Recently in Vangelo vissuto Category

English: bufala

English: bufala (Photo credit: Wikipedia)

Questo sito web ha come nome di dominio dioamore.org e come titolo: Dio + Amore = Gesù e il Vangelo, con sottotitolo: Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo unico Figlio perché chi crede in lui non muoia ma abbia vita eterna (Giovanni 3,16).

Quello che è riportato nel Vangelo di Giovanni al capitolo 3, versetto 16, è una fake news, una notizia falsa ?

Siamo entrati in Quaresima e i cristiani di tutto il mondo si accingono a festeggiare, con la Pasqua, la risurrezione di Gesù. La risurrezione di Gesù è una fake news, una bufala, una notizia falsa ?

Io non lo so se Gesù è risorto o meno. Ci credo sulla base delle testimonianze dei suoi apostoli tramandata dalla Chiesa e per l'azione dello Spirito. Ma la risurrezione di Gesù, per chi non crede, potrebbe benissimo essere una fake, una bufala, una notizia falsa e tendenziosa diffusa a suo tempo dagli apostoli per loro motivi personali.


Serafino Massoni - FAKE NEWS VERITA' FALSITA'

Gesù surrogato

| 1 Comment
The Italian politician Nichi Vendola at the Na...

The Italian politician Nichi Vendola at the National Gay Pride march in Rome, on June 16 2007. Picture by Giovanni Dall'Orto. (Photo credit: Wikipedia)

Il significato del verbo "surrogare", secondo il dizionario Zingarelli, è: "Mettere qlcu. o qlco. in luogo di altra persona o cosa. (Raro): sostituire, (dir.) subentrare". Come sostantivo la parola "surrogato" significa: " Ciò che sostituisce un'altra cosa in modo incompleto, imperfetto." Secondo il vocabolario Treccani, la parola "surrogato" significa: "Prodotto o sostanza che surroga, in quanto ha caratteristiche e proprietà analoghe, un altro prodotto o un’altra sostanza, rispetto ai quali è spesso inferiore di qualità ma meno costoso e di più facile approvvigionamento".

Le parole "surrogato, surrogazione" sono diventate recentemente di moda quando si parla di maternità surrogata o utero in affitto, figlio surrogato.

Secondo Wikipedia, la surrogazione di maternità è la "gestazione per altri o gestazione d'appoggio, talvolta denominata "utero in affitto", è il ruolo che nella fecondazione assistita è proprio della donna (madre portante) che assuma l'obbligo di provvedere alla gestazione e al parto per conto di una persona o una coppia sterile, alla quale si impegna a consegnare il nascituro".

Alla luce delle definizioni appena viste, appare chiaro che la storia del Cristianesimo non è altro che la storia di una maternità surrogata. Cosa fa Dio per mettere al mondo Gesù? Si rivolge a Maria, la quale offre in prestito a Dio il proprio utero per mettere al mondo Gesù. Maria accetta la gestazione per altri, in particolare per Dio. Gesù è quindi un figlio surrogato, un figlio generato per conto di Dio e non per conto di Giuseppe legittimo sposo di Maria. Così insegna la dottrina cristiana.

La storia di Maria è quindi forse il primo caso di maternità surrogata, se non il primo caso, forse il caso più eclatante al quale ha fatto seguito quello di Nichi Vendola di padre con maternità surrogata.

Intorno alla maternità surrogata i cristiani si sono fatti tante seghe mentali, sulle quali sono nate tante polemiche a non finire.

Il quotidiano online Repubblica.it ha pubblicato il giorno 29/02/2016 un interessante articolo di Valeria Pini dal titolo: "Maternità surrogata: una scelta che divide il mondo e nasconde anche povertà e business", sottotitolo: "In Italia, Francia e Spagna è vietata; in Inghilterra è lecita, ma senza pagamento; la Grecia la consente, ma esclude i gay. In Usa e Canada il bimbo ottiene la cittadinanza, in Russia e Ucraina non ha diritti. In Belgio e Olanda ci dev'essere un legame biologico tra i genitori e il bimbo, mentre in altri paesi l'ovocita non può essere della gestante" (http://www.repubblica.it/salute/2016/02/29/news/maternita_surrogata_i_paesi_dove_si_puo_fare-134491543/).

Bisogna dire che il Dio cristiano non si è fatto tutte le seghe mentali che ci facciamo noi quando entriamo nel merito del discorso. Del resto un Dio che dice di non chiamare padre nessuno sullo terra perché uno solo è il padre: quello del cielo (Mt. 23,9), dovrebbe fare capire ai cristiani che la figura del padre biologico ha poca importanza per Gesù. Di conseguenza i cristiani dovrebbero capire l'ipocrisia delle loro seghe mentali intorno alla maternità surrogata, convincendosi a mettere fine alle loro polemiche in merito, accettando la maternità surrogata come uno degli esempi da seguire che il Dio cristiano e Maria danno all'umanità, o almeno a quella cristiana, oltre agli altri esempi di misericordia, perdono e carità.





She was a fast machine
She kept her motor clean
She was the best damn woman I had ever seen
She had the sightless eyes Telling me no lies
Knockin' me out with those American thighs
....


Gesù è risuscitato il terzo giorno. Cosa significa tutto questo?
Significa che è ora di cambiare registro.

Che cosa ha fatto Gesù nei due giorni precedenti la risurrezione? Ha riposato.

Gesù è Dio incarnato, è Dio fatto uomo. E allora?

Luca 24,2: "Trovarono la pietra rotolata via dal sepolcro"

Allora è ora di cambiare il calendario e dividere l'anno, anziché in settimane di sette giorni, in terne o ternane di tre giorni dove due giorni sono di riposo e uno solo di lavoro.

Basta con la settimana di sette giorni dove sei giorni sono di lavoro e un solo giorno di riposo. Basta con questo stakanovismo biblico che non tiene conto del terzo giorno di risurrezione e dei due giorni precedenti nei quali Gesù ha riposato.

Gesù ci insegna che lui ha riposato due giorni prima di risorgere il terzo giorno. Quindi Gesù il terzo giorno si è svegliato e con l'aiuto dell'angelo si è messo a lavorare per fare rotolare via la pietra che chiudeva il sepolcro per uscirne fuori e risorgere.

Prendiamo esempio da lui e ricordiamo il giorno della risurrezione di Gesù come giorno del risveglio, giorno di lavoro dopo due giorni di riposo.

Naturalmente ognuno è libero di fare come crede, perché i giorni di lavoro come i giorni di riposo sono per l'uomo e non viceversa.


La Proprietà (privata), secondo la definizione del dizionario Zingarelli, è il diritto di godere e disporre di un bene in modo pieno ed esclusivo, entro i limiti e con l'osservanza degli obblighi stabiliti dalla legge.

Espropriare invece, secondo il dizionario Zingarelli, significa privare qualcuno di ciò che possiede.

Di conseguenza: non c'è proprietà senza l'esproprio. Ogni forma di proprietà porta con sé un esproprio implicito o esplicito: nel senso che per avere il diritto di godere e disporre in modo pieno ed esclusivo di un bene, quel diritto lo devi togliere a tutti gli altri.

Il furto, secondo la definizione del dizionario Zingarelli, è un reato consistente nell'impossessarsi di cosa mobile altrui sottraendola a chi la detiene per trarne profitto per sé o altri. Anche il furto è quindi una forma di esproprio implicito ed esplicito.

Rubare, secondo la definizione del dizionario Zingarelli, significa "sottrarre, portare via qualcuno o qualcosa che è di altri, spetta ad altri, e sim.", Poiché "sottrarre", secondo la definizione del dizionario Zingarelli, significa anche levare via, togliere e "privare" è il sinonimo di levare, togliere, ne consegue che rubare equivale a espropriare.

Pierre-Joseph Proudhon

Pierre-Joseph Proudhon (Photo credit: Wikipedia)

Da qui il detto che la Proprietà è un furto (Pierre-Joseph Proudhon). Solo che quando si parla di proprietà si tende a pensare alle cose immobili come case e terreni, quando invece si parla di furto si tende a pensare alle cose mobili come soldi o automobili. Ma il concetto è lo stesso: la Proprietà è un furto e viola il settimo comandamento di Dio: "non rubare" (Es 20,15). 281, Mt 19,18) che per me è come dire "non espropriare".

Quindi, il comandamento "non rubare" significa rinunciare a qualunque forma di Proprietà privata.

Più facile a dirsi che a farsi. Quando faccio questi discorsi, chi mi ascolta di solito mi dice: "comincia tu, dai il buon esempio!".

In un sistema o ordine di cose dove la Proprietà Privata è il perno dell'Economia di mercato (economia di mercato: basata sull'iniziativa privata, in cui prevale la legge della domanda e dell'offerta), dare il buon esempio rinunciando alla Proprietà ha poco senso, perché la legge della domanda e dell'offerta presuppone la Proprietà di qualcosa da offrire a fronte di una specifica domanda.Se non si ha la proprietà di qualcosa da offrire, non si può nemmeno fare fronte alla domanda.

Italiano: economia

Italiano: economia (Photo credit: Wikipedia)


Quindi, dire: "No alla Proprietà Privata" in un sistema dominato dalla economia di mercato quale è il nostro sistema capitalistico, è una affermazione senza senso oltre che illogica. Occorre prima dire: "No all'Economia di mercato".

Quindi, per dire "No alla Proprietà Privata" bisognerebbe prima dire "No all'Economia di mercato" (economia di mercato che io preferisco chiamare "economia del furto e del bisogno"). Soltanto se prima si passa da una economia di mercato e quindi da una economia del furto legittimato ad un'altra forma di economia quale può essere ad esempio una Economia di comunione, allora e solo allora si potrà poi dire: "no alla Proprietà Privata", perché l'Economia di comunione (che non significa Comunismo nel senso tradizionale del termine) va oltre la Proprietà Privata rendendola superflua, non più necessaria.

L' Economia di mercato capitalistica è basata sulla domanda e sull'offerta.

La domanda è la tua, l'offerta è quella dell'economia, del sistema economico chiamato anche società.

Però per creare una domanda occorre prima creare un bisogno. Io domando perché ho bisogno di qualcosa. Se non ho bisogno di nulla non domando nulla. Ma per creare un bisogno occorre prima creare una mancanza di qualcosa, mancanza anche fittizia o psicologica, come ad esempio la mancanza di salvezza che crea il bisogno salvezza, terreno fertile per tanti santoni religiosi che ci speculano sopra. Ed ecco che la Proprietà Privata (come la guerra) ha proprio la funzione di creare tante mancanze, tanti bisogni, tante povertà, perché sottraendoti, privandoti ed espropriandoti di beni mobili, immobili e immateriali ti mette nella condizione di bisognoso, affinché tu possa domandare al sistema economico che ti ha espropriato ciò di cui hai bisogno e di cui sei stato privato: lavoro, terra, cibo, vestiti, carta igienica, ma anche la tua salvezza per l'altra vita da acquistare con penitenze di vario tipo offerte dal sistema economico e religioso.

L'Economia di mercato ha bisogno del povero, del bisognoso per funzionare.

Capisci quindi la logica del discorso e dove voglio arrivare. L'Economia di comunione o economia di condivisione, invece, non ha bisogno della domanda e dell'offerta, perché non privandoti di nulla, essendo tutto condiviso, non crea la necessità di un bisogno, non crea il "povero".

L'Economia di comunione, inverte il concetto di "domanda e offerta" in "offerta a domanda". Sei tu che vieni messo in condizione di offrire innanzitutto te stesso attraverso il tuo lavoro, le tue risorse umane e il tuo impegno a fronte di una domanda e quindi di un bisogno proveniente dal sistema economico al quale tu stesso appartieni, cioè dalla società di cui ne fai parte.

Mentre l'Economia di mercato ti aliena cioè ti vende, rendendoti sempre povero e bisognoso di qualcosa, dando un prezzo di mercato basato sulla domanda e sull'offerta alle tue risorse umane, l'Economia di comunione invece ti ingloba mettendo in condivisione le tue risorse umane valorizzandole, facendoti parte di se stessa e ha bisogno della tua collaborazione.

Tuttavia Economia di mercato ed Economia di comunione non possono coesistere nello stesso sistema perché una esclude l'altra. Sono come l'ora solare e l'ora legale. I due fusi orari (solare e legale) non possono coesistere insieme nello stesso sistema, altrimenti si genera il caos, o si adotta l'uno o si adotta l'altro.


Italiano: Cina amministrativa

Italiano: Cina amministrativa (Photo credit: Wikipedia)

L'organo della chiesa parrocchiale San Vincenzo Martire di Nole è stato distrutto nel Novembre 2006 (nove anni fa), insieme a parte della chiesa in conseguenza del crollo della torre campanaria che era oggetto di restauro da parte dell'amministrazione comunale che seguiva i lavori. La Chiesa parrocchiale è stata ricostruita, ma l'organo della chiesa ancora no.



Quando il Figlio dell'uomo verrà nella sua gloria con tutti i suoi angeli, si siederà sul trono della sua gloria. Al suono delle trombe e dell'organo saranno riunite davanti a lui tutte le genti, cinesi compresi, ed egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dai capri, e porrà le pecore alla sua destra e i capri alla sinistra. Allora il re dirà a quelli che stanno alla sua destra: Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo. "Perché io ho avuto bisogno di lavolale e mi avete fatto lavolale".  Allora i giusti gli risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo veduto disoccupato e senza lavoro e ti abbiamo dato lavoro?

Rispondendo, il re dirà loro, accompagnato dal suono dell'organo: In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me. Poi, quando l'organo non suonerà più, dirà a quelli alla sua sinistra: Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli.

"Perché ho avuto bisogno di lavolale e non mi avete fatto lavolale" Remix DJ Mt.25,40-42

( + )



La dogana pastorale

| 6 Comments

Papa Francesco nell'omelia del 25 maggio 2013 ha accennato, in senso polemico, all'ottavo sacramento istituito dall'uomo: la dogana pastorale.

Una ragazza madre, che va in chiesa dicendo: ‘Voglio battezzare il bambino’”. Può capitare, denuncia il Papa, che si senta rispondere: “No, tu non puoi perché non sei sposata!”. Per il Pontefice è assurdo “che questa ragazza che ha avuto il coraggio di portare avanti la sua gravidanza e non rinviare il suo figlio al mittente” trovi poi “una porta chiusa!”. “Questo, non è zelo! Allontana dal Signore! Non apre le porte!”.

