La santità secondo don Giorgio De Capitani


Ti proprongo questo video di don Giorgio De Capitani sulla santità.

Omelia di don Giorgio: Festività di tutti i Santi 2011.

E' una bella e accesa omelia che richiama la Chiesa al servizio dell'umanità. Don Giorgio dice che Il punto di riferimento dei Santi non è la Chiesa in sé con i suoi dogmi, ma è l'umanità. I valori umani sono la pace, la vita, i diritti universali, la giustizia.

Come vivere la santità? Secondo don Giorgio la santità va collegata all'umanità, all'umiltà dove la parola "umiltà" deriva dal latino "humus o umus" che significa "terra" e da qui la parola "umano". Per cui il santo non è colui che disprezza l'umano, che disprezza la terra, che disprezza questa vita terrena, sarebbe disumano. Il santo è colui che vive il proprio legame con la terra in modo profondo, in modo così profondo da sentirsi sulla strada della piena realizzazione di se stesso.

Poi don Giorgio invita a pensare al criterio che usa la Chiesa per canonizzare i santi: il disprezzo delle cose terrene, il disprezzo della vita, le mortificazioni corporali, l'assenteismo dalla vita politica, il tenersi lontano dalle problematiche sociali, evadere dalle preoccupazioni di questo mondo. Per don Giorgio, la santità è la pienezza dell'umanità e valica i limiti della religione. L'umanità comprende ogni razza, ogni fede religiosa, ogni cultura. Il vero santo non è colui che ha servito la Chiesa come religione e struttura, ma è colui che ha servito l'umanità.

Alla fine, Don Giorgio conclude l'omelia con il ricordo di Vittorio Arrigoni, reporter, testimone dell'umanità, morto in un rapimento in Palestina, morte che, come quella di padre Fausto, non ha certo avuto l'eco e la risonanza mediatica come quella di Marco Simoncelli, motociclista morto in un incidente di gara.


La santità, quindi, pare di capire, non è tanto il rapporto esclusivo e astratto con Dio, ma il rapporto con la terra, con l'umanità, con il Cristo, questo Dio fatto uomo.