l'azienda all'estero, lasciando a casa tutti i lavoratori non disposti a trasferirsi all'estero.

Da una parte, come è giusto che sia, i lavoratori chiedono sicurezza e garanzie sul lavoro. Dall'altra parte, l'imprenditore deve poter vendere e fare utile se vuole continuare a mantenere in piedi l'azienda e quindi deve essere competitivo sul mercato, offrendo prodotti e servizi di qualità al minor costo.

Sicurezza e competizione, purtroppo, mal si conciliano sul mercato.

C'è poco da dire e da piangere. Quando una azienda, per esempio, riceve una sanzione di 6.000 euro se non di più dall'ASL per la mancanza di un documento burocratico previsto dalla Legge, la prima cosa che l'imprenditore considera è quella di rivolgersi ad un avvocato per valutare la possibilità di un ricorso alla sanzione ricevuta. Ma poi si chiede: ne vale la pena?

Non ne vale la pena se i costi superano i benefici e se non hai qualche santo in Paradiso. Val la pena invece chiudere baracca e burattini e licenziare tutto il personale. D'altronde è giusto così, perché se un imprenditore non sa stare all'altezza della Legge e di tutte le norme previste in merito alla sua attività, è giusto che esca dal mercato e si dedichi all'ippica, con buona pace del Papa, della Cei, del legislatore e di tutti noi che restiamo senza lavoro.

L'unica soluzione, secondo me, è mettere da parte la Legge e adottare il Vangelo, non come Legge, ma come libera e consapevole scelta di vita.

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Nell'udienza generale del 20 gennaio 2010 dedicata alla settimana di preghiera per l'unità dei cristiani, il Papa Benedetto XVI ha tenuto un interessante discorso che merita essere letto o ascoltato.

Dice il Papa nell'udienza generale: "Così vediamo che c'è una dimensione della nostra responsabilità nel fare tutto ciò che è possibile per arrivare realmente all'unità, ma c'è l'altra dimensione, quella dell'azione divina, perché solo Dio può dare l'unità alla Chiesa. Una unità "autofatta" sarebbe umana, ma noi desideriamo la Chiesa di Dio, fatta da Dio, il quale quando vorrà e quando noi saremo pronti, creerà l'unità.

Nel Vangelo di Giovanni, al capitolo 17, Gesù si rivolge al Padre con un discorso molto profondo, nel quale spiega importanti concetti di fede che vorrei sintetizzare in dieci punti:

1) Gesù ha ricevuto da Dio il potere sopra ogni essere umano.
2) Gesù spiega cosa è la vita eterna: conoscere Dio e conoscere colui che Dio ha mandato, cioè Gesù.
3) Gesù non prega per il mondo, ma prega per i suoi discepoli, per coloro che osservano la parola di Dio e che a Dio appartengono.
4) Gesù mette in comunione con il Padre ogni cosa, in una comunione dei beni.
5) Gesù chiede al Padre di custodire nel suo nome i suoi discepoli perché siano una cosa sola.
6) Gesù vuole che i suoi discepoli abbiano in loro la pienezza della gioia di Gesù.
7) Gesù chiede a Dio di custodire i suoi discepoli dal maligno e non di toglierli dal mondo.
8) Gesù chiede a Dio di consacrare i suoi discepoli nella verità, perché la parola di Dio è verità.
9) Gesù prega anche per quelle persone che, per la parola dei suoi discepoli, crederanno in Gesù, perché tutti siano una cosa sola, perfetti nell'unità tra di loro, con Gesù e con il Padre, perché il mondo creda che Gesù è stato mandato da Dio.
10) Gesù promette a tutti i credenti di fare conoscere il nome di Dio per poter essere in loro e perché lo stesso amore di Dio per Gesù sia in loro.

(I 10 punti hanno spostato il video a ottobre 2010 :-))

Dalla lettura del capitolo 17 del Vangelo di Giovanni emerge quindi una cosa importante: l'unità dei cristiani è tra gli elementi fondamentali per la salvezza dell'uomo. Sì, perché non c'è salvezza senza credere in Gesù, non c'è salvezza senza unità.

Gv. 17,20-21: Non prego solo per questi, ma anche per quelli che per la loro parola crederanno in me; perché tutti siano una sola cosa. Come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch'essi in noi una cosa sola, perché il mondo creda che tu mi hai mandato

Perché?