Ma cosa è una dogana? secondo il dizionario Zingarelli la dogana è: "Ufficio fiscale che ha l'incarico di riscuotere i tributi cui sono sottoposte le merci che entrano o escono dal territorio dello Stato". La denuncia del Papa è metaforica, ma calzante. La ragazza madre non ha pagato il "tributo" del matrimonio e quindi, secondo "la cultura religiosa zelante" cristiana cattolica o meno, non avrebbe diritto al battesimo del figlio e quindi non può essere sdoganata.

Io, più che di "dogana pastorale", parlerei di "discriminazione pastorale", di disparità di trattamento. Di dogane e di discriminazioni, questo mondo che, ricordiamolo, poggia sul patriarcato, ne costruisce molte. Discriminazioni e dogane razziali, sessuali, patrimoniali, matrimoniali, anagrafiche, religiose, culturali, civili, sociali, etniche, di censo, di reddito, di lavoro, ecc. sono state e sono all'ordine del giorno in ogni società passata e presente.

Sono discriminazioni vergognose, discriminazioni che nascono da un'unica radice: la proprietà privata. Sì, sempre lei, quella bestia nera che è la proprietà privata e che ti priva di ciò che per diritto naturale ti appartiene: decidere il tuo destino.

Prendiamo una discriminazione qualsiasi: la discriminazione sessuale, per esempio. Per secoli le persone di sesso femminile non sono state ammesse alle votazioni. Perché? Perché le donne, per secoli, non hanno avuto diritto di voto? Qual è stato l'impedimento mentale e psicologico che ha impedito alle donne di votare? Sempre lei, la proprietà privata. La donna è sempre stata considerata proprietà privata del maschio, una sorta di oggetto da possedere a beneficio esclusivo del maschio. Ancora oggi lo è, anche se in termini più smorzati. Ad un oggetto non si dà potere decisionale, perché il potere decisionale appartiene a chi possiede e non al posseduto. Chi è posseduto non può decidere il suo destino, ma ogni potere decisionale spetta sempre al proprietario possidente.

Un'altra discriminazione è quella anagrafica, per esempio. Chi non ha compiuto i 18 anni non può votare, quindi i minori non possono decidere il loro destino. Perché? Qual è l'impedimento mentale e psicologico che impedisce ai minori di votare? Sempre lei: quella bestia nera della proprietà privata. I minori sono i figli e sono proprietà privata dei loro genitori. I figli sono posseduti dai loro genitori e quindi non possono decidere il loro futuro fino a quando la dogana anagrafica non li sdogana.

Ed è così per ogni forma di discriminazione, compresa quella sacerdotale, alla cui radice ci sta sempre lei:

quella bestia nera che è la proprietà privata.

Sulla nave di Pietro ci sono e ci sono stati tanti marinai insieme a tanti passeggeri e anche insieme a tanti container.
Don Andrea Gallo è stato uno di quei "marinai".

Da Wikipedia: Don Andrea Gallo (Genova, 18 luglio 1928 – Genova, 22 maggio 2013) è stato un presbitero italiano, fondatore e animatore della Comunità di San Benedetto al Porto di Genova.

Mi piace ricordarlo per il suo entusiasmo cristiano fuori dal comune e per la sua freschezza di spirito, in questo video, intervistato da Daria Bignardi su LA7 tv.

Le profezie dei politici

| 4 Comments

La politica secondo Piero Fassino (Sindaco di Torino).

A Torino, il Movimento 5 Stelle ha preso alla Camera 392.724 (29,11%) voti alle elezioni politiche 2013.
A Torino, il Partito Democratico nel quale milita Piero Fassino, alla Camera ha preso 358.741 (26,59%) voti.

Oh ragazzi, siam mica qui a contare le stelle nel cielo.

I giudici di tribunale condannano o assolvono gli imputati in nome del popolo italiano. Ma come ? Quindi i giudici possono condannare anche nel mio nome, perché io sono italiano. Ma se dipendesse da me condannare o meno, io non condannerei proprio nessuno. Quindi le sentenze emesse nel nome del popolo italiano, indirettamente abusano del mio nome.

Così i giudici, dalle parti di Cosenza, a Padre Fedele hanno inflitto una condanna al carcere, per stupro, anche nel mio nome. Io chiedo l'eliminazione della pena carceraria dall'ordinamento giuridico e quelli infliggono la pena carceraria ad un sacerdote nel mio nome. Roba da far tremare la terra, non soltanto il cielo.

E la Legge che fine fa? La formula dovrebbe recitare: "in nome della Legge". Già, ma la Legge dovrebbe essere uguale per tutti. Impossibile. Come dice Serafino Massoni nel video di sopra, ci sono cittadini di serie A ipergarantiti (tutti i dipendenti statali) che non possono perdere il posto d lavoro perché lo Stato non fallisce e cittadini di serie B ipogarantiti (tutti gli altri) che invece possono perdere il posto di lavoro, perché le aziende possono fallire. Alla faccia dell'uguaglianza sociale e della legge uguale per tutti.

I cittadini di serie A li possiamo anche chiamare deputati, nel senso di eletti, mentre i cittadini di serie B li possiamo anche chiamare imputati, nel senso di addebitati.

E questa sarebbe l'uguaglianza sociale che esiste in Italia. Tuttavia la divisione tra cittadini di serie A e cittadini di serie B non è altro che una risposta inconscia alla proprietà privata, origine di ogni disuguaglianza sociale.

Se ci fosse equità sociale e la legge fosse veramente uguale per tutti, non ci sarebbe la proprietà privata e tutti i cittadini, indistintamente, lavorerebbero a turni nei posti di lavoro statali e un vero Stato penserebbe lui per primo a garantire a tutti i cittadini il posto di lavoro alle stesse condizioni per tutti.

Cosa lo impedisce? Lo impedisce la proprietà privata.

Signore, vedi di mettere fine a queste pagliacciate sociali.

"Collabente" è un termine tecnico, un aggettivo che si usa per indicare un edificio cadente che sta andando in rovina. Gli edifici collabenti vengono accatastati nella categoria F/2 al Catasto fabbricati e dovrebbero essere esenti dal pagamento dell'IMU perché non è prevista l'attribuzione di una rendita catastale per quei fabbricati rientranti in quella categoria.

Ad essere collabenti non sono solo gli immobili vetusti o lesionati dal terremoto e che godono dell'esenzione IMU. Collabenti sono anche le persone anziane, i disabili e i malati. Collabenti sono le persone che restano senza lavoro: tutti soggetti che, come gli edifici collabenti, dovrebbero essere esentati dal pagamento dell'IMU o meglio ancora, chiamate a partecipare nella condivisione del lavoro. Il lavoro, come anche la proprietà, non può essere esclusivo, ma è una risorsa che va condivisa tra tutti nessuno escluso.

Collabente è soprattutto la famiglia come istituzione sociale. Lo dimostra l'ennesima tragedia famigliare di ieri dove un padre rimasto senza lavoro e depresso ha ucciso i suoi due figli di quattro e un anno, gettandoli nel vuoto dal sesto o settimo piano, dopo aver forse litigato con la moglie (moglie o compagna?) per questioni economiche e finanziarie, per poi suicidarsi gettandosi nel vuoto pure lui, avendo tentato di buttare nel vuoto pure la moglie che però è riuscita a fuggire. Così dicono le agenzie di stampa. Una famiglia distrutta. Evidentemente la mentalità patriarcale più bieca sulla quale si fonda la nostra società, considera i figli proprietà esclusiva del padre, anziché risorse comuni, padre che ne fa quello che vuole, anche a costo della loro vita.

Questa è la società patriarcale fondata sul matrimonio e sui suoi surrogati: una società ghettizzata in tante famiglie spesso chiuse su se stesse e recintate in quattro mura, affinché sia garantita la certezza della paternità al maschio di turno. Funziona quando tutto va bene e quando tutti sono felici e contenti. Ma basta una crisi, una malattia o la perdita del lavoro, per buttare tutto a gambe all'aria, mettendo a nudo la fragilità e l'ipocrisia dei nostri rapporti umani e famigliari

Per restare in materia edifici collabenti, ho letto da qualche parte che lo Stato italiano di natura patriarcale pare non risarcisca più i danni agli edifici provocati da calamità naturali.

Quindi, lo Stato italiano, di fronte alla crisi economica e alla miseria che ne deriva, come i genitori nella fiaba di Pollicino, che fa? Abbandona i suoi figli, i suoi cittadini, nel bosco, facendogli capire che da ora in poi si devono aggiustare da soli con le proprie forze, costringendoli così a ricorrere all'assicurazione volontaria privata, e molto probabilmente, molto presto anche alla pensione privata e all'assistenza sanitaria privata. La tendenza patriarcale è proprio quella di eliminare il sociale per privatizzare, cioè per responsabilizzare i figli cittadini, per renderli indipendenti, affinché si formino una loro famiglia e non facciano i "senatori" a vita.

Nella storiella di Pollicino, alla fine è Pollicino, è il figlio che, tornando a casa con i suoi sette fratelli, ricco di oro, libera i genitori dalla fame e dalla miseria. E' il sogno di ogni padre e di ogni genitore: il figlio che si realizza economicamente e li sostiene nella loro vecchiaia (al posto della pensione). Così è per lo Stato patriarcale: sono i cittadini che dovrebbero liberare lo Stato e i suoi funzionari, cioè la P.A. dalla fame e dalla miseria che li attanaglia giorno dopo giorno, usando l'astuzia e l'intelligenza, proprio come fa Pollicino tornando a casa con tanto oro (da tassare).

Purtroppo, la mente di quel padre suicida, sperimentando sulla propria pelle l'utopia e l'inganno della società patriarcale, si è ribellata a quel sogno distruggendo la sua stessa famiglia.

Il popolo e i centurioni

| 1 Comment

Come commentare queste immagini di rivolta proprio nel giorno in cui si festeggia il lavoro, il primo maggio? Perché i cittadini di Torino contestano e fischiano il loro Sindaco Piero Fassino? Che senso ha votare un Sindaco per poi fischiarlo? Quale gratificazione umana e politica può provare un politico eletto Sindaco a sentirsi fischiato e contestato? Ci manca solo più che il popolo gridi "in croce, in croce". Il popolo, la folla non ragionano con il cuore, ma ragionano con la pancia, ragionano di portafoglio. Perché il popolo non canta e non balla tutto festante insieme al suo Sindaco?

Cosa ci fanno tutti quei poliziotti e carabinieri alla festa del lavoro? Pare che i cittadini non gradiscano la scuola privata, la gestione degli asili e delle scuole in mano ai privati e preferiscano la scuola a gestione pubblica. Beh, hanno ragione, la scuola, come l'acqua, deve restare pubblica. Ma cosa c'entra con il lavoro?

Perché la polizia carica e picchia i cittadini che manifestano un disagio sociale invece di vigilare sulla loro incolumità?

Perché alcuni cittadini assaltano il Municipio di Torino con delle scale, in barba alla legge 626, senza le necessarie misure di sicurezza, rischiando la vita o di farsi male? Mica sono pompieri che devono andare a spegnere un incendio.

Perché quei giovani hanno appeso quello striscione sul terrazzo con scritto sopra "Liberi tutti" o "Tutti liberi"? Non potevano appenderlo a casa loro? Evidentemente ha un significato politico quella richiesta di libertà. Qualcuno si sente prigioniero di qualcosa? Ma di cosa? Non lo so. Io, per esempio, come cittadino, mi sento prigioniero della burocrazia che lo Stato, ma anche Comune, Provincia e Regione ti impone e vorrei essere liberato da tanti adempimenti burocratici che ritengo inutili, controproducenti e che comportano una gran perdita di tempo e anche di soldi, risorse e tempo sottratto alla tua vita, ai tuoi cari.

Oggi, 1° maggio è la festa del lavoro o dei lavoratori. Per cui ho deciso di fare un post per dire quello che penso. Parlare di festa del lavoro è una assurdità ed una ipocrisia, secondo me, perché l'uomo non è nato per lavorare e sudare. Il lavoro secondo il libro della Genesi è la conseguenza del peccato originale, la disubbidienza a Dio, la disubbidienza al Padre. Dio punisce l'uomo disubbidiente scacciandolo dal paradiso terrestre mandandolo a lavorare e a sudare per guadagnarsi il pane. E' chiaro il discorso? Se vuoi stare nel giardino di Dio, gli devi ubbidire. Ma in origine non era così. Infatti Dio ha creato l'uomo per metterlo nel suo giardino e coccolarselo. Per cui il lavoro è una gran maledizione sotto certi punti di vista, perché è fatica e sudore. Festeggiarlo con una festa, secondo me è solo ipocrisia allo stato puro.

Al di là di questo, il lavoro è stato oggetto di molte battaglie sociali da parte dei lavoratori nel corso della storia, battaglie che hanno portato il lavoro ad essere regolamentato e tutelato dalla Legge. Una di queste tutele in Italia è l'art. 18 dello Statuto dei lavoratori, in merito al licenziamento senza giusta causa.

Recentemente Mario Monti ha iniziato una campagna psicologica e mediatica contro l'art. 18 per arrivare ad una sua riforma e superamento, partendo dal principio che l'art. 18 può essere pernicioso per lo sviluppo dell'Italia. "Non è un tabù. L'articolo 18 può essere pernicioso per lo sviluppo dell'Italia"; viene riportato da "il Fattoquotidiano" del 01/02/2012 . Cosa significa "pernicioso"? Secondo lo Zingarelli, vocabolario della lingua italiana, pernicioso significa: "Che provoca gravi danni, che comporta conseguenze funeste". Nella trasmissione televisiva "Matrix" Mario Monti rincara la dose dicendo: "Ma che monotonia il posto fisso". Ascoltalo:

Mario Monti ha ragione dal suo punto di vista di esponente patriarcale del governo. Ma quello che voglio qui sottolineare è che il lavoro diventa maledizione e iniquità sociale quando il frutto del tuo lavoro e quindi delle tue fatiche va a beneficio quasi esclusivo di altri e non viene condiviso equamente tra tutti. E' insopportabile lavorare 4, 8, 12,16,20 ore al giorno a quasi esclusivo beneficio di un padrone o di uno Stato che ti sfrutta approfittando di una situazione contingente a te sfavorevole, di una classe politica e amministrativa patriarcale che siede in Parlamento o nelle Regioni, o nelle Province o nei Comuni o in Europa o all' Onu e stipendiata 10 volte di più di quanto sei stipendiato tu. Per fare cosa, poi? Fa rabbia e crea un malcontento che può sfociare in ribellione, se non fosse represso dal potere patriarcale attraverso l'uso delle forze dell'ordine che reprimono con la forza e la violenza ogni forma di ribellione che faccia uso della violenza.

