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Sinodo Famiglia 2

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Una Chiesa che non sa farsi famiglia, una Chiesa che non sa essere famiglia è una Chiesa inutile e come tale può essere liquidata.




E Gesù disse a Pietro: "E' ora che tu Pietro cambi nome e che ti chiami Giuseppe, affinché io possa chiamare Maria la Chiesa e ritrovare la mia famiglia". Remix Dj Gv. 21, 21-22

Sinodo famiglia

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E Gesù disse: "Non chiamate padre nessuno di voi sulla terra perché uno solo è il padre vostro: quello del cielo. E non chiamate madre nessuno di voi sulla terra perché una sola è la madre vostra: la Chiesa. Chi ama il padre o la madre, i figli o il coniuge più di me non è degno di me. Chi ama la famiglia e vuole farsi una famiglia, faccia della Chiesa la sua famiglia. Da ora in poi i nemici dell'uomo saranno quelli della sua casa". Remix Dj ---



Se non è la Chiesa ad essere luce dell'amore di Cristo, allora chi è? La famiglia?

L'amore di Cristo si riflette nella Chiesa, Una, Santa, Cattolica e Apostolica. Non vedo altre alternative alla luce dell'amore di Cristo se non nel "... dove due o tre sono riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro". Matteo 18,20.


Solo per ribadire il concetto.


Il regno dei cieli è simile ad una barca sulla quale un pescatore sale e va al largo per pescare i pesci ma poi torna a riva per condividerli.

Se vai su Aleteia.org, alla pagina http://conclave.aleteia.org/ puoi partecipare al test "chi sarà il nuovo Papa?" per scegliere il futuro Papa. Io sono andato a vedere e alla fine del test che si snoda in circa cinque passaggi, mi sono trovato di fronte alla scelta finale, con un messaggio come quello sotto riportato.

"SCELTA FINALE.
IN BASE ALLE TUE PREFERENZE, CI SONO 12 CARDINALI CHE RISPONDONO AI TUOI CRITERI DI SELEZIONE. SCEGLI IL CARDINALE CHE PREFERISCI E CONDIVI IL TUO RISULTATO CON I GLI AMICI ATTRAVERSO I SOCIAL NETWORK."


I papabili che mi sono usciti fuori dal test sono questi:


THOTTUNKAL Baselios Cleemis



ALENCHERRY George



TAGLE Luis Antonio



PATABENDIGE DON Albert M. R.



SCHERER Odilo Pedro



EIJK Willem Jacobus



WOELKI Rainer Maria



PELL George



GRACIAS Oswald



O'MALLEY Sean Patrick



COLLINS Thomas Christopher



BOZANIĆ Josip


Quale dovrei scegliere tra i dodici proposti?

Boh, non conoscendoli bene, uno si affida alla Spirito Santo. Per cui ho contato fino a sette procedendo dal primo verso il basso e sono finito su: WOELKI Rainer Maria. Toh, un cardinale tedesco.

Ho riflettuto molto sulle dimissioni del Papa e sul loro significato storico e spirituale, direi quasi rivoluzionario. Le dimissioni di Papa Benedetto XVI mi appaiono ancora più significative proprio perché avvengono all'inizio di questo terzo millennio, all'inizio del terzo giorno, in Quaresima. Sembra quasi che il Papa abbia deciso di lasciare il posto al Gesù che viene. Sì, la Chiesa non è nostra, ma appartiene a Gesù, noi siamo il suo corpo e il gesto di questo Papa ormai stanco nel fisico, ma non nello spirito è una dimostrazione di grande maturità spirituale e di fede.




Gesù, nel Vangelo, chiede all'uomo di "tagliare", di "staccarsi" dal mondo, dalle preoccupazioni, dagli affetti, dalla materialità delle cose, per poter accogliere il suo messaggio di salvezza. Ecco, credo che questo distacco possa avvenire anche nei confronti della Chiesa stessa, di questa "madre" che ci cresce e nutre nello spirito, affinché ognuno possa, prima o poi, prendere il volo e unirsi alla propria "sposa", alla propria "donna" da ricercarsi nella propria anima. Non si tratta di abbandonare la Chiesa, ma di staccarsi da essa, restandogli vicino, perché la Chiesa, intesa come il corpo di Cristo, non ci appartiene, ma io la vedo come la dimora che Cristo prepara per noi dove ognuno possa sentirsi a casa.
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I giudici di tribunale condannano o assolvono gli imputati in nome del popolo italiano. Ma come ? Quindi i giudici possono condannare anche nel mio nome, perché io sono italiano. Ma se dipendesse da me condannare o meno, io non condannerei proprio nessuno. Quindi le sentenze emesse nel nome del popolo italiano, indirettamente abusano del mio nome.

