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Simbolo del pesce, legato al Cristianesimo (in...

Simbolo del pesce, legato al Cristianesimo (in quanto acrostico di "Gesù Cristo figlio di Dio salvatore") (Photo credit: Wikipedia)

Nell'anno della fede, questa fede va messa a ferro e fuoco.

Per mettere a ferro e fuoco la fede ho pensato a Mauro Biglino studioso di storia delle religioni, traduttore di ebraico antico, oltre che scrittore.

Lui ha tradotto la Bibbia partendo dal Codice Masoretico di Leningrado, interpretandolo in senso letterale, giungendo a diverse interessanti conclusioni considerate "eretiche" e che, secondo me, possono mettere sotto scacco il Cristianesimo, tra le quali: la Bibbia non parlerebbe di Dio, ma del rapporto di un popolo con un personaggio appartenente ad un gruppo di personaggi speciali, probabilmente provenienti dallo spazio o comunque da una civiltà tecnologicamente molto più evoluta e che ci hanno "clonato" utilizzando parte del loro DNA, dando vita e forma ad una nuova razza umana affinché lavorasse al loro posto.

Le conclusioni a cui arriva Mauro Biglino non sono novità, in quanto già se ne parla da tempo. Tuttavia, secondo me, andrebbero approfondite. Il biblista Danilo Valla in alcuni video su YouTube aveva già accennato alla Bibbia, in particolare al libro della Genesi, come di un libro di ingegneria genetica in merito alla creazione dell'uomo e della donna.

Su YouTube puoi trovare interviste e conferenze, anche di alcune ore, molto interessanti, ma prive di contraddittorio, dove Mauro Biglino espone le sue ipotesi sulla Bibbia interpretata in senso letterale. Ipotesi che comunque troverebbero conferme tra gli stessi rabbini studiosi della Bibbia, come spiegato da lui stesso in questo video: Mauro Biglino - Conferme a ciò che appare inaccettabile

Qui voglio condividere un video tra i tanti video, scelto tra i più corti.




Le affermazioni di Mauro Biglino hanno dato vita, come prevedibile, a diverse polemiche e tentativi di confutazione raccolte in blog come  http://ame-confutatio.blogspot.it/  

Chiediamoci: Mauro Biglino mette sotto scacco il Cristianesimo?  Perché se la Bibbia non parla di Dio, se non esiste il peccato originale, allora Gesù che è venuto a fare? Fai attenzione: Mauro Biglino non dice che Dio non esiste, ma che Dio può aver messo nel suo disegno anche questi personaggi speciali che non hanno fatto altro che dare un colpo di accelerazione all'evoluzione degli ominidi verso l'uomo. Quindi, secondo Biglino, la Bibbia può anche essere il libro che il Dio vero e trascendente ha scelto per fare sì che gli uomini si avvicinino a lui.

E' chiaro che In questo senso la figura di Gesù e di conseguenza il Cristianesimo, secondo me, verrebbero rivalutati, perché la figura di Gesù avvicina ad un Dio trascendente e spirituale e non di certo quelle figure crudeli e arroganti descritte nell'Antico Testamento alle quali Biglino fa riferimento.

Per il resto, queste polemiche basate sull'Antico Testamento io le trovo interessanti, ma sterili se poi non si arriva a conoscere la verità. Poiché per me il Cristianesimo non è una religione, ma l'incontro con la persona di Gesù e con il suo spirito, spirito di verità, penso sia dovere di ogni cristiano andare alla ricerca della verità, se vuole essere libero da ogni schiavitù e condizionamento, come afferma Gesù stesso in Gv. 8,32.

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Il bestiame

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Il bestiame, dal mio punto di vista, è tutta l'umanità che non ha ancora ricevuto lo spirito di Dio, cioè che non è stata ancora battezzata da Gesù e dalla sua donna che è la Chiesa.

Del bestiame ne parla il libro della Genesi. Rileggiamolo:

Genesi 2,20-23

Così l'uomo impose nomi a tutto il bestiame, a tutti gli uccelli del cielo e a tutte le bestie selvatiche, ma l'uomo non trovò un aiuto che gli fosse simile. Allora il Signore Dio fece scendere un torpore sull'uomo, che si addormentò; gli tolse una delle costole e rinchiuse la carne al suo posto. Il Signore Dio plasmò con la costola, che aveva tolta all'uomo, una donna e la condusse all'uomo. Allora l'uomo disse:
"Questa volta essa è carne dalla mia carne e osso dalle mie ossa, perché dall'uomo è stata tolta"

L'uomo, nel progetto iniziale di Dio, è Adamo nel quale Dio ha trasmesso il suo Spirito alitandogli nelle narici nella speranza che si evolva spiritualmente, fino a diventare il futuro Gesù, il figlio dell'Uomo. La donna che lo dovrebbe aiutare a dare i nomi al bestiame (cioè a battezzare l'umanità) è Eva, la futura Chiesa. Infatti la Chiesa nasce da Gesù ed è carne della sua carne, ossa delle sue ossa, perché la Chiesa è il corpo mistico di Gesù.

