Pan flute played in a Latino Festival

Pan flute played in a Latino Festival (Photo credit: Wikipedia)

Il flauto di Pan (Pan flute o Pan pipes) è di origine Sud Americana, soprattutto della zona delle Ande: Perù, Bolivia, Cile, Colombia, Venezuela, Ecuador.

Da Wikipedia:  "La sua origine è fra le più antiche. Nel tempo questo strumento divenne molto popolare, soprattutto tra le comunità pastorali, per tale motivo i ceti sociali più agiati disprezzavano questo strumento.

Il flauto di Pan è uno strumento che viene molto usato nella musica popolare germanofica, più precisamente in Germania, Austria, Süd Tiröl e Svizzera. Ma è proprio in quest'ultima che viene utilizzato di più dai cantanti, tanto da renderlo uno dei strumenti tipici della cultura svizzera."

Da strumento poco apprezzato dai ceti sociali più agiati, diventa lo strumento musicale tipico della cultura del paese delle banche.




Dal libro del Siracide, cap. 40,20-22

Vino e musica rallegrano il cuore,
ma più ancora lo rallegra l'amore della sapienza.

Il flauto e l'arpa rendono piacevole il canto,
ma più ancora di essi una voce soave.

L'occhio desidera grazia e bellezza,
ma più ancora di esse il verde dei campi.


Giacomo 1,11

Si leva il sole col suo ardore e fa seccare l'erba e il suo fiore cade, e la bellezza del suo aspetto svanisce. Così anche il ricco appassirà nelle sue imprese.

Enhanced by Zemanta

E' incredibile quello che è successo al porto di Genova il 7 maggio 2013, poco dopo le ore 23. Una nave porta-container va a sbattere contro la torre di controllo del porto distruggendola e provocando 13 vittime, 13 lavoratori all'interno della torre, (se non di più).

La barca delle ore 23.03.13, un copione già scritto.



"Nessuno di noi ha il copione scritto della propria vita in mano. Ognuno scopre l’identità del proprio essere nel corso del suo mutamento che è tessuto di sorprese, di eventi imprevisti e inauditi, di ascolti e interiorizzazioni, di brusche svolte e talvolta di illuminazioni che ci sradicano e ci trapiantano altrove. Così scrive Rilke nella Lettera ad una Signora milanese: "Nasciamo, per così dire, provvisoriamente, da qualche parte; soltanto a poco a poco andiamo componendo in noi il luogo della nostra origine, per nascervi dopo e ogni giorno più definitivamente". (Nicoletto)"

"Non sono gli eventi esterni, non sono le altre persone, non sono le nostre vite passate (nè i nostri trofei nè le nostre sconfitte) che scrivono la storia della nostra vita. Questi sono aspetti essenziali, certo. Ma sei tu che decidi come relazionarti con ciascuno di essi. Sei tu. Dio si propone come co-autore della tua vita. Ha firmato un contratto con te. Non c'è (in)successo editoriale che lo dissuada dal credere nelle tue possibilità. Imprevedibili. Tu e Lui."
di don Mario Aversano, "Che copione stai scrivendo?", tratto da: http://www.iltesoro.org/2013/05/che-copione-stai-scrivendo.html



Luca 13, 1-5

In quello stesso tempo si presentarono alcuni a riferirgli circa quei Galilei, il cui sangue Pilato aveva mescolato con quello dei loro sacrifici. Prendendo la parola, Gesù rispose: «Credete che quei Galilei fossero più peccatori di tutti i Galilei, per aver subito tale sorte? No, vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo. O quei diciotto, sopra i quali rovinò la torre di Sìloe e li uccise, credete che fossero più colpevoli di tutti gli abitanti di Gerusalemme? No, vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo».