Così i giudici, dalle parti di Cosenza, a Padre Fedele hanno inflitto una condanna al carcere, per stupro, anche nel mio nome. Io chiedo l'eliminazione della pena carceraria dall'ordinamento giuridico e quelli infliggono la pena carceraria ad un sacerdote nel mio nome. Roba da far tremare la terra, non soltanto il cielo.

E la Legge che fine fa? La formula dovrebbe recitare: "in nome della Legge". Già, ma la Legge dovrebbe essere uguale per tutti. Impossibile. Come dice Serafino Massoni nel video di sopra, ci sono cittadini di serie A ipergarantiti (tutti i dipendenti statali) che non possono perdere il posto d lavoro perché lo Stato non fallisce e cittadini di serie B ipogarantiti (tutti gli altri) che invece possono perdere il posto di lavoro, perché le aziende possono fallire. Alla faccia dell'uguaglianza sociale e della legge uguale per tutti.

I cittadini di serie A li possiamo anche chiamare deputati, nel senso di eletti, mentre i cittadini di serie B li possiamo anche chiamare imputati, nel senso di addebitati.

E questa sarebbe l'uguaglianza sociale che esiste in Italia. Tuttavia la divisione tra cittadini di serie A e cittadini di serie B non è altro che una risposta inconscia alla proprietà privata, origine di ogni disuguaglianza sociale.

Se ci fosse equità sociale e la legge fosse veramente uguale per tutti, non ci sarebbe la proprietà privata e tutti i cittadini, indistintamente, lavorerebbero a turni nei posti di lavoro statali e un vero Stato penserebbe lui per primo a garantire a tutti i cittadini il posto di lavoro alle stesse condizioni per tutti.

Cosa lo impedisce? Lo impedisce la proprietà privata.

Signore, vedi di mettere fine a queste pagliacciate sociali.

La disubbidienza

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L'omelia di Papa Benedetto XVI del 5 aprile 2012

L'omelia di Benedetto XVI è spiritualmente molto profonda e precisa. Il Papa parte dal sacramento del sacerdozio, dove il vescovo, mediante l'imposizione delle mani e la preghiera introduce il discepolo nel sacerdozio di Gesù Cristo in modo da consacrarlo nella Verità come chiesto da Gesù al Padre nella sua preghiera sacerdotale. In questo contesto viene chiesto al discepolo di mettere la sua vita a disposizione di Gesù e non di se stesso, chiedendosi che cosa può dare il discepolo per Gesù e per gli altri o, più concretamente, come può il discepolo conformarsi a Cristo, il quale non domina ma serve, non prende ma dà.

Da qui, il Santo Padre accenna ad un documento di alcuni sacerdoti di un paese europeo dove si fa appello alla disubbidienza, in contrasto con le promesse sacerdotali, portando esempi concreti di come possa esprimersi questa disubbidienza che dovrebbe ignorare decisioni definitive del Magistero della Chiesa come per esempio la questione della ordinazione delle donne. Il Papa si chiede se la disobbedienza è veramente una via per rinnovare la Chiesa e portarla all'altezza dell'oggi come auspicano gli autori di tale appello. Si può percepire in questo, qualcosa nella conformazione a Cristo che è il presupposto di ogni vero rinnovamento, si chiede il Papa, o non è piuttosto solo la spinta a trasformare la Chiesa secondo le nostre idee e i nostri desideri.

Il Papa ricorda che Gesù ha corretto le tradizioni umane che minacciavano di soffocare la Parola e la volontà di Dio per risvegliare le coscienze alla vera volontà di Dio e alla sua Parola sempre valida. A Gesù stava a cuore la vera ubbidienza contro l'arbitrio dell'uomo, concretizzando il suo mandato con la propria ubbidienza e umiltà fino alla croce rendendo così credibile la sua missione.

Il Papa sottolinea che guardando alla storia post conciliare della Chiesa si può riconoscere il vero rinnovamento che ha assunto forme inattese in movimenti pieni di vita da rendere tangibile l'inesauribile vivacità della santa Chiesa, la presenza e l'azione dello Spirito Santo.

Il Pontefice poi invita a guardare alle persone che hanno dato vita a questi fiumi freschi di vita (i movimenti ecclesiali), tutte persone ricolme della gioia della fede, la radicalità dell'ubbidienza, la dinamica della speranza e la forza dell'amore.

