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Colli Albani

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Ti proprongo questo video di don Giorgio De Capitani sulla santità.

Omelia di don Giorgio: Festività di tutti i Santi 2011.

E' una bella e accesa omelia che richiama la Chiesa al servizio dell'umanità. Don Giorgio dice che Il punto di riferimento dei Santi non è la Chiesa in sé con i suoi dogmi, ma è l'umanità. I valori umani sono la pace, la vita, i diritti universali, la giustizia.

Come vivere la santità? Secondo don Giorgio la santità va collegata all'umanità, all'umiltà dove la parola "umiltà" deriva dal latino "humus o umus" che significa "terra" e da qui la parola "umano". Per cui il santo non è colui che disprezza l'umano, che disprezza la terra, che disprezza questa vita terrena, sarebbe disumano. Il santo è colui che vive il proprio legame con la terra in modo profondo, in modo così profondo da sentirsi sulla strada della piena realizzazione di se stesso.

Poi don Giorgio invita a pensare al criterio che usa la Chiesa per canonizzare i santi: il disprezzo delle cose terrene, il disprezzo della vita, le mortificazioni corporali, l'assenteismo dalla vita politica, il tenersi lontano dalle problematiche sociali, evadere dalle preoccupazioni di questo mondo. Per don Giorgio, la santità è la pienezza dell'umanità e valica i limiti della religione. L'umanità comprende ogni razza, ogni fede religiosa, ogni cultura. Il vero santo non è colui che ha servito la Chiesa come religione e struttura, ma è colui che ha servito l'umanità.

Alla fine, Don Giorgio conclude l'omelia con il ricordo di Vittorio Arrigoni, reporter, testimone dell'umanità, morto in un rapimento in Palestina, morte che, come quella di padre Fausto, non ha certo avuto l'eco e la risonanza mediatica come quella di Marco Simoncelli, motociclista morto in un incidente di gara.


La santità, quindi, pare di capire, non è tanto il rapporto esclusivo e astratto con Dio, ma il rapporto con la terra, con l'umanità, con il Cristo, questo Dio fatto uomo.

Lorenzo, della diocesi di Parma, chiede ad Angelo Bagnasco: "Come possiamo aiutare i nostri amici a riflettere, pensare e interrogarsi sull'esistenza di Dio e sulla fede in Cristo?".

Il Card. Bagnasco risponde citando Pascal, secondo il quale Il cristiano, il credente, deve aiutare gli altri a disperarsi. Disperarsi nel senso di aiutare gli altri, ma senza partire dalla nostra vita, ma partire sempre dal cuore acceso, dal cuore caldo d'amore per Gesù.

Quindi, secondo Bagnasco, dobbiamo aiutare i nostri amici a fare esplodere la bolla vuota in cui si vive, il vuoto di tante cose che sembrano tutto per cui ci si spende, ci si danna l'anima, ma sono vuote e inconsistenti, sono miti, quei miti che possono facilmente prendere tutti, Quindi dobbiamo aiutare la gente a capire che molto spesso le cose per cui vivono o sono inconsistenti, cioè vuote del tutto, fantasmi, o non sono cose importanti come loro ritengono. A quel punto, là dove si apre la voragine, emerge Cristo, emerge Dio, la vera pienezza, la vera vita.

Bello il discorso del cardinale. Io vorrei chiedergli di aiutarmi a far esplodere la bolla vuota della proprietà privata. Penso che la proprietà privata sia una bolla vuota che comprende il vuoto di tante cose che sembrano tutto, per cui ci si spende, ci si danna l'anima, ci si litiga, ma sono inconsistenti, sono miti, prima o poi crollano.

La parola "privato" deriva dal verbo "privare", ne è il participio passato. Il verbo "privare", secondo il dizionario Zanichelli, significa: rendere qualcuno privo di qualcosa. La parola o aggettivo "privo" significa: che manca di qualcosa di utile, di necessario, di opportuno.

E' evidente e logico quindi, che proprietà privata significa letteralmente proprietà sottratta, privata, espropriata, tolta, rubata all'uomo, in violazione alla legge mosaica dove Dio ordina ad ogni uomo: "Non rubare", nel senso di non espropriare, non togliere, non privare la comunità della proprietà delle cose e dei beni comuni donati da Dio e necessari alla vita stessa della comunità.

Quindi facciamo esplodere la bolla vuota in cui si vive, una di queste bolle è senz'altro la proprietà privata.

In questo post voglio affrontare il tema della legittimazione della proprietà privata da un punto i vista etico ed evangelico. Dico subito che la proprietà privata, secondo me, da un punto di vista etico ed evangelico è una ingiustizia bella e buona. E' una ingiustizia perché dire "proprietà privata" significa dire "esproprio". Sì, esproprio e proprietà privata sono le due facce della stessa medaglia. Non c'è proprietà privata senza l' esproprio di qualcuno. Per poter diventare proprietario esclusivo di un qualsiasi bene, si deve espropriare quel bene a tutta la comunità o a colui che lo ha in uso. Lo si può fare abusivamente (illegalmente) con la forza o la guerra o legalmente con la legge, se quest'ultima prevede e legittima la proprietà privata e l'esproprio.

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Ricordo che la proprietà privata poggia su quattro pilastri: proprietà mobiliare (soldi, azioni, titoli, oggetti), proprietà immobiliare (case, terreni, immobili), proprietà intellettuale (Copyright, brevetti, marchi, lavoro intellettuale), proprietà biologica (maternità, paternità, matrimonio, famiglia, testamento biologico, lavoro).

L'art. 42 della Costituzione italiana, tanto per fare un esempio, legittima sia la proprietà privata, sia l'esproprio, a dimostrazione del fatto che proprietà privata ed esproprio sono la stessa cosa. L'aborto volontario, per fare una analogia, è l'equivalente dell'esproprio sotto il profilo della proprietà biologica. Così il divorzio e l'eutanasia.

Ma leggiamo cosa dice il primo comma dell'art 42 della Costituzione: "La proprietà è pubblica o privata. I beni economici appartengono allo Stato, ad enti o a privati." E Dio, il creatore di tutte le cose, o la Natura, per l'ateo, che fine fa? Proprio l'Italia, culla del cristianesimo scarta Dio dalla proprietà dei beni economici assegnandoli invece a chi gli fa più comodo: Stato, enti e privati.

E' evidente che l'articolo 42 non tiene conto del vero proprietario di tutti i beni economici: Dio per il credente, la Natura per l'ateo. Leggendo l'articolo 42, si apprende che la proprietà, secondo la Costituzione, può avere due diramazioni: pubblica o privata, ma la Costituzione non definisce cosa è la proprietà in sé. Lo fa, al suo posto, l'art. 832 del Codice civile, definendo il proprietario come colui che "ha diritto di godere e disporre delle cose in modo pieno ed esclusivo, entro i limiti e con l' osservanza degli obblighi stabiliti dall' ordinamento giuridico". Quello è il proprietario, perché l'espressione: "In modo esclusivo" significa che i diritti o i beni sono attribuiti ad una sola persona, quindi soltanto uno o alcuni possono disporre e godere delle cose e non tutti gli altri che ne sono esclusi. Ma poi cosa si intende per "beni economici"?

Il secondo comma dell' art 42, secondo me, è una contraddizione nei termini perché dice: "La proprietà privata è riconosciuta e garantita dalla legge, che ne determina i modi di acquisto, di godimento e i limiti allo scopo di assicurarne la funzione sociale e di renderla accessibile a tutti."

Come è possibile rendere la proprietà privata accessibile a tutti, quando per diventare proprietario di un bene occorre espropriarlo a chi lo detiene pur corrispondendo un prezzo? L'espropriato non ha più accesso alla proprietà del bene se chi lo ha espropriato, potendone disporre solo lui in modo esclusivo, non glielo cede.

Il terzo comma dell'art. 42 è pure lui una contraddizione nei termini con il comma precedente, leggiamolo: "La proprietà privata può essere, nei casi preveduti dalla legge, e salvo indennizzo, espropriata per motivi d'interesse generale". Che senso ha? Che senso ha diventare proprietari esclusivi di un bene per poi essere espropriati per interesse generale? Allora la proprietà privata, garantita dalla legge come dice il secondo comma, in questo caso non è più garantita dalla legge, perché la legge stessa la espropria. Tanto vale allora che la proprietà resti pubblica e non privata. Eviteremmo di prenderci in giro.

L'ultimo comma è una capolavoro di esproprio nel tempo: "La legge stabilisce le norme ed i limiti della successione legittima e testamentaria e i diritti dello Stato sulle eredità". Con la successione legittima e testamentaria stabilita dalla legge, la proprietà si tramanda nel tempo dal defunto a colui che gli succede, impedendo alla morte di riequilibrare le cose, escludendoti quindi da ogni speranza di giustizia nel tempo. E' lo Stato, persona giuridica, che vanta i diritti sulle eredità, non il cittadino come persona fisica.

Io, da cristiano credente, non accetto questo stato di cose molto volentieri, ma non voglio mettere scompiglio nell'ordinamento giuridico umano consolidato da secoli di errori e di guerre o imporre il mio punto di vista. Secondo me, tutti i beni appartengono a Dio creatore che li dona a tutta l'umanità affinché siano valorizzati e condivisi responsabilmente tra tutti.