Non c'è solo il bestiame da battezzare, ma anche gli uccelli del cielo e tutte le bestie selvatiche che rappresentano in questa metafora tutta l'umanità primitiva ancora selvaggia e rozza.

Dittatura del Cile mini documento

Qual è il frutto proibito?

Nel libro Genesi 2,9 Dio fa germogliare dal suolo del giardino che ha piantato in Eden ogni sorta di alberi buoni da mangiare e in particolare fa germogliare due alberi in mezzo al giardino: uno è l'albero della vita e l'altro è l'albero della conoscenza del bene e del male. Li pone in mezzo al giardino dove mette anche l'uomo che ha plasmato perché coltivi e custodisca il giardino.

Poi Dio dà un comando ben preciso all'uomo e che potremmo chiamare "primo comandamento". Dio comanda all'uomo di non mangiare dell'albero della conoscenza del bene e del male perché nel giorno in cui ne mangia dovrà morire, mentre invece può mangiare di tutti gli altri alberi.

Cerchiamo di capire: l'albero della conoscenza del male e del bene di che albero si tratta? Perché Dio dà questo comandamento all'uomo? Cercherò di rispondere dando una mia personale interpretazione.

Per anni si è creduto che l'albero proibito fosse un melo per una errata traduzione dal latino. Poi alcuni studiosi hanno pensato che l'albero proibito fosse un fico per il fatto che Adamo ed Eva dopo aver mangiato dall'albero proibito si scoprono nudi e si coprono intrecciando foglie di fico.

Tuttavia la Genesi non dice esplicitamente che il frutto proibito è un fico, lo si può solo intuire. Su Wikipedia ci sono alcune interpretazioni che spaziano dal melo fino al grano passando per l'uva.

La stessa cosa possiamo chiedercela per quanto riguarda l'albero della vita che non sappiamo quale sia.

La cosa più logica sembra essere che il frutto proibito sia il fico. Partendo da questa ipotesi andiamo a vedere quali elementi offre il Vangelo per comprendere meglio la questione. In particolare la parabola del fico sterile ci può aiutare a capire meglio. Rileggiamola.

Luca 13,6-8. Disse anche questa parabola: "Un tale aveva un fico piantato nella vigna e venne a cercarvi frutti, ma non ne trovò. Allora disse al vignaiolo: Ecco, son tre anni che vengo a cercare frutti su questo fico, ma non ne trovo. Taglialo. Perché deve sfruttare il terreno? Ma quegli rispose: Padrone, lascialo ancora quest'anno finché io gli zappi attorno e vi metta il concime e vedremo se porterà frutto per l'avvenire; se no, lo taglierai".

In questa parabola ritroviamo due piante: il fico e la vite, sono due alberi che possiamo abbinare alle due piante della Genesi, dove la vite può rappresentare l'albero della vita e il fico quello della conoscenza del bene e del male. Il tale che cerca frutti presso il fico è Gesù nelle veci di Adamo, il primo uomo che Dio ha messo nel giardino e che ora cerca fichi presso il fico inteso come albero, cioè presso il suo popolo, Israele. Il vignaiolo è Dio come ci svela lo stesso Gesù in Gv. 1,15 dove Gesù ci dice pure che lui è la vera vite e suo padre è l'agricoltore della vite, cioè il vignaiolo.

Gesù dopo tre anni di predicazione in cerca di frutti (fichi) presso il suo popolo (fico) non ne trova e chiede al vignaiolo (Dio Padre) di tagliarlo perché sfrutta il terreno inutilmente. Dio, nelle veci del vignaiolo però non è d'accordo e dice che lo vuole concimare per vedere se farà frutto.

Questa parabola è da abbinare all'episodio del fico seccato che troviamo in Marco 11,12-14.
La mattina seguente, mentre uscivano da Betània, ebbe fame. E avendo visto di lontano un fico che aveva delle foglie, si avvicinò per vedere se mai vi trovasse qualche cosa; ma giuntovi sotto, non trovò altro che foglie. Non era infatti quella la stagione dei fichi. E gli disse: "Nessuno possa mai più mangiare i tuoi frutti". E i discepoli l'udirono.
...
Marco. 11,20. La mattina seguente, passando, videro il fico seccato fin dalle radici. Allora Pietro, ricordatosi, gli disse: "Maestro, guarda: il fico che hai maledetto si è seccato".

Qui abbiamo di nuovo Gesù che si avvicina al fico per cercare frutti, ma non trovandone, si arrabbia e dice al fico che nessuno possa mai più mangiare i suoi frutti. Il fico poi si secca come osservano i discepoli.

Se il fico è il frutto proibito, origine del peccato, allora in questo episodio Gesù, facendo seccare il fico, adempie la sua missione di salvezza, toglie il peccato dal mondo, così che nessuno possa mai più mangiare i suoi frutti e quindi trasgredire al primo comandamento di Dio.

Perché si dice che non era ancora la stagione dei fichi?

Il fico inteso come albero, nella tradizione ebraica, rappresenta il popolo di Israele. Il fico, inteso come frutto allora rappresenta la legge che il popolo di Israele genera, cioè la Torah che significa legge. La legge, in genere, prevede una certa normativa e una sanzione per chi la trasgredisce e quindi un giudizio che può essere di condanna o di assoluzione per mezzo di una sentenza (vedi la legge del sabato). Secondo questa logica, allora la stagione dei fichi è la stagione delle leggi e delle sentenze, cioè il tempo del giudizio.