Resta chiaro, secondo Benedetto XVI, che la conformazione a Cristo è il presupposto e la base di ogni rinnovamento.




Il Papa ha ragione. Ogni vero rinnovamento, non solo nella Chiesa aggiungo io, deve partire da noi stessi, dalla conformazione a Cristo attraverso una conversione interiore.

Tuttavia se osserviamo la figura di Gesù e quella dei suoi discepoii ci accorgiamo che ci troviamo difronte a dei veri disubbidienti. Infatti Gesù e i suoi discepoli erano i primi a disobbedire alla legge, all'autorità religiosa e all'insegnamento dei sacerdoti del loro tempo, violando per esempio il giorno del sabato o il rito del digiuno, come si legge in Marco cap. 2: "... i discepoli di Giovanni e i farisei stavano facendo un digiuno. Si recarono allora da Gesù e gli dissero: 'Perché i discepoli di Giovanni e i discepoli dei farisei digiunano, mentre i tuoi discepoli non digiunano?' ... In giorno di sabato Gesù passava per i campi di grano, e i discepoli, camminando, cominciarono a strappare le spighe. I farisei gli dissero: 'Vedi, perché essi fanno di sabato quel che non è permesso?'".

Gesù risponde, sintetizzando, dicendo che la Legge è per l'uomo e non l'uomo per la legge (il sabato è per l'uomo). Gesù corregge le tradizioni umane subordinandole alle necessità dell'uomo. Quindi la Legge e le tradizioni devono essere al servizio dell'uomo e non viceversa. La legge deve andare incontro alle esigenze dell'uomo. Non è l'uomo che deve servire la Legge e le tradizioni. Il verbo "obbedire" non compare nei Vangeli, ma compare con altri termini e con sfumature diverse come: "ascoltare", "osservare".

Gesù e i suoi discepoli tuttavia erano dei laici e non appartenevano alla classe sacerdotale, sebbene battezzati e tenuti al rispetto della legge mosaica e della Torah, non credo fossero vincolati dalle promesse sacerdotali che i sacerdoti di oggi fanno e che prevedono l'ubbidienza e il rispetto del vescovo. Per Gesù si trattava di disubbidire come laico e cittadino credente, all'autorità religiosa per ubbidire a Dio, non di disubbidire per cambiare una chiesa che ancora non esisteva.

Questo concetto di disubbidire per ubbidire a Dio lo ritroviamo in Atti, là dove Pietro invita ad obbedire a Dio e non agli uomini. Il discorso sulla disubbidienza viene poi ripreso anche nel Compendio del Catechismo della Chiesa Cattolica al punto 465, dove si dice che: "il cittadino non deve in coscienza obbedire quando le leggi delle autorità civili si oppongono alle esigenze dell'ordine morale: 'Bisogna obbedire a Dio piuttosto che agli uomini' At. 5,29".

Il verbo "obbedire" è un brutto verbo dal mio punto di vista, perché presume un rapporto di sottomissione ad una volontà altrui in un ordine gerarchico. L'ubbidienza richiede umiltà e sottomissione nell'accettazione supina e incondizionata della volontà e degli ordini altrui. Tuttavia il Papa, nel suo discorso, fa riferimento al voto di obbedienza al Vescovo e al Magistero della Chiesa che i sacerdoti e in genere i consacrati sono tenuti a fare

Perché i sacerdoti devono obbedire al Vescovo e al Magistero della Chiesa? Perché la Chiesa è voluta da Gesù al servizio dell'uomo ed è UNA, Santa, cattolica e apostolica. Essa è strumento di salvezza affinché il mondo creda. La salvezza non si compie invece nell'ubbidienza ad uno Stato, men che mai nella Politica che è l'arte di amministrare lo Stato, al quale si può anche disubbidire se le sue leggi vanno contro l'ordine morale e non sono al servizio delle esigenze dell'uomo e della sua salvezza, come spesso accade quando le leggi sono finalizzate a salvare lo Stato, l'Istituzione, sacrificando l'uomo.

La Chiesa appartiene a Gesù ed è il suo Corpo mistico. Ci pensa lui a condurla e a rinnovarla sotto l'azione dello Spirito Santo, facendo sorgere nuovi carismi e nuovi fiumi di vita come anche il Papa ricorda.

Il titolo di questo post l'ho preso dal libro di Vittorio Messori: "Scommessa sulla morte" edizioni SEI dove a pag. 140 il giornalista intitola così un paragrafo del suo libro.

