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La Mistica

Cosa significa la parola "mistica" ? Secondo il dizionario italiano Zingarelli significa "Dottrina e pratica religiosa che intendono determinare un diretto contatto o una comunione dell'uomo con il mondo divino o trascendente".

Il mistico o la mistica è una persona che si interfaccia direttamente o entra in comunione con Dio senza passare da un intermediario. Nel caso della religione cristiana cattolica, l'intermediario di riferimento più comune è il prete o il sacerdote che agisce nella Persona di Gesù e con il quale il comune fedele si interfaccia durante i sacramenti per entrare in comunione con Dio.

Diciamo che, in generale, il mistico è un credente uno uno che ama il "fai da te", un praticone, uno smanettone, uno che preferisce fare a meno degli intermediari preconfezionati per interfacciarsi direttamente con la Verità o con la disciplina che intende trattare, magari costruendosi da solo l'intermediario secondo i propri gusti.

La verità è che il mistico puro non esiste, perché c'è sempre un intermediario tra l'uomo e il divino, tra l'uomo e la Verità, intermediario che fa da interfaccia di collegamento o da collante. Questo intermediario nel caso della religione cristiana è Gesù e lo Spirito Santo, Spirito di Gesù, ma potremmo anche chiamare lo Spirito Santo con un altro nome: spirito intelligente o, per usare un termine scientifico di più difficile interpretazione e comprensione, plasma.

English: plasma lamp Français : Lampe plasma. ...
Il plasma è una parola che può fare rifermento sia al sangue, ad esempio al sangue di Gesù, perché il sangue nella sua parte liquida viene chiamato plasma, sia ad un gas ionizzato come il plasma stellare o quello che troviamo nei televisori al "plasma". In quest'ultimo caso abbiamo un "trasduttore" tra un segnale elettrico e una immagine di luce, ricordando che un trasduttore non è altro che un intermediario tra una grandezza fisica ed un'altra grandezza fisica.

Per farti un esempio pratico, il giornalista è un intermediario tra l'uomo e la verità, verità con la v minuscola, verità intesa come fatto di cronaca che il giornalista conosce e che ti riporta come l'ha conosciuto lui.

Un altro esempio di intermediario è la figura dell'avvocato che per legge fa da interfaccia e intermediario tra l'uomo e il giudice, giudice inteso come autorità che rappresenta la legge.

Un altro esempio di intermediario è il politico che il cittadino delega in Parlamento con il proprio voto per interfacciarsi con lo Stato.

Un altro esempio di intermediario è il sindacalista che l'operaio delega per interfacciarsi con l'azienda.

Bene, il mistico, nella disciplina teologica, è uno che si interfaccia non tanto con il sacerdote o con il teologo, ma con lo Spirito Santo che trova dentro di sé, scavalcando il sacerdote per entrare in comunione diretta con Dio, senza intermediari esterni, perché è più bello entrare in comunione diretta con Dio ascoltandolo dal vivo senza l'intermediario umano che, a volte, può essere più di ostacolo che di aiuto.

English: eardrum Schema Français : Place du ty...
E' come ascoltare la Musica con la m maiuscola. E' più bello ascoltare la Musica dal vivo, direttamente come esce dallo strumento musicale usando, come intermediario tra le onde sonore che caratterizzano la musica e l'uomo, esclusivamente i propri preziosi timpani che troviamo dentro di noi e che fanno non solo da preziosi intermediari personali, ma anche da trasduttori tra l'onda sonora e il segnale elettrico percepito dal cervello umano.

Electrodynamic loudspeaker cross-section

Electrodynamic loudspeaker cross-section (Photo credit: Wikipedia)

Tuttavia, non è sempre possibile ascoltare la musica dal vivo e in tali casi si ricorre ad intermediari meccanici come l'impianto stereo costituito da amplificatore e diffusori che, per quanto fedeli, distorcono e alterano la musica originale per via delle loro limitazioni nella risposta in frequenza. Così, per comprendere umanamente il divino, nella maggioranza dei casi, è necessario un intermediario umano che sappia trasformare la grandezza fisica/spirituale  "Dio" in una grandezza fisica umanamente comprensibile per chi è "sordo" o ha i "timpani dell'udito" poco sensibili, rovinati dal troppo rumore di sottofondo. Lo stesso discorso lo possiamo fare per la luce, gli occhi e gli occhiali.

E' chiaro che un approccio diretto alla divinità non piace tanto alla Chiesa in generale e al sacerdote in particolare, perché si sentono esclusi, così come non garba tanto ad un avvocato che tu ti interfacci direttamente con il giudice senza passare da lui. Ma questo vale soprattutto nei rapporti umani che sono purtroppo rapporti condizionati da interessi privati.

Cosa ci sta a fare allora il sacerdote