Mario Monti vede la monotonia del posto fisso, ma non vede o fa finta di non vedere la monotonia del matrimonio monogamico patriarcale dove, per coerenza ai principi religiosi del patriarcato, ti toccherebbe vivere tutta la vita con la stessa persona. Non si tratta di posto fisso, ma di consorte fisso. Ora, se l'Italia è riuscita ad andare oltre il matrimonio introducendo il divorzio che ti svincola dal consorte fisso, non vedo perché non si possa fare la stessa cosa con il posto fisso, secondo la più classica tradizione patriarcale che ti vuole ubbidiente al patriarca datore di lavoro e licenziarti se non gli ubbidisci muto e rassegnato.

Il matrimonio è un contratto come lo è il contratto di lavoro. Alla base di questi contratti ci sta poi sempre lei: quella bestia nera che è la proprietà privata regolamentata dalla legge patriarcale. In entrambi i casi la legge prevede comunque delle tutele ipocrite per i soggetti più deboli: la donna nel matrimonio, il lavoratore nel lavoro. Ma la legge la detta il patriarca a sua tutela, al principale fine di garantirsi la certezza della proprietà dei propri figli e non quella di altri padri, cioè della paternità.

Ho parlato prima di situazione contingente a te sfavorevole. Qual è questa situazione contingente a te sfavorevole? E' quella di nascere nudo e nullatenente, per di più con un debito sulla groppa determinato dal peccato originale per aver disubbidito al Padre. E' una situazione che volente o nolente tu erediti e che ti rende "schiavo" di chi è più anziano di te, di chi è venuto prima di te che sono i tuoi genitori di cui tu sei loro proprietà privata fino alla maggiore età e anche oltre.

Tu non nasci libero, ma appartieni principalmente ai tuoi genitori, e in seconda battuta, in loro mancanza, ai tuoi nonni o ai tuoi zii e zie. Genitori che di te sono responsabili facendo di te una loro esclusiva proprietà privata e ai quali tu devi l'onore e il rispetto, secondo i più comuni canoni della società patriarcale.

La società patriarcale fa della proprietà privata il perno sul quale tutto il resto ruota: dai beni materiali al lavoro che quei beni li produce e gestisce. Finché ubbidisci al padre come figlio di sua proprietà esclusiva e quindi ubbidisci ai tuoi genitori terrestri, puoi godere del paradiso terrestre e dei beni del padre. Ma come ti azzardi a disubbidire al padre, rischi di finire fuori dal paradiso terrestre, rischi di essere scacciato, non più riconosciuto come figlio legittimo, ma come figlio di prostituzione e devi andare a lavorare, a sudare come punizione della tua disubbidienza.

Così sei scacciato anche dalla Chiesa, se non ubbidisci al Magistero della Chiesa e al Papa e devi andare a lavorare, a sudare per guadagnarti il pane celeste. Così sei scacciato dallo Stato con l'espulsione se non ubbidisci alle sue leggi e così sei scacciato dall'azienda dove lavori, sei licenziato se non ubbidisci al datore di lavoro, al padrone.

Capisci quindi che l'art. 18 è una palla al piede per i padri padroni che devono competere con altri padroni ed eliminare il parassitismo di chi ha poca voglia di lavorare per arricchire altri soggetti, così come tu vorresti eliminare il parassitismo nelle amministrazioni pubbliche licenziando i politici dal Parlamento o da altre istituzioni pubbliche. Peccato solo che loro sono i "padri" che comandano e tu per loro sei solo un figlio ribelle.

In questo video puoi vedere come l'indottrinamento patriarcale agisce in profondità nelle menti dei figli.

Ma Gesù è venuto per scardinare il patriarcato terrestre più dispotico, fin nelle sue fondamenta, pagando di persona, per inaugurare un patriarcato celeste e un matriarcato terrestre, facendoci tutti fratelli e figli di un unico Padre celeste, non terrestre e di una unica madre terrestre che è la Chiesa di Gesù animata dallo Spirito Santo. "Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?" Chiede Gesù a quelli che erano venuti per dirgli che sua madre e i suoi fratelli lo aspettavano fuori per parlargli. Gesù risponde che quelli che fanno la volontà del Padre suo che è nei cieli sono sua madre e i suoi fratelli, indicando i suoi discepoli.

La volontà del Padre celeste non è la volontà di Mario Monti che inasprisce la tassazione sulla terra per pagare un debito che in realtà non esiste se non nella contabilità dei sacerdoti del dio denaro al fine di continuare a garantirsi gli stipendioni che si danno in barba alla miseria che li circonda. La volontà del padre celeste non è nemmeno la volontà dello Stato che persegue con rigore chi viola le sue leggi, generando suicidio e morte fuori e dentro le carceri. La volontà del Padre celeste è la tua salvezza che si realizza soltanto nell'unità consapevolmente accettata. Tuttavia non ci può essere vera unità fino a quando c'è la proprietà privata frutto del patriarcato terrestre che sottrae i beni appartenenti alla comunità per fare discriminazioni generando iniquità sociali.

Solo nell'unità voluta da Gesù, dove la proprietà privata viene bandita in favore di una economia di comunione, il lavoro dà dignità all'uomo che non ha più bisogno di un posto fisso e lo gratifica permettendogli di lavorare la terra senza sudare, ovunque si trovi, per guadagnarsi quel pane celeste che gli permette di emanciparsi dalla schiavitù del lavoro stesso e dalla legge che lo regolamenta, rendendolo cittadino del mondo.

L'analisi di Breakeven si studia ad economia, soprattutto in merito alla valutazione di un investimento in ambito aziendale. Io ebbi modo di studiarla al Poli di Torino in merito al corso di economia e tecnica aziendale, corso tenuto dal prof. ing. Antonino Caridi, durante il quale si tennero alcuni seminari dove vennero invitati illustri professori della Facoltà di Economia e Commercio di Torino, tra i quali il prof. Gian Maria Gros Pietro e il prof. Re di cui non ricordo bene il nome.

L'analisi di breakeven in parole povere non è altro che l'analisi di ammortamento di un investimento e verte sul calcolo del punto di breakeven o punto di pareggio, il punto dove un investimento o un debito viene ammortizzato. Cosa vuol dire ammortizzare? Vuol dire: ammortare, effettuare un ammortamento, cioè estinzione graduale di un debito. Etimologicamente significa mandare a morte il fuoco, spegnere o estinguere un incendio.

Illustri economisti come Mario Monti dovrebbero conoscere bene la materia e saperci dire dove collocano per l'azienda Italia il punto di breakeven di un investimento o di un debito rappresentato dall'ammontare di tasse che viene pagato dai cittadini.

Di solito il punto di breakeven Q si calcola con la formula Q= F/(P-V) dove F è la somma dei costi fissi e rappresenta l'investimento totale, P è il prezzo del prodotto venduto o del servizio erogato, V rappresenta il costo variabile da sborsare per poter produrre il prodotto o erogare il servizio.


Questo vale in ambito aziendale. Per quanto invece riguarda la vita di un uomo, chiediamoci: val la pena di vivere con un debito? No, non val la pena di vivere dovendo pagare dei debiti, non vale assolutamente la pena di vivere indebitati. Meglio la morte alla schiavitù del debito.

Allora possiamo fare una analogia con l'analisi di breakeven e valutare dove collocare il breakeven point della vita, il punto di ammortamento del debito o, se vogliamo, dell'investimento nel corso della nostra vita per calcolare a che punto si ammortizza il debito per capire se ha senso continuare a vivere?

Sì, possiamo farlo ed è semplice. Il punto di ammortamento o di breakeven della vita è la morte. Lo dice la parola stessa. Per questo motivo molti imprenditori pagano con la vita, suicidandosi credendo erroneamente di pagare un debito che in realtà non hanno, perché il loro debito è già stato pagato, ma forse non lo sanno.

Ma questo aspetto forse nemmeno il cattolico Mario Monti lo conosce o fa finta di non conoscerlo. Del resto la dottrina ci insegna che ogni uomo viene alla luce con un debito, il debito del peccato originale che è il costo fisso totale F che rappresenta la somma dei debiti o dei costi fissi della vita. Ma questo debito è già stato pagato da Gesù con la sua morte. La morte di Gesù è il prezzo P pagato da Dio che è uguale a infinito perché Dio è infinito. Quindi è chiaro che la morte di Gesù ci libera da ogni debito presente e futuro collocando a zero il punto di breakeven, perché un qualsiasi costo o debito F finito diviso per (infinito meno un costo variabile comunque finito) fa comunque zero. E quindi finiamola di tassare i figli di Dio per fargli pagare un debito che è già stato pagato e ammortizzato da Gesù.

Hai capito Mario Monti o preferisci che sia Dio risorto a fartelo capire? Mario Monti, guarda che con Dio non si scherza.


(.)


Eliminare l'IMU

| 11 Comments

Signore, in questi giorni si parla tanto della nuova tassa IMU: l'Imposta Municipale Unica sulla casa voluta dall'uomo che non ti conosce. Ho letto qualcosa in giro e ci ho capito poco. Per di più ho anche poco tempo e voglia per mettermi lì a calcolarla. Ho cose più importanti di cui occuparmi che non perdermi dietro a questa assurda tassa sulla casa. E come me, tante altre persone. Per cui chiedo a Te Signore di eliminare l'IMU da subito, di abolirla definitivamente in modo da non sentirne più parlare. Signore, la vita è più importante del pagamento di una tassa, per cui toglimi sta IMU dai piedi, così come hai saputo togliere la sporcizia dai piedi dei tuoi discepoli..

Non è questione di fare o essere dei populisti. E' questione di introdurre la vera Economia di Comunione, dove tutto viene condiviso, non per finta, ma sul serio. Solo tu lo puoi fare nei termini e nei modi che ben conosci al fine della venuta del tuo regno.

Grazie Signore,
per Te tutto è possibile, basta c(hi)(r)edere.


(.)


Colli Albani

| 7 Comments




Ti proprongo questo video di don Giorgio De Capitani sulla santità.

Omelia di don Giorgio: Festività di tutti i Santi 2011.

E' una bella e accesa omelia che richiama la Chiesa al servizio dell'umanità. Don Giorgio dice che Il punto di riferimento dei Santi non è la Chiesa in sé con i suoi dogmi, ma è l'umanità. I valori umani sono la pace, la vita, i diritti universali, la giustizia.

Come vivere la santità? Secondo don Giorgio la santità va collegata all'umanità, all'umiltà dove la parola "umiltà" deriva dal latino "humus o umus" che significa "terra" e da qui la parola "umano". Per cui il santo non è colui che disprezza l'umano, che disprezza la terra, che disprezza questa vita terrena, sarebbe disumano. Il santo è colui che vive il proprio legame con la terra in modo profondo, in modo così profondo da sentirsi sulla strada della piena realizzazione di se stesso.

Poi don Giorgio invita a pensare al criterio che usa la Chiesa per canonizzare i santi: il disprezzo delle cose terrene, il disprezzo della vita, le mortificazioni corporali, l'assenteismo dalla vita politica, il tenersi lontano dalle problematiche sociali, evadere dalle preoccupazioni di questo mondo. Per don Giorgio, la santità è la pienezza dell'umanità e valica i limiti della religione. L'umanità comprende ogni razza, ogni fede religiosa, ogni cultura. Il vero santo non è colui che ha servito la Chiesa come religione e struttura, ma è colui che ha servito l'umanità.

Alla fine, Don Giorgio conclude l'omelia con il ricordo di Vittorio Arrigoni, reporter, testimone dell'umanità, morto in un rapimento in Palestina, morte che, come quella di padre Fausto, non ha certo avuto l'eco e la risonanza mediatica come quella di Marco Simoncelli, motociclista morto in un incidente di gara.


La santità, quindi, pare di capire, non è tanto il rapporto esclusivo e astratto con Dio, ma il rapporto con la terra, con l'umanità, con il Cristo, questo Dio fatto uomo.

Lorenzo, della diocesi di Parma, chiede ad Angelo Bagnasco: "Come possiamo aiutare i nostri amici a riflettere, pensare e interrogarsi sull'esistenza di Dio e sulla fede in Cristo?".

Il Card. Bagnasco risponde citando Pascal, secondo il quale Il cristiano, il credente, deve aiutare gli altri a disperarsi. Disperarsi nel senso di aiutare gli altri, ma senza partire dalla nostra vita, ma partire sempre dal cuore acceso, dal cuore caldo d'amore per Gesù.

Quindi, secondo Bagnasco, dobbiamo aiutare i nostri amici a fare esplodere la bolla vuota in cui si vive, il vuoto di tante cose che sembrano tutto per cui ci si spende, ci si danna l'anima, ma sono vuote e inconsistenti, sono miti, quei miti che possono facilmente prendere tutti, Quindi dobbiamo aiutare la gente a capire che molto spesso le cose per cui vivono o sono inconsistenti, cioè vuote del tutto, fantasmi, o non sono cose importanti come loro ritengono. A quel punto, là dove si apre la voragine, emerge Cristo, emerge Dio, la vera pienezza, la vera vita.

Bello il discorso del cardinale. Io vorrei chiedergli di aiutarmi a far esplodere la bolla vuota della proprietà privata. Penso che la proprietà privata sia una bolla vuota che comprende il vuoto di tante cose che sembrano tutto, per cui ci si spende, ci si danna l'anima, ci si litiga, ma sono inconsistenti, sono miti, prima o poi crollano.

La parola "privato" deriva dal verbo "privare", ne è il participio passato. Il verbo "privare", secondo il dizionario Zanichelli, significa: rendere qualcuno privo di qualcosa. La parola o aggettivo "privo" significa: che manca di qualcosa di utile, di necessario, di opportuno.