Nel nostro caso, quindi Gesù toglie il peccato dal mondo facendo seccare il fico quando non è ancora il tempo del giudizio, permettendoci quindi di salvarci, perché non siamo più giudicati e non abbiamo più occasione di peccare, se l'albero non dà più i frutti del peccato che porta alla morte.

Se il frutto proibito, in termini metaforici, è la legge, mangiare il frutto proibito vuol dire vivere di leggi, applicare la legge, cioè vivere di sentenze di condanna o di assoluzione, sulla base di ciò che è bene o male secondo la legge o secondo l'uomo che la promulga. L'albero di fico quindi rappresenta un popolo o un sistema legislativo che, pensando di conoscere cosa è il bene e il male, emana le leggi. La legge in genere è spietata e non sempre contempla il perdono e la misericordia. Chi applica la legge e quindi giudica sulla base di quanto prevede la legge, trasgredendo il primo comandamento di Dio della Genesi, è destinato a morire spiritualmente, perché si ciba da un albero che Dio conosce e di cui Lui ha comandato di non cibarsi.

Ritornando al fico sterile e a quello seccato, resta da chiarire perché Gesù cerca frutti e non ne trova. Gesù è il nuovo Adamo. Come Adamo si cibò del frutto proibito tentato da Eva, dando origine a tutto il casino che ne è seguito, così ora Gesù ritorna sui passi di Adamo a cercare fichi da un albero che giustamente non ne ha, perché tutti quelli che si sono cibati da quell'albero sono morti (come previsto da Dio) e l'albero non può più portare frutto essendo morti quelli che ne costituivano la linfa (i profeti).

Gesù vuole tagliare il fico perché sfrutta il terreno e sottrae nutrimento alla vite (infatti Gesù è la vera vite) rallentando il suo sviluppo, ma il vignaiolo, cioè Dio Padre nella sua infinita misericordia lo vuole concimare nella speranza che porti frutto nella stagione a venire.

Allora questo fico porta o non porta frutto?

Matteo 7,16-20
Dai loro frutti li riconoscerete. Si raccoglie forse uva dalle spine, o fichi dai rovi? Così ogni albero buono produce frutti buoni e ogni albero cattivo produce frutti cattivi; un albero buono non può produrre frutti cattivi, né un albero cattivo produrre frutti buoni. Ogni albero che non produce frutti buoni viene tagliato e gettato nel fuoco. Dai loro frutti dunque li potrete riconoscere.

Mi pare che i primi capitoli del libro della Genesi contengano una grossa verità. Gesù ci fa capire che l'albero della vita è la vite (Gesù stesso) e che il Il frutto della vite sono le opere dello Spirito, opere di bene che danno vita, perché Gesù è la Vita. I frutti del fico sono le leggi scritte (Torah). Cibiamoci dell'uva mettendo in pratica l'amore attraverso opere di bene, ma lasciamo i fichi sul fico, cioè lasciamo le leggi là dove sono, se non vogliamo morire.

2 Corinzi 3,5-6. Non però che da noi stessi siamo capaci di pensare qualcosa come proveniente da noi, ma la nostra capacità viene da Dio, che ci ha resi ministri adatti di una Nuova Alleanza, non della lettera (legge scritta, o insegnamento o Torah) ma dello Spirito; perché la lettera (legge scritta o insegnamento scritto) uccide, lo Spirito dà vita.

Detto questo, i fichi sono ottimi frutti che si possono mangiare tranquillamente.

Vangelo di Giovanni cap. 1:

[6] Venne un uomo mandato da Dio
e il suo nome era Giovanni.
[7] Egli venne come testimone
per rendere testimonianza alla luce,
perché tutti credessero per mezzo di lui.
[8] Egli non era la luce,
ma doveva render testimonianza alla luce.

[foto degradata della copertina del libro] legge S1861

Qui Giovanni si riferisce a Giovanni Battista. La figura di Giovanni Battista nel Vangelo è, secondo me, una metafora profetica dell'Antico Testamento che preannuncia e testimonia la venuta di Gesù e il suo insegnamento contenuto nel Nuovo Testamento.

E' bello rileggere i passi del Vangelo avendo in mente questa associazione.

Matteo Cap. 14

[1] In quel tempo il tetrarca Erode ebbe notizia della fama di Gesù.
[2] Egli disse ai suoi cortigiani: "Costui è Giovanni il Battista risuscitato dai morti; per ciò la potenza dei miracoli opera in lui".
[3] Erode aveva arrestato Giovanni e lo aveva fatto incatenare e gettare in prigione per causa di Erodìade, moglie di Filippo suo fratello.
[4] Giovanni infatti gli diceva: "Non ti è lecito tenerla!".
[5] Benché Erode volesse farlo morire, temeva il popolo perché lo considerava un profeta.
[6] Venuto il compleanno di Erode, la figlia di Erodìade danzò in pubblico e piacque tanto a Erode
[7] che egli le promise con giuramento di darle tutto quello che avesse domandato.
[8] Ed essa, istigata dalla madre, disse: "Dammi qui, su un vassoio, la testa di Giovanni il Battista".
[9] Il re ne fu contristato, ma a causa del giuramento e dei commensali ordinò che le fosse data
[10] e mandò a decapitare Giovanni nel carcere.
[11] La sua testa venne portata su un vassoio e fu data alla fanciulla, ed ella la portò a sua madre.
[12] I suoi discepoli andarono a prendere il cadavere, lo seppellirono e andarono a informarne Gesù.