Da: http://daily.wired.it/news/tech/2013/05/09/jolly-nero-dubbi-incidente-47185691.html#?refresh_ce

La manovra e gli ordini
Alle 23,30 di martedì 7 maggio la portacontainer Jolly Nero arriva in retromarcia (in gergo, macchine indietro) dal canale Sampierdarena, proveniente dal molo Nino Ronco, dove era ormeggiata e dove usualmente stazionano le imbarcazioni dell’armatore Messina. Va a tre nodi. Deve effettuare la cosiddetta manovra di evoluzione, cioè sfruttare l’apertura portuale per curvare in retromarcia e poi prendere il largo. Fuori dal canale Sampierdarena il comandante interrompe la marcia indietro e inizia a curvare. L’allarme scatta solo a circa 70 metri dalla banchina, quando da uno dei due rimorchiatori agganciati, lo Spagna, il comandante comunica al pilota a bordo, Antonio Anfossi, che la nave è troppo vicina. Gli fanno eco dalla torre piloti: “ Non c’è più acqua, che fate”. Primo enigma: la marcia avanti sarebbe dovuta essere ingranata almeno già intorno ai 200 metri di distanza, allo sbocco dal Sampierdarena. Ciononostante, il comandante del Jolly Nero Paoloni dà ordine, su indicazione di Anfossi, di invertire la direzione: macchine avanti. Qualcosa, però, non funziona: uno dei motori non risponde. Proprio in quel momento, quando servirebbe la spinta per interrompere il lento scivolamento verso la banchina, il cosiddetto abbrivio. Non basta l’àncora gettata in tutta fretta né il lavoro del rimorchiatore di poppa, che cerca di trainare il bestione il più possibile fuori dalla traiettoria in cui avrebbe senz’altro colpito la torre. Spezza addirittura il cavo (ma forse dopo l’incidente, dicono dalla procura) e non ce la fa per un paio di metri. Tra l’ordine e la collisione trenta secondi: la nave colpisce la torre mandano in briciole anche l’adiacente palazzina degli alloggi.

Il motore e l’avaria
L’avaria sembra misteriosamente momentanea. È questo uno dei punti sui quali si concentrano le indagini condotte dal procuratore capo Michele Di Lecce e dal pm Walter Cotugno, che hanno sentito decine di persone. Dopo lo scontro, infatti, la Jolly Nero riparte senza alcun problema: ingrana la marcia e si piazza al molo Sech, dov’è tuttora sottoposta a sequestro. “ Un black out momentaneo – dice l’avvocato del comandante Paoloni, Romano Raimondo, a Repubblica – al momento inspiegabile, tanto che con i consulenti della compagnia cercheremo di capire”. Da precedenti verifiche, in particolare quelle effettuate dalle autorità spagnole nel porto di Castellón de la Plana, ai primi di maggio, tutto sembrava a posto.

Il richiamo dello Spirito

Signore, questa classe politica è cieca e sorda. Ha orecchi per sentire, ma non sente. Ha occhi per vedere, ma non vede (o non vuole vedere e sentire).

Signore, perché non fai esplodere una bella stella in cielo, per vedere se questi politici finalmente riescono ad alzare il culo dalle loro comode poltrone, almeno per andarla a vedere ? Signore, io mi affido alla tua giustizia.

Matteo 13,15

Perché il cuore di questo popolo
si è indurito, son diventati duri di orecchi,
e hanno chiuso gli occhi,
per non vedere con gli occhi,
non sentire con gli orecchi
e non intendere con il cuore e convertirsi,
e io li risani.

Romani 11,8

come sta scritto:
Dio ha dato loro uno spirito di torpore,
occhi per non vedere e orecchi per non sentire,
fino al giorno d'oggi.

Il villaggio

| 2 Comments

C'era una volta un villaggio. Il suo nome era Concordia Sulla Secchia. Ci fu un terremoto che distrusse buona parte del villaggio come documentato dai video.