I comandamenti di Dio: "non rubare" o "non desiderare la roba d'altri", dal mio punto di vista cristiano, significano non desiderare in modo esclusivo i beni che Dio (o la Natura) ha donato all'umanità, cioè non sottrarre all'uomo e alla sua discendenza la sua quota di proprietà per destinarla in modo esclusivo esclusivamente a te o a qualcun altro. Idem "Non rubare", dal mio punto di vista di credente, significa non espropriare l'uomo di un qualsiasi bene che per diritto naturale appartiene a tutti e quindi anche a te, per farne un bene esclusivo tuo o di qualcun altro, ma godi di quel bene condividendolo equamente con tutti.

Quindi, secondo me, la proprietà privata non solo è una offesa a Dio e all'etica dell'uomo, ma è anche una ingiustizia nei confronti dell'umanità perché legittima un abuso, legittima l'esproprio dei beni che Dio (o comunque la Natura) dona all'umanità attraverso vari modi affinché siano responsabilmente valorizzati e condivisi.

Per cui auspico che l'uomo prenda coscienza di questa ingiustizia e vi faccia fronte non attraverso lo strumento legislativo che mortifica l'uomo sotto molti aspetti imponendo una legge uguale per tutti, ma invece attraverso lo strumento dello Spirito che vivifica l'umanità portandola dalla condizione di "bestiame" senza nome, alla condizione di Chiesa cattolica, unica famiglia universale consapevole, dove tutto è condiviso.

Il 12 e 13 Giugno 2011 ci saranno tre referendum, uno di questi è sull'acqua pubblica. Io penso sia importante andare a votare per dire Sì, per sottolineare e affermare che l'acqua è un bene comune di tutti e che deve restare pubblico, a gestione pubblica e non privata. Quindi io voterò Sì alla cancellazione della legge che vuole fare passare la gestione dell'acqua in mani private.

Da come leggo su http://www.referendumacqua.it/ i quesiti referendari sono due.

I due quesiti:

1) "Volete voi che sia abrogato l'art. 23 bis (Servizi pubblici locali di rilevanza economica) del decreto legge 25 giugno 2008 n.112 "Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria" convertito, con modificazioni, in legge 6 agosto 2008, n.133, come modificato dall'art.30, comma 26 della legge 23 luglio 2009, n.99 recante "Disposizioni per lo sviluppo e l'internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia" e dall'art.15 del decreto legge 25 settembre 2009, n.135, recante "Disposizioni urgenti per l'attuazione di obblighi comunitari e per l'esecuzione di sentenze della corte di giustizia della Comunità europea" convertito con modificazioni, in legge 20 novembre 2009, n.166, nel testo risultante a seguito della sentenza n.325 del 2010 della Corte costituzionale?"

Si propone l'abrogazione dell'art. 23 bis (dodici commi) della Legge n. 133/2008 , relativo alla privatizzazione dei servizi pubblici di rilevanza economica.

È l'ultima normativa approvata dal Governo Berlusconi. Stabilisce come modalità ordinarie di gestione del servizio idrico l'affidamento a soggetti privati attraverso gara o l'affidamento a società a capitale misto pubblico-privato, all'interno delle quali il privato sia stato scelto attraverso gara e detenga almeno il 40%.
Con questa norma, si vogliono mettere definitivamente sul mercato le gestioni dei 64 ATO (su 92) che o non hanno ancora proceduto ad affidamento, o hanno affidato la gestione del servizio idrico a società a totale capitale pubblico. Queste ultime infatti cesseranno improrogabilmente entro il dicembre 2011, o potranno continuare alla sola condizione di trasformarsi in società miste, con capitale privato al 40%. La norma inoltre disciplina le società miste collocate in Borsa, le quali, per poter mantenere l'affidamento del servizio, dovranno diminuire la quota di capitale pubblico al 40% entro giugno 2013 e al 30% entro il dicembre 2015.

Abrogare questa norma significa contrastare l'accelerazione sulle privatizzazioni imposta dal Governo e la definitiva consegna al mercato dei servizi idrici in questo Paese.

2) "Volete voi che sia abrogato - Art. 154, comma 1 (Tariffa del servizio idrico integrato) del Decreto Legislativo n. 152 del 3 aprile 2006 "Norme in materia ambientale", limitatamente alla seguente parte: "dell'adeguatezza della remunerazione del capitale investito"?"

Si propone l'abrogazione dell''art. 154 del Decreto Legislativo n. 152/2006 (c.d. Codice dell'Ambiente), limitatamente a quella parte del comma 1 che dispone che la tariffa per il servizio idrico è determinata tenendo conto dell' "adeguatezza della remunerazione del capitale investito".

Poche parole, ma di grande rilevanza simbolica e di immediata concretezza. Perché la parte di normativa che si chiede di abrogare è quella che consente al gestore di ottenere profitti garantiti sulla tariffa, caricando sulla bolletta dei cittadini un 7% a remunerazione del capitale investito, senza alcun collegamento a qualsiasi logica di reinvestimento per il miglioramento qualitativo del servizio.

Abrogando questa parte dell'articolo sulla norma tariffaria, si elimina il "cavallo di Troia" che ha aperto la strada ai privati nella gestione dei servizi idrici: si impedisce di fare profitti sull'acqua.




L'acqua dolce, in questo mondo, ha due funzioni principali: serve per dissetarci e per lavarci. Nei Vangeli, l'acqua assume una valenza spirituale collegata alla salvezza dell'uomo. Da una parte abbiamo l'acqua che, dissetandoci, ci dà la vita come sorgente viva ed eterna e dall'altra, abbiamo l'acqua che, lavandoci, ci toglie il peccato originale tramite il Battesimo.

Gesù, in merito alle risorse terrene e celesti, è preciso.

Matteo 5,44-46: Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli; poiché egli fa levare il suo sole sopra i malvagi e sopra i buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti. Se infatti amate quelli che vi amano, che premio ne avete? Non fanno lo stesso anche i pubblicani?

Come il Sole splende sopra i malvagi e sopra i buoni, così l'acqua piovana cade sopra i giusti e sopra gli ingiusti. E' evidente il messaggio di Gesù nel sottolineare che le risorse celesti e terrene, come la luce, l'energia del Sole e l'acqua piovana che penetra nelle falde della terra, appartengono a tutti gli uomini senza distinzione di sorta tra buoni e cattivi o giusti e ingiusti e vanno condivise nell'amore.

Volersi appropriare della loro gestione in modo esclusivo privatizzandole, sottraendole al resto della comunità umana, per trarne un profitto a beneficio di una oligarchia, mi pare evidente che si voglia andare contro il Vangelo stesso e contro il messaggio di Gesù che ci invita invece a condividere tra tutti le risorse che Dio ci dona, quindi non solo con quelli che possono pagare, ma anche con quelli che l'acqua non la possono o non la vogliono pagare e che ai nostri occhi appaiono malvagi e ingiusti..

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Ti propongo questa video omelia di don Giorgio de Capitani, dal titolo "Parresia", ovvero libertà e coraggio di dire la verità.

Omelia: 2^ Domenica di Pasqua

"Parresia", benedetta parola andata in disuso, di cui più nessuno o ben pochi sanno che cos'è. Vuol dire: libertà e coraggio, secondo don Giorgio.

Parresia: per il dizionario Dop significa "franchezza". Per Wikipedia significa libertà di parola.
Il corriere della sera precisa che per l' etimologia il vocabolo "parresia" è composto da "pas, pantos" che significa "tutto" e "r - esis" che significa "parola, discorso".

Per il dizionario teologico significa "audacia nel parlare", cioè "La franchezza priva di paura con cui gli Apostoli proclamavano pubblicamente il messaggio di Cristo crocifisso e risorto nonostante l'incarcerazione e le minacce di punizioni e di morte"

Buona Pasqua in arabo

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Per augurarti buona Pasqua, ti propongo questa video - lezione di arabo


Buona Pasqua!

Regole e libertà

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Voglio puntualizzare che non condivido l'articolo pubblicato dall'Osservatore Romano: "il business della libertà" del 27/02/2010 a firma di Luca M. Possati. E' un articolo che pone interessanti questioni, tuttavia non condivido le conclusioni.

L'articolista si chiede: "Come preservare quella creatività e quella libertà di azione che caratterizzano la rete, rendendola tanto affascinante e densa di opportunità d'ogni tipo, e assicurare al contempo un controllo sui contenuti?" Controllo sui contenuti, quello è il nocciolo della questione. "Servono regole; i motori di ricerca e i provider hanno responsabilità penali". Sbagliatissimo. E' un concetto che secondo me calpesta il buon senso. La responsabilità penale, di fronte a Dio e all'uomo, è sempre personale. Le regole, in questo ambito, non servono e sono controproducenti. Semmai serve maggiore sensibilizzazione verso le tematiche evangeliche, le uniche in grado di garantire uno sviluppo sano e coerente della comunicazione in Rete.

Torno a ripetere che il Vangelo e i suoi principi non si possono imporre per legge e per regole. La legge è quel frutto proibito che porta alla morte dell'uomo.

Ma scriviamolo più grosso perché è un concetto duro a entrare nella testa degli uomini, soprattutto nella testa degli uomini di potere.

La legge è quel frutto proibito che porta alla morte dell'uomo


La Legge e le regole generano Burocrazia e la burocrazia è uno strumento del potere per sottomettere l'uomo e limitare la sua libertà. Il potere è sempre diabolico e inganna l'uomo illudendolo di tenere le persone sotto il suo controllo, quando in realtà è l'uomo di potere con i suoi controllati ad essere tenuto sotto il controllo del demonio. Il vero cristiano rifugge dai richiami del potere, perché sa che l'unico potere appartiene a Dio e non all'uomo.