E' evidente e logico quindi, che proprietà privata significa letteralmente proprietà sottratta, privata, espropriata, tolta, rubata all'uomo, in violazione alla legge mosaica dove Dio ordina ad ogni uomo: "Non rubare", nel senso di non espropriare, non togliere, non privare la comunità della proprietà delle cose e dei beni comuni donati da Dio e necessari alla vita stessa della comunità.

Quindi facciamo esplodere la bolla vuota in cui si vive, una di queste bolle è senz'altro la proprietà privata.

In questo post voglio affrontare il tema della legittimazione della proprietà privata da un punto i vista etico ed evangelico. Dico subito che la proprietà privata, secondo me, da un punto di vista etico ed evangelico è una ingiustizia bella e buona. E' una ingiustizia perché dire "proprietà privata" significa dire "esproprio". Sì, esproprio e proprietà privata sono le due facce della stessa medaglia. Non c'è proprietà privata senza l' esproprio di qualcuno. Per poter diventare proprietario esclusivo di un qualsiasi bene, si deve espropriare quel bene a tutta la comunità o a colui che lo ha in uso. Lo si può fare abusivamente (illegalmente) con la forza o la guerra o legalmente con la legge, se quest'ultima prevede e legittima la proprietà privata e l'esproprio.

Sound stones

Ricordo che la proprietà privata poggia su quattro pilastri: proprietà mobiliare (soldi, azioni, titoli, oggetti), proprietà immobiliare (case, terreni, immobili), proprietà intellettuale (Copyright, brevetti, marchi, lavoro intellettuale), proprietà biologica (maternità, paternità, matrimonio, famiglia, testamento biologico, lavoro).

L'art. 42 della Costituzione italiana, tanto per fare un esempio, legittima sia la proprietà privata, sia l'esproprio, a dimostrazione del fatto che proprietà privata ed esproprio sono la stessa cosa. L'aborto volontario, per fare una analogia, è l'equivalente dell'esproprio sotto il profilo della proprietà biologica. Così il divorzio e l'eutanasia.

Ma leggiamo cosa dice il primo comma dell'art 42 della Costituzione: "La proprietà è pubblica o privata. I beni economici appartengono allo Stato, ad enti o a privati." E Dio, il creatore di tutte le cose, o la Natura, per l'ateo, che fine fa? Proprio l'Italia, culla del cristianesimo scarta Dio dalla proprietà dei beni economici assegnandoli invece a chi gli fa più comodo: Stato, enti e privati.

E' evidente che l'articolo 42 non tiene conto del vero proprietario di tutti i beni economici: Dio per il credente, la Natura per l'ateo. Leggendo l'articolo 42, si apprende che la proprietà, secondo la Costituzione, può avere due diramazioni: pubblica o privata, ma la Costituzione non definisce cosa è la proprietà in sé. Lo fa, al suo posto, l'art. 832 del Codice civile, definendo il proprietario come colui che "ha diritto di godere e disporre delle cose in modo pieno ed esclusivo, entro i limiti e con l' osservanza degli obblighi stabiliti dall' ordinamento giuridico". Quello è il proprietario, perché l'espressione: "In modo esclusivo" significa che i diritti o i beni sono attribuiti ad una sola persona, quindi soltanto uno o alcuni possono disporre e godere delle cose e non tutti gli altri che ne sono esclusi. Ma poi cosa si intende per "beni economici"?

Il secondo comma dell' art 42, secondo me, è una contraddizione nei termini perché dice: "La proprietà privata è riconosciuta e garantita dalla legge, che ne determina i modi di acquisto, di godimento e i limiti allo scopo di assicurarne la funzione sociale e di renderla accessibile a tutti."

Come è possibile rendere la proprietà privata accessibile a tutti, quando per diventare proprietario di un bene occorre espropriarlo a chi lo detiene pur corrispondendo un prezzo? L'espropriato non ha più accesso alla proprietà del bene se chi lo ha espropriato, potendone disporre solo lui in modo esclusivo, non glielo cede.

Il terzo comma dell'art. 42 è pure lui una contraddizione nei termini con il comma precedente, leggiamolo: "La proprietà privata può essere, nei casi preveduti dalla legge, e salvo indennizzo, espropriata per motivi d'interesse generale". Che senso ha? Che senso ha diventare proprietari esclusivi di un bene per poi essere espropriati per interesse generale? Allora la proprietà privata, garantita dalla legge come dice il secondo comma, in questo caso non è più garantita dalla legge, perché la legge stessa la espropria. Tanto vale allora che la proprietà resti pubblica e non privata. Eviteremmo di prenderci in giro.

L'ultimo comma è una capolavoro di esproprio nel tempo: "La legge stabilisce le norme ed i limiti della successione legittima e testamentaria e i diritti dello Stato sulle eredità". Con la successione legittima e testamentaria stabilita dalla legge, la proprietà si tramanda nel tempo dal defunto a colui che gli succede, impedendo alla morte di riequilibrare le cose, escludendoti quindi da ogni speranza di giustizia nel tempo. E' lo Stato, persona giuridica, che vanta i diritti sulle eredità, non il cittadino come persona fisica.

Io, da cristiano credente, non accetto questo stato di cose molto volentieri, ma non voglio mettere scompiglio nell'ordinamento giuridico umano consolidato da secoli di errori e di guerre o imporre il mio punto di vista. Secondo me, tutti i beni appartengono a Dio creatore che li dona a tutta l'umanità affinché siano valorizzati e condivisi responsabilmente tra tutti.

I comandamenti di Dio: "non rubare" o "non desiderare la roba d'altri", dal mio punto di vista cristiano, significano non desiderare in modo esclusivo i beni che Dio (o la Natura) ha donato all'umanità, cioè non sottrarre all'uomo e alla sua discendenza la sua quota di proprietà per destinarla in modo esclusivo esclusivamente a te o a qualcun altro. Idem "Non rubare", dal mio punto di vista di credente, significa non espropriare l'uomo di un qualsiasi bene che per diritto naturale appartiene a tutti e quindi anche a te, per farne un bene esclusivo tuo o di qualcun altro, ma godi di quel bene condividendolo equamente con tutti.

Quindi, secondo me, la proprietà privata non solo è una offesa a Dio e all'etica dell'uomo, ma è anche una ingiustizia nei confronti dell'umanità perché legittima un abuso, legittima l'esproprio dei beni che Dio (o comunque la Natura) dona all'umanità attraverso vari modi affinché siano responsabilmente valorizzati e condivisi.

Per cui auspico che l'uomo prenda coscienza di questa ingiustizia e vi faccia fronte non attraverso lo strumento legislativo che mortifica l'uomo sotto molti aspetti imponendo una legge uguale per tutti, ma invece attraverso lo strumento dello Spirito che vivifica l'umanità portandola dalla condizione di "bestiame" senza nome, alla condizione di Chiesa cattolica, unica famiglia universale consapevole, dove tutto è condiviso.

Il 12 e 13 Giugno 2011 ci saranno tre referendum, uno di questi è sull'acqua pubblica. Io penso sia importante andare a votare per dire Sì, per sottolineare e affermare che l'acqua è un bene comune di tutti e che deve restare pubblico, a gestione pubblica e non privata. Quindi io voterò Sì alla cancellazione della legge che vuole fare passare la gestione dell'acqua in mani private.

Da come leggo su http://www.referendumacqua.it/ i quesiti referendari sono due.

I due quesiti:

1) "Volete voi che sia abrogato l'art. 23 bis (Servizi pubblici locali di rilevanza economica) del decreto legge 25 giugno 2008 n.112 "Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria" convertito, con modificazioni, in legge 6 agosto 2008, n.133, come modificato dall'art.30, comma 26 della legge 23 luglio 2009, n.99 recante "Disposizioni per lo sviluppo e l'internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia" e dall'art.15 del decreto legge 25 settembre 2009, n.135, recante "Disposizioni urgenti per l'attuazione di obblighi comunitari e per l'esecuzione di sentenze della corte di giustizia della Comunità europea" convertito con modificazioni, in legge 20 novembre 2009, n.166, nel testo risultante a seguito della sentenza n.325 del 2010 della Corte costituzionale?"

Si propone l'abrogazione dell'art. 23 bis (dodici commi) della Legge n. 133/2008 , relativo alla privatizzazione dei servizi pubblici di rilevanza economica.

È l'ultima normativa approvata dal Governo Berlusconi. Stabilisce come modalità ordinarie di gestione del servizio idrico l'affidamento a soggetti privati attraverso gara o l'affidamento a società a capitale misto pubblico-privato, all'interno delle quali il privato sia stato scelto attraverso gara e detenga almeno il 40%.
Con questa norma, si vogliono mettere definitivamente sul mercato le gestioni dei 64 ATO (su 92) che o non hanno ancora proceduto ad affidamento, o hanno affidato la gestione del servizio idrico a società a totale capitale pubblico. Queste ultime infatti cesseranno improrogabilmente entro il dicembre 2011, o potranno continuare alla sola condizione di trasformarsi in società miste, con capitale privato al 40%. La norma inoltre disciplina le società miste collocate in Borsa, le quali, per poter mantenere l'affidamento del servizio, dovranno diminuire la quota di capitale pubblico al 40% entro giugno 2013 e al 30% entro il dicembre 2015.

Abrogare questa norma significa contrastare l'accelerazione sulle privatizzazioni imposta dal Governo e la definitiva consegna al mercato dei servizi idrici in questo Paese.

2) "Volete voi che sia abrogato - Art. 154, comma 1 (Tariffa del servizio idrico integrato) del Decreto Legislativo n. 152 del 3 aprile 2006 "Norme in materia ambientale", limitatamente alla seguente parte: "dell'adeguatezza della remunerazione del capitale investito"?"

Si propone l'abrogazione dell''art. 154 del Decreto Legislativo n. 152/2006 (c.d. Codice dell'Ambiente), limitatamente a quella parte del comma 1 che dispone che la tariffa per il servizio idrico è determinata tenendo conto dell' "adeguatezza della remunerazione del capitale investito".

Poche parole, ma di grande rilevanza simbolica e di immediata concretezza. Perché la parte di normativa che si chiede di abrogare è quella che consente al gestore di ottenere profitti garantiti sulla tariffa, caricando sulla bolletta dei cittadini un 7% a remunerazione del capitale investito, senza alcun collegamento a qualsiasi logica di reinvestimento per il miglioramento qualitativo del servizio.

Abrogando questa parte dell'articolo sulla norma tariffaria, si elimina il "cavallo di Troia" che ha aperto la strada ai privati nella gestione dei servizi idrici: si impedisce di fare profitti sull'acqua.




L'acqua dolce, in questo mondo, ha due funzioni principali: serve per dissetarci e per lavarci. Nei Vangeli, l'acqua assume una valenza spirituale collegata alla salvezza dell'uomo. Da una parte abbiamo l'acqua che, dissetandoci, ci dà la vita come sorgente viva ed eterna e dall'altra, abbiamo l'acqua che, lavandoci, ci toglie il peccato originale tramite il Battesimo.

Gesù, in merito alle risorse terrene e celesti, è preciso.

Matteo 5,44-46: Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli; poiché egli fa levare il suo sole sopra i malvagi e sopra i buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti. Se infatti amate quelli che vi amano, che premio ne avete? Non fanno lo stesso anche i pubblicani?

Come il Sole splende sopra i malvagi e sopra i buoni, così l'acqua piovana cade sopra i giusti e sopra gli ingiusti. E' evidente il messaggio di Gesù nel sottolineare che le risorse celesti e terrene, come la luce, l'energia del Sole e l'acqua piovana che penetra nelle falde della terra, appartengono a tutti gli uomini senza distinzione di sorta tra buoni e cattivi o giusti e ingiusti e vanno condivise nell'amore.

Volersi appropriare della loro gestione in modo esclusivo privatizzandole, sottraendole al resto della comunità umana, per trarne un profitto a beneficio di una oligarchia, mi pare evidente che si voglia andare contro il Vangelo stesso e contro il messaggio di Gesù che ci invita invece a condividere tra tutti le risorse che Dio ci dona, quindi non solo con quelli che possono pagare, ma anche con quelli che l'acqua non la possono o non la vogliono pagare e che ai nostri occhi appaiono malvagi e ingiusti..

Codice a barre QR code

| No Comments


 


QR code, codice a barre QR


 


Ti propongo questa video omelia di don Giorgio de Capitani, dal titolo "Parresia", ovvero libertà e coraggio di dire la verità.

Omelia: 2^ Domenica di Pasqua

"Parresia", benedetta parola andata in disuso, di cui più nessuno o ben pochi sanno che cos'è. Vuol dire: libertà e coraggio, secondo don Giorgio.

Parresia: per il dizionario Dop significa "franchezza". Per Wikipedia significa libertà di parola.
Il corriere della sera precisa che per l' etimologia il vocabolo "parresia" è composto da "pas, pantos" che significa "tutto" e "r - esis" che significa "parola, discorso".

Per il dizionario teologico significa "audacia nel parlare", cioè "La franchezza priva di paura con cui gli Apostoli proclamavano pubblicamente il messaggio di Cristo crocifisso e risorto nonostante l'incarcerazione e le minacce di punizioni e di morte"

Buona Pasqua in arabo

| No Comments

Per augurarti buona Pasqua, ti propongo questa video - lezione di arabo


Buona Pasqua!

Regole e libertà

| No Comments

Voglio puntualizzare che non condivido l'articolo pubblicato dall'Osservatore Romano: "il business della libertà" del 27/02/2010 a firma di Luca M. Possati. E' un articolo che pone interessanti questioni, tuttavia non condivido le conclusioni.

L'articolista si chiede: "Come preservare quella creatività e quella libertà di azione che caratterizzano la rete, rendendola tanto affascinante e densa di opportunità d'ogni tipo, e assicurare al contempo un controllo sui contenuti?" Controllo sui contenuti, quello è il nocciolo della questione. "Servono regole; i motori di ricerca e i provider hanno responsabilità penali". Sbagliatissimo. E' un concetto che secondo me calpesta il buon senso. La responsabilità penale, di fronte a Dio e all'uomo, è sempre personale. Le regole, in questo ambito, non servono e sono controproducenti. Semmai serve maggiore sensibilizzazione verso le tematiche evangeliche, le uniche in grado di garantire uno sviluppo sano e coerente della comunicazione in Rete.