Perché come dice lo stesso evangelista: Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo unico Figlio perché chi crede in lui (non muoia e) non vada perduto ma abbia vita eterna (Gv 3,16)

Certamente l'unità dei cristiani è opera di Dio come dice il Papa, ma Dio non aspetta che i cristiani siano pronti, per creare l'unità. Ha forse Dio aspettato che il suo popolo fosse pronto, per mandare Gesù? No, infatti il suo popolo non lo ha saputo accogliere. Se Dio avesse aspettato che il suo popolo fosse pronto, per mandare Gesù, molto probabilmente a quest'ora lo dovrebbe ancora mandare.

Dio non aspetta che i cristiani siano pronti per realizzare la loro unità, perché ne va di mezzo la loro salvezza e siccome Dio è amore e siccome l'unità dei cristiani è fondamentale alla salvezza dell'uomo, Dio realizza l'unità dei cristiani a partire dalla risurrezione di Gesù nella Chiesa corpo mistico di Gesù, soltanto che incontra la resistenza dell'uomo, del cristiano stesso che non comprende la grandezza dell'amore di Dio e costruisce intorno a sé muri, confini e paletti.

Uno dei principali ostacoli che l'uomo pone alla realizzazione dell'unità chiesta da Gesù è la proprietà privata. La proprietà privata è un abuso dell'uomo sull'uomo, perché sottrae un bene di tutti per destinarlo all'uso esclusivo di una singola persona, abuso che l'uomo esercita con la forza e con la guerra o con la legge. La proprietà privata distingue tra ciò ciò che è mio e ciò che è tuo. Invece Gesù mette tutto in comune con il Padre e di conseguenza con i credenti, in una completa comunione dei beni: Tutte le cose mie sono tue e tutte le cose tue sono mie, e io sono glorificato in loro Gv. 17,10

O forse pensiamo che Dio voglia creare l'unità dei cristiani dove ogni cristiano si tiene ben stretto il proprio pezzetto di proprietà in forza della legge dello Stato ?

Allora, il cristiano è invitato a chiedersi se è pronto a mettere tutto in comune, perché senza comunione dei beni materiali e spirituali, secondo me, non ha senso parlare di unità.

Allora, siamo pronti per l'unità dei cristiani? Se non siamo pronti, spiace dirlo, ma mettiamo in gioco la nostra salvezza, vanificando il sacrificio di Gesù. Oppure preferiamo che sia Dio a compiere l'unità dei cristiani per mezzo dell'amore che si fa croce?

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Dio Amore:

Dio suggerisce all'uomo di eliminare la Legge umana. Attenzione, non è un obbligo, ma un suggerimento.

Gesù e il Vangelo:

Gesù è risuscitato il terzo giorno. Nell'ottica di Dio un giorno equivale a mille anni e 1000 anni ad un giorno. Non lo dico io, ma lo dice l'apostolo Pietro nella sua seconda lettera

Gesù e il Vangelo:

La video omelia di p. Alberto Maggi. Gesù è ritrovato dai genitori nel Tempio in mezzo ai maestri

Religione e spiritualità:

Ogni tentativo dell'uomo di subordinare lo Spirito alla Legge è destinato a fallire provocando la morte dell'uomo. Quando l'uomo applica la legge scavalcando lo spirito, muore. La Legge imprigiona l'uomo, mentre lo Spirito lo libera e lo vivifica.

Antico Testamento:

Qual è il frutto proibito? Cerchiamo di capire: l'albero della conoscenza del bene e del male di che albero si tratta? E' il fico? Perché Dio comanda di non mangiare il frutto proibito. Cercherò di rispondere dando una mia personale interpretazione.

Vangelo vissuto:

Milano, manifestazioni di protesta in occasione della Prima della Scala

TOP GUN:

Meditaziome sul decreto Ronchi decreto-legge 25 settembre 2009, n. 135, art. 15, adeguamento alla disciplina comunitaria in materia di servizi pubblici locali di rilevanza economica, in merito alla gestione delle risorse idriche e dell'acqua.

Precedente: 194 - 42 - 832

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  • Pagina: 05-03-2010
    Data e ora locale reale: 2010-03-11 22:41:27