Giovanni Battista che in questo contesto rappresenta la somma dei libri dell'Antico Testamento, cioè il vecchio insegnamento basato sulla legge, viene imprigionato e per volere di Erode, su richiesta della figlia di Erodiade, gli fa tagliare la testa. Il taglio della testa può significare una interruzione nella produzione di libri relativi all'Antico Testamento e al vecchio insegnamento, segnando così un cambiamento: l'inizio della nuova predicazione di Gesù contenuta nei Vangeli del Nuovo Testamento.

Infatti, subito dopo quel passo del Vangelo di Matteo, viene l'episodio del primo miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci che, come ho già spiegato, rappresenta a mio avviso, la formazione del primo canone del Nuovo Testamento accettato dalla Chiesa. Per di più Canone e cenone sono parole simili, anche se di significato diverso.

Vediamo di dare un significato ai precedenti passi del Vangelo di Matteo cap. 11, su Giovanni Battista:

[2] Giovanni intanto, che era in carcere, avendo sentito parlare delle opere del Cristo, mandò a dirgli per mezzo dei suoi discepoli:
[3] "Sei tu colui che deve venire o dobbiamo attenderne un altro?".
[4] Gesù rispose: "Andate e riferite a Giovanni ciò che voi udite e vedete:
[5] I ciechi ricuperano la vista, gli storpi camminano, i lebbrosi sono guariti, i sordi riacquistano l'udito, i morti risuscitano, ai poveri è predicata la buona novella,
[6] e beato colui che non si scandalizza di me".
[7] Mentre questi se ne andavano, Gesù si mise a parlare di Giovanni alle folle: "Che cosa siete andati a vedere nel deserto? Una canna sbattuta dal vento?
[8] Che cosa dunque siete andati a vedere? Un uomo avvolto in morbide vesti? Coloro che portano morbide vesti stanno nei palazzi dei re! (attenzione alla corretta interpretazione: Gesù e i suoi discepoli portano insegnamenti nuovi e dimorano presso il palazzo di Dio)
[9] E allora, che cosa siete andati a vedere? Un profeta? Sì, vi dico, anche più di un profeta. (L'Antico Testamento profetizza la venuta di Gesù.)
[10] Egli è colui, del quale sta scritto:
Ecco, io mando davanti a te il mio messaggero
che preparerà la tua via davanti a te. (L'antico Testamento precede e introduce il Nuovo Testamento)
[11] In verità vi dico: tra i nati di donna non è sorto uno più grande di Giovanni il Battista; tuttavia il più piccolo nel regno dei cieli è più grande di lui. (Penso che intenda dire che tra tutti i libri di quel tempo non c'è libro più grande dell'A.T. e Il più piccolo libro del Nuovo Testamento è più importante dell'Antico Testamento. Ma può essere interpretato anche in riferimento ai Santi della Chiesa).
[12] Dai giorni di Giovanni il Battista fino ad ora, il regno dei cieli soffre violenza e i violenti se ne impadroniscono (Penso che faccia riferimento alle polemiche e alle controversie storiche in merito alla formazione del Canone).
[13] La Legge e tutti i Profeti infatti hanno profetato fino a Giovanni. (Infatti a Giovanni Batista è stata tagliata la testa e da quel momento L'A.T. cessa di produrre libri)
[14] E se lo volete accettare, egli è quell'Elia che deve venire.
[15] Chi ha orecchi intenda.


Le dieci piaghe d'Egitto:

1. Tramutazione dell'acqua in sangue (Es7,14-25)
2. Invasione di rane (Es7,26-8,11)
3. Invasione di zanzare (Es7,26-8,11)
4. Invasione di mosconi (Es8,12-15)
5. Malattia del bestiame (Es8,16-28)
6. Ulcere su animali e uomini (Es9,1-7)
7. Grandine (Es9,13-35)
8. Invasione di cavallette (Es10,1-20)
9. Tenebre (Es10,21-29)
10. Morte dei primogeniti (Es12,29-30)

... e si unirà a sua moglie e i due saranno una sola carne.

Ripetiamolo: "Per questo l'uomo abbandonerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due saranno una sola carne". Genesi 2,24

Chi è l'uomo?

Chi sono i genitori?

Chi è la moglie?

Ma prima di porci tali domande chiediamoci se è giusto. E' giusto che sia soltanto l'uomo ad abbandonare i suoi genitori e ad unirsi alla sua donna? La donna non è tenuta ad abbandonare i suoi genitori? La donna resta in casa? Quindi, secondo quell'insegnamento biblico e secondo logica, soltanto l'uomo è invitato a lasciare i suoi genitori e ad andare a vivere a casa di lei insieme ai genitori di lei, cioè con i suoceri, perché la Genesi non invita la donna a lasciare i suoi genitori e ad unirsi al suo uomo. Ma quando mai un uomo accetta di andare a vivere a casa dei genitori di lei, con i suoceri tra i piedi per di più. E poi le donne, in genere, sono le prime a preferire una vita lontano dai propri genitori.