Torno a ripetere che il Vangelo e i suoi principi non si possono imporre per legge e per regole. La legge è quel frutto proibito che porta alla morte dell'uomo.

Ma scriviamolo più grosso perché è un concetto duro a entrare nella testa degli uomini, soprattutto nella testa degli uomini di potere.

La legge è quel frutto proibito che porta alla morte dell'uomo


La Legge e le regole generano Burocrazia e la burocrazia è uno strumento del potere per sottomettere l'uomo e limitare la sua libertà. Il potere è sempre diabolico e inganna l'uomo illudendolo di tenere le persone sotto il suo controllo, quando in realtà è l'uomo di potere con i suoi controllati ad essere tenuto sotto il controllo del demonio. Il vero cristiano rifugge dai richiami del potere, perché sa che l'unico potere appartiene a Dio e non all'uomo.

L'articolista dice: Resta il fatto - sottolineano gli esperti - che nella maggior parte dei casi risalire agli autori dei contenuti e a coloro che li hanno caricati sulla piattaforma di Youtube è un'impresa ardua se non impossibile

Non è sempre vero che sia impossibile risalire agli autori dei contenuti, ma ammettiamo che non si possa risalire agli autori dei contenuti, che male c'è? Dov'è il male nel non riuscire a risalire agli autori dei contenuti? Non c'è alcun male fino a quando non c'è una legge che dica cosa è il male e cosa è il bene e quindi ritorniamo all'albero della conoscenza del bene e del male e ai suoi frutti proibiti che sono le leggi e le regole.

La legge è una sola, la legge dell'amore che appartiene all'albero della vita e tutto il resto è ciarpame umano. La regola è una sola: tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro. Ti scandalizza la cosa? Vallo a dire a Dio?

Continua l'articolista: "Il problema alla radice è che la rete è un affare per molti. Youtube dà a tutti la possibilità di guadagnare grazie alla pubblicità: i video più visti - come quello della sentenza di Milano, come altri, magari pornografici, razzisti o violenti - offrono grandi opportunità di introiti da dividere tra gli autori e il provider."

E' vero, la Rete offre opportunità per tutti, non solo di guadagno, ma anche di conoscenza e visibilità. E' una cosa positiva, no? Il fatto che ci siano contenuti offensivi che sfruttano abusivamente la tua immagine o l'immagine di un disabile o di un bambino inconsapevole, prima ancora di chiederci se è giusto o sbagliato, occorre chiederci se quel contenuto è vero o falso. La verità è più importante della morale, perché è nella verità che si compie la libertà dell'uomo e quindi la sua salvezza. Se prima non c'è verità, non ci può essere nemmeno libertà e nemmeno salvezza. Secondo me è sbagliatissimo condannare, così come è sbagliato condannare chi ha permesso la visione di quel contenuto offensivo, perché la condanna presume un giudizio, anche quando ritenuta giusta dall'uomo. E' Dio a dirlo, non io: "Non giudicate per non essere giudicati".

Ma scriviamolo più grande, perché è un concetto duro da fare entrare nella testa dell'uomo, soprattutto all'uomo di potere:

Non giudicate per non essere giudicati


"Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e vi sarà perdonato" Luca 6,37

L'articolo prosegue con "È un algoritmo a decidere i filmati che possono essere monetizzati. Tuttavia, il sospetto è lecito, con ogni probabilità sarà ancora una volta il colosso californiano a guadagnare di più da questa operazione, a sfruttare il richiamo alla libertà di espressione per far lievitare gli introiti".

Comprendo che per un cristiano non si può servire Dio e Mammona. Ma io devo ficcare il naso prima in casa mia e poi soltanto dopo in casa d'altri. Google è una azienda, una persona giuridica e come ogni azienda segue la legge del profitto. Gesù si è rivolto a persone fisiche, non a persone giuridiche e anche se una persona giuridica è formata da persone fisiche, l'origine del male, dal mio punto di vista, è sempre dell'uomo persona fisica che si lascia tentare dalla Legge, Legge tra l'altro che giustifica e avalla la legge del profitto a partire dalla legge che giustifica la proprietà privata, quell'assurdo abuso che espropria gli uomini di ciò che gli appartiene con il Creato nella condivisione, per affidarlo in modo esclusivo ad una oligarchia di persone. Condanniamo la Legge e non l'uomo, perché la legge deve essere al servizio dell'uomo e non il contrario.

L'articolo poi si chiude con: "Costruire un sistema di controllo è costoso: pagando gli addetti alle revisioni anche solo cinque dollari l'ora, il costo annuo del controllo preventivo dei filmati supererebbe gli ottanta milioni di dollari. Troppo, per i vertici di Mountain View. Troppo, anche se Google guadagna dai dieci ai venti miliardi di dollari l'anno e Youtube vende pubblicità a 178.000 dollari al giorno, quasi cinque milioni e mezzo di dollari al mese. MySpace - dicono le stesse fonti - guadagnerà fino a 900 milioni di dollari l'anno dopo aver firmato un accordo con Google. Cifre da capogiro. È il business della libertà. Che tuttavia non può essere senza freni. "

Non è tanto questione di costi dal mio punto di vista, ma di libertà. Il controllo preventivo dei contenuti da parte dell'uomo, lo costringe a dover emettere un giudizio, una sentenza, cioè lo costringe a giudicare, a mettere un filtro basato sulla conoscenza del bene e del male, cioè su quel famoso albero della conoscenza del bene e del male i cui frutti (leggi, regole e sentenze) portano alla morte dell'uomo stesso. Io non potrei accettare un simile filtro, se fossi io a gestire un provider, perché va contro la mia coscienza di cristiano, di discepolo di Gesù che per primo ha invitato l'uomo a conoscere la verità, cioè a conoscere Gesù stesso per essere uomini veramente liberi e salvi. Infatti non c'è verità senza conoscenza e non c'è conoscenza senza verità, di conseguenza senza conoscenza non ci può essere libertà e salvezza.

Milano 07/12/2007 Prima della Scala

Milano 07/12/2008 Prima della Scala

"Sei abbastanza grande, sei abbastanza forte, ora farò di te un vero uomo, ti insegnerò a sparare, ti insegnerò l'onore, ti insegnerò ad ammazzare i cattivi! (???) ..."

Ma che cavolo insegnano queste maestre ai bambini, ad ammazzare i cattivi ? Chi sono i cattivi?
O sono i programmi televisivi pilotati dal Potere che inculcano questi pensieri al popolo?

Milano 07/12/2009 Prima della Scala

Milano 07/12/2010

?

"In un mondo astratto e bello, ma non realistico. Il discorso di un pastore deve essere realistico, deve toccare la realtà...".

La realtà è che mi ci vogliono quattro ore per scaricare un video del Papa con la connessione Adsl che mi ritrovo. Non mi passa più.

Velocità di download del video udienza generale del Papa
Io ho una connessione a 7 mega, dovrei scaricare a 800Kbyte/s, in realtà scarico il video del Papa a 50-60 Kbyte/s e non mi passa più.

Voglio dire che scaricare i video del Papa che io apprezzo e guardo con interesse, sia su YouTube che dal sito http://benedictxvi.tv/ è qualcosa di noiosissimo per via della lentezza della connessione Adsl che abbiamo qui in Italia, per non parlare della congestione dei siti e delle linee ADSL.

Santo Padre, mi rivolgo a Lei perché solleciti, se possibile, lo sviluppo e la promozione delle connessioni Internet e ADSL presso gli organi competenti, perché i video come i suoi possano essere scaricati in tempi umani e soprattutto realisti.

Io faccio così in questi casi: faccio partire il download, poi mi metto a fare altro con il pc per il mio lavoro e ogni tanto controllo a che punto è il download del video. A volte mi tocca lasciare acceso il pc tutta la notte in attesa che finisca di scaricare il video del Papa per poi vedermelo con calma il giorno dopo.

In questo video Vittorio Feltri si schiera per la libertà di parola della Chiesa e dei preti.

Libertà di Parola a tutti anche ai preti!

"Voi che cosa ne pensate?", chiede Vittorio Feltri.

Cosa ne penso io? Beh, mi meraviglio che "parola" sia stata scritta in maiuscolo nel titolo di questo video che risale al 17 marzo 2008. Per me la parola è la Parola di Dio.

Gesù dice di gridare dai tetti ciò che ci viene sussurrato nelle orecchie e che grideranno le pietre se i suoi discepoli tacciono.

Matteo 10,27
Quello che vi dico nelle tenebre ditelo nella luce, e quello che ascoltate all'orecchio predicatelo sui tetti.

Luca 12,3
Pertanto ciò che avrete detto nelle tenebre, sarà udito in piena luce; e ciò che avrete detto all'orecchio nelle stanze più interne, sarà annunziato sui tetti.

Luca 19,40
Ma egli rispose: "Vi dico che, se questi taceranno, grideranno le pietre".

Gesù è il primo ad invitare a predicare e a parlare e quindi ad invitare i suoi discepoli a battersi per la libertà di Parola. Lui non pone condizioni di sorta, non guarda se uno ha o non ha le carte in regola per parlare e quindi anche per predicare e fare la morale. Tuttavia Gesù bacchettava i farisei e i maestri della legge accusandoli di ipocrisia, ma non discriminava sulle tendenze sessuali di quello o quell'altro, pur condannando gli scandali.

Feltri dice di essere non cattolico e non credente, tuttavia, in questo caso, la pensa come Gesù, perché la libertà di Parola la sosteneva Gesù ancora prima di lui.

Facciamo risuonare la Parola nel cielo:

Canne e pesci

| 2 Comments

Il Ministro del Welfare italiano Maurizio Sacconi dice che ai giovani non si devono dare pesci, ma canne per pescare, come riportato: "Sappiamo bene che non dobbiamo dare pesci ai giovani, ma canne per imparare a pescare". Signore Gesù, non dare più pesci, evita di sfamare la folla con quella diseducativa moltiplicazione dei pesci. Consegna invece una canna da pesca a tutto il popolo e che i pesci imparino loro a pescarli, che si diano da fare, come suggerisce il nostro Ministro del Welfare. Anzi no, meglio una rete, una Rete con la r maiuscola e vediamo quanti pesci finiranno nella rete. Al Ministro Sacconi voglio dire che con una canna da pesca si pescano pochi pesci, invece con una Rete se ne possono pescare molti di più.

Signore Gesù, il Ministro forse non sa che senza di te il popolo non pesca nulla e forse si illude che impari a pescare qualcosa. Signore, se tu vieni e ci suggerisci (ci insegni) da quale parte della barca dobbiamo gettare la rete, forse riusciamo a pescare qualcosa, perché il Ministro non ci dice da quale parte si devono gettare le reti, figuriamoci la lenza di una canna da pesca..

C' è un significato escatologico molto profondo nelle parole di Maurizio Sacconi. Forse lui non lo conosce ancora il significato escatologico delle sue parole, ma presto spero che lo comprenda e anche tu avrai modo di comprendere quel significato.


(.)

P.S. Poi risparmiamo le frustate che non sono mai necessarie, perché Dio non dimentica, anche se perdona, le frustate ricevute.

Dio clandestino

| No Comments

L'uomo non smette di mostrarsi per quello che è: un animale che non sa quello che fa, un feroce animale mascherato da ipocrisia umana, un animale che non conosce Dio, un animale che non crede in Dio e che tratta i suoi simili alla stregua di animali. Un animale incapace di diventare uomo, immagine di Dio.

Dio, fuori dai piedi! Dio vai fuori dall'Italia. Sei clandestino, non hai il permesso di soggiorno e quindi non puoi stare in Italia. L'Italia ti espelle e ti fa pagare la multa.

"Fra le norme contenute nel pacchetto (sicurezza) è da ricordare il reato di clandestinità: lo straniero illegalmente in Italia, recita il testo, non rischia la reclusione ma un'ammenda da 5 mila a 10 mila euro e l'espulsione." così si legge su La Stampa online di oggi in un articolo dal titolo: "Il pacchetto sicurezza è legge".

Gli italiani per decisione della classe politica che li governa hanno approvato una legge che prescrive il pagamento di una multa salata e l'espulsione per i clandestini: i forestieri senza permesso di soggiorno.

Chi sono i clandestini? Che significa clandestino?

Più comunemente il clandestino è lo straniero, il forestiero che vive in Italia senza il permesso di soggiorno.

Secondo il dizionario De Mauro, clandestino significa: "fatto di nascosto, in segreto, spec. di ciò che viola le leggi vigenti o non ha l'approvazione di un'autorità".

Beh, secondo quest'ultima definizione, molti italiani allora sarebbero clandestini. Basta pensare a chi agisce di nascosto e in violazione delle leggi, a partire dai corruttori e dai corrotti. Meriterebbero l'espulsione e le relative sanzioni.

Fa ridere, ma anche piangere che gli italiani si diano la zappa sui piedi per mezzo della loro stessa classe politica, che ama definirsi "cristiana" e cattolica.

Gli italiani e la classe politica che ha votato la legge sul "pacchetto sicurezza" per venire incontro alle richieste degli italiani che votano centro-destra, ma anche centro-sinistra, si assumano le loro responsabilità davanti a Dio e all'uomo. Dispiace per questa legge, dispiace soprattutto perché ora Dio espelle l'Italia e gli italiani dal regno dei cieli, perché Dio giudica con lo stesso metro di giudizio che noi adottiamo.

"Ero forestiero e non mi avete ospitato, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato." Mt. 25,43

Italiani, credenti e non, laici e meno laici, Dio non scherza! Il permesso di soggiorno per il regno dei cieli ora lo dovete chiedere a Dio, perché nel regno dei cieli non si può più stare senza il permesso di soggiorno. E Dio prima di timbrarvi il permesso di soggiorno vi chiederà se lo avete ospitato quando era clandestino o se invece lo avete espulso in ubbidienza alla legge.

I cittadini sono soggetti alle leggi degli Stati. Tutto bene?
Per niente! Voglio fare un discorso politico ed economico. Ti potrà sembrare un discorso assurdo il mio, tuttavia penso che un filo logico ci sia.