L'articolista dice: Resta il fatto - sottolineano gli esperti - che nella maggior parte dei casi risalire agli autori dei contenuti e a coloro che li hanno caricati sulla piattaforma di Youtube è un'impresa ardua se non impossibile

Non è sempre vero che sia impossibile risalire agli autori dei contenuti, ma ammettiamo che non si possa risalire agli autori dei contenuti, che male c'è? Dov'è il male nel non riuscire a risalire agli autori dei contenuti? Non c'è alcun male fino a quando non c'è una legge che dica cosa è il male e cosa è il bene e quindi ritorniamo all'albero della conoscenza del bene e del male e ai suoi frutti proibiti che sono le leggi e le regole.

La legge è una sola, la legge dell'amore che appartiene all'albero della vita e tutto il resto è ciarpame umano. La regola è una sola: tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro. Ti scandalizza la cosa? Vallo a dire a Dio?

Continua l'articolista: "Il problema alla radice è che la rete è un affare per molti. Youtube dà a tutti la possibilità di guadagnare grazie alla pubblicità: i video più visti - come quello della sentenza di Milano, come altri, magari pornografici, razzisti o violenti - offrono grandi opportunità di introiti da dividere tra gli autori e il provider."

E' vero, la Rete offre opportunità per tutti, non solo di guadagno, ma anche di conoscenza e visibilità. E' una cosa positiva, no? Il fatto che ci siano contenuti offensivi che sfruttano abusivamente la tua immagine o l'immagine di un disabile o di un bambino inconsapevole, prima ancora di chiederci se è giusto o sbagliato, occorre chiederci se quel contenuto è vero o falso. La verità è più importante della morale, perché è nella verità che si compie la libertà dell'uomo e quindi la sua salvezza. Se prima non c'è verità, non ci può essere nemmeno libertà e nemmeno salvezza. Secondo me è sbagliatissimo condannare, così come è sbagliato condannare chi ha permesso la visione di quel contenuto offensivo, perché la condanna presume un giudizio, anche quando ritenuta giusta dall'uomo. E' Dio a dirlo, non io: "Non giudicate per non essere giudicati".

Ma scriviamolo più grande, perché è un concetto duro da fare entrare nella testa dell'uomo, soprattutto all'uomo di potere:

Non giudicate per non essere giudicati


"Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e vi sarà perdonato" Luca 6,37

L'articolo prosegue con "È un algoritmo a decidere i filmati che possono essere monetizzati. Tuttavia, il sospetto è lecito, con ogni probabilità sarà ancora una volta il colosso californiano a guadagnare di più da questa operazione, a sfruttare il richiamo alla libertà di espressione per far lievitare gli introiti".

Comprendo che per un cristiano non si può servire Dio e Mammona. Ma io devo ficcare il naso prima in casa mia e poi soltanto dopo in casa d'altri. Google è una azienda, una persona giuridica e come ogni azienda segue la legge del profitto. Gesù si è rivolto a persone fisiche, non a persone giuridiche e anche se una persona giuridica è formata da persone fisiche, l'origine del male, dal mio punto di vista, è sempre dell'uomo persona fisica che si lascia tentare dalla Legge, Legge tra l'altro che giustifica e avalla la legge del profitto a partire dalla legge che giustifica la proprietà privata, quell'assurdo abuso che espropria gli uomini di ciò che gli appartiene con il Creato nella condivisione, per affidarlo in modo esclusivo ad una oligarchia di persone. Condanniamo la Legge e non l'uomo, perché la legge deve essere al servizio dell'uomo e non il contrario.

L'articolo poi si chiude con: "Costruire un sistema di controllo è costoso: pagando gli addetti alle revisioni anche solo cinque dollari l'ora, il costo annuo del controllo preventivo dei filmati supererebbe gli ottanta milioni di dollari. Troppo, per i vertici di Mountain View. Troppo, anche se Google guadagna dai dieci ai venti miliardi di dollari l'anno e Youtube vende pubblicità a 178.000 dollari al giorno, quasi cinque milioni e mezzo di dollari al mese. MySpace - dicono le stesse fonti - guadagnerà fino a 900 milioni di dollari l'anno dopo aver firmato un accordo con Google. Cifre da capogiro. È il business della libertà. Che tuttavia non può essere senza freni. "

Non è tanto questione di costi dal mio punto di vista, ma di libertà. Il controllo preventivo dei contenuti da parte dell'uomo, lo costringe a dover emettere un giudizio, una sentenza, cioè lo costringe a giudicare, a mettere un filtro basato sulla conoscenza del bene e del male, cioè su quel famoso albero della conoscenza del bene e del male i cui frutti (leggi, regole e sentenze) portano alla morte dell'uomo stesso. Io non potrei accettare un simile filtro, se fossi io a gestire un provider, perché va contro la mia coscienza di cristiano, di discepolo di Gesù che per primo ha invitato l'uomo a conoscere la verità, cioè a conoscere Gesù stesso per essere uomini veramente liberi e salvi. Infatti non c'è verità senza conoscenza e non c'è conoscenza senza verità, di conseguenza senza conoscenza non ci può essere libertà e salvezza.

Milano 07/12/2007 Prima della Scala

Milano 07/12/2008 Prima della Scala

"Sei abbastanza grande, sei abbastanza forte, ora farò di te un vero uomo, ti insegnerò a sparare, ti insegnerò l'onore, ti insegnerò ad ammazzare i cattivi! (???) ..."

Ma che cavolo insegnano queste maestre ai bambini, ad ammazzare i cattivi ? Chi sono i cattivi?
O sono i programmi televisivi pilotati dal Potere che inculcano questi pensieri al popolo?

Milano 07/12/2009 Prima della Scala

Milano 07/12/2010

?

"In un mondo astratto e bello, ma non realistico. Il discorso di un pastore deve essere realistico, deve toccare la realtà...".

La realtà è che mi ci vogliono quattro ore per scaricare un video del Papa con la connessione Adsl che mi ritrovo. Non mi passa più.

Velocità di download del video udienza generale del Papa
Io ho una connessione a 7 mega, dovrei scaricare a 800Kbyte/s, in realtà scarico il video del Papa a 50-60 Kbyte/s e non mi passa più.

Voglio dire che scaricare i video del Papa che io apprezzo e guardo con interesse, sia su YouTube che dal sito http://benedictxvi.tv/ è qualcosa di noiosissimo per via della lentezza della connessione Adsl che abbiamo qui in Italia, per non parlare della congestione dei siti e delle linee ADSL.

Santo Padre, mi rivolgo a Lei perché solleciti, se possibile, lo sviluppo e la promozione delle connessioni Internet e ADSL presso gli organi competenti, perché i video come i suoi possano essere scaricati in tempi umani e soprattutto realisti.

Io faccio così in questi casi: faccio partire il download, poi mi metto a fare altro con il pc per il mio lavoro e ogni tanto controllo a che punto è il download del video. A volte mi tocca lasciare acceso il pc tutta la notte in attesa che finisca di scaricare il video del Papa per poi vedermelo con calma il giorno dopo.

In questo video Vittorio Feltri si schiera per la libertà di parola della Chiesa e dei preti.

Libertà di Parola a tutti anche ai preti!

"Voi che cosa ne pensate?", chiede Vittorio Feltri.

Cosa ne penso io? Beh, mi meraviglio che "parola" sia stata scritta in maiuscolo nel titolo di questo video che risale al 17 marzo 2008. Per me la parola è la Parola di Dio.

Gesù dice di gridare dai tetti ciò che ci viene sussurrato nelle orecchie e che grideranno le pietre se i suoi discepoli tacciono.

Matteo 10,27
Quello che vi dico nelle tenebre ditelo nella luce, e quello che ascoltate all'orecchio predicatelo sui tetti.

Luca 12,3
Pertanto ciò che avrete detto nelle tenebre, sarà udito in piena luce; e ciò che avrete detto all'orecchio nelle stanze più interne, sarà annunziato sui tetti.

Luca 19,40
Ma egli rispose: "Vi dico che, se questi taceranno, grideranno le pietre".

Gesù è il primo ad invitare a predicare e a parlare e quindi ad invitare i suoi discepoli a battersi per la libertà di Parola. Lui non pone condizioni di sorta, non guarda se uno ha o non ha le carte in regola per parlare e quindi anche per predicare e fare la morale. Tuttavia Gesù bacchettava i farisei e i maestri della legge accusandoli di ipocrisia, ma non discriminava sulle tendenze sessuali di quello o quell'altro, pur condannando gli scandali.

Feltri dice di essere non cattolico e non credente, tuttavia, in questo caso, la pensa come Gesù, perché la libertà di Parola la sosteneva Gesù ancora prima di lui.

Facciamo risuonare la Parola nel cielo:

Canne e pesci

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Il Ministro del Welfare italiano Maurizio Sacconi dice che ai giovani non si devono dare pesci, ma canne per pescare, come riportato: "Sappiamo bene che non dobbiamo dare pesci ai giovani, ma canne per imparare a pescare". Signore Gesù, non dare più pesci, evita di sfamare la folla con quella diseducativa moltiplicazione dei pesci. Consegna invece una canna da pesca a tutto il popolo e che i pesci imparino loro a pescarli, che si diano da fare, come suggerisce il nostro Ministro del Welfare. Anzi no, meglio una rete, una Rete con la r maiuscola e vediamo quanti pesci finiranno nella rete. Al Ministro Sacconi voglio dire che con una canna da pesca si pescano pochi pesci, invece con una Rete se ne possono pescare molti di più.