Dio sarebbe stato più giusto e razionale (logico) se a quella frase avesse aggiunto: "e la donna abbandonerà suo padre e sua madre e si unirà a suo marito e i due saranno una sola carne." Allora sì, in questo caso anche la donna è invitata a lasciare i suoi genitori e ad unirsi al suo uomo, così i due possono andare a vivere insieme, lontano dai genitori di lei e di lui. Altrimenti anche Tommaso Padoa Schioppa avrebbe da ridire e dovrebbe fare un'altra finanziaria per fare uscire di casa la donna con il marito.

Del resto, da quando mondo è mondo è quasi sempre la donna che lascia la casa per unirsi al suo uomo. Difficilmente e di malavoglia un uomo accetta di andare a vivere a casa dei genitori di lei, insieme con i suoceri.

Se Dio non ha voluto fare uscire di casa la donna, ma soltanto l'uomo, evidentemente quell'uomo, quella donna e quel padre e quella madre (cioè i genitori) sono qualcosa di diverso da quello a cui siamo stati abituati a credere o pensare fino ad oggi (almeno per me da quando ho frequentato il catechismo da piccolo). Probabilmente in quella frase della Genesi si nasconde qualcosa di più profondo e di nascosto che fino ad ora non siamo stati in grado di percepire con i nostri sensi.

Già, ma allora cosa sono? Non è facile comprenderlo.

L'uomo è Adamo, il padre di Adamo è Dio. La donna è Eva. I genitori di Eva chi sono? Eva è nata da una costola di Adamo per volontà di Dio, quindi i suoi genitori sono Dio e Adamo. Ma non hanno importanza i genitori di Eva. Soltanto i genitori di Adamo hanno importanza in questo contesto perché Adamo li deve abbandonare.

Abbiamo scoperto che il padre di Adamo è Dio. E la madre di Adamo chi è?

Chi è la madre di Adamo?

Chi è la madre di Adamo?

Ci deve pur essere una madre, dal momento che la Genesi la cita. La risposta è: "Non c'è ancora". Perché la madre di Adamo deve ancora venire. Per ora Adamo ha solo Dio come padre e non ha una madre. Però sappiamo dal Vangelo che Gesù ha sempre dimorato con il Padre fin dal principio. Quindi deduciamo che questo Adamo non è altro che un Gesù in formazione. E' solo l'inizio di quello che diventerà Gesù.

Dio, con Adamo, inizia quindi a formare l'uomo in cui intende incarnarsi.

Capito questo, possiamo identificare in Adamo il futuro Gesù, la cui madre tutti conosciamo: Maria.
Ora che sappiamo che i genitori di Adamo sono Dio e Maria, dobbiamo scoprire chi è Eva, la moglie.
Non ci vuole tanto per capirlo a questo punto.

Eva è la Chiesa

Più precisamente Eva è la Chiesa allo stato embrionale.
Eva non è altro che il nome di variabile che Dio ha scelto per identificare la futura Chiesa.

Infatti come Eva è nata per volontà di Dio da una costola di Adamo, così la Chiesa nasce da una costola di Gesù che la mia sensibilità spirituale identifica in quella ferita al costato da cui sgorga acqua e sangue.

Quindi l'uomo (Adamo) Gesù abbandonerà suo Padre (Dio) per incarnarsi, e sua Madre (Maria) per unirsi alla sua moglie che è la Chiesa e i due saranno una sola carne. Infatti la Chiesa è il corpo mistico di Gesù. I conti tornano e ogni tassello va al suo posto. Ma la storia non finisce qui.

Perché Dio ha voluto creare Eva? Per essere di aiuto ad Adamo nel dare i nomi a tutto il bestiame da come si legge nella Genesi. Cosa vuol dire "dare i nomi a tutto il bestiame"? Vuol dire battezzare, perché quando battezzi assegni un nome al battezzato. Certo che il termine "bestiame" come nome di variabile usata da Dio è un po' rozzo, ma chiarisce abbastanza il concetto.

E cosa fa la Chiesa da quando è nata? Non fa altro che battezzare, dimostrando quindi di essere quell'aiuto che Dio ha voluto mettere al fianco di Adamo (Gesù).

Puoi così vedere come Dio ha scritto fin dall'inizio, in codice di programmazione, usando nomi di variabili tratte dal linguaggio comune, quello che è il suo programma di salvezza e come lo sta realizzando nella Chiesa.

Il programma di salvezza di Dio prosegue nella Chiesa di Gesù, Una, Santa, Cattolica e Apostolica e che deve unire l'Alfa all' Omega.