Le leggi degli Stati le fanno i cittadini attraverso alcuni strumenti democratici che prevedono l'elezione dei loro rappresentanti sulla base di scelte politiche ed economiche proposte dai candidati e sulle quali i cittadini sono chiamati a decidere attraverso il voto in elezioni e referendum.

Fino a quando il cittadino non matura una consapevolezza della propria autodeterminazione spirituale basata sull'amore, sarà necessario procedere in questo modo, per quanto sia una violenza nei confronti dell'uomo stesso, perché in questo modo al cittadino è imposto obbligatoriamente di adeguarsi e uniformarsi al rispetto della legge (giusta o ingiusta che sia) emanata dallo Stato. Questo modo di procedere espropria il cittadino dalle proprie responsabilità civili e morali per delegarle ad altri che decidono al suo posto. Così alla fine al cittadino resta l'obbligo e non la libertà di osservare scrupolosamente leggi fatte da persone che possono anche violentare la nostra morale.

Invece dovrebbe essere il cittadino a darsi una sua legge emanata del buon senso, sulla base della propria coscienza e maturità spirituale e civica acquisita vivendo in una comunità solidale e responsabile.

Ad esempio
prendiamo un imprenditore italiano. Questi, per legge, è obbligato a dotare i suoi operai di un caschetto di protezione ai fini della sicurezza, legge 626. Il caschetto omologato costa 50 euro, l'imprenditore ha 100 operai, totale spesa 50 * 100= 5.000 euro. Questa spesa l'imprenditore la deve recuperare caricandola sul prodotto finale che da un costo di 10 euro finisce per costare 11 euro con un aumento di 1 euro.

caschetto_bicicletta

Lo stesso prodotto viene fatto in Cina dove forse non c'è una legge 626 e gli imprenditori possono fare lavorare gli operai senza caschetto, infiascandosene della loro sicurezza e incolumità. Per cui il costo del prodotto finale fatto in Cina resta di 10 euro.

Io vado al mercato e vedo due prodotti identici: uno costa 10 euro l'altro costa 11 euro. Quale scelgo? Il (falso) buon senso mi dice di scegliere il prodotto che costa meno senza stare a chiedermi se chi lo ha prodotto ha usato o non ha usato il caschetto. Prendo quindi il prodotto da 10 euro, risparmio 1 euro che posso dare in beneficenza o andare a prendermi un caffè, per esempio.

Il guaio è che l'imprenditore soggetto alla legge 626, legge che tutela l'incolumità e la sicurezza degli operai e anche la nostra, alla fine non vende perché schiacciato dalla concorrenza cinese e un bel giorno dovrà chiudere la baracca e mandare a casa gli operai.

Cosa c'entra il cristianesimo in tutto questo? C'entra. Cristo dice di amare il prossimo. Per un imprenditore cristiano il prossimo più prossimo sono i suoi operai. Amarli significa provvedere alla loro sicurezza e incolumità. Per cui l'imprenditore cristiano è tenuto per amore a dotare i suoi operai di un caschetto, non perché lo dice la legge 626, ma perché lo dice Gesù che si fa coscienza umana. Lui non te lo dice direttamente, ma te lo dice indirettamente, attraverso l'invito ad amare il prossimo. Se ami, ci tieni all'incolumità di chi ami e gli metti il caschetto omologato in testa. Naturalmente non ti fai paturnie di costi perché come cristiano sei tenuto a servire Dio che è amore e non mammona, per cui apri il portafoglio, compri i 100 caschetti, costi quel che costi.

E se poi non ce la fai a rientrare dei costi? Dispiace licenziare 100 operai-ciclisti. Allora che fai? Sul margine di utile non ci puoi giocare, riducendolo ulteriormente, perché lo hai già ridotto all'osso. Ti rendi conto che non ha più senso mantenere in piedi una attività che non produce utili, ma è in perdita, per cui decidi di chiudere e licenziare i 100 operai con i loro 100 caschetti e quindi tanto vale. Non ha tanto senso avviare una attività dove il costo per proteggere la vita degli operai rischia di far perdere il lavoro stesso agli operai.

Dove sta l'errore? L'errore sta in noi, nel cittadino egoista non solidale che preferisce, a parità di qualità, il prodotto più economico, senza chiedersi perché un prodotto costa meno di un altro. E' la legge del mercato che premia i prodotti migliori a parità di prezzo o quelli più economici a parità di qualità.

Come la risolviamo? Non di certo con le leggi protezioniste o spostando la produzione in Cina dove il costo del lavoro è più basso. La si risolve sensibilizzando sul piano spirituale e culturale in modo da diffondere una cultura cristiana basata sulla dignità della persona e sulla solidarietà, dove il prezzo da pagare per un prodotto lo stabilisce chi compra e non chi vende. Così che l'imprenditore cinese, una volta sensibilizzato, decida liberamente di adottare il caschetto per i suoi operai anche se la legge non lo obbliga, tanto il prezzo lo fa il consumatore e non più il venditore e quindi il caschetto lo pagherà come riterrà giusto pagarlo. Ma a quel punto l'imprenditore che fa impresa non è più un imprenditore, ma diventa un operaio.

Sei tu che comperi che decide il prezzo e non chi vende. E se decidi che il prezzo di un prodotto deve essere basso, se non gratis, allora devi essere pronto ad accettare il fatto che anche il costo della tua manodopera necessaria per produrre quel prodotto può essere giudicato a gratis. E non ti lamentare se sei sottopagato, perché sei tu che, in questo caso, decidi il prezzo dei prodotti. Se hai pochi soldi, pagherai anche meno i prodotti, perché il prezzo lo decidi tu.

Del resto non dimenticare che Dio in fatto di retribuzione del lavoro non è meritocratico, non fa discriminazioni e paga tutti allo stesso modo con un soldo. Ma tu puoi chiedere a Lui quello che vuoi e Lui te lo dà. Facciamo anche noi così.

O forse qualcuno preferisce vedere un altro genere di caschetto ?

Vivere la Parola

| No Comments

Tu da cristiano, come vivi la Parola?

La Parola va vissuta, non può essere soltanto letta superficialmente, ma va compresa e messa in pratica.

Bene, io cerco di vivere la Parola diffondendo l'insegnamento di Gesù con questo sito web. Quando Gesù dice: "Quello che vi dico nelle tenebre ditelo nella luce, e quello che ascoltate all'orecchio predicatelo sui tetti". Matteo 10,27, io cerco di farlo da questo sito che per me è come se fosse un tetto.

In Luca 12,3 invece leggiamo:
"Pertanto ciò che avrete detto nelle tenebre, sarà udito in piena luce; e ciò che avrete detto all'orecchio nelle stanze più interne, sarà annunziato sui tetti". Luca 12,3

Quel passo segue questo passo di Luca 12,2 dove Gesù dice: "Non c'è nulla di nascosto che non sarà svelato, né di segreto che non sarà conosciuto".

Vivere la Parola per me vuol anche dire svelare ciò che è nascosto e ciò che è segreto perché sia annunziato dai tetti.

Ci sono tante cose nascoste nel Vangelo che vanno svelate e rivelate. Qualcosa ho cercato di svelare di quello che ho sentito nelle tenebre e all'orecchio, leggendo il Vangelo e confrontandomi con molti di voi e con Angelo in particolare.

Ad esempio, per quanto riguarda la moltiplicazione dei cinque pani e dei due pesci, cosa possiamo svelare di quel miracolo che per me nasconde un messaggio segreto? Si sa che per Gesù il lievito rappresenta l'insegnamento, una dottrina. Con il lievito si fa il pane e con l'insegnamento e la dottrina si scrivono libri e quindi viene logico associare i pani a dei libri, senza dimenticare che il vero pane è sempre Gesù eucaristia. I cinque pani quindi simboleggiano anche cinque libri. Quali sono questi cinque libri? E probabile che siano i quattro Vangeli e gli Atti degli apostoli.

E i due pesci? Cosa nascondono? Gesù diceva a Simon Pietro in Luca 5,10: "d'ora in poi sarai pescatore di uomini"

Quindi per Gesù i pesci oltre ad essere cibo del nostro corpo nascondono anche degli uomini e i due pesci nascondono due persone da svelare. Chi? Chi possono essere queste due persone? Molto probabilmente Pietro e Paolo.

Cosa fanno i discepoli di Gesù? Prendono i cinque libri, cioè i Vangeli e gli Atti degli apostoli e li moltiplicano per mezzo di Gesù, dandoli come nutrimento spirituale alla folla.

Ma anche i due pesci vengono moltiplicati per mezzo di Gesù. E come si moltiplicano Pietro e Paolo? Si moltiplicano in tanti sacerdoti e Papi sparsi per il mondo e per la Storia che distribuiscono il Pane del cielo, cioè il Vangelo di Gesù, i cinque libri, durante la messa, ma anche nelle librerie. Chi non ha un Vangelo: il libricino dei 4 vangeli + gli Atti o una Bibbia in casa e un sacerdote in parrocchia?

Quindi il miracolo dei pani e dei pesci, oltre ad essere un miracolo nel senso letterale del termine, rivela anche un segreto, una profezia che ho cercato di spiegare in un post precedente al professore di matematica Piergiorgio Odifreddi. Questa profezia si è puntualmente realizzata nel corso della Storia e continua a realizzarsi sotto i nostri occhi a dimostrazione di quanta verità c'è nei Vangeli.

Qualcuno se ne è accorto? Odifreddi pare di no, perché sembra non capire il miracolo. Ma gli occhi della fede possono vedere là dove non sempre è possibile vedere con la ragione.

Dopo aver mangiato ed aver saziato la folla con i pani e i pesci, avanzano un tot numero di ceste piene di pezzi di pane. Lascio a te scoprire il resto.

Quindi, un modo di vivere la Parola è quello di diffonderla, distribuirla, dopo averla spezzata come se fosse pane, per renderla più "digeribile".

Le campane di Lecco

Campane di Lecco è il vostro turno!

Campane Lecchesi - Lecco - Solenne
Concerto solenne a 9 campane ripreso dalla cella campanaria
(.)

Riporto un commento di un lettore che scrive al Pd-l e che ho letto sul blog di Beppe Grillo al post Free Blogger del 12 novembre 2008, a seguito di una notizia pubblicata da Punto Informatico alcuni giorni fa.

"Ho letto che il vostro segretario, zitto, zitto, come si addice a voi politici metafisici, a braccetto con la "parte avversa" e seguendo le orme del caro prodi, ha deciso d'imbavagliare la rete con leggi bulgare sui blog.......quindi blog come progetti editoriali, roc e pene di stampa clandestina.
Ma purtroppo per voi noi giovani siamo nati liberi e nonostante tutti i vostri affondi rimarremo liberi.....non potrete fermare la rete, sarebbe come cercar di far incagliare una portaerei sui navigli di Milano........non potrete fermare la libertà di pensiero e la libertà d'informazione che oramai è peculiarità della rete.
Vergognatevi......Voi, la P2, la rinascita democratica, i vostri vecchi militanti nostalgici di Stalin e di Chruscev, Vergognatevi per il vostro continuo baciare il culo a quei mafiosi della "parte avversa" .....Vergognatevi per tutto l'oro in cui navigate mentre noi non abbiamo più neanche da mangiare.......Vergognatevi per la vostra ipocrisia, per il vostro essere cosi nebulosi, cosi marci dentro, Vergognatevi per tutti i condannati che stanno nel vostro partito e per come avete ridotto questo paese assieme ai vostri soci della "parte avversa", voi non avete nulla a che fare con noi e non ci potrete mai distruggere, perchè a vostra differenza NOI SIAMO LIBERI e togliendoci tutto non farete altro che renderci consapevoli e la consapevolezza del popolo vi deve terrorizzare molto più di qualche blog,
Con tanta rabbia,
Zomo
"
zomo zomo 13.11.08 11:15|

Evidentemente si tratta di un giovane piuttosto deluso e demoralizzato per come vanno le cose. Questo giovane, di cui condivido in parte il pensiero, parla di libertà. Dice: "noi giovani siamo nati liberi ...". Non è proprio vero dal mio punto di vista di cristiano che l'uomo nasce libero. L'uomo non nasce libero, ma nasce schiavo del peccato e acquisisce la libertà, la vera libertà di figlio di Dio con il sacramento del Battesimo che lo libera dal peccato originale. Poi l'incontro con Gesù nella Eucaristia e la fede in Lui ci porta ad un grado di libertà più elevato che si realizza nell'intima amicizia con Gesù stesso e che ci libera dai vincoli della legge. E' Gesù che libera veramente l'uomo, perché l'uomo da solo non può fare niente.

Per il resto mi unisco anche io al grido di "Vergogna!" che questo giovane manda al partito nel quale probabilmente ha perso la fiducia.

Aggiungo, sempre da cristiano, a osservazione del commento che rispecchia il sentimento di tanti giovani, che i politici non si lasciano terrorizzare dal popolo e anche il popolo non ha motivo di temere i politici. Gesù dice di non aver paura, dice di non temere chi può solo uccidere il corpo, ma è impotente nei confronti dell'anima. Lui dice chi dobbiamo temere: "Vi mostrerò invece chi dovete temere: temete Colui che, dopo aver ucciso, ha il potere di gettare nella Geenna. Sì, ve lo dico, temete Costui".Luca 12,5

Come cristiani siamo tenuti a seguire la voce di Gesù che parla alla nostra anima, siamo tenuti ad amare anche a costo di essere perseguitati, e se un provvedimento politico o una legge ci pare andare contro la nostra coscienza di cristiani, siamo tenuti purtroppo a disubbidire, come ha disubbidito Gesù che guariva per amore anche quando la legge lo vietava.

Ricordiamocelo: "temete Colui che, dopo aver ucciso, ha il potere di gettare nella Geenna. Sì, ve lo dico, temete Costui". Luca 12,5

"Geenna" dal dizionario De Mauro: "nel Nuovo Testamento, luogo di espiazione eterna con il fuoco, fig., luogo di atroci tormenti e sofferenze".

Ora pensaci sù: chi ha il potere di gettare nella Geenna?

Forse Dio? Non credo che Dio getti l'anima di qualcuno nella Geenna, perché Dio è amore e poi Dio ha sacrificato suo figlio per salvarci e non per condannarci o gettarci nella Geenna.

Allora chi? Il diavolo? Non credo, perché il diavolo è tentatore e assassino e può solo uccidere il corpo, ma è impotente nei confronti dell'anima.