Signore Gesù, il Ministro forse non sa che senza di te il popolo non pesca nulla e forse si illude che impari a pescare qualcosa. Signore, se tu vieni e ci suggerisci (ci insegni) da quale parte della barca dobbiamo gettare la rete, forse riusciamo a pescare qualcosa, perché il Ministro non ci dice da quale parte si devono gettare le reti, figuriamoci la lenza di una canna da pesca..

C' è un significato escatologico molto profondo nelle parole di Maurizio Sacconi. Forse lui non lo conosce ancora il significato escatologico delle sue parole, ma presto spero che lo comprenda e anche tu avrai modo di comprendere quel significato.


(.)

P.S. Poi risparmiamo le frustate che non sono mai necessarie, perché Dio non dimentica, anche se perdona, le frustate ricevute.

Dio clandestino

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L'uomo non smette di mostrarsi per quello che è: un animale che non sa quello che fa, un feroce animale mascherato da ipocrisia umana, un animale che non conosce Dio, un animale che non crede in Dio e che tratta i suoi simili alla stregua di animali. Un animale incapace di diventare uomo, immagine di Dio.

Dio, fuori dai piedi! Dio vai fuori dall'Italia. Sei clandestino, non hai il permesso di soggiorno e quindi non puoi stare in Italia. L'Italia ti espelle e ti fa pagare la multa.

"Fra le norme contenute nel pacchetto (sicurezza) è da ricordare il reato di clandestinità: lo straniero illegalmente in Italia, recita il testo, non rischia la reclusione ma un'ammenda da 5 mila a 10 mila euro e l'espulsione." così si legge su La Stampa online di oggi in un articolo dal titolo: "Il pacchetto sicurezza è legge".

Gli italiani per decisione della classe politica che li governa hanno approvato una legge che prescrive il pagamento di una multa salata e l'espulsione per i clandestini: i forestieri senza permesso di soggiorno.

Chi sono i clandestini? Che significa clandestino?

Più comunemente il clandestino è lo straniero, il forestiero che vive in Italia senza il permesso di soggiorno.

Secondo il dizionario De Mauro, clandestino significa: "fatto di nascosto, in segreto, spec. di ciò che viola le leggi vigenti o non ha l'approvazione di un'autorità".

Beh, secondo quest'ultima definizione, molti italiani allora sarebbero clandestini. Basta pensare a chi agisce di nascosto e in violazione delle leggi, a partire dai corruttori e dai corrotti. Meriterebbero l'espulsione e le relative sanzioni.

Fa ridere, ma anche piangere che gli italiani si diano la zappa sui piedi per mezzo della loro stessa classe politica, che ama definirsi "cristiana" e cattolica.

Gli italiani e la classe politica che ha votato la legge sul "pacchetto sicurezza" per venire incontro alle richieste degli italiani che votano centro-destra, ma anche centro-sinistra, si assumano le loro responsabilità davanti a Dio e all'uomo. Dispiace per questa legge, dispiace soprattutto perché ora Dio espelle l'Italia e gli italiani dal regno dei cieli, perché Dio giudica con lo stesso metro di giudizio che noi adottiamo.

"Ero forestiero e non mi avete ospitato, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato." Mt. 25,43

Italiani, credenti e non, laici e meno laici, Dio non scherza! Il permesso di soggiorno per il regno dei cieli ora lo dovete chiedere a Dio, perché nel regno dei cieli non si può più stare senza il permesso di soggiorno. E Dio prima di timbrarvi il permesso di soggiorno vi chiederà se lo avete ospitato quando era clandestino o se invece lo avete espulso in ubbidienza alla legge.

I cittadini sono soggetti alle leggi degli Stati. Tutto bene?
Per niente! Voglio fare un discorso politico ed economico. Ti potrà sembrare un discorso assurdo il mio, tuttavia penso che un filo logico ci sia.

Le leggi degli Stati le fanno i cittadini attraverso alcuni strumenti democratici che prevedono l'elezione dei loro rappresentanti sulla base di scelte politiche ed economiche proposte dai candidati e sulle quali i cittadini sono chiamati a decidere attraverso il voto in elezioni e referendum.

Fino a quando il cittadino non matura una consapevolezza della propria autodeterminazione spirituale basata sull'amore, sarà necessario procedere in questo modo, per quanto sia una violenza nei confronti dell'uomo stesso, perché in questo modo al cittadino è imposto obbligatoriamente di adeguarsi e uniformarsi al rispetto della legge (giusta o ingiusta che sia) emanata dallo Stato. Questo modo di procedere espropria il cittadino dalle proprie responsabilità civili e morali per delegarle ad altri che decidono al suo posto. Così alla fine al cittadino resta l'obbligo e non la libertà di osservare scrupolosamente leggi fatte da persone che possono anche violentare la nostra morale.

Invece dovrebbe essere il cittadino a darsi una sua legge emanata del buon senso, sulla base della propria coscienza e maturità spirituale e civica acquisita vivendo in una comunità solidale e responsabile.

Ad esempio
prendiamo un imprenditore italiano. Questi, per legge, è obbligato a dotare i suoi operai di un caschetto di protezione ai fini della sicurezza, legge 626. Il caschetto omologato costa 50 euro, l'imprenditore ha 100 operai, totale spesa 50 * 100= 5.000 euro. Questa spesa l'imprenditore la deve recuperare caricandola sul prodotto finale che da un costo di 10 euro finisce per costare 11 euro con un aumento di 1 euro.

caschetto_bicicletta

Lo stesso prodotto viene fatto in Cina dove forse non c'è una legge 626 e gli imprenditori possono fare lavorare gli operai senza caschetto, infiascandosene della loro sicurezza e incolumità. Per cui il costo del prodotto finale fatto in Cina resta di 10 euro.

Io vado al mercato e vedo due prodotti identici: uno costa 10 euro l'altro costa 11 euro. Quale scelgo? Il (falso) buon senso mi dice di scegliere il prodotto che costa meno senza stare a chiedermi se chi lo ha prodotto ha usato o non ha usato il caschetto. Prendo quindi il prodotto da 10 euro, risparmio 1 euro che posso dare in beneficenza o andare a prendermi un caffè, per esempio.

Il guaio è che l'imprenditore soggetto alla legge 626, legge che tutela l'incolumità e la sicurezza degli operai e anche la nostra, alla fine non vende perché schiacciato dalla concorrenza cinese e un bel giorno dovrà chiudere la baracca e mandare a casa gli operai.

Cosa c'entra il cristianesimo in tutto questo? C'entra. Cristo dice di amare il prossimo. Per un imprenditore cristiano il prossimo più prossimo sono i suoi operai. Amarli significa provvedere alla loro sicurezza e incolumità. Per cui l'imprenditore cristiano è tenuto per amore a dotare i suoi operai di un caschetto, non perché lo dice la legge 626, ma perché lo dice Gesù che si fa coscienza umana. Lui non te lo dice direttamente, ma te lo dice indirettamente, attraverso l'invito ad amare il prossimo. Se ami, ci tieni all'incolumità di chi ami e gli metti il caschetto omologato in testa. Naturalmente non ti fai paturnie di costi perché come cristiano sei tenuto a servire Dio che è amore e non mammona, per cui apri il portafoglio, compri i 100 caschetti, costi quel che costi.

E se poi non ce la fai a rientrare dei costi? Dispiace licenziare 100 operai-ciclisti. Allora che fai? Sul margine di utile non ci puoi giocare, riducendolo ulteriormente, perché lo hai già ridotto all'osso. Ti rendi conto che non ha più senso mantenere in piedi una attività che non produce utili, ma è in perdita, per cui decidi di chiudere e licenziare i 100 operai con i loro 100 caschetti e quindi tanto vale. Non ha tanto senso avviare una attività dove il costo per proteggere la vita degli operai rischia di far perdere il lavoro stesso agli operai.

Dove sta l'errore? L'errore sta in noi, nel cittadino egoista non solidale che preferisce, a parità di qualità, il prodotto più economico, senza chiedersi perché un prodotto costa meno di un altro. E' la legge del mercato che premia i prodotti migliori a parità di prezzo o quelli più economici a parità di qualità.

Come la risolviamo? Non di certo con le leggi protezioniste o spostando la produzione in Cina dove il costo del lavoro è più basso. La si risolve sensibilizzando sul piano spirituale e culturale in modo da diffondere una cultura cristiana basata sulla dignità della persona e sulla solidarietà, dove il prezzo da pagare per un prodotto lo stabilisce chi compra e non chi vende. Così che l'imprenditore cinese, una volta sensibilizzato, decida liberamente di adottare il caschetto per i suoi operai anche se la legge non lo obbliga, tanto il prezzo lo fa il consumatore e non più il venditore e quindi il caschetto lo pagherà come riterrà giusto pagarlo. Ma a quel punto l'imprenditore che fa impresa non è più un imprenditore, ma diventa un operaio.