Recentemente Il Papa e i vescovi, visto il degrado etico-politico ed economico dell'Italia, sono intervenuti sollecitando l'impegno dei cattolici italiani in politica, intendendo un impegno politico orientato alla promozione del bene comune. Io ci credo poco all'impegno in politica dei cattolici seppure orientato al bene comune, se prima non si definisce cosa è il "bene comune" e cosa si intende per "politica". La politica, secondo il dizionario Zanichelli, è la "scienza e l'arte di governare lo Stato". Ma cosa è lo Stato? Lo Stato, sempre secondo il dizionario Zanichelli, è una "Persona giuridica territoriale sovrana, costituita dall'organizzazione politica di un gruppo sociale stanziato stabilmente su di un territorio", dove per "persona giuridica" si intende: "organismo unitario costituito da un complesso di persone fisiche e di beni riconosciuto dallo Stato", quindi, lo Stato non è un popolo, ma una persona giuridica, un gruppo unitario di persone fisiche e di beni, organizzati politicamente come gruppo sociale confinato in un territorio. Impegnarsi in politica significa, quindi, impegnarsi soprattutto nello Stato e nel suo governo e non nella Chiesa.

Senti cosa scriveva profeticamente Vittorio Messori nel 1982, a pagina 141 del libro sopracitato, in riferimento alla politica che può dare qualcosa, non tutto: "Non si tratta di demonizzarla, anche se, a dire il vero, dietro tante nobili parole la sua essenza oggettiva e immodificabile è inquietante: il suo obiettivo, infatti, è la conquista e la conservazione del potere sugli uomini attraverso la forza. Per sua stessa natura nessuna politica può certo permettersi il lusso di far posto all'amore, all'umiltà, alla mitezza, alla sincerità, al perdono, all'ideale disinteressato e disarmato. ... Sbaglio? Sbaglia la storia intera quando conferma la cruda ma oggettiva sentenza del Machiavelli: 'Li stati non si governano con li paternostri' ? Vuoi andare alla ricerca di una politica 'diversa' dove non siano più necessari né 'volpe' né 'leone'? Fatti tuoi. ... credo ci sia un motivo se Giovanni Sartori, uno dei maggiori politologi viventi non si stanca di ripetere: 'Più studio i meccanismi sociologici e psicologici che guidano politica e politici e più ho paura'".

"Conquista del potere sugli uomini attraverso la forza" è l'obiettivo della politica secondo Vittorio Messori. In democrazia è la forza della maggioranza sulla minoranza. Il Cardinale Angelo Bagnasco, ministro della Chiesa cattolica parla addirittura di "massa critica" dei cristiani cattolici, dando implicitamente ragione a Vittorio Messori, infatti la massa è una grandezza fisica che fa parte della forza. Ad esempio la forza di gravità F è data da F=mg dove m è la massa di un corpo e g è l'accelerazione di gravità.

Sarebbe da leggere tutto quel paragrafo tratto dal libro "Scommessa sulla morte", anche perché Vittorio Messori riconosce un ruolo importante alla politica come servizio sociale e che non va demonizzata, ma va demitizzata "riconoscendone i limiti oggettivi e invalicabili".

Che cosa è invece la Chiesa? Restando al dizionario Zanichelli, la Chiesa è una "Comunità di cristiani appartenenti alla medesima confessione", dove per "confessione" si intende il credo o la fede.

Cattolico, sempre secondo lo Zanichelli, significa: "Universale, con riferimento alla Chiesa cristiana di Roma, in quanto aperta a ogni uomo.".

Chiediamoci: lo Stato è universale? Lo Stato è aperto ad ogni uomo? NO! Uno Stato è confinato in un ben determinato territorio e non è universale e nemmeno aperto ad ogni uomo, altrimenti non ci sarebbero i clandestini e il reato di clandestinità.

Il cattolico appartiene alla Chiesa cattolica e il suo impegno dovrebbe essere universale, missionario e apostolico, tutto al servizio della Chiesa cattolica e del suo tessuto sociale che non conosce confini e non tanto nello Stato che con la Chiesa di Gesù ha poco o niente a che vedere essendo lo Stato confinato in un territorio limitato e circoscritto.

La missione della Chiesa cattolica è la salvezza dell'uomo, perché fuori della Chiesa non c'è salvezza (punto 171 C.C.C.C.).