E allora chi? Il peccato, cioè TU, uomo peccatore che disubbidisce a Dio, all'amore! Tu peccatore hai il potere di gettare la tua anima nella Geenna, soltanto Tu e nessun altro. Per questo è importante il Battesimo. E' importante battezzarsi per essere liberati dal peccato originale, perché è il peccato che ha il potere di gettare l'anima nella Geenna, nella sofferenza eterna.

Montagne russe

| No Comments

Mi sono sempre piaciute le montagne russe. Si sale e si scende. Il Signore lo sa che a me piacciono le montagne russe, quelle del luna park, mi divertono un casino solo a vederle e Lui me le fa vedere in tante forme.

Gardaland - from Blu Tornado on board!

Bellissimo Signore! Che emozione! Ancora! Ancora! Dai! Un altro giro!
IIIIIUUUUUHHHH!

Si sale a100 metri e poi si scende del 50% e poi si risale del 50%, ma non si ritorna a 100 metri, ma soltanto a 75 metri. Ma perché? Se scendo del 50% e poi risalgo del 50%, io vorrei ritornare a 100 metri per riprovare lo stesso brivido, non a 75 metri.
Cosa? Gli attriti? Ah già gli attriti, ci sono gli attriti che ti frenano.

Comunque, che divertimento queste montagne russe. Grazie Signore! Non c'è bisogno di andare a Gardland per provare il brivido delle montagne russe. Basta entrare in uno sportello bancario, Intesa-Sanpaolo o Unicredit fa poca differenza, si paga il biglietto e loro ti fanno salire e scendere per tutta la settimana e tu ti diverti un casino. Alla fine però ti fermi quasi sempre a terra, mentre io mi vorrei fermare in cielo perché è più bello stare in alto. Grazie Signore per lo spettacolo delle montagne russe.

"Se uno Stato non difende i suoi cittadini non è più legittimato come tale."

Sono le parole di Silvio Berlusconi pronunciate in campagna elettorale e riprese in un video su You Tube.

Berlusconi a Napoli. Il terrore delle intercettazioni.

Torino, 4 frati aggrediti a bastonate in convento, uno è grave.

Oltre a esprimere la mia solidarietà ai frati francescani per la brutale aggressione subita, di stampo fascista, sottolineo che a tutta questa violenza si devono aggiungere i morti sulle strade da impatto, gli stupri, e tanti atti di violenza ai danni di cittadini comuni da parte di criminali senza scrupoli.

Lo Stato, per quanto si sforzi politicamente, non è in grado di difendere i suoi cittadini come dimostrano i recenti fatti di sangue. Secondo Silvio Berlusconi, lo Stato da lui governato in qualità di Presidente del Consiglio, non sarebbe più legittimato come tale perché non ha saputo difendere i 4 frati presi a bastonate e ridotti in fin di vita nel loro convento.

Tuttavia Silvio Berlusconi è stato legittimato dal popolo italiano che democraticamente ha preferito a maggioranza la coalizione politica da lui presieduta.

Se Silvio fosse coerente con se stesso, ora che è al governo, dovrebbe delegittimare lo Stato che lui stesso sta governando.

Difendere i cittadini di uno Stato vuol dire fare la guerra contro un ipotetico aggressore esterno che intende distruggere i suoi cittadini. Ma lo Stato, in fin dei conti, sono i cittadini stessi e non le istituzioni statali che, semmai, li rappresentano. Difendere i cittadini vuol dire muovere l'esercito il cui compito è la difesa dei cittadini, per mandare i soldati a difendere ogni cittadino davanti ad ogni casa, chiesa, convento, condominio, luogo pubblico, ecc. Oppure per mandarli ai confini per fermare l'aggressore invasore. Silvio ci ha provato a smuovere l'esercito mandando alcune rappresentanze di militari nelle varie città.

La difesa dei cittadini ha senso se l'aggressore proviene dall'esterno. Ma quando l'aggressore proviene dall'interno, dal cittadino stesso, che senso ha difendere i cittadini da loro stessi?

I fatti dimostrano che non basta smuovere l'esercito, se poi i soldati non sono presenti sui luoghi in cui avvengono i crimini. Se è il cittadino stesso che assale un altro cittadino per derubarlo, il problema va affrontato in modo diverso, secondo me. Non tanto con i soldati come arma di dissuasione, ma cercando di capire perché un cittadino assale un altro cittadino e lo bastona o lo stupra per derubarlo. Forse chi assale a bastonate un altro cittadino, si trova in una situazione di disagio personale o è in preda all'alcool o sotto l'effetto di droghe, oppure agisce per conto di qualcuno che lo paga sfruttando la sua condizione di persona bisognosa in quanto povera e ignorante, oppure ha un conto da regolare, cioè agisce per vendetta.

Bisogna allora rimuovere le cause che portano al disagio personale o all'assunzione di droghe e alcool o che comunque mettono una persona nelle condizioni di essere sfruttata per scopi criminali o di farsi giustizia da sola. Le cause sono spesso da ricercarsi nella povertà, nell'indigenza e nell'ignoranza del valore della vita, nella carenza di valori della propria cultura ed educazione.

Il Vangelo, in questo compito di prevenzione alla violenza, ci viene in aiuto. Credo che una maggiore presa di coscienza da parte dei media, di cui Silvio ne gestisce una grande fetta, come anche da parte dello Stato, dei valori cristiani contenuti nel Vangelo sia importante per prevenire atti di violenza da parte dei cittadini nei confronti di altri cittadini.

Penso che la divulgazione e la promozione dei valori contenuti nel Vangelo, seguita dall'esempio coerente a livello politico e di governo sia importante per prevenire atti criminali e violenti.

Tuttavia, in democrazia è il cittadino con tutto il popolo che sceglie da chi farsi governare e il cittadino sceglie sulla base del proprio interesse personale e sui valori laici e non sempre sulla base dei valori cristiani di amore, carità e misericordia contenuti nel Vangelo.

Gesù fascista?

| 5 Comments

Leggo su repubblica.it e corriere.it l'articolo dal titolo: «L'Italia corre il rischio fascismo»
Scontro Famiglia Cristiana-Governo. Sottotitolo: Nuovo affondo del settimanale cattolico contro il governo Berlusconi. Replica Giovanardi: «Fascisti i vostri toni».

La polemica nasce dalla decisione del Governo Berlusconi, tramite alcune proposte di legge, una delle quali avanzata dal Ministro Maroni, di prendere le impronte ai bambini rom, al fine di censirli per aumentare la sicurezza dei cittadini.


Per il cristiano, i bambini appartengo a Dio e chi li tocca, dai pedofili ai politici, tocca Dio e dovrà poi vedersela con Lui che ne chiede conto. Sempre!

Ritengo offensiva e fuori luogo la replica del Governo per voce di Giovanardi e Gasparri i quali, replicando dando del "fascista" ai toni di un settimanale cristiano che paventa un rigurgito fascista, finiscono per offendere anche tutti quelli che nei valori cristiani si ritrovano e quindi, a mio giudizio, si mette sullo stesso piano di quei professori e studenti che manifestarono contro la visita del Santo Padre alla Sapienza di Roma, all'inizio dell'anno, impedendogli di esprimere il suo pensiero.

Ma cosa vuol dire fascista? Vediamo la definizione di "fascismo" data dal dizionario italiano De Mauro Paravia: "movimento politico, fondato da Benito Mussolini nel 1919, che fu al potere in Italia dal 1922 al 1943, dando vita a un regime dittatoriale a carattere totalitario, nazionalista e anticomunista, al quale si ispirarono molteplici movimenti e regimi in Europa e nel resto del mondo".

Chiediamoci se questa definizione si addice a Gesù, alla sua persona e al suo insegnamento, perché il cristiano è colui che ascolta è mette in pratico l'insegnamento di Gesù. Personalmente non ce lo vedo proprio un Gesù fascista.

Ma ora vediamo cosa dice Wikipedia alla voce "fascismo": "Il fascismo fu un movimento politico italiano del XX secolo, rivoluzionario e reazionario[1], di carattere nazionalista e totalitario, che sorse in Italia per iniziativa di Benito Mussolini alla fine della prima guerra mondiale. Di ispirazione sindacal-corporativa, combattentistica[2], Socialista revisionista[3] e organicista[4], raggiunse il potere nel 1922 con un colpo di stato e si costituì in dittatura nel 1925. Il fascismo descrive sé stesso come una terza via tra capitalismo liberale e comunismo marxista, basata su una visione organicista, corporativista e totalitaria dello Stato. Radicalmente e violentemente contrapposto al comunismo e pur riconoscendo la proprietà privata, il fascismo rifiuta infatti anche i principi della democrazia liberale.".

Non si discosta di molto dalla precedente. Si addice a Gesù questa descrizione? Non direi proprio. Primo perché Gesù era universale, cioè invitava a predicare il suo messaggio in tutto il mondo e non soltanto in Palestina. Invitava a farsi Uno, cioè a unire i cristiani in un solo popolo. Non in una nazione e nemmeno in uno Stato autonomo tra più Stati e quindi Gesù non può definirsi nazionalista, semmai mondialista. Secondo perché Gesù non era un politico dittatoriale. Infatti quando lo vollero fare re, Gesù scappò via e andò a rifugiarsi sui monti, tutto solo.

Condivido la posizione critica di Famiglia Cristiana nei confronti del Governo che pare perdere di vista i valori cristiani ai quali intende ispirarsi, per assumere, a mio giudizio, posizioni sempre più assolutistiche e dittatoriali, senza considerare le proposte provenienti da posizioni cristiane.

Il Governo, secondo me, dovrebbe ascoltare le critiche del settimanale Famiglia Cristiana e porvi rimedio con umiltà e amorevole sollecitudine, secondo le linee guida tracciate da Gesù, se vuole sentirsi cristiano. Noi cristiani, tuttavia, non dobbiamo dimenticare che Dio perdona, ma gli italiani e più in generale gli uomini, purtroppo non sempre perdonano. La fine che ha fatto il capo dei fascisti italiani: Benito Mussolini, lo dimostra e dovrebbe essere di monito ad ogni uomo che intende ripercorrerne le gesta. Così la fine del capo dei cristiani: Gesù Cristo, morto in croce e risorto, dovrebbe essere di testimonianza a tutti quelli che intendono credere in lui.

Tuttavia mentre Gesù è risorto e vive nel cuore del credente dando senso e gioia alla sua vita, Mussolini invece vive solo nei libri di storia, dando un senso di delusione e frustrazione alla nostra vita.

Quali alternative alle impronte? Maggiore attenzione ai valori del cristianesimo per i quali questo sito è nato. Valorizzazione degli insegnamenti di Gesù. Più serietà e coerenza nel proporre lo stile di vita cristiano. Sono tutte alternative volte a rafforzare lo "spirito" cristiano che poggia sull'amore, sulla condivisione, sull'accoglienza, sul rispetto della dignità umana e della sua libertà, sempre nel rispetto della vita dell'uomo. Senza queste basi, non possiamo illuderci di costruire una società giusta e laica.

Duce. Vincere e vinceremo

Primo Levi oggi, profezie di uno scrittore.

Chi si mette contro Dio violando le sue leggi, pecca contro lo Spirito Santo e non può essere perdonato, ma dovrà pagarne il conto fino alla settima generazione. Chi si mette contro l'uomo, violando le sue leggi, pecca contro l'uomo, ma può essere perdonato e ristabilito davanti a Dio.

Il gregge, la pecora e l'asinello.

Diff-amare | Aff-amare

Leggo sempre più spesso notizie di blogger denunciati per diffamazione.

Diffamazione, denunciato un altro blogger
Italia, cresce il rischio diffamazione per i blog
Cancellati per diffamazione

Non è bello ricevere una denuncia per diffamazione perché un tuo visitatore ha scritto un commento che a qualcuno non piace. Di solito, il buon senso vuole che chi si sente diffamato, contatti il webmaster responsabile del sito blog e gli chieda di cancellare il commento ritenuto diffamante. Il passo successivo è quello di rivolgersi ad un avvocato, se non viene accolta la richiesta di cancellazione. Soltanto nei casi più gravi e di mancanza di collaborazione si procede alla denuncia e al tribunale.

A me questo andazzo dove chi ha un blog non ha alcuna tutela dal punto di vista legale della diffamazione per merito di un visitatore che, passando, ha lasciato una sua opinione ritenuta diffamante nei confronti di qualcuno, non piace. A mio giudizio si tratta di una forma di censura e di intimidazione tesa a colpire chi dà fasti-dio e non piace. Sono del parere che bisogna imparare a difendersi dalle diffamazioni non con le denunce, ma con i fatti, dimostrando l'infondatezza della diffamazione da parte di chi si sente diffamato.

Se uno mi viene a dire che sono scemo, io non trovo giusto denunciarlo, ma mi sento in dovere di dimostrargli che non è vero che sono scemo. E se uno mi viene a dire che sono cretino? La parola "cretino" è diffamante? Eppure l'etimologia di cretino deriva da "cristiano". Ma la parola "cretino" è diffamante?

Il dizionario fondamentale della lingua italiana, DeAgostini alla voce "cretino" dice: "Aggettivo, 1. detto di persona, stupido, imbecille. 2. Che manifesta stupidità." Non lo trovi diffamante?

Io, come responsabile di questo sito, tempo fa cancellavo i messaggi diffamanti nei confronti di Dio e di Gesù inseriti da visitatori di passaggio. Usavo la moderazione dove ogni messaggio prima di essere pubblicato veniva letto da me.

Poi, visto che di messaggi diffamanti nei confronti della religione non ne ho più ricevuti, ho tolto la moderazione, perché noiosa e antipatica, nella speranza che chi disturbava si sia ravveduto. Ma se dovesse venire qualcuno a diffamare Dio o Gesù con un suo commento, io rischio la denuncia?

Dio mi denuncia? Un padre che denuncia il figlio?

Diffamare è sbagliato, perché è una forma di violenza gratuita che danneggia l'immagine della persona. Tuttavia stabilire il confine tra opinione personale e diffamazione non è semplice. Come cristiani, se vogliamo essere degni di portare questo nome, penso che difronte ad una diffamazione, dovremmo sopportare e porgere l'altra guancia, come insegna Gesù, rinunciando alla denuncia, alla giustizia della condanna, ma confidare nella giustizia di Dio che prima o poi arriva per tutti.