Sei tu che comperi che decide il prezzo e non chi vende. E se decidi che il prezzo di un prodotto deve essere basso, se non gratis, allora devi essere pronto ad accettare il fatto che anche il costo della tua manodopera necessaria per produrre quel prodotto può essere giudicato a gratis. E non ti lamentare se sei sottopagato, perché sei tu che, in questo caso, decidi il prezzo dei prodotti. Se hai pochi soldi, pagherai anche meno i prodotti, perché il prezzo lo decidi tu.

Del resto non dimenticare che Dio in fatto di retribuzione del lavoro non è meritocratico, non fa discriminazioni e paga tutti allo stesso modo con un soldo. Ma tu puoi chiedere a Lui quello che vuoi e Lui te lo dà. Facciamo anche noi così.

O forse qualcuno preferisce vedere un altro genere di caschetto ?

Vivere la Parola

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Tu da cristiano, come vivi la Parola?

La Parola va vissuta, non può essere soltanto letta superficialmente, ma va compresa e messa in pratica.

Bene, io cerco di vivere la Parola diffondendo l'insegnamento di Gesù con questo sito web. Quando Gesù dice: "Quello che vi dico nelle tenebre ditelo nella luce, e quello che ascoltate all'orecchio predicatelo sui tetti". Matteo 10,27, io cerco di farlo da questo sito che per me è come se fosse un tetto.

In Luca 12,3 invece leggiamo:
"Pertanto ciò che avrete detto nelle tenebre, sarà udito in piena luce; e ciò che avrete detto all'orecchio nelle stanze più interne, sarà annunziato sui tetti". Luca 12,3

Quel passo segue questo passo di Luca 12,2 dove Gesù dice: "Non c'è nulla di nascosto che non sarà svelato, né di segreto che non sarà conosciuto".

Vivere la Parola per me vuol anche dire svelare ciò che è nascosto e ciò che è segreto perché sia annunziato dai tetti.

Ci sono tante cose nascoste nel Vangelo che vanno svelate e rivelate. Qualcosa ho cercato di svelare di quello che ho sentito nelle tenebre e all'orecchio, leggendo il Vangelo e confrontandomi con molti di voi e con Angelo in particolare.

Ad esempio, per quanto riguarda la moltiplicazione dei cinque pani e dei due pesci, cosa possiamo svelare di quel miracolo che per me nasconde un messaggio segreto? Si sa che per Gesù il lievito rappresenta l'insegnamento, una dottrina. Con il lievito si fa il pane e con l'insegnamento e la dottrina si scrivono libri e quindi viene logico associare i pani a dei libri, senza dimenticare che il vero pane è sempre Gesù eucaristia. I cinque pani quindi simboleggiano anche cinque libri. Quali sono questi cinque libri? E probabile che siano i quattro Vangeli e gli Atti degli apostoli.

E i due pesci? Cosa nascondono? Gesù diceva a Simon Pietro in Luca 5,10: "d'ora in poi sarai pescatore di uomini"

Quindi per Gesù i pesci oltre ad essere cibo del nostro corpo nascondono anche degli uomini e i due pesci nascondono due persone da svelare. Chi? Chi possono essere queste due persone? Molto probabilmente Pietro e Paolo.

Cosa fanno i discepoli di Gesù? Prendono i cinque libri, cioè i Vangeli e gli Atti degli apostoli e li moltiplicano per mezzo di Gesù, dandoli come nutrimento spirituale alla folla.

Ma anche i due pesci vengono moltiplicati per mezzo di Gesù. E come si moltiplicano Pietro e Paolo? Si moltiplicano in tanti sacerdoti e Papi sparsi per il mondo e per la Storia che distribuiscono il Pane del cielo, cioè il Vangelo di Gesù, i cinque libri, durante la messa, ma anche nelle librerie. Chi non ha un Vangelo: il libricino dei 4 vangeli + gli Atti o una Bibbia in casa e un sacerdote in parrocchia?

Quindi il miracolo dei pani e dei pesci, oltre ad essere un miracolo nel senso letterale del termine, rivela anche un segreto, una profezia che ho cercato di spiegare in un post precedente al professore di matematica Piergiorgio Odifreddi. Questa profezia si è puntualmente realizzata nel corso della Storia e continua a realizzarsi sotto i nostri occhi a dimostrazione di quanta verità c'è nei Vangeli.

Qualcuno se ne è accorto? Odifreddi pare di no, perché sembra non capire il miracolo. Ma gli occhi della fede possono vedere là dove non sempre è possibile vedere con la ragione.

Dopo aver mangiato ed aver saziato la folla con i pani e i pesci, avanzano un tot numero di ceste piene di pezzi di pane. Lascio a te scoprire il resto.

Quindi, un modo di vivere la Parola è quello di diffonderla, distribuirla, dopo averla spezzata come se fosse pane, per renderla più "digeribile".

Le campane di Lecco

Campane di Lecco è il vostro turno!

Campane Lecchesi - Lecco - Solenne
Concerto solenne a 9 campane ripreso dalla cella campanaria
(.)

Riporto un commento di un lettore che scrive al Pd-l e che ho letto sul blog di Beppe Grillo al post Free Blogger del 12 novembre 2008, a seguito di una notizia pubblicata da Punto Informatico alcuni giorni fa.

"Ho letto che il vostro segretario, zitto, zitto, come si addice a voi politici metafisici, a braccetto con la "parte avversa" e seguendo le orme del caro prodi, ha deciso d'imbavagliare la rete con leggi bulgare sui blog.......quindi blog come progetti editoriali, roc e pene di stampa clandestina.
Ma purtroppo per voi noi giovani siamo nati liberi e nonostante tutti i vostri affondi rimarremo liberi.....non potrete fermare la rete, sarebbe come cercar di far incagliare una portaerei sui navigli di Milano........non potrete fermare la libertà di pensiero e la libertà d'informazione che oramai è peculiarità della rete.
Vergognatevi......Voi, la P2, la rinascita democratica, i vostri vecchi militanti nostalgici di Stalin e di Chruscev, Vergognatevi per il vostro continuo baciare il culo a quei mafiosi della "parte avversa" .....Vergognatevi per tutto l'oro in cui navigate mentre noi non abbiamo più neanche da mangiare.......Vergognatevi per la vostra ipocrisia, per il vostro essere cosi nebulosi, cosi marci dentro, Vergognatevi per tutti i condannati che stanno nel vostro partito e per come avete ridotto questo paese assieme ai vostri soci della "parte avversa", voi non avete nulla a che fare con noi e non ci potrete mai distruggere, perchè a vostra differenza NOI SIAMO LIBERI e togliendoci tutto non farete altro che renderci consapevoli e la consapevolezza del popolo vi deve terrorizzare molto più di qualche blog,
Con tanta rabbia,
Zomo
"
zomo zomo 13.11.08 11:15|

Evidentemente si tratta di un giovane piuttosto deluso e demoralizzato per come vanno le cose. Questo giovane, di cui condivido in parte il pensiero, parla di libertà. Dice: "noi giovani siamo nati liberi ...". Non è proprio vero dal mio punto di vista di cristiano che l'uomo nasce libero. L'uomo non nasce libero, ma nasce schiavo del peccato e acquisisce la libertà, la vera libertà di figlio di Dio con il sacramento del Battesimo che lo libera dal peccato originale. Poi l'incontro con Gesù nella Eucaristia e la fede in Lui ci porta ad un grado di libertà più elevato che si realizza nell'intima amicizia con Gesù stesso e che ci libera dai vincoli della legge. E' Gesù che libera veramente l'uomo, perché l'uomo da solo non può fare niente.

Per il resto mi unisco anche io al grido di "Vergogna!" che questo giovane manda al partito nel quale probabilmente ha perso la fiducia.

Aggiungo, sempre da cristiano, a osservazione del commento che rispecchia il sentimento di tanti giovani, che i politici non si lasciano terrorizzare dal popolo e anche il popolo non ha motivo di temere i politici. Gesù dice di non aver paura, dice di non temere chi può solo uccidere il corpo, ma è impotente nei confronti dell'anima. Lui dice chi dobbiamo temere: "Vi mostrerò invece chi dovete temere: temete Colui che, dopo aver ucciso, ha il potere di gettare nella Geenna. Sì, ve lo dico, temete Costui".Luca 12,5

Come cristiani siamo tenuti a seguire la voce di Gesù che parla alla nostra anima, siamo tenuti ad amare anche a costo di essere perseguitati, e se un provvedimento politico o una legge ci pare andare contro la nostra coscienza di cristiani, siamo tenuti purtroppo a disubbidire, come ha disubbidito Gesù che guariva per amore anche quando la legge lo vietava.

Ricordiamocelo: "temete Colui che, dopo aver ucciso, ha il potere di gettare nella Geenna. Sì, ve lo dico, temete Costui". Luca 12,5

"Geenna" dal dizionario De Mauro: "nel Nuovo Testamento, luogo di espiazione eterna con il fuoco, fig., luogo di atroci tormenti e sofferenze".

Ora pensaci sù: chi ha il potere di gettare nella Geenna?

Forse Dio? Non credo che Dio getti l'anima di qualcuno nella Geenna, perché Dio è amore e poi Dio ha sacrificato suo figlio per salvarci e non per condannarci o gettarci nella Geenna.

Allora chi? Il diavolo? Non credo, perché il diavolo è tentatore e assassino e può solo uccidere il corpo, ma è impotente nei confronti dell'anima.