Ministro Padoa Schioppa, Lei non ha bisogno di fare finanziarie per fare uscire i bamboccioni dalla famiglia, perché il programma di salvezza per l'uomo, per tutti gli uomini, (quello che lei chiama il DPF) lo ha già scritto Dio e Lei sta interferendo con il programma di salvezza di Dio. Si faccia l'esame di coscienza e si chieda se veramente l'uomo ha bisogno del suo aiuto economico per salvarsi l'anima. Non si salva l'anima dei giovani a dosi di denaro elargito con mano leggera per farli uscire di casa. Cosa se ne fa un giovane del suo aiuto economico quando finisce per perdere la vita in mezzo alla strada.

Se ha recepito il messaggio, si comporti di conseguenza, perché Dio è amore, non denaro. Quell'aiuto destinato ai bamboccioni italiani, se ritiene, le consiglio di destinarlo piuttosto per opere di beneficenza in quelle zone del quarto mondo dove non c'è da mangiare e dove i bambini muoiono in mezzo alla strada per dissenteria. I bamboccioni ne possono fare a meno.
Poi faccia come crede.

Nel libro della Genesi, ci sono due racconti distinti sull'origine dell'uomo.

Rileggiamoli:

L'uomo del sesto giorno:

e Dio disse: "Facciamo l'uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza, e domini sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutte le bestie selvatiche e su tutti i rettili che strisciano sulla terra". Dio creò l'uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li creò. Dio li benedisse e disse loro: "Siate fecondi e moltiplicatevi, riempite la terra; soggiogatela e dominate sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo e su ogni essere vivente, che striscia sulla terra". Genesi 1,26-28

L'uomo del settimo giorno:

allora il Signore Dio plasmò l'uomo con polvere del suolo e soffiò nelle sue narici un alito di vita e l'uomo divenne un essere vivente. Poi il Signore Dio piantò un giardino in Eden, a oriente, e vi collocò l'uomo che aveva plasmato. Genesi 2, 7-8

La donna del settimo giorno

[18] Poi il Signore Dio disse: "Non è bene che l'uomo sia solo: gli voglio fare un aiuto che gli sia simile".
[21] Allora il Signore Dio fece scendere un torpore sull'uomo, che si addormentò; gli tolse una delle costole e rinchiuse la carne al suo posto. [22] Il Signore Dio plasmò con la costola, che aveva tolta all'uomo, una donna e la condusse all'uomo. [23] Allora l'uomo disse: "Questa volta essa è carne dalla mia carne e osso dalle mie ossa. perché dall'uomo è stata tolta". [24] Per questo l'uomo abbandonerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due saranno una sola carne. Genesi 2, 18-24

Come vedi sono due racconti diversi che hanno significati profondamente diversi.

Ti devo fare presente che Genesi 2, 21-22 pare sia stato rinnegato dalla Chiesa romana sotto il profilo storico, come spiegato in questo articolo: http://www.timesonline.co.uk/article/0,,13509-1811332,00.html, cosa per me assurda e fuori da ogni logica, perché se chi legge i testi sacri, non è in grado di comprendere con gli occhi dello Spirito, ciò non significa che lo scritto non sia vero. Bisogna saperlo interpretare con gli occhi dello Spirito.

L'uomo del settimo giorno, secondo la mia interpretazione spirituale, non è altro che la rappresentazione simbolica della formazione e nascita di Gesù voluta da Dio e la donna del settimo giorno non è altro che la rappresentazione simbolica della Chiesa di Gesù, perché la Chiesa è una "costola" di Gesù, figlio dell'uomo. Gesù si deve unire alla sua Chiesa per diventare una sola carne con la sua Chiesa.

Questo significa che ogni uomo prima nasce a immagine e somiglianza di Dio, maschio e femmina, con lo scopo di riprodursi e moltiplicarsi, poi ad un certo punto della sua vita, il settimo giorno, il giorno del riposo, riceve da Dio o da Gesù un soffio di Spirito Santo, un alito di vita che lo fa diventare un essere vivente, un' anima vivente, come lo è Gesù e come lo sono anche i santi.

Quindi questo essere vivente si deve unire alla Sua Chiesa ("donna") plasmata da Dio con una costola dell'uomo-Gesù. Cioè l'uomo del settimo giorno deve abbandonare il vecchiume nel quale è nato e cresciuto, le sue origini fatte di polvere e miseria, raffigurate dal padre e dalla madre, per unirsi, incarnarsi e santificarsi nella Chiesa di Gesù, perché tratta da una Sua "costola", allo scopo di dar vita all'amore e realizzare quell'unità affinché il mondo creda. Questa Chiesa ci pensa Dio a plasmarla e a condurla all'uomo. E' ora di svegliarsi dal torpore. La costola è stata presa, la donna sta per essere plasmata e condotta all'uomo. Noi ci dobbiamo unire a lei affinché il mondo creda.

Spero che tu abbia capito quello che intendo dire. Vai avanti tu nella lettura del libro della Genesi che è molto bello se letto sotto l'angolazione della luce prismatica.

Israele, ascolta!

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Ascolta Israele:

il Signore disse a Mosè: "Ecco, tu stai per addormentarti con i tuoi padri; questo popolo si alzerà e si prostituirà con gli dei stranieri del paese nel quale sta per entrare; mi abbandonerà e spezzerà l'alleanza che io ho stabilita con lui.