Ma possiamo parlare di impegno missionario del cattolico in politica, cioè nello Stato, fuori dalla Chiesa? Sì, possiamo parlare di impegno missionario del cattolico in politica se tale impegno fosse finalizzato alla salvezza dello Stato visto che non c'è salvezza fuori dalla Chiesa, tanto meno nello Stato. Ma non avrebbe senso. Che senso avrebbe salvare una persona giuridica? Sono le persone fisiche non quelle giuridiche che vanno salvate.

Allora che senso ha l'impegno politico del cattolico in un organismo che fa della ragion di Stato una esigenza superiore a cui si sacrifica ogni altra considerazione, anche di natura etica? Secondo me non ha alcun senso, né missionario, né apostolico. L'unico vero senso dell'impegno politico come ci ricorda Vittorio Messori è la conquista del potere per governare lo Stato, un senso che di cristiano ha ben poco. Tuttavia se è vero quanto afferma il Catechismo della Chiesa cattolica che fuori dalla Chiesa non c'è salvezza, allora non c'è speranza nemmeno per lo Stato che prima o poi è destinato a collassare su se stesso per conto suo. Quindi non si pone neanche il problema missionario di doverlo salvare, perché è destinato alla perdizione di per sé.

Per il resto penso che ogni uomo debba essere libero di fare le scelte che ritiene migliori per sé e per gli altri. Il cattolico che ritiene di impegnarsi in politica lo faccia pure a suo rischio e pericolo, ma si assuma le proprie responsabilità dei danni che combina, tenendo presente che è solo nella Chiesa con lo Spirito Santo che la anima il luogo dove poter impegnarsi al servizio della comunità e del bene comune, gerarchia permettendo. Ed è sempre la Chiesa a dover attirare a sé tutti i popoli per essere un corpo solo, una cosa sola, non il contrario: non è lo Stato che deve attirare a sé la Chiesa cattolica. Il cattolico in politica, dal mio punto di vista, è una contraddizione, come afferma Gesù stesso: non si possono servire due padroni, non si può servire lo Stato-mammona e la Chiesa di Dio.

Le formiche non annegano.

Domanda: perché le formiche non annegano?

Risposta: perché sono un corpo solo.

Uomo, quando ti decidi a farti Uno ?

Chiesa ricostruita

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Nel mio paese, la chiesa distrutta quattro anni fa per il crollo del campanile, è stata finalmente ricostruita. Sabato 22 gennaio 2011 c'è stata la celebrazione dove è venuto il cardinale Severino Poletto. Anche il quotidiano La Stampa ha dato risalto all'evento riportandolo in un articolo nella cronaca della provincia. Devi sapere che il mio paese: Nole con la sua parrocchia San Vincenzo Martire, è il paese dei preti, come scrive La Stampa, avendo dato i natali a ben 103 sacerdoti. Quindi, il Regno dei Cieli ha di che rallegrarsi del mio paese e della parrocchia. Domenica 23 Gennaio, invece, è venuto a Nole il vescovo Cesare Nosiglia per l'inaugurazione ufficiale della chiesa e la celebrazione eucaristica, con la presenza delle autorità civili.


articolo su La Stampa sulla riapertura della chiesa crollata a Nole

Articolo su La Stampa del 22 gennaio 2011.


Come puoi leggere dall'articolo pubblicato sul quotidiano torinese: sono stati i cittadini a pagare metà dei restauri. Ma resta ancora molto da fare: la facciata, l'organo da 2300 canne che era stato rimesso a nuovo poco tempo prima del crollo, la cantoria, gli altari, il campanile. Il mio parroco continua a lamentarsi che non ha ancora visto un euro di risarcimento.


Facciata in ricostruzione della chiesa di Nole

Una foto della facciata della chiesa in ricostruzione presa il 25 aprile 2010.


Io non sono andato ai due eventi dell'inaugurazione perché personalmente mi dicono poco, tuttavia mi rallegro per l'impegno e il risultato raggiunto fino ad ora. Del resto, come già disse il cardinale Poletto anni fa nel saloncino parrocchiale, commentando il crollo della chiesa: è solo caduta la chiesa di mattoni, mentre la Chiesa dello Spirito è rimasta in piedi. Ecco, appunto, finché cade la chiesa di mattoni c'è poco da preoccuparsi. L'importante è che resti in piedi la Chiesa dello Spirito.