E allora chi? Il peccato, cioè TU, uomo peccatore che disubbidisce a Dio, all'amore! Tu peccatore hai il potere di gettare la tua anima nella Geenna, soltanto Tu e nessun altro. Per questo è importante il Battesimo. E' importante battezzarsi per essere liberati dal peccato originale, perché è il peccato che ha il potere di gettare l'anima nella Geenna, nella sofferenza eterna.

Montagne russe

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Mi sono sempre piaciute le montagne russe. Si sale e si scende. Il Signore lo sa che a me piacciono le montagne russe, quelle del luna park, mi divertono un casino solo a vederle e Lui me le fa vedere in tante forme.

Gardaland - from Blu Tornado on board!

Bellissimo Signore! Che emozione! Ancora! Ancora! Dai! Un altro giro!
IIIIIUUUUUHHHH!

Si sale a100 metri e poi si scende del 50% e poi si risale del 50%, ma non si ritorna a 100 metri, ma soltanto a 75 metri. Ma perché? Se scendo del 50% e poi risalgo del 50%, io vorrei ritornare a 100 metri per riprovare lo stesso brivido, non a 75 metri.
Cosa? Gli attriti? Ah già gli attriti, ci sono gli attriti che ti frenano.

Comunque, che divertimento queste montagne russe. Grazie Signore! Non c'è bisogno di andare a Gardland per provare il brivido delle montagne russe. Basta entrare in uno sportello bancario, Intesa-Sanpaolo o Unicredit fa poca differenza, si paga il biglietto e loro ti fanno salire e scendere per tutta la settimana e tu ti diverti un casino. Alla fine però ti fermi quasi sempre a terra, mentre io mi vorrei fermare in cielo perché è più bello stare in alto. Grazie Signore per lo spettacolo delle montagne russe.

"Se uno Stato non difende i suoi cittadini non è più legittimato come tale."

Sono le parole di Silvio Berlusconi pronunciate in campagna elettorale e riprese in un video su You Tube.

Berlusconi a Napoli. Il terrore delle intercettazioni.

Torino, 4 frati aggrediti a bastonate in convento, uno è grave.

Oltre a esprimere la mia solidarietà ai frati francescani per la brutale aggressione subita, di stampo fascista, sottolineo che a tutta questa violenza si devono aggiungere i morti sulle strade da impatto, gli stupri, e tanti atti di violenza ai danni di cittadini comuni da parte di criminali senza scrupoli.

Lo Stato, per quanto si sforzi politicamente, non è in grado di difendere i suoi cittadini come dimostrano i recenti fatti di sangue. Secondo Silvio Berlusconi, lo Stato da lui governato in qualità di Presidente del Consiglio, non sarebbe più legittimato come tale perché non ha saputo difendere i 4 frati presi a bastonate e ridotti in fin di vita nel loro convento.

Tuttavia Silvio Berlusconi è stato legittimato dal popolo italiano che democraticamente ha preferito a maggioranza la coalizione politica da lui presieduta.

Se Silvio fosse coerente con se stesso, ora che è al governo, dovrebbe delegittimare lo Stato che lui stesso sta governando.

Difendere i cittadini di uno Stato vuol dire fare la guerra contro un ipotetico aggressore esterno che intende distruggere i suoi cittadini. Ma lo Stato, in fin dei conti, sono i cittadini stessi e non le istituzioni statali che, semmai, li rappresentano. Difendere i cittadini vuol dire muovere l'esercito il cui compito è la difesa dei cittadini, per mandare i soldati a difendere ogni cittadino davanti ad ogni casa, chiesa, convento, condominio, luogo pubblico, ecc. Oppure per mandarli ai confini per fermare l'aggressore invasore. Silvio ci ha provato a smuovere l'esercito mandando alcune rappresentanze di militari nelle varie città.

La difesa dei cittadini ha senso se l'aggressore proviene dall'esterno. Ma quando l'aggressore proviene dall'interno, dal cittadino stesso, che senso ha difendere i cittadini da loro stessi?

I fatti dimostrano che non basta smuovere l'esercito, se poi i soldati non sono presenti sui luoghi in cui avvengono i crimini. Se è il cittadino stesso che assale un altro cittadino per derubarlo, il problema va affrontato in modo diverso, secondo me. Non tanto con i soldati come arma di dissuasione, ma cercando di capire perché un cittadino assale un altro cittadino e lo bastona o lo stupra per derubarlo. Forse chi assale a bastonate un altro cittadino, si trova in una situazione di disagio personale o è in preda all'alcool o sotto l'effetto di droghe, oppure agisce per conto di qualcuno che lo paga sfruttando la sua condizione di persona bisognosa in quanto povera e ignorante, oppure ha un conto da regolare, cioè agisce per vendetta.

Bisogna allora rimuovere le cause che portano al disagio personale o all'assunzione di droghe e alcool o che comunque mettono una persona nelle condizioni di essere sfruttata per scopi criminali o di farsi giustizia da sola. Le cause sono spesso da ricercarsi nella povertà, nell'indigenza e nell'ignoranza del valore della vita, nella carenza di valori della propria cultura ed educazione.

Il Vangelo, in questo compito di prevenzione alla violenza, ci viene in aiuto. Credo che una maggiore presa di coscienza da parte dei media, di cui Silvio ne gestisce una grande fetta, come anche da parte dello Stato, dei valori cristiani contenuti nel Vangelo sia importante per prevenire atti di violenza da parte dei cittadini nei confronti di altri cittadini.

Penso che la divulgazione e la promozione dei valori contenuti nel Vangelo, seguita dall'esempio coerente a livello politico e di governo sia importante per prevenire atti criminali e violenti.

Tuttavia, in democrazia è il cittadino con tutto il popolo che sceglie da chi farsi governare e il cittadino sceglie sulla base del proprio interesse personale e sui valori laici e non sempre sulla base dei valori cristiani di amore, carità e misericordia contenuti nel Vangelo.

Gesù fascista?

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Leggo su repubblica.it e corriere.it l'articolo dal titolo: «L'Italia corre il rischio fascismo»
Scontro Famiglia Cristiana-Governo. Sottotitolo: Nuovo affondo del settimanale cattolico contro il governo Berlusconi. Replica Giovanardi: «Fascisti i vostri toni».

La polemica nasce dalla decisione del Governo Berlusconi, tramite alcune proposte di legge, una delle quali avanzata dal Ministro Maroni, di prendere le impronte ai bambini rom, al fine di censirli per aumentare la sicurezza dei cittadini.


Per il cristiano, i bambini appartengo a Dio e chi li tocca, dai pedofili ai politici, tocca Dio e dovrà poi vedersela con Lui che ne chiede conto. Sempre!

Ritengo offensiva e fuori luogo la replica del Governo per voce di Giovanardi e Gasparri i quali, replicando dando del "fascista" ai toni di un settimanale cristiano che paventa un rigurgito fascista, finiscono per offendere anche tutti quelli che nei valori cristiani si ritrovano e quindi, a mio giudizio, si mette sullo stesso piano di quei professori e studenti che manifestarono contro la visita del Santo Padre alla Sapienza di Roma, all'inizio dell'anno, impedendogli di esprimere il suo pensiero.

Ma cosa vuol dire fascista? Vediamo la definizione di "fascismo" data dal dizionario italiano De Mauro Paravia: "movimento politico, fondato da Benito Mussolini nel 1919, che fu al potere in Italia dal 1922 al 1943, dando vita a un regime dittatoriale a carattere totalitario, nazionalista e anticomunista, al quale si ispirarono molteplici movimenti e regimi in Europa e nel resto del mondo".

Chiediamoci se questa definizione si addice a Gesù, alla sua persona e al suo insegnamento, perché il cristiano è colui che ascolta è mette in pratico l'insegnamento di Gesù. Personalmente non ce lo vedo proprio un Gesù fascista.

Ma ora vediamo cosa dice Wikipedia alla voce "fascismo": "Il fascismo fu un movimento politico italiano del XX secolo, rivoluzionario e reazionario[1], di carattere nazionalista e totalitario, che sorse in Italia per iniziativa di Benito Mussolini alla fine della prima guerra mondiale. Di ispirazione sindacal-corporativa, combattentistica[2], Socialista revisionista[3] e organicista[4], raggiunse il potere nel 1922 con un colpo di stato e si costituì in dittatura nel 1925. Il fascismo descrive sé stesso come una terza via tra capitalismo liberale e comunismo marxista, basata su una visione organicista, corporativista e totalitaria dello Stato. Radicalmente e violentemente contrapposto al comunismo e pur riconoscendo la proprietà privata, il fascismo rifiuta infatti anche i principi della democrazia liberale.".

Non si discosta di molto dalla precedente. Si addice a Gesù questa descrizione? Non direi proprio. Primo perché Gesù era universale, cioè invitava a predicare il suo messaggio in tutto il mondo e non soltanto in Palestina. Invitava a farsi Uno, cioè a unire i cristiani in un solo popolo. Non in una nazione e nemmeno in uno Stato autonomo tra più Stati e quindi Gesù non può definirsi nazionalista, semmai mondialista. Secondo perché Gesù non era un politico dittatoriale. Infatti quando lo vollero fare re, Gesù scappò via e andò a rifugiarsi sui monti, tutto solo.

Condivido la posizione critica di Famiglia Cristiana nei confronti del Governo che pare perdere di vista i valori cristiani ai quali intende ispirarsi, per assumere, a mio giudizio, posizioni sempre più assolutistiche e dittatoriali, senza considerare le proposte provenienti da posizioni cristiane.

