Religione e politica

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Eugenio Scalfari, fondatore del quotidiano "la Repubblica" intervistato da Giuliano Ferrara in questo video, nella trasmissione Otto e Mezzo su La7 Tv.
Il tema della discussione è la religione e la politica.

La religione come spazio pubblico.
Scalfari è un non credente (lo dice lui nel video), per lui il sacro, la fede in Dio, non esiste, ma esiste la morale e, una discussione religiosa, secondo Scalfari, va impostata sulla morale, altrimenti non avrebbe senso.
Nel video si accenna anche al caso della parlamentare Binetti, se è stata influenzata o meno nelle sue decisioni di voto da qualche esponente della gerarchia ecclesiale.

Il Vangelo narra che Gesù non era un politico e quando lo volevano fare Re (così come oggi si fa un Presidente del Consiglio o della Repubblica), scappò via per ritirarsi sui monti, tutto solo. Questo dimostra che il potere temporale a Gesù non interessava.

Io sono dell'idea che al cristiano, l' impegno politico non dovrebbe interessare, non perché non debba interessare la politica in sè, ma perché il cristiano dovrebbe essere già impegnato a testimoniare Gesù e il suo insegnamento con la sua vita, in modo coerente, su un piano universale che interessa l'uomo e la sua evangelizzazione. Il compito del cristiano non è quello di impegnarsi in politica e portare avanti o imporre gli interessi di una lobby di potere piuttosto che un'altra (imprenditori o lavoratori dipendenti o commercianti o camionisti) in buona o cattiva fede, ma quello di evangelizzare e battezzare, in unità con tutti i cristiani, coloro che vogliono e chiedono di essere evangelizzati e battezzati, liberamente.

Update: Segnalo per un approfondimento l'articolo di Eugenio Scalfari: Atei devoti nel giardino del Papa, su Repubblica.it