Quante volte abbiamo sentito parlare di vocazione ma forse poche volte ci siamo fermati a riflettere sul suo significato. Vocazione significa "Sono chiamato", cioè chiamato da Dio a realizzare nei modi più diversi il suo progetto d'amore. Sono tanti i modi di realizzare questo progetto; occorre che ogni battezzato riscopra la sua origine e si impegni a viverla ogni giorno, pensando di essere strumento di salvezza nella mani di Dio. Sono tante le persone che si sono messe nelle mani di Dio. Una risposta che ha sempre caratterizzato i personaggi della Sacra Scrittura o della storia sono: "Eccomi" - "Sono pronto" - "Manda me" - "Cosa vuoi che io faccia?".

Vocazione non si riferisce solo ai preti e alle suore, ma a tutti coloro che sono ripieni di buona volontà, che hanno compreso che il battesimo è un seme nel giardino della vita che va fatto fruttificare. E' bello avere un compagno di viaggio come Gesù nella vita, un amico, un confidente, un Dio che si è fatto simile a noi per darci coraggio in tutto.
Dio ha bisogno dell'uomo e per cui l'uomo deve rispondere con vero slancio se vuole dare senso alla vita. A volte vediamo nella nostra storia come l'uomo sia infelice: i ragazzi, i giovani, gli adulti, gli anziani...Sono alla ricerca di quel qualcosa che ancora non hanno trovato. Ogni scelta affonda le radici nell'esistenza umana e la persona esprime la propria libertà nella ricerca del senso della vita.

Ogni giorno siamo chiamati a non far mancare mai da parte nostra un pensiero di preghiera al Signore, perché porti a compimento l'opera che ha iniziato su ognuno di noi e perché nella nostra comunità parrocchiale e diocesana fioriscano nuove vocazioni al sacerdozio. Preghiamo in maniera autentica per lasciarsi raggiungere da Dio e dalla sua parola per vivere secondo la divina volontà

Ai ragazzi vorrei lasciare un messaggio: sicuramente avete ascoltato una delle famose canzoni di Jovanotti intitolata "Mi fido di te!"

Mi fido di te - Lorenzo Jovanotti Cherubini

Don Luca Seidita

Ordinato diacono il 6 dicembre 2009
http://www.crocediserra.it/eventi_lucaseidita.html

Da questi scritti emerge una profonda maturità e sensibilità spirituale del diacono. Tuttavia la Santa Sede ha bloccato la sua ordinazione sacerdotale senza rendere note le motivazioni, troncando così un sogno al quale il diacono aveva dedicato tutta la sua vita.
http://www3.lastampa.it/cronache/sezioni/articolo/lstp/378185/

Don Luca ha dimostrato di fidarsi di Gesù rispondendo di sì alla chiamata del Signore. Viene da chiedersi: ma la Santa Sede si fida delle persone che Gesù chiama ? Se non si fida, implicitamente non si fida nemmeno di Gesù. Allora continuiamo a prenderci in giro nell'ipocrisia più squallida.

(.)

Gesù vuole l'unità dei cristiani.

Ricordo ai cristiani la preghiera per l'unità che Gesù ha rivolto al Padre:

Giovanni 17,20-23
Non prego solo per questi, ma anche per quelli che per la loro parola crederanno in me; perché tutti siano una sola cosa. Come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch'essi in noi una cosa sola, perché il mondo creda che tu mi hai mandato. E la gloria che tu hai dato a me, io l'ho data a loro, perché siano come noi una cosa sola. Io in loro e tu in me, perché siano perfetti nell'unità e il mondo sappia che tu mi hai mandato e li hai amati come hai amato me.

Benedetto XVI. Remissione scomunica atto di misericordia

Bene ha fatto il Papa Benedetto XVI, a mio avviso, a riabilitare i quattro vescovi lefebvriani nella Chiesa, togliendo loro la scomunica in cui erano incorsi anni fa. Si tratta di un passo importante verso l'unità dei cristiani che dimostra la paterna misericordia del Papa e la sua fedeltà all'insegnamento di Gesù.

Le polemiche che ne sono seguite dimostrano che c'è ancora lavoro da fare all'interno della Chiesa per arrivare a superare le incomprensioni. Prego per la Chiesa e per il Papa perché, illuminato dallo Spirito Santo, sappia condurre il popolo di Dio alla piena comunione con Gesù e con il Padre.

Crimson Tide

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The Theme of the Movie Crimson Tide.

God is the King!

Matthew 26,70
Now Peter was sitting outside in the courtyard. One of the maids came over to him and said, "You too were with Jesus the Galilean."
But he denied it in front of everyone, saying, "I do not know what you are talking about!

That's one ...