Elenco dei principali servizi a disposizione dei cittadini:

Organi Politici

Sindaco
Giunta Comunale
Consiglio Comunale

Struttura operativa

Segretario comunale
Responsabili di Area
Posta elettronica certificata

Area 1° servizi interni e istituzionali

Servizio tributi
Servizio segreteria generale
Servizio ragioneria ed economato
Servizio interventi economici
Servizi demografici

Area 2° gestione del territorio

Ufficio urbanistica-edilizia
Ufficio progettazione
Ufficio manutenzioni
Ufficio lavori pubblici
Ufficio edilizia privata
Ufficio di piano
Ufficio ambiente
Sportello edilizia
Piano Strutturale Comunale

Area 3° istruzione, cultura e servizi alla persona

Ufficio istruzione
Nido d'infanzia
Centro produzione pasti
Ufficio cultura e associazionismo
Ufficio sport
Teatro del Popolo
Biblioteca
Assistente sociale
Sportello sociale
Centro servizi cittadini stranieri
Centro diurno
Casa protetta
Servizio di assistenza domiciliare

Area Polizia Municipale

Servizio di Polizia Municipale


Luca 9,56
E si avviarono verso un altro villaggio.


Costituzione Italiana. Art. 101:

La giustizia è amministrata in nome del popolo.
I giudici sono soggetti soltanto alla legge.

Cosa vuol dire? Sai qual è il significato dell'art. 101 della Costituzione italiana ? La giustizia è amministrata in nome del popolo (italiano si presume). Se chi ha scritto quell'articolo si fosse potuto rendere conto della gravità di tale principio davanti a Dio, molto probabilmente non l'avrebbe scritto. Probabilmente quel costituzionalista avrebbe scritto: la giustizia è amministrata in nome di Dio, se credente, oppure in nome della Natura, se ateo, ma non in nome del popolo. Coinvolgere il popolo e quindi l'uomo nell'amministrazione della giustizia e delle condanne (o assoluzioni) che ne conseguono significa violentare nello spirito il credente nella giustizia di Dio.

E poi quel secondo comma: i giudci sono soggetti soltanto alla legge. Terribile! Ma se ne rendono conto della gravità di tale articolo? Probabilmente no, altrimenti i giudici non svolgerebbero il ruolo che svolgono.

Signori, con Dio non si scherza, così come non si scherza con la Natura. Corpo e anima, materia e spirito, fanno parte della stessa sostanza:e formano una trintà: xyz, dove z = x + iy sul piano complesso di cui la croce ne è una rappresentazione cartesiana.

Qual è il significato della parola giustizia? Vediamolo sullo Zingarelli: Virtù, principio etico per il quale si giudica rettamente e si riconosce e si dà a ciascuno ciò che gli è dovuto. Sin. equità.
Quindi si dà, non si toglie. Dio dà, ma il popolo toglie. Esempi: la pena carceraria toglie la libertà, la legge che legittima l'aborto toglie la vita, la legge che legittima la proprietà privata ti espropria.

Luca 18,7-8 E Dio non farà giustizia ai suoi eletti che gridano giorno e notte verso di lui, e li farà a lungo aspettare? Vi dico che farà loro giustizia prontamente. Ma il Figlio dell'uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?

Appunto. Agli eletti Dio fa giustizia prontamente, ma a che serve fare giustizia là dove non c'è fede ? Là dove non c'è fede, la giustizia è amministrata in nome del popolo e i giudici sono soggetti soltanto alla legge.

Signore, ti chiedo di fare giustizia!

(.)

La barca

| 57 Comments
C'era una volta una barca molto grande, quando passava tutti si fermavano ad ammirarla e qualcuno la filmava per portarsela nei ricordi e nei sogni.

Eccola:



Ma Uno che ha pure lui una barca molto grande di cui è geloso, molto geloso, perché gli è costata cara, si incazzò.

Quell'essere non tollerava che quella barca così monotona, così bianca, sempre piena di gente proveniente da tutto il mondo, fosse filmata e guardata da coloro che ha sempre amato. Non lo tollerava ed era geloso.