In quel giorno, la mia ira si accenderà contro di lui; io li abbandonerò, nasconderò loro il volto e saranno divorati. Lo colpiranno malanni numerosi e angosciosi e in quel giorno dirà: Questi mali non mi hanno forse colpito per il fatto che il mio Dio non è più in mezzo a me?

Io, in quel giorno, nasconderò il volto a causa di tutto il male che avranno fatto rivolgendosi ad altri dei.

Ora scrivete per voi questo cantico e insegnatelo agli Israeliti; mettetelo loro in bocca, perché questo cantico mi sia di testimonio contro gli Israeliti.

Quando lo avrò introdotto nel paese che ho promesso ai suoi padri con giuramento, paese dove scorre latte e miele, ed egli avrà mangiato, si sarà saziato e ingrassato e poi si sarà rivolto ad altri dei per servirli e mi avrà disprezzato e avrà spezzato la mia alleanza, e quando lo avranno colpito malanni numerosi e angosciosi, allora questo canto sarà testimonio davanti a lui; poiché non sarà dimenticato dalla sua discendenza. Sì, conosco i pensieri da lui concepiti gia oggi, prima ancora che io lo abbia introdotto nel paese, che ho promesso con giuramento".

Mosè scrisse quel giorno questo canto e lo insegnò agli Israeliti. Deuteronomio 31,16-22

Dal Cantico di Mosè:
...
La Roccia, che ti ha generato, tu hai trascurato; hai dimenticato il Dio che ti ha procreato!

Ma il Signore ha visto e ha disdegnato con ira i suoi figli e le sue figlie.

Ha detto: Io nasconderò loro il mio volto: vedrò quale sarà la loro fine. Sono una generazione perfida, sono figli infedeli. ... Deuteronomio 32, 18-20

Così parlava Mosè in tempi non sospetti e non inquinati dagli interessi politico/economico di oggi.

Perché Dio nasconde il suo volto a Israele? Perché dice che Israele è generazione perfida e infedele? Non lo dico io, lo dice Dio per mezzo di Mosè, nella Bibbia. Chi l'ha scritta la Bibbia? Dove vuole arrivare? Se leggiamo Isaia, ritroviamo gli stessi discorsi, più o meno le stesse invettive contro Israele. E che? La Bibbia è antisemita?

Ma chi è Israele? Israele è Giacobbe dal quale discendono le 12 tribù di Israele. Giacobbe ha ingannato il padre Isacco su consiglio della madre Rebecca, facendosi passare per il primogenito Esaù. Giacobbe, ad un certo punto, combatte con un uomo, come riportato nel libro della Genesi:

Giacobbe rimase solo e un uomo lottò con lui fino allo spuntare dell'aurora. Vedendo che non riusciva a vincerlo, lo colpì all'articolazione del femore e l'articolazione del femore di Giacobbe si slogò, mentre continuava a lottare con lui. Quegli disse: "Lasciami andare, perché è spuntata l'aurora". Giacobbe rispose: "Non ti lascerò, se non mi avrai benedetto!". Gli domandò: "Come ti chiami?". Rispose: "Giacobbe". Riprese: "Non ti chiamerai più Giacobbe, ma Israele, perché hai combattuto con Dio e con gli uomini e hai vinto!". "[...perchè sei stato forte contro Dio e tanto più prevarrai sugli uomini (traduzione latina)] Giacobbe allora gli chiese: "Dimmi il tuo nome". Gli rispose: "Perché mi chiedi il nome?". E qui lo benedisse. Allora Giacobbe chiamò quel luogo Penuel "Perché - disse - ho visto Dio faccia a faccia, eppure la mia vita è rimasta salva". Genesi 32, 25-32.

Giacobbe combatte con Dio e mentre combatte con lui lo vede facca a faccia, ma non muore e vince e Dio lo benedice, dandogli il nome Israele. Dio promette a Israele una terra, un territorio dove scorre latte e miele. Dio vuole condurre il suo popolo dall'Egitto, dove si trova in condizione di schiavitù, verso la terra promessa. L'Egitto rappresenta il paese degli idoli, del benessere, del materialismo. La terra promessa è il regno di Dio. Non si tratta di un territorio materiale, reale, geografico, ma di un territorio simbolico. Dio vuole condurre Israele presso di sè, verso il suo amore, un territorio dove scorre "latte e miele" a simboleggiare appunto la dolcezza e la bontà dell'amore.

Durante questo cammino, faticoso, costellato da tradimenti e infedeltà verso Dio (vitello d'oro e ribellioni varie) da parte del suo popolo, Dio si arrabbia, ne dice di cotte e di crude, vorrebbe sterminarlo, ma poi ritorna sempre sui suoi passi, dimostra misericordia, ne prova di tutti i colori, prodigi di qua e prodigi di là per convincere il suo popolo che Dio è Dio e che Lui è geloso, ma si rende conto che ha davanti a sè un popolo di "dura cervice" che non capisce. Si tratta di un popolo sordo e cieco, infedele, malvagio nei confronti di Dio che non lo ricambia e che pensa sempre a farsi uno Stato, un territorio materiale, mentre Dio vuole essere Lui al centro dell'attenzione del suo popolo, perché Dio è amore. Dio non vuole che sia lo Stato politico e tanto meno gli idoli e gli dei stranieri a prendere il suo posto nel cuore del suo popolo, perché non c'è salvezza in uno Stato politico. Dio, pare di capire, non vuole lo Stato di Israele, ma vuole Israele come popolo di Dio e non come Stato, perché lo "Stato di Israele" è Dio stesso che si vuole offrire al suo popolo come terra promessa.