Il Governo, secondo me, dovrebbe ascoltare le critiche del settimanale Famiglia Cristiana e porvi rimedio con umiltà e amorevole sollecitudine, secondo le linee guida tracciate da Gesù, se vuole sentirsi cristiano. Noi cristiani, tuttavia, non dobbiamo dimenticare che Dio perdona, ma gli italiani e più in generale gli uomini, purtroppo non sempre perdonano. La fine che ha fatto il capo dei fascisti italiani: Benito Mussolini, lo dimostra e dovrebbe essere di monito ad ogni uomo che intende ripercorrerne le gesta. Così la fine del capo dei cristiani: Gesù Cristo, morto in croce e risorto, dovrebbe essere di testimonianza a tutti quelli che intendono credere in lui.

Tuttavia mentre Gesù è risorto e vive nel cuore del credente dando senso e gioia alla sua vita, Mussolini invece vive solo nei libri di storia, dando un senso di delusione e frustrazione alla nostra vita.

Quali alternative alle impronte? Maggiore attenzione ai valori del cristianesimo per i quali questo sito è nato. Valorizzazione degli insegnamenti di Gesù. Più serietà e coerenza nel proporre lo stile di vita cristiano. Sono tutte alternative volte a rafforzare lo "spirito" cristiano che poggia sull'amore, sulla condivisione, sull'accoglienza, sul rispetto della dignità umana e della sua libertà, sempre nel rispetto della vita dell'uomo. Senza queste basi, non possiamo illuderci di costruire una società giusta e laica.

Duce. Vincere e vinceremo

Primo Levi oggi, profezie di uno scrittore.

Chi si mette contro Dio violando le sue leggi, pecca contro lo Spirito Santo e non può essere perdonato, ma dovrà pagarne il conto fino alla settima generazione. Chi si mette contro l'uomo, violando le sue leggi, pecca contro l'uomo, ma può essere perdonato e ristabilito davanti a Dio.

Il gregge, la pecora e l'asinello.

Diff-amare | Aff-amare

Leggo sempre più spesso notizie di blogger denunciati per diffamazione.

Diffamazione, denunciato un altro blogger
Italia, cresce il rischio diffamazione per i blog
Cancellati per diffamazione

Non è bello ricevere una denuncia per diffamazione perché un tuo visitatore ha scritto un commento che a qualcuno non piace. Di solito, il buon senso vuole che chi si sente diffamato, contatti il webmaster responsabile del sito blog e gli chieda di cancellare il commento ritenuto diffamante. Il passo successivo è quello di rivolgersi ad un avvocato, se non viene accolta la richiesta di cancellazione. Soltanto nei casi più gravi e di mancanza di collaborazione si procede alla denuncia e al tribunale.

A me questo andazzo dove chi ha un blog non ha alcuna tutela dal punto di vista legale della diffamazione per merito di un visitatore che, passando, ha lasciato una sua opinione ritenuta diffamante nei confronti di qualcuno, non piace. A mio giudizio si tratta di una forma di censura e di intimidazione tesa a colpire chi dà fasti-dio e non piace. Sono del parere che bisogna imparare a difendersi dalle diffamazioni non con le denunce, ma con i fatti, dimostrando l'infondatezza della diffamazione da parte di chi si sente diffamato.

Se uno mi viene a dire che sono scemo, io non trovo giusto denunciarlo, ma mi sento in dovere di dimostrargli che non è vero che sono scemo. E se uno mi viene a dire che sono cretino? La parola "cretino" è diffamante? Eppure l'etimologia di cretino deriva da "cristiano". Ma la parola "cretino" è diffamante?

Il dizionario fondamentale della lingua italiana, DeAgostini alla voce "cretino" dice: "Aggettivo, 1. detto di persona, stupido, imbecille. 2. Che manifesta stupidità." Non lo trovi diffamante?

Io, come responsabile di questo sito, tempo fa cancellavo i messaggi diffamanti nei confronti di Dio e di Gesù inseriti da visitatori di passaggio. Usavo la moderazione dove ogni messaggio prima di essere pubblicato veniva letto da me.

Poi, visto che di messaggi diffamanti nei confronti della religione non ne ho più ricevuti, ho tolto la moderazione, perché noiosa e antipatica, nella speranza che chi disturbava si sia ravveduto. Ma se dovesse venire qualcuno a diffamare Dio o Gesù con un suo commento, io rischio la denuncia?

Dio mi denuncia? Un padre che denuncia il figlio?

Diffamare è sbagliato, perché è una forma di violenza gratuita che danneggia l'immagine della persona. Tuttavia stabilire il confine tra opinione personale e diffamazione non è semplice. Come cristiani, se vogliamo essere degni di portare questo nome, penso che difronte ad una diffamazione, dovremmo sopportare e porgere l'altra guancia, come insegna Gesù, rinunciando alla denuncia, alla giustizia della condanna, ma confidare nella giustizia di Dio che prima o poi arriva per tutti.

Per cui ho deciso di fare uno sciopero della fede. Già, proprio così: sciopero della fede. C'è chi fa lo sciopero della sete o quello della fame e chi fa lo sciopero del lavoro. E io faccio lo sciopero della fede. Posso?
Sciopero! Mi sento come un operaio nella vigna del Signore. Ho diritto di sciopero? Mi astengo dai sacramenti, dalle preghiere e dai post a tempo indefinito, fino a quando non mi passa questo senso di ingiustizia nei confronti dei blogger.

Devi sapere che lo sciopero della fede non è come gli altri scioperi tesi a rivendicare miglioramenti salariali o riduzioni dell'orario di lavoro o maggiori tutele e garanzie sul lavoro. Lo sciopero della fede è lo sciopero di colui che smette di aver fede in Dio per amore di Dio. Perché Dio va amato per prima cosa, mentre la fede può anche non esserci.

Interessante intervista al Cardinale Camillo Ruini vicario del Papa a Roma, su La7 nel programma "Otto e mezzo", in merito al problema dell'aborto.

Moratoria sull'aborto. Il cardinale Camillo Ruini esprime il pensiero cristiano in merito al problema dell'aborto, alla luce della fede.

Alla fine, il cardinale rispondendo a Giuliano Ferrara sulla domanda: "In che senso l'umanesimo cristiano afferma e quali ne sono le conseguenze che l'uomo non è un animale qualsiasi, ma è un animale speciale?", dice: "L'uomo trascende la natura e ciò emerge dalle capacità dell'uomo, da quello che l'uomo sa fare, dalla creazione della cultura, dalla capacità di scelta e responsabilità etica che l'uomo ha e dalle capacità di creazione artistica , nonché dalla forza e dal rigore del pensiero logico."

Quando nel cuore dell'uomo mancano i valori cardini del cristianesimo: misericordia, giustizia, provvidenza, bontà, perdono, fedeltà, carità, ma invece trova posto il vuoto, il relativismo e il menefreghismo generalizzato, la conseguenza è l'avvelenamento e la morte dell'uomo.

Quando l'uomo sceglie coloro che di Dio e dei valori cristiani ne hanno fatto spazzatura, la spazzatura se la ritrova nel sangue sotto forma di DIOssina termovalorizzata.

Se Dio ha mandato Gesù, un motivo ci deve pur essere: è per la nostra salvezza.

La carità e Italia.it

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Italia.it

La carità sarà sempre necessaria anche nella società più giusta

Preciso che non sono un volontario e nemmeno un sostenitore della fondazione Avsi. Tuttavia apprezzo il loro impegno sociale.

Interrogazione parlamentare su Italia.it


Notare i posti vuoti alle spalle degli oratori.

Ognuno tragga le conclusioni che ritiene. Qui non si fa politica!

Chiuso Italia.it

I cristiani hanno una dignità?

Il cristiano ha una dignità?

I cristiani hanno una dignità?

Signore, noi cristiani abbiamo una dignità?

Ma più in generale

L'UOMO ha una dignità?

I cristiani sono uomini ancora prima di essere cristiani. Devono rinunciare alla loro dignità di uomini?

Di fronte allo Stato e alle leggi vessatorie emanate dai politici di Roma, dal Governo italiano, come anche da qualunque altro governo nel mondo, io chiedo se il cristiano ha una dignità da difendere e da far rispettare di fronte agli uomini, ma soprattutto di fronte allo Stato?

Se una legge dello Stato imponesse di pagare la tassa rifiuti con 1.000.000 di versamenti da 1 centesimo l'uno in giorni feriali diversi, ma consecutivi, per quanto demenziale e vessatoria quella legge possa essere, il cristiano è tenuto a fare 1.000.000 di versamenti da 1 centesimo senza fiatare? Può protestare ? Può rifiutarsi ?
Il cristiano può rifiutarsi di fare 1.000.000 versamenti da 1 centesimo tutti i giorni feriali visto che si tratta di una legge demenziale e vessatoria? O deve rassegnarsi, tacere (cioè amare in silenzio), ubbidire e pagare con 1.000.000 versamenti tutti i giorni ? E' solo un esempio.

Cosa fare? Porgere l'altra guancia? Pagare impiegando tutto il proprio tempo in 1.000.000 code allo sportello in tutti i giorni feriali? Dare mandato alla propria banca di pagare 1 centesimo in tutti i giorni feriali, dove ogni commissione bancaria costa cinque euro?