Sì, quell'essere restava infastidito ed offeso nel vedere tutte quelle persone ingenue pagare il biglietto per una crociera di così breve durata, quando invece sulla sua barca  la crociera era gratis e durava tutta la vita. Così quell'essere, un giorno, preso dalla gelosia, si incazzò, ma si incazzò così tanto con quella barca tanto grande e tanto bella, perché tutti la guardavano e la filmavano, mentre la sua barca si svuotava sempre di più e decise che quell'inganno doveva cessare. E così fu.

Chi ha orecchi per intendere, intenda.


Miserando atque eligendo

| 1 Comment
Miserando atque eligendo è il motto dello stemma cardinalizio di Papa Francesco che saluto. Cosa significa quel motto? Al liceo sono sempre stato poco ferrato in latino e non so dare una corretta traduzione in italiano di tale motto. Miserando deriva dal verbo latino miseror che significa: aver compassione. Eligendo deriva dal verbo latino eligo che significa: cogliere, scegliere, eleggere. Atque è la congiunzione copulativa latina e, anche, pure.

Tale motto sarebbe riferito all'episodio del Vangelo in cui Gesù chiama Matteo, l'esattore delle tasse, a seguirlo. Per cui, per l'occasione, vorrei fare una meditazione su tale episodio che ritroviamo nei tre vangeli canonici. Rileggiamoli.

Matteo, cap. 9.
9 Andando via di là, Gesù vide un uomo, seduto al banco delle imposte, chiamato Matteo, e gli disse: «Seguimi». Ed egli si alzò e lo seguì.10 Mentre Gesù sedeva a mensa in casa, sopraggiunsero molti pubblicani e peccatori e si misero a tavola con lui e con i discepoli. 11 Vedendo ciò, i farisei dicevano ai suoi discepoli: «Perché il vostro maestro mangia insieme ai pubblicani e ai peccatori?». 12 Gesù li udì e disse: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. 13 Andate dunque e imparate che cosa significhi: Misericordia io voglio e non sacrificio. Infatti non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori».

church of the gesu

church of the gesu (Photo credit: orj78)

Marco, cap. 2.
[13] Uscì di nuovo lungo il mare; tutta la folla veniva a lui ed egli li ammaestrava.[14] Nel passare, vide Levi, il figlio di Alfeo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: "Seguimi". Egli, alzatosi, lo seguì. [15] Mentre Gesù stava a mensa in casa di lui, molti pubblicani e peccatori si misero a mensa insieme con Gesù e i suoi discepoli; erano molti infatti quelli che lo seguivano.
[16] Allora gli scribi della setta dei farisei, vedendolo mangiare con i peccatori e i pubblicani, dicevano ai suoi discepoli: "Come mai egli mangia e beve in compagnia dei pubblicani e dei peccatori?". [17] Avendo udito questo, Gesù disse loro: "Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati; non sono venuto per chiamare i giusti, ma i peccatori".

Luca, cap 5
[27] Dopo ciò egli uscì e vide un pubblicano di nome Levi seduto al banco delle imposte, e gli disse: "Seguimi!". [28] Egli, lasciando tutto, si alzò e lo seguì. [29] Poi Levi gli preparò un grande banchetto nella sua casa. C'era una folla di pubblicani e d'altra gente seduta con loro a tavola. [30] I farisei e i loro scribi mormoravano e dicevano ai suoi discepoli: "Perché mangiate e bevete con i pubblicani e i peccatori?". [31] Gesù rispose: "Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati; [32] io non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori a convertirsi".

Quello su cui voglio riflettere è apparentemente di secondaria importanza e riguarda la casa in cui si tiene il banchetto di Levi. La Bibbia TOB dice che la casa è quella di Matteo cioè quella di Levi e non quella di Gesù, citando Luca 5,29, anche considerando che Gesù non ha una casa di proprietà come rileva giustamente la Bibbia Tob in una nota che cita Lc. 9,58 nel quale Gesù dice che il Figlio dell'uomo non ha dove posare il capo.