I Leader religiosi e civili devono ristabilire la convivenza

Il ritorno di Gesù

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Gesù ritorna attraverso la Chiesa tramite l'Eucaristia.

L'eucaristia è il seme di Gesù, è lo Spirito Santo che entra dentro di te e ti feconda per far nascere in te una nuova vita. Così come lo Spirito Santo ha fecondato Maria all'inizio del Vangelo (Alfa), per fare nascere Gesù, così lo stesso Spirito Santo lasciato da Gesù dopo la sua risurrezione alla fine del Vangelo (Omega), ai suoi discepoli (Chiesa), presente nell'Eucaristia, ti feconda per fare ritornare Gesù stesso generandolo dentro di te. Il "ventre" della Chiesa, immagine di Maria, genera quindi il ritorno di Gesù attraverso l'Eucaristia, sacramento della Chiesa cattolica, affinché si incarni nella tua persona dando inizio ad una nuova vita.

Quando questa nuova vita nasce, la si coltiva e la si fa crescere alimentata dall'insegnamento di Gesù e dallo Spirito Santo che si rinnova all'interno della Chiesa. Questa vita ti porta a Dio in persona. Quando sei presso Dio, tutto è possibile, perché Dio riconosce in te suo Figlio e tu riconosci in Dio tuo Padre.

Maria, la tua fidanzata

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Ecco come è nato Gesù Cristo. Maria sua madre, si era fidanzata con Giuseppe; essi non vivevano ancora insieme, ma lo Spirito Santo agì in Maria ed ella si trovò incinta. Giuseppe che era giusto e non voleva ripudiarla, decise di rompere il fidanzamento senza dire niente a nessuno.

Mentre però stava pensando a queste cose, ecco che gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: "Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, la tua fidanzata, come tua sposa, perché quel che è generato in lei viene dallo Spirito Santo. Essa partorirà un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati". Matteo 1, 18-20

Maria è la tua fidanzata che deve partorire un figlio e tu non devi aver paura di unirti a lei e sposarla. Ma chi è Maria?

Maria è immagine della Chiesa

Maria ha un bambino in grembo che deve partorire, aiutiamola a mettere alla luce questo bambino, perché quel bambino ci salverà dai peccati.

L'altro giorno ho visto in TV la trasmissione Enigma, dove si parlava del terzo segreto di Fatima. A me il terzo segreto di Fatima non ha mai detto molto, tuttavia guardando quella trasmissione, ho avuto modo di ripensarci sopra e interpretarlo secondo la mia esperienza e sensibilità spirituale. Nulla di nuovo sotto il sole. A mio avviso, il terzo segreto di Fatima è da collegare a quanto già ha profetizzato Gesù alla fine del quarto Vangelo, quello di Giovanni.

Il "vescovo vestito di bianco", secondo me, è una rappresentazione simbolica del papato, non di un Papa in particolare, ma rappresenta la storia del papato e della gerarchia ecclesiastica nel suo complesso. In questa ottica, c'è una concordanza e un possibile collegamento, secondo me, con le parole che Gesù disse a Pietro alla fine del Vangelo di Giovanni, dove io ci leggo la fine del papato.

Del resto, se Gesù deve tornare, nella parusia, il servo o il vicario dovrà prima o poi farsi da parte e lasciare spazio al padrone della vigna. Se il servo non vuole farsi da parte e restituire i beni al padrone, ma vuole continuare ad amministrare i beni che non gli appartengono, perché appartengono al padrone della vigna, bisogna che qualcun' altro, in un modo o nell'altro glielo faccia capire. Maria, la Madre di Dio, ci ha forse provato con quel messaggio simbolico ai tre pastorelli di Fatima? Non sta a me dirlo.

In questo senso io interpreto il terzo segreto di Fatima: come la "morte", la fine del papato e della gerarchia ecclesiastica per esaurimento della loro missione, missione che, con il sacrificio dei suoi servi, ha sostenuto la prima Chiesa ancora infantile. Gerarchia che dovrà cedere il passo a Gesù crocifisso, simboleggiato dalla croce, per continuare a "pascere" la sua Chiesa, finalmente matura e indipendente, guidata direttamente dal suo padrone, alimentata dal suo insegnamento e dal suo sacrificio. E' una mia interpretazione personale che può anche essere sbagliata, senza alcuna pretesa di essere vera, ma che vuole soltanto offrire maggiori spazi di riflessione.