E se una legge dello Stato imponesse a tutti i cittadini, compresi i cristiani di mettersi il velo? Oppure di tatuarsi il proprio codice fiscale sulla fronte, in modo ben visibile, tu come cristiano accetteresti?

Oggi ci può sembrare assurdo, ma non è detto che uno sconvolgimento politico possa portare al potere persone con una visione delle cose diversa dalla nostra con l'intenzione di fare una legge vessatoria (vessatoria a seconda dei punti di vista) nei confronti di certe categorie di persone come gli automobilisti o i ciclisti, che imponga di mettere sul tettuccio della propria auto o sul parafango della propria bicicletta un crocefisso o una mezzaluna o la falce e il martello o la croce uncinata o la bandiera italiana ... con lo scopo di affermare e ribadire il loro modo di vedere le cose, senza tenere conto della tua dignità di persona, di cristiano o di uomo.

Gesù bamboccione?

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In questo articolo pubblicato sull'edizione online del Corrire della Sera, come in articoli simili di tanti altri giornali come per esempio La Stampa, (vedi articolo) i giornalisti riportano: «Mandiamo i «bamboccioni fuori di casa», sintetizza con estrema brutalità e molta ironia Tommaso Padoa Schioppa nel corso dell'audizione davanti alle Commissioni Bilancio di Camera e Senato.»

Grazie Padoa Schioppa! Il termine "bamboccione" è un po' offensivo, ma mi piace, un po' come il termine "cretino" di cui i cristiani sono stati spesso soprannominati da tanti non credenti come Odifreddi.

Pagina de La Stampa, edizione di Torino del 01-10-2007

Da La Stampa, edizione Torino del 01/10/2007

Forse, caro Padoa Schioppa, Lei dimentica che anche Gesù è stato un "bamboccione" usando un termine da lei coniato per quelli che tardano a staccarsi dalla famiglia. E se lo è stato Gesù, di conseguenza, lo sono tutti quelli che gli vanno dietro come me e tanti cristiani. Già, lui è stato con papà e mamma fino alla veneranda età di 30 anni e passa, fino a quando è morto sulla croce con la mamma ai suoi piedi. Una eternità per quei tempi dove molto probabilmente si andava a lavorare a 12 anni e a 15 forse già ci si sposava.

Poi Gesù, invece di cercarsi una moglie e mettere su famiglia, come vorrebbe vedere il nostro Ministro dell'Economia, si è messo a girare per la Palestina a predicare il Vangelo, invece di pensare a finanziare le casse di Roma antica con il suo lavoro.

Io, come cristiano innamorato di Gesù, invece non giro per la Palestina, ma giro per Internet per comprendere meglio il Vangelo e cercare di testimoniarlo. C'è qualcosa che non va? Sentirmi dire "bamboccione" da Padoa Schioppa, il Ministro dell'Economia in persona, uno che della gestione del dio denaro ne ha fatto una scelta di vita essendo laureato in economia e ministro dell'Economia e delle Finanze, mi lascia da una parte un po' rammaricato, ma dall'altra mi fa capire di essere sulla buona strada.

Voglio ricordare a Padoa Schioppa che i bamboccioni per me sono i politici, che non si vogliono allontanare dalle loro poltrone e andarsene dal Parlamento, come anche i giornali e i giornalisti, finanziati dallo Stato invece che da papà e mamma. Fa qualche differenza? Forse solo l'età.

Non so se Lei è un cristiano, ma la sua battuta la ritengo offensiva per chi è cristiano e, come cristiano, io le porgo l'altra guancia e se vuole darmi anche del vitellone o del mammone, faccia pure. Le ricordo che i cristiani, quelli veri, amano Gesù e vivono il suo insegnamento che è di amare Dio e il prossimo e non quello di amare i soldi o mammona.

Caro ministro, si guardi intorno, tante persone hanno fatto il militare come soldato semplice, senza tanti piagnistei, al servizio dello Stato con una paga di 150.000 lire mensili, mantenuti per un anno dallo Stato, a volte interrompendo gli studi e il lavoro per obbligo di legge, mentre molti altri hanno fatto il militare nei carabinieri o negli ufficiali di complemento con il grado di sottotenente, percependo uno stipendio decente, sempre mantenuti dallo Stato. Ma quello che secondo me è più grave è che tante persone, il servizio militare non lo hanno fatto per un motivo o per l'altro e, ultimamente, mi pare che quelli della sua classe, i politici, abbiamo intenzione di abolire (se non lo hanno già fatto) il servizio militare che aiutava i giovani a staccarsi dai propri genitori e a fare una vita comunitaria lontano dalla famiglia. Mentre invece andrebbe sostituito con un servizio civile comunque obbligatorio per i giovani, per un senso di giustizia verso chi ha fatto il militare o il servizio civile.
Allora chi è più bamboccione? I cristiani, i giornalisti o i politici?

Come Lei ha detto che vuole mandare i bamboccioni fuori di casa, io dico che vorrei mandare i politici inquisiti fuori dal Parlamento, per un senso di giustizia. Posso dirlo? Caro Ministro, incominci a mandare fuori dal Parlamento i suoi colleghi "bamboccioni". Termino augurandole lunga vita al servizio dello Stato, perché ho grande stima di Lei.

La mia esperienza di Vangelo vissuto su Internet è negativa.

I cattolici su Internet sono dispersi

Malgrado centinaia di siti e portali cattolici, la presenza di cattolici laici su Internet è quasi inesistente o meglio dispersa tra centinaia di piccoli siti come questo. I siti e i portali cattolici ufficiali, molto spesso, sono chiusi al dialogo con i visitatori, non c'è possibilità di fare commenti ai testi pubblicati. Quei pochi siti che aprono ai commenti, sono frequentati sempre da un esiguo gruppo di affezionati. Constato che i cattolici su Internet sono come gli ebrei nel mondo: sono dispersi, come tante parrocchie.

Sembra quasi che i cattolici siano un popolo prigioniero, un popolo convinto che la risurrezione avviene soltanto dopo la morte fisica e che l'incontro con Gesù avviene soltanto quando muori fisicamente, nell'aldilà.

Recentemente sono andato ad un "centro di ascolto" reale organizzato dalla mia parrocchia, nell'ambito delle "Missioni popolari". Il tema era Maria, in particolare il passo del vangelo: Giovanni 19,26. Una suora faceva da animatrice dell'incontro. Ho proposto il ritorno di Gesù tramite Maria - Chiesa, chiedendo alla suora se si poteva associare il ritorno di Gesù, la Sua "rinascita o risurrezione" alla Chiesa immagine di Maria. Mi ha risposto di no, dicendomi che Gesù ritorna dopo che siamo morti e che l'anima dopo la morte fisica si incontra con Gesù e che ora tutto è compiuto. Io sinceramente non so che farmene di un Gesù che ritorna o che incontrerò dopo che sono morto, perché la mia esperienza spirituale è diversa. Io ho bisogno di incontrare Gesù da vivo, non da morto, perché me lo sento dentro. Se poi lo incontrerò anche quando sarò morto, tanto meglio.

A me piace confrontarmi su tematiche religiose. Sul sito www.profeta.it si trova un link ad un forum: Jesus Forum: http://www.jhs.it/ che ti manda su una pagina di errore vuota: " la registrazione del vostro dominio è scaduta." E' una esperienza negativa per me.

Se voglio confrontarmi su tematiche spirituali e religiose cristiane con altri navigatori, devo navigare su piattaforme blog come splinder, blogoshere, blogspot, piattaforme interessanti, ma non ufficiali.

Il sito della Santa Sede: www.vatican.va non offre spazi per il dialogo come forum, commenti o bacheche elettroniche. E' un sito che offre testi interessanti e spiritualmente fecondi, ma a senso unico, quasi come se ci fosse paura ad aprire un confronto con i navigatori. Ci sono invece tanti siti cattolici e tanti blog cattolici, molti dei quali abbandonati a se stessi, oppure ognuno con una vita propria, con la propria ristretta cerchia di frequentatori e gestori.

Su Internet manca un centro di raccolta, un punto di riferimento interattivo, aperto al dialogo con il visitatore, dove i cattolici possano dialogare tra di loro, ma anche con esponenti del clero, della Chiesa, con il Papa, oppure con atei o esponenti di altre religioni. Il sito della Santa Sede potrebbe essere un buon candidato come punto di riferimento interattivo, con forum e commenti agli articoli pubblicati. Una occasione anche per la gerarchia ecclesiastica di mettersi in ascolto dei fedeli, di quello che pensano della fede e della dottrina cristiana e controbattere a coloro che non "vedono" offrendo una evangelizzazione interattiva.

Gesù invita i credenti a chiedere al Padre. E io chiedo: Padre che sei nei cieli, mi piacerebbe che i siti cattolici ufficiali su Internet si aprissero al dialogo con forum e commenti e per questo ti chiedo di aprirli, naturalmente sia sempre fatta la tua volontà, venga il tuo Regno e sia santificato il tuo nome. Vorrei poter commentare gli articoli che vengono pubblicati sui siti cattolici ufficiali e poter trovare qualcuno esperto in materia che risponda e magari litigarci anche. Mi piacerebbe poter "provocare" senza offendere o dare scandalo, per comprendere il messaggio evangelico sotto angolazioni e colori diversi, capire anche i punti di vista di chi cattolico non è, perché c'è tanta vita nel messaggio evangelico.

Mi ascolterà? Padre, mi ascolti?

Il tuo volto, Signore, voglio far risplendere
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