Io invece  vorrei approfondire la cosa e porre dei dubbi. La casa dove si tiene il banchetto è proprio quella di Levi? Perché? Non potrebbe essere invece quella di Gesù, anche se non viene detto esplicitamente? Ragioniamo. Gesù invita Matteo a seguirlo. Matteo si alza, lascia tutto e lo segue. Dove vuoi che ti porti Gesù quando lo segui? Nella casa di Levi ? Nella casa di un peccatore? Non avrebbe senso, non sarebbe logico. Gesù non porta il peccatore a casa del peccatore, altrimenti il peccatore resta nel peccato. Gesù porta il peccatore sempre a casa sua, cioè nella casa del Padre che è la casa di Dio dove si tengono i banchetti (spirituali).

Rileggiamo e cerchiamo di capirci qualcosa. Lc. 5,27: Dopo ciò egli (Gesù) uscì e vide un pubblicano di nome Levi seduto al banco delle imposte, e gli disse: "Seguimi!". [28] Egli (Levi), lasciando tutto, si alzò e lo seguì (Levi segue Gesù fin dove?, Non è il contrario. Gesù non segue Levi a casa di Levi). [29] Poi Levi gli preparò (Levi prepara a Gesù, dopo averlo seguito fino a casa di Gesù ?) un grande banchetto nella sua casa (casa di Levi o di Gesù?). C'era una folla di pubblicani e d'altra gente (altri peccatori perdonati) seduta con loro (Gesù e Levi) a tavola (nella casa di Gesù o di Levi?). [30] I farisei e i loro scribi mormoravano e dicevano ai suoi discepoli (peccatori che seguono Gesù): "Perché mangiate e bevete con i pubblicani e i peccatori?". [31] Gesù rispose: "Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati (appunto); [32] io non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori a convertirsi".

Cerchiamo di dare una lettura spirituale e non soltanto carnale a quel passo evangelico. Cerchiamo di dare un significato spirituale alla casa dove si tiene il banchetto. La casa può rappresentare una dimensione spirituale dell'anima del peccatore che si converte. Quando segui Gesù, lui ti porta a casa sua che è poi la casa del Padre, la casa di Dio. Mi sembra quindi logico che il banchetto di Levi si tenga nella casa di Gesù.

Quindi la frase: "nella sua casa", può essere riferita alla casa di Gesù, ma può anche essere riferita alla casa di Levi se per "casa" intendiamo l'anima del peccatore convertita al Signore. Per capirlo bisogna ragionare con lo spirito e non tanto con la carne. Perché se ragioni con la carne ti viene da pensare ad una casa di mattoni o di pietra o comunque ad una casa materiale. Se invece ragioni con lo spirito, la casa può essere la casa di Dio, ma anche la tua anima che si converte e si apre a Dio diventando la sua dimora, perché è sempre in Dio e nelle sue dimore che si tengono i banchetti (nello spirito di Dio) e nelle quali vale il motto Miserando atque eligendo. Gesù non porta e, tanto più, non lascia mai il peccatore nella sua casa, nel peccato, perché nella "casa-anima" di un peccatore non c'è salvezza.

Gesù ti porta sempre nella casa del Padre, ti porta a Dio, cioè là dove c'è misericordia e dove ti senti chiamato per nome, dove il peccato ti viene sempre perdonato e cancellato. E siccome Gesù è Dio, Gesù ti porta a casa sua, nella quale Gesù "non ha dove posare il capo", perché la "casa" di Gesù non è una casa fisica con indirizzo e numero civico, ma è una casa universale che prende il nome di "Chiesa cattolica".

Ma non pensare che lo spirito resti solo spirito. Lo spirito si incarna, lo spirito si fa carne nella Chiesa e i banchetti spirituali alla fine si incarnano pure loro e si consumano nella carne sotto una casa concreta, non al freddo e sotto la pioggia.





Enhanced by Zemanta
Se vai su Aleteia.org, alla pagina http://conclave.aleteia.org/ puoi partecipare al test "chi sarà il nuovo Papa?" per scegliere il futuro Papa. Io sono andato a vedere e alla fine del test che si snoda in circa cinque passaggi, mi sono trovato di fronte alla scelta finale, con un messaggio come quello sotto riportato.