"E io ti assicuro che tu sei Pietro e su di te, come su una pietra, io costruirò la mia Chiesa. E nemmeno la potenza della morte potrà distruggerla. A te darò le chiavi del regno dei cieli, e tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli." Matteo 16,18.19

Cattolico vuol dire universale, che riguarda tutti gli uomini. Ti rendi conto della grandezza e dell' importanza di tale aggettivo? Chiesa cattolica = Chiesa universale.

La parrocchia fa parte della Chiesa universale, è una sua componente. Ci sono tante parrocchie nel mondo, ma la Chiesa è una sola. La Chiesa è il corpo mistico di Gesù. Non so se te ne rendi conto di cosa significa essere il corpo mistico di Gesù. Quando sentiamo parlare di Chiesa, siamo abituati ad associare a tale parola la gerarchia ecclesiastica che comprende il Papa, i cardinali, i vescovi, i sacerdoti, il clero, ecc. e ci dimentichiamo che la Chiesa è tutta la comunità dei credenti, di coloro che credono e mettono in pratica l' insegnamento di Gesù poggiando sulla guida e sull' autorità di Pietro.

Pietro ha le chiavi del regno dei cieli. Se Gesù gliele ha date, un motivo ci sarà. Evidentemente Gesù si fida di Pietro e tenere le chiavi è una grossa responsabilità, perché su Pietro ricade tutta la responsabilità della salvezza degli uomini. Le chiavi servono per tenere aperte le porte del perdono, le porte dell' amore, le porte che conducono alla salvezza secondo la volontà di Dio. Sarà a Pietro che Gesù chiederà conto della salvezza di tutti gli uomini, quando tornerà?

La Chiesa non è una squadra sportiva, non è una associazione filantropica, non è un partito politico. La Chiesa è il corpo mistico di Gesù, corpo costituito da coloro che credono in lui e mettono in pratica la volontà di Dio. La volontà di Dio è la salvezza di tutti gli uomini. Gesù ha promesso di rimanere con noi tutti i giorni fino alla fine del mondo: "Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni fino alla fine del mondo" (Matteo 28,20).

Gesù mantiene fede alla sua promessa, attraverso la Chiesa, cioè noi, comunità dei fedeli, espressione dello Spirito Santo. La sua presenza è concentrata nell' eucaristia, corpo e sangue di Gesù. Quindi la Chiesa è la dimostrazione più tangibile e reale della presenza di Gesù in mezzo a noi. Non dimenticare che la Chiesa è pure là dove due o tre sono riuniti nel nome di Gesù. "Dove due o tre sono riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro", dice Gesù in Matteo 18,20.

Gesù non specifica maschio o femmina, bianchi o neri, di sinistra o di destra, sposati o non sposati, laici o clericali, ma semplicemente due o tre persone indistinte, così come sono e non fa alcuna discriminazione razziale, né di sesso, nè di colore politico o religioso. E' bellissima questa cosa ed è di una semplicità disarmante, alla portata di tutti (universale). Quello che è importante è ritrovarsi riuniti nel nome di Gesù, perché possa manifestarsi la sua presenza. Il luogo d' eccellenza in cui le persone si riuniscono nel nome di Gesù, di solito, è il luogo di culto, la chiesa edificio, durante la messa o durante le preghiere, oppure i locali parrocchiali. Tuttavia qualunque luogo va bene per riunirsi nel nome di Gesù, perché Gesù non specifica un particolare luogo.

La Chiesa di Gesù siamo quindi noi credenti riuniti nel suo nome. La Chiesa può quindi essere omni-presente, dappertutto, basta che due o tre siano riuniti nel nome di Gesù. Non è necessario essere vicini o lontani, ma è importante sentirsi uniti nel nome di Gesù e fare la volontà di Dio. Si può fare unità anche stando a migliaia di Km di distanza, tramite il telefono, Internet, la radio o la televisione. E' importante tuttavia unirsi nel nome di Gesù e, unirsi nel nome di Gesù vuol dire credere in lui e mettere in pratica il suo insegnamento. Allora, se facciamo così, diventiamo la sua Chiesa, la sua vera famiglia, suoi amici e testimoni, perché i fratelli di Gesù sono quelli che ascoltano e vivono la parola del Padre che è nei cieli, come dice Gesù in Luca 8,21, Matteo 12, 50 e in Marco 3, 34-35: "Mia madre e i miei fratelli sono quelli che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica".

Video: Team Benedikt

Il tuo volto, Signore, voglio far risplendere
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I sette colori dell'amore di Dio: Misericordia, Perdono, Carità, Provvidenza, Bontà, Giustizia, Fedeltà.
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