Voglio poi ricordare che Dio ha mandato Gesù per la salvezza di tutti gli uomini, compresi ebrei e gentili, per fare capire soprattutto a Israele, ma anche a tutti gli altri uomini quanto è grande il suo amore.

Guardando alle guerre che Israele ha fatto e sta portando avanti con i paesi confinanti c'è veramente da mettersi le mani nei capelli. Io penso che fino a quando Israele non si converte, c'è poco da fare. Conversione significa accettare il Regno di Dio, regno di amore, giustizia e misericordia. La salvezza è tutta lì.

Non c'è salvezza nel fare gli eroi o i kamikaze per difendere uno Stato o un territorio, non c'è salvezza nella guerra fatta dagli uomini, sia pure per legittima difesa, perché (per il credente) è Dio che salva in questa vita. Non sono le armi e la potenza militare o economica (benessere) o lo Stato (nazione, patria) gli dei da servire, quelli sono dei stranieri agli occhi di Dio.

E' la giustizia e la misericordia che Dio vuole vedere messa in pratica per prima cosa, quella giustizia e quella misericordia che si possono realizzare soltanto nell'amore verso il prossimo, come Gesù ha insegnato. Giacobbe ha ottenuto la benedizione di Isacco con l'inganno e ora deve vedersela con Dio e deve combattere con gli uomini e con Dio, fino all'aurora e vincere se stesso (rivelando il suo vero nome, chi è veramente, la verità che aveva nascosto al padre per strappargli la benedizione al posto del fratello Esaù), se vuole che Dio mostri a lui il suo volto, faccia a faccia, per rimanere vivo e per essere degno di chiamarsi Israele, popolo di Dio e ricevere la sua benedizione. Non c'è inganno umano che tenga agli occhi di Dio.

Link correlato: Giacobbe contro Esaù


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Messaggio per il Faraone

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Il Signore disse: "Ho osservato la miseria del mio popolo in Egitto e ho udito il suo grido a causa dei suoi sorveglianti; conosco infatti le sue sofferenze. Sono sceso per liberarlo dalla mano dell'Egitto e per farlo uscire da questo paese verso un paese bello e spazioso, verso un paese dove scorre latte e miele, verso il luogo dove si trovano il Cananeo, l'Hittita, l'Amorreo, il Perizzita, l'Eveo, il Gebuseo.

Ora dunque il grido degli Israeliti è arrivato fino a me e io stesso ho visto l'oppressione con cui gli Egiziani li tormentano. Ora và! Io ti mando dal faraone. Fà uscire dall'Egitto il mio popolo, gli Israeliti!". Esodo 3,7-10

Mosè rispose: "Ecco, non mi crederanno, non ascolteranno la mia voce, ma diranno: Non ti è apparso il Signore!".
Il Signore gli disse: "Che hai in mano?". Rispose: "Un bastone". Riprese: "Gettalo a terra!". Lo gettò a terra e il bastone diventò un serpente, davanti al quale Mosè si mise a fuggire.

Il Signore disse a Mosè: "Stendi la mano e prendilo per la coda!". Stese la mano, lo prese e diventò di nuovo un bastone nella sua mano. "Questo perché credano che ti è apparso il Signore, il Dio dei loro padri, il Dio di Abramo, il Dio di Isacco, il Dio di Giacobbe". Il Signore gli disse ancora: "Introduci la mano nel seno!". Egli si mise in seno la mano e poi la ritirò: ecco la sua mano era diventata lebbrosa, bianca come la neve.

Egli disse: "Rimetti la mano nel seno!". Rimise in seno la mano e la tirò fuori: ecco era tornata come il resto della sua carne. "Dunque se non ti credono e non ascoltano la voce del primo segno, crederanno alla voce del secondo! Se non credono neppure a questi due segni e non ascolteranno la tua voce, allora prenderai acqua del Nilo e la verserai sulla terra asciutta: l'acqua che avrai presa dal Nilo diventerà sangue sulla terra asciutta". Esodo 4,1-9


Subito dopo la tribolazione di quei giorni, il sole si oscurerà, la luna non darà più la sua luce, gli astri cadranno dal cielo e le potenze dei cieli saranno sconvolte.
Allora comparirà nel cielo il segno del Figlio dell'uomo e allora si batteranno il petto tutte le tribù della terra, e vedranno il Figlio dell'uomo venire sopra le nubi del cielo con grande potenza e gloria.
Egli manderà i suoi angeli con una grande tromba e raduneranno tutti i suoi eletti dai quattro venti, da un estremo all'altro dei cieli. Matteo 24, 29-31

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Il tuo volto, Signore, voglio far risplendere
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I sette colori dell'amore di Dio: Misericordia, Perdono, Carità, Provvidenza, Bontà, Giustizia, Fedeltà.
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