"SCELTA FINALE.
IN BASE ALLE TUE PREFERENZE, CI SONO 12 CARDINALI CHE RISPONDONO AI TUOI CRITERI DI SELEZIONE. SCEGLI IL CARDINALE CHE PREFERISCI E CONDIVI IL TUO RISULTATO CON I GLI AMICI ATTRAVERSO I SOCIAL NETWORK."


I papabili che mi sono usciti fuori dal test sono questi:


THOTTUNKAL Baselios Cleemis



ALENCHERRY George



TAGLE Luis Antonio



PATABENDIGE DON Albert M. R.



SCHERER Odilo Pedro



EIJK Willem Jacobus



WOELKI Rainer Maria



PELL George



GRACIAS Oswald



O'MALLEY Sean Patrick



COLLINS Thomas Christopher



BOZANIĆ Josip


Quale dovrei scegliere tra i dodici proposti?

Boh, non conoscendoli bene, uno si affida alla Spirito Santo. Per cui ho contato fino a sette procedendo dal primo verso il basso e sono finito su: WOELKI Rainer Maria. Toh, un cardinale tedesco.

Le profezie dei politici

| 4 Comments

La politica secondo Piero Fassino (Sindaco di Torino).

A Torino, il Movimento 5 Stelle ha preso alla Camera 392.724 (29,11%) voti alle elezioni politiche 2013.
A Torino, il Partito Democratico nel quale milita Piero Fassino, alla Camera ha preso 358.741 (26,59%) voti.

Oh ragazzi, siam mica qui a contare le stelle nel cielo.

Ho riflettuto molto sulle dimissioni del Papa e sul loro significato storico e spirituale, direi quasi rivoluzionario. Le dimissioni di Papa Benedetto XVI mi appaiono ancora più significative proprio perché avvengono all'inizio di questo terzo millennio, all'inizio del terzo giorno, in Quaresima. Sembra quasi che il Papa abbia deciso di lasciare il posto al Gesù che viene. Sì, la Chiesa non è nostra, ma appartiene a Gesù, noi siamo il suo corpo e il gesto di questo Papa ormai stanco nel fisico, ma non nello spirito è una dimostrazione di grande maturità spirituale e di fede.




Gesù, nel Vangelo, chiede all'uomo di "tagliare", di "staccarsi" dal mondo, dalle preoccupazioni, dagli affetti, dalla materialità delle cose, per poter accogliere il suo messaggio di salvezza. Ecco, credo che questo distacco possa avvenire anche nei confronti della Chiesa stessa, di questa "madre" che ci cresce e nutre nello spirito, affinché ognuno possa, prima o poi, prendere il volo e unirsi alla propria "sposa", alla propria "donna" da ricercarsi nella propria anima. Non si tratta di abbandonare la Chiesa, ma di staccarsi da essa, restandogli vicino, perché la Chiesa, intesa come il corpo di Cristo, non ci appartiene, ma io la vedo come la dimora che Cristo prepara per noi dove ognuno possa sentirsi a casa.
Enhanced by Zemanta

Servi inutili?

| 1 Comment

Qui intendo commentare un passo del Vangelo di Luca, capitolo 17, versetti 5-19 che, secondo me, viene male interpretato pensando che il discepolo di Gesù debba ubbidire per poi umiliarsi dicendo di essere un "servo inutile":

Simbolo del pesce, legato al Cristianesimo (in...

Simbolo del pesce, legato al Cristianesimo (in quanto acrostico di "Gesù Cristo figlio di Dio salvatore") (Photo credit: Wikipedia)

Gli apostoli dissero al Signore: «Aumenta la nostra fede!». Il Signore rispose: «Se aveste fede quanto un granellino di senapa, potreste dire a questo gelso: Sii sradicato e trapiantato nel mare, ed esso vi ascolterebbe.
Chi di voi, se ha un servo ad arare o a pascolare il gregge, gli dirà quando rientra dal campo: Vieni subito e mettiti a tavola? Non gli dirà piuttosto: Preparami da mangiare, rimboccati la veste e servimi, finché io abbia mangiato e bevuto, e dopo mangerai e berrai anche tu? Si riterrà obbligato verso il suo servo, perché ha eseguito gli ordini ricevuti? Così anche voi, quando avrete fatto tutto quello che vi è stato ordinato, dite: Siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare».

