Dedicato a Daniele

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In questo video, il Papa Giovanni Paolo 1° fa un discorso serio ai fedeli sulle opere di carità temporali e spirituali, accennando anche alla proprietà privata che per nessuno è un diritto inalienabile e assoluto, ma poi crolla nel confronto con Dio incarnato in un bambino che lo spiazza.

Il Papa GP1 chiama un bambino di nome Daniele ad aiutarlo e gli chiede che classe fa. Daniele gli risponde che fa la V elementare. Poi il Papa gli chiede se vuole stare sempre in V elementare o se il prossimo anno vuole andare in un'altra classe. Daniele risponde al Papa da vero Dio dicendogli che per lui è uguale, ma che preferisce restare sempre in V elementare perché se va in prima media lascia la sua maestra. Per Daniele il rapporto affettivo con la sua maestra è più importante del passaggio di grado, più importante della carriera scolastica. Da quelle parole si comprende che è Dio a rispondere al Papa e non Daniele.

Purtroppo il Papa non comprende la risposta di Daniele il quale non ci tiene ad andare in prima media per non lasciare la sua maestra. Il Papa non comprende che a rispondergli non è tanto Daniele, ma è Dio incarnato in Daniele. Per Daniele la maestra è come il Maestro per i discepoli. Sì, quel bambino è diverso dal Papa perché ragiona come Dio, mentre il Papa ragiona da uomo. La sua innocenza di bambino non dà importanza all'avanzamento di carriera. Infatti Dio non ragiona secondo i parametri umani i quali mettono la legge del progresso e l'avanzamento di carriera al primo posto, infischiandosene dei rapporti umani, ma ragiona secondo i canoni dell'amore. Comunque poi si comprende che il Papa faceva riferimento al progresso spirituale e non a quello sociale o politico. Lasciamo quindi che i bambini vadano da Gesù, perché di essi è il regno dei cieli.