Per cui ho deciso di fare uno sciopero della fede. Già, proprio così: sciopero della fede. C'è chi fa lo sciopero della sete o quello della fame e chi fa lo sciopero del lavoro. E io faccio lo sciopero della fede. Posso?
Sciopero! Mi sento come un operaio nella vigna del Signore. Ho diritto di sciopero? Mi astengo dai sacramenti, dalle preghiere e dai post a tempo indefinito, fino a quando non mi passa questo senso di ingiustizia nei confronti dei blogger.

Devi sapere che lo sciopero della fede non è come gli altri scioperi tesi a rivendicare miglioramenti salariali o riduzioni dell'orario di lavoro o maggiori tutele e garanzie sul lavoro. Lo sciopero della fede è lo sciopero di colui che smette di aver fede in Dio per amore di Dio. Perché Dio va amato per prima cosa, mentre la fede può anche non esserci.

Interessante intervista al Cardinale Camillo Ruini vicario del Papa a Roma, su La7 nel programma "Otto e mezzo", in merito al problema dell'aborto.

Moratoria sull'aborto. Il cardinale Camillo Ruini esprime il pensiero cristiano in merito al problema dell'aborto, alla luce della fede.

Alla fine, il cardinale rispondendo a Giuliano Ferrara sulla domanda: "In che senso l'umanesimo cristiano afferma e quali ne sono le conseguenze che l'uomo non è un animale qualsiasi, ma è un animale speciale?", dice: "L'uomo trascende la natura e ciò emerge dalle capacità dell'uomo, da quello che l'uomo sa fare, dalla creazione della cultura, dalla capacità di scelta e responsabilità etica che l'uomo ha e dalle capacità di creazione artistica , nonché dalla forza e dal rigore del pensiero logico."

Quando nel cuore dell'uomo mancano i valori cardini del cristianesimo: misericordia, giustizia, provvidenza, bontà, perdono, fedeltà, carità, ma invece trova posto il vuoto, il relativismo e il menefreghismo generalizzato, la conseguenza è l'avvelenamento e la morte dell'uomo.

Quando l'uomo sceglie coloro che di Dio e dei valori cristiani ne hanno fatto spazzatura, la spazzatura se la ritrova nel sangue sotto forma di DIOssina termovalorizzata.

Se Dio ha mandato Gesù, un motivo ci deve pur essere: è per la nostra salvezza.

La carità e Italia.it

| 3 Comments

Italia.it

La carità sarà sempre necessaria anche nella società più giusta

Preciso che non sono un volontario e nemmeno un sostenitore della fondazione Avsi. Tuttavia apprezzo il loro impegno sociale.

Interrogazione parlamentare su Italia.it


Notare i posti vuoti alle spalle degli oratori.

Ognuno tragga le conclusioni che ritiene. Qui non si fa politica!

Chiuso Italia.it

I cristiani hanno una dignità?

Il cristiano ha una dignità?

I cristiani hanno una dignità?

Signore, noi cristiani abbiamo una dignità?

Ma più in generale

L'UOMO ha una dignità?

I cristiani sono uomini ancora prima di essere cristiani. Devono rinunciare alla loro dignità di uomini?

Di fronte allo Stato e alle leggi vessatorie emanate dai politici di Roma, dal Governo italiano, come anche da qualunque altro governo nel mondo, io chiedo se il cristiano ha una dignità da difendere e da far rispettare di fronte agli uomini, ma soprattutto di fronte allo Stato?

Se una legge dello Stato imponesse di pagare la tassa rifiuti con 1.000.000 di versamenti da 1 centesimo l'uno in giorni feriali diversi, ma consecutivi, per quanto demenziale e vessatoria quella legge possa essere, il cristiano è tenuto a fare 1.000.000 di versamenti da 1 centesimo senza fiatare? Può protestare ? Può rifiutarsi ?
Il cristiano può rifiutarsi di fare 1.000.000 versamenti da 1 centesimo tutti i giorni feriali visto che si tratta di una legge demenziale e vessatoria? O deve rassegnarsi, tacere (cioè amare in silenzio), ubbidire e pagare con 1.000.000 versamenti tutti i giorni ? E' solo un esempio.

Cosa fare? Porgere l'altra guancia? Pagare impiegando tutto il proprio tempo in 1.000.000 code allo sportello in tutti i giorni feriali? Dare mandato alla propria banca di pagare 1 centesimo in tutti i giorni feriali, dove ogni commissione bancaria costa cinque euro?

E se una legge dello Stato imponesse a tutti i cittadini, compresi i cristiani di mettersi il velo? Oppure di tatuarsi il proprio codice fiscale sulla fronte, in modo ben visibile, tu come cristiano accetteresti?

Oggi ci può sembrare assurdo, ma non è detto che uno sconvolgimento politico possa portare al potere persone con una visione delle cose diversa dalla nostra con l'intenzione di fare una legge vessatoria (vessatoria a seconda dei punti di vista) nei confronti di certe categorie di persone come gli automobilisti o i ciclisti, che imponga di mettere sul tettuccio della propria auto o sul parafango della propria bicicletta un crocefisso o una mezzaluna o la falce e il martello o la croce uncinata o la bandiera italiana ... con lo scopo di affermare e ribadire il loro modo di vedere le cose, senza tenere conto della tua dignità di persona, di cristiano o di uomo.

Gesù bamboccione?

| 20 Comments

In questo articolo pubblicato sull'edizione online del Corrire della Sera, come in articoli simili di tanti altri giornali come per esempio La Stampa, (vedi articolo) i giornalisti riportano: «Mandiamo i «bamboccioni fuori di casa», sintetizza con estrema brutalità e molta ironia Tommaso Padoa Schioppa nel corso dell'audizione davanti alle Commissioni Bilancio di Camera e Senato.»

Grazie Padoa Schioppa! Il termine "bamboccione" è un po' offensivo, ma mi piace, un po' come il termine "cretino" di cui i cristiani sono stati spesso soprannominati da tanti non credenti come Odifreddi.

Pagina de La Stampa, edizione di Torino del 01-10-2007

Da La Stampa, edizione Torino del 01/10/2007

Forse, caro Padoa Schioppa, Lei dimentica che anche Gesù è stato un "bamboccione" usando un termine da lei coniato per quelli che tardano a staccarsi dalla famiglia. E se lo è stato Gesù, di conseguenza, lo sono tutti quelli che gli vanno dietro come me e tanti cristiani. Già, lui è stato con papà e mamma fino alla veneranda età di 30 anni e passa, fino a quando è morto sulla croce con la mamma ai suoi piedi. Una eternità per quei tempi dove molto probabilmente si andava a lavorare a 12 anni e a 15 forse già ci si sposava.

Poi Gesù, invece di cercarsi una moglie e mettere su famiglia, come vorrebbe vedere il nostro Ministro dell'Economia, si è messo a girare per la Palestina a predicare il Vangelo, invece di pensare a finanziare le casse di Roma antica con il suo lavoro.

Io, come cristiano innamorato di Gesù, invece non giro per la Palestina, ma giro per Internet per comprendere meglio il Vangelo e cercare di testimoniarlo. C'è qualcosa che non va? Sentirmi dire "bamboccione" da Padoa Schioppa, il Ministro dell'Economia in persona, uno che della gestione del dio denaro ne ha fatto una scelta di vita essendo laureato in economia e ministro dell'Economia e delle Finanze, mi lascia da una parte un po' rammaricato, ma dall'altra mi fa capire di essere sulla buona strada.

Voglio ricordare a Padoa Schioppa che i bamboccioni per me sono i politici, che non si vogliono allontanare dalle loro poltrone e andarsene dal Parlamento, come anche i giornali e i giornalisti, finanziati dallo Stato invece che da papà e mamma. Fa qualche differenza? Forse solo l'età.

Non so se Lei è un cristiano, ma la sua battuta la ritengo offensiva per chi è cristiano e, come cristiano, io le porgo l'altra guancia e se vuole darmi anche del vitellone o del mammone, faccia pure. Le ricordo che i cristiani, quelli veri, amano Gesù e vivono il suo insegnamento che è di amare Dio e il prossimo e non quello di amare i soldi o mammona.

Caro ministro, si guardi intorno, tante persone hanno fatto il militare come soldato semplice, senza tanti piagnistei, al servizio dello Stato con una paga di 150.000 lire mensili, mantenuti per un anno dallo Stato, a volte interrompendo gli studi e il lavoro per obbligo di legge, mentre molti altri hanno fatto il militare nei carabinieri o negli ufficiali di complemento con il grado di sottotenente, percependo uno stipendio decente, sempre mantenuti dallo Stato. Ma quello che secondo me è più grave è che tante persone, il servizio militare non lo hanno fatto per un motivo o per l'altro e, ultimamente, mi pare che quelli della sua classe, i politici, abbiamo intenzione di abolire (se non lo hanno già fatto) il servizio militare che aiutava i giovani a staccarsi dai propri genitori e a fare una vita comunitaria lontano dalla famiglia. Mentre invece andrebbe sostituito con un servizio civile comunque obbligatorio per i giovani, per un senso di giustizia verso chi ha fatto il militare o il servizio civile.
Allora chi è più bamboccione? I cristiani, i giornalisti o i politici?

Come Lei ha detto che vuole mandare i bamboccioni fuori di casa, io dico che vorrei mandare i politici inquisiti fuori dal Parlamento, per un senso di giustizia. Posso dirlo? Caro Ministro, incominci a mandare fuori dal Parlamento i suoi colleghi "bamboccioni". Termino augurandole lunga vita al servizio dello Stato, perché ho grande stima di Lei.

La mia esperienza di Vangelo vissuto su Internet è negativa.

I cattolici su Internet sono dispersi

Malgrado centinaia di siti e portali cattolici, la presenza di cattolici laici su Internet è quasi inesistente o meglio dispersa tra centinaia di piccoli siti come questo. I siti e i portali cattolici ufficiali, molto spesso, sono chiusi al dialogo con i visitatori, non c'è possibilità di fare commenti ai testi pubblicati. Quei pochi siti che aprono ai commenti, sono frequentati sempre da un esiguo gruppo di affezionati. Constato che i cattolici su Internet sono come gli ebrei nel mondo: sono dispersi, come tante parrocchie.

Sembra quasi che i cattolici siano un popolo prigioniero, un popolo convinto che la risurrezione avviene soltanto dopo la morte fisica e che l'incontro con Gesù avviene soltanto quando muori fisicamente, nell'aldilà.

Recentemente sono andato ad un "centro di ascolto" reale organizzato dalla mia parrocchia, nell'ambito delle "Missioni popolari". Il tema era Maria, in particolare il passo del vangelo: Giovanni 19,26. Una suora faceva da animatrice dell'incontro. Ho proposto il ritorno di Gesù tramite Maria - Chiesa, chiedendo alla suora se si poteva associare il ritorno di Gesù, la Sua "rinascita o risurrezione" alla Chiesa immagine di Maria. Mi ha risposto di no, dicendomi che Gesù ritorna dopo che siamo morti e che l'anima dopo la morte fisica si incontra con Gesù e che ora tutto è compiuto. Io sinceramente non so che farmene di un Gesù che ritorna o che incontrerò dopo che sono morto, perché la mia esperienza spirituale è diversa. Io ho bisogno di incontrare Gesù da vivo, non da morto, perché me lo sento dentro. Se poi lo incontrerò anche quando sarò morto, tanto meglio.

A me piace confrontarmi su tematiche religiose. Sul sito www.profeta.it si trova un link ad un forum: Jesus Forum: http://www.jhs.it/ che ti manda su una pagina di errore vuota: " la registrazione del vostro dominio è scaduta." E' una esperienza negativa per me.

Se voglio confrontarmi su tematiche spirituali e religiose cristiane con altri navigatori, devo navigare su piattaforme blog come splinder, blogoshere, blogspot, piattaforme interessanti, ma non ufficiali.

Il sito della Santa Sede: www.vatican.va non offre spazi per il dialogo come forum, commenti o bacheche elettroniche. E' un sito che offre testi interessanti e spiritualmente fecondi, ma a senso unico, quasi come se ci fosse paura ad aprire un confronto con i navigatori. Ci sono invece tanti siti cattolici e tanti blog cattolici, molti dei quali abbandonati a se stessi, oppure ognuno con una vita propria, con la propria ristretta cerchia di frequentatori e gestori.

Su Internet manca un centro di raccolta, un punto di riferimento interattivo, aperto al dialogo con il visitatore, dove i cattolici possano dialogare tra di loro, ma anche con esponenti del clero, della Chiesa, con il Papa, oppure con atei o esponenti di altre religioni. Il sito della Santa Sede potrebbe essere un buon candidato come punto di riferimento interattivo, con forum e commenti agli articoli pubblicati. Una occasione anche per la gerarchia ecclesiastica di mettersi in ascolto dei fedeli, di quello che pensano della fede e della dottrina cristiana e controbattere a coloro che non "vedono" offrendo una evangelizzazione interattiva.

Gesù invita i credenti a chiedere al Padre. E io chiedo: Padre che sei nei cieli, mi piacerebbe che i siti cattolici ufficiali su Internet si aprissero al dialogo con forum e commenti e per questo ti chiedo di aprirli, naturalmente sia sempre fatta la tua volontà, venga il tuo Regno e sia santificato il tuo nome. Vorrei poter commentare gli articoli che vengono pubblicati sui siti cattolici ufficiali e poter trovare qualcuno esperto in materia che risponda e magari litigarci anche. Mi piacerebbe poter "provocare" senza offendere o dare scandalo, per comprendere il messaggio evangelico sotto angolazioni e colori diversi, capire anche i punti di vista di chi cattolico non è, perché c'è tanta vita nel messaggio evangelico.

Mi ascolterà? Padre, mi ascolti?

Il tuo volto, Signore, voglio far risplendere
Il tuo volto, Signore, voglio far risplendere
Logo
I sette colori dell'amore di Dio: Misericordia, Perdono, Carità, Provvidenza, Bontà, Giustizia, Fedeltà.
Creative Commons License
This blog is licensed under a Creative Commons License.
Free Internet Security - WOT Web of Trust
Powered by  Movable Type 5.01