Gli apostoli chiedono a Gesù di aumentare la loro fede, come se la fede fosse qualcosa che si misura e si pesa. Gesù risponde collegando la fede ad una richiesta, ad un comando che risulta assurdo: lo sradicamento di una pianta di gelso e il suo trapianto nel mare dove, non essendoci la terra, la pianta non potrebbe radicarsi e stare in piedi.

Poi Gesù fa una serie di constatazioni. Gesù constata che chi, tra di loro, avesse un servo (oggi il servo lo si chiama lavoratore dipendente), si comporterebbe da padrone dando ordini e facendosi servire, mettendo prima di tutto le sue esigenze e per ultimo quelle del servo.

Gesù fa poi un'ultima constatazione dicendo che anche loro quando si comportano da servi, dopo aver eseguito gli ordini ricevuti, invece di confidare nel padrone e nella sua giustizia, si umiliano in un timore reverenziale verso il padrone stesso, dicendo di essere dei servi inutili e di avere fatto quello che dovevano fare, quasi come a dire: va bene così.. Quindi, quel "dite", secondo me, non è un invito di Gesù a umiliarsi, a non pretendere, a sentirsi come dei servi inutili, ma una amara constatazione di quanto i suoi discepoli si umiliano da soli sottomettendosi all'autorità del padrone.

In quelle condizioni umilianti (di servi inutili), la fede in Dio non può crescere, perché è il discepolo stesso che, considerandosi inutile, non si spinge oltre nei confronti di Dio, non confida in lui, non cerca la sua collaborazione, ma rimane fermo nella sua passività di servo inutile, forse già appagato di avere fatto il suo dovere eseguendo gli ordini del suo padrone. Se i discepoli continuano a considerarsi dei servi inutili, mossi da timore reverenziale nei confronti di Dio, la loro fede resta quella che è, non può crescere. Dio non vuole dei discepoli che si sentono servi inutili, Dio vuole dei collaboratori, degli amici che sappiano rivolgersi a Lui e chiedano con fede.

Infatti, nei versetti successivi a cosa assistiamo? Leggiamo: "Durante il viaggio verso Gerusalemme, Gesù attraversò la Samaria e la Galilea. Entrando in un villaggio, gli vennero incontro dieci lebbrosi i quali, fermatisi a distanza, alzarono la voce, dicendo: «Gesù maestro, abbi pietà di noi!». Appena li vide, Gesù disse: «Andate a presentarvi ai sacerdoti». E mentre essi andavano, furono sanati"

Qui Gesù incontra dieci lebbrosi che gli vanno incontro chiedendogli, a voce alta, di avere pietà di loro e vengono sanati. Quei dieci lebbrosi non hanno timore reverenziale nei confronti di Gesù, non si sentono come servi inutili nei confronti di Dio, non si tirano indietro, ma hanno fede e la dimostrano alzando la voce, chiedendo a Gesù di avere pietà e vengono sanati. I lebbrosi sono dieci come sono dieci le vergini che devono andare incontro allo sposo. Solo uno di loro, tuttavia, torna indietro a ringraziare e Gesù cosa gli dice? "Alzati e va'; la tua fede ti ha salvato!
Enhanced by Zemanta
Il tuo volto, Signore, voglio far risplendere
Il tuo volto, Signore, voglio far risplendere
Logo
I sette colori dell'amore di Dio: Misericordia, Perdono, Carità, Provvidenza, Bontà, Giustizia, Fedeltà.
Creative Commons License
This blog is licensed under a Creative Commons License.
Free Internet Security - WOT Web of Trust
Powered by  Movable Type 5.01