La favola di Cristo

Navigando qua e là, mi sono imbattuto nel sito Luigi Cascioli Anti-Religions.org: la favola di Cristo dove leggo: ateismo contro cristianesimo. Ateismo attacca cristianesimo con una denuncia contro la Chiesa Cattolica sostenitrice di un'impostura basata su falsi documenti, quali la Bibbia ed i vangeli, attraverso la violenza dell'inquisizione e il plagio ottenuto con l'esorcismo, il satanismo e altre superstizioni.

Ho tovato singolari quelle pagine anche se non ne condivido le tesi.

Il comportamento di Cascioli che trascina in tribunale un parroco per abuso della credulità popolare, mi conferma nella fede e in quanto dice Gesù nel Vangelo in Marco 13,9 e in Matteo 10, 16-18: "Ascoltate: io vi mando come pecore in mezzo ai lupi. Perciò siate prudenti come serpenti e semplici come colombe. State in guardia, perché vi porteranno nei tribunali e nelle sinagoghe e vi tortureranno. Sarete trascinati davanti ai governatori e re, per causa mia, e sarete miei testimoni di fronte a loro e di fronte ai pagani."

Link:
Luigi Cascioli Anti-Religions.org: la favola di Cristo

Vorrei rispondere a Luigi Cascioli riportando alcuni passi di uno tra i più famosi scrittori cattolici: Vittorio Messori, tratti dal libro: Patì sotto Ponzio Pilato ? Edizioni Sei, pag.13. (Notare il punto interrogativo)

"Il fatto è che il Nazareno appartiene al presente quanto al passato: su di lui si fonda quel cristianesimo che è ancora ben vivo e vitale e di fronte al quale ciascuno, piaccia o no, è chiamato a prendere posizione, ciascuno ha i suoi pregiudizi - positivi o negativi che siano - che nascono dalla sua vicenda personale, dalla sua fede, dalla sua incredulità, dal suo agnosticismo. Almeno in occidente (ma, con diversi gradi e intensità, il fatto vale ormai per il mondo intero) dopo venti secoli di storia cristiana - e mentre quella storia continua - nessuno può illudersi di conservare imperturbabile equilibrio nello studiare le origini della fede in Gesù.

Del resto, dopo ormai due secoli di cosiddetto "studio scientifico" della Bibbia (e in particolare, per quel che qui ci interessa, dei vangeli, del Nuovo Testamento) i risultati sono implacabilmente eloquenti. Partendo, cioè dagli stessi versetti greci, dagli stessi dati storici, quasi ogni studioso "indipendente" giunge a risultati contrastanti se non addirittura opposti. L'esegesi biblica è il luogo per eccellenza delle ipotesi, anche se ciascuno vorrebbe trasformare la sua ipotesi in risultato acquisito e indiscutibile, munirla della forza cogente della verità ormai indiscutibile.

Ogni generazione di specialisti di questi argomenti presenta i suoi risultati come "oggettivi" e, dunque come "sicuri" perché "scientifici". E, puntualmente, ogni generazione successiva rinnega quei padri e giunge a conclusioni date come altrettanto "oggettive" (ma soltanto sino al sopraggiungere sulla scena dell'altra generazione, che ricomincerà quasi da capo).

Link:
Prometheus: Gesù - Yeshua
Scienza e fede: I falsi maestri