I due ladroni

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Dal Vangelo secondo Matteo, capitolo 27:

[38] Insieme con lui furono crocifissi due ladroni, uno a destra e uno a sinistra.
[39] E quelli che passavano di là lo insultavano scuotendo il capo e dicendo:
[40] "Tu che distruggi il tempio e lo ricostruisci in tre giorni, salva te stesso! Se tu sei Figlio di Dio, scendi dalla croce!".
[41] Anche i sommi sacerdoti con gli scribi e gli anziani lo schernivano:
[42] "Ha salvato gli altri, non può salvare se stesso. È il re d'Israele, scenda ora dalla croce e gli crederemo.
[43] Ha confidato in Dio; lo liberi lui ora, se gli vuol bene. Ha detto infatti: Sono Figlio di Dio!".
[44] Anche i ladroni crocifissi con lui lo oltraggiavano allo stesso modo.

Dal Vangelo di Marco capitolo 15:

[27] Con lui crocifissero anche due ladroni, uno alla sua destra e uno alla sinistra.
[28] .
[29] I passanti lo insultavano e, scuotendo il capo, esclamavano: "Ehi, tu che distruggi il tempio e lo riedifichi in tre giorni,
[30] salva te stesso scendendo dalla croce!".
[31] Ugualmente anche i sommi sacerdoti con gli scribi, facendosi beffe di lui, dicevano: "Ha salvato altri, non può salvare se stesso!
[32] Il Cristo, il re d'Israele, scenda ora dalla croce, perché vediamo e crediamo". E anche quelli che erano stati crocifissi con lui lo insultavano.

Dal Vangelo secondo Luca, capitolo 23:

[32] Venivano condotti insieme con lui anche due malfattori per essere giustiziati.
[33] Quando giunsero al luogo detto Cranio, là crocifissero lui e i due malfattori, uno a destra e l'altro a sinistra.
...

[39] Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: "Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e anche noi!".
[40] Ma l'altro lo rimproverava: "Neanche tu hai timore di Dio e sei dannato alla stessa pena?
[41] Noi giustamente, perché riceviamo il giusto per le nostre azioni, egli invece non ha fatto nulla di male".
[42] E aggiunse: "Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno".
[43] Gli rispose: "In verità ti dico, oggi sarai con me nel paradiso".

Dal Vangelo secondo Giovanni, capitolo 19:

[17] Essi allora presero Gesù ed egli, portando la croce, si avviò verso il luogo del Cranio, detto in ebraico Gòlgota,
[18] dove lo crocifissero e con lui altri due, uno da una parte e uno dall'altra, e Gesù nel mezzo.
...

[31] Era il giorno della Preparazione e i Giudei, perché i corpi non rimanessero in croce durante il sabato (era infatti un giorno solenne quel sabato), chiesero a Pilato che fossero loro spezzate le gambe e fossero portati via.
[32] Vennero dunque i soldati e spezzarono le gambe al primo e poi all'altro che era stato crocifisso insieme con lui.
[33] Venuti però da Gesù e vedendo che era già morto, non gli spezzarono le gambe,
[34] ma uno dei soldati gli colpì il fianco con la lancia e subito ne uscì sangue e acqua.

Tutti e quattro gli evangelisti riportano l'episodio dei due ladroni, seppure con sfumature diverse. Matteo e Marco non fanno distinzioni, entrambi i ladroni insultano Gesù come fa il resto della gente che passava di lì. Luca invece è più preciso e per lui soltanto un ladrone insultava Gesù, l'altro in un certo senso si ravvede e riconosce l'innocenza di Gesù.

Si tratta, dal mio punto di vista, di un episodio profetico e molto psicologico oltre che storico. Quei due ladroni impersonano la figura del peccatore credente che si converte e del peccatore non credente, la figura della della fede da una parte e la figura dell'ateismo dall'altra, se vogliamo.

Cosa ci vogliono dire gli evangelisti raccontando l'episodio dei due ladroni crocifissi con Gesù? Si tratta di due peccatori, dei malfattori, due ladri, dove per Gesù i ladri, come le prostitute, ci precedono nel regno dei cieli. Gesù lo conferma in questo episodio e dice al ladrone "convertito": In verità ti dico, "oggi sarai con me nel paradiso". Lo dice ad un ladrone, un peccatore che ha riconosciuto e accettato davanti a Gesù la condanna della croce come giusta pena da scontare per le sue azioni peccaminose. Questo ladrone non si ribella, non insulta Gesù come fa l'altro ladrone che cerca la salvezza sperando che Gesù lo faccia scendere dalla croce.

E' un atteggiamento comune di tanti uomini atei e non credenti che quando sono in croce, cioè quando devono passare e affrontare momenti difficili e di dolore nella vita, si ribellano a Dio e a Gesù, a volte fino ad insultarlo rinfacciandogli ipocritamente di essere Figlio di Dio, l'onnipotente che dovrebbe usare i suoi poteri per alleviargli i dolori, chiedendogli, sempre sarcasticamente e ipocritamente, di essere salvato, nella speranza che Dio possa evitargli la croce e il dolore. Quei non credenti o atei probabilmente non si rendono conto che è proprio la croce, l'accettazione della croce e del dolore che li introduce nel regno di Dio o paradiso, come lo chiama Gesù.

Quel ladrone, un gran peccatore, riesce a convertirsi e ad accettare la croce e il dolore come la giusta pena che deve scontare per le sue azioni malvagie chiedendo a Gesù non la salvezza, ma solo di ricordarsi di lui quando sarà nel suo regno, dimostrando così una grande umiltà e fede in Gesù. E Gesù gli promette il paradiso.

Giovanni invece introduce un dettaglio che gli altri evangelisti non riportano. Ai due ladroni, su ordine di Pilato, per richiesta dei giudei, i soldati spezzano le gambe, mentre a Gesù che era già morto non spezzano le gambe, ma trafiggono il costato da dove sgorga acqua e sangue.

Che cosa significa questo particolare di Giovanni? Che cosa significa spezzare le ossa delle gambe ai due ladroni ? Perché Giovanni ha riportato questo particolare? Emerge dall'analisi che i due ladroni sono morti dopo Gesù e hanno visto Gesù agonizzante morire in croce, ma hanno anche visto fuoriuscire acqua e sangue dal suo costato quando è stato trafitto dalla lancia del soldato per ordine di Pilato. Perché è uscita acqua e sangue dal costato di Gesù? Cosa significa?

Quei due ladroni tardavano a morire e spezzare le ossa delle gambe è un modo per accelerarne la morte, come riportano diversi testi a commento di quell'episodio. Perché accelerarne la morte, quando la crocifissione doveva essere una pena atroce ? Si dice che era la vigilia della festa e non si voleva che i corpi rimanessero in croce durante il giorno festivo.

Se i due ladroni simboleggiano i credenti e i non credenti che guarderanno colui che hanno trafitto, allora possiamo affermare che quel passo del Vangelo è profetico perché la Storia ci insegna che la fede, ma anche l'ateismo pur non credendo in Dio, hanno sempre guardato a Colui che hanno trafitto. E' un passo a mio avviso molto profetico che va molto avanti nel programma di salvezza di Dio, difficile da comprendere e spiegare e che probabilmente riguarda, da un punto di vista escatologico, il corpo mistico di Gesù (la Chiesa), la fede e l'ateismo coinvolgendo la stessa risurrezione.

In fondo i due ladroni, secondo la mia sensibilità spirituale, siamo sempre noi e la loro figura simboleggia l'uomo vecchio, il peccatore che crede da una parte e non crede dall'altra. Egli deve morire insieme a Gesù per poter risorgere. La Pasqua di risurrezione arriva anche per lui e non è bene che resti appeso alla croce nel giorno di festa. Se tarda a morire, forse ci pensa Dio per mezzo dei soldati, su richiesta dei giudei ad accelerarne la morte.

Su un piano escatologico di più largo respiro inerente il nostro destino, I due ladroni simboleggiano quindi la parte credente, pur peccatrice che si converte e la parte non credente o atea del mondo che insulta Dio e Gesù. Entrambi vedono morire Gesù e vedono anche fuoriuscire sangue e acqua dal suo costato trafitto. Ciò significa probabilmente che i credenti e i non credenti non solo sono chiamati a condividere la croce con Gesù, ma verranno messi di fronte a Gesù agonizzante e saranno testimoni della sua morte oltre che della nascita della Chiesa (corpo mistico di Gesù) che battezza con quell' acqua e con quel sangue fuoriuscito dal costato di Gesù. Dopo aver assistito a tutti quegli avvenimenti nella sofferenza della croce, anche a loro toccherà morire prima del giorno di festa, per essere tolti dalla croce e poter risorgere con Gesù.

Link: Papa: il Battesimo di Gesù e la nostra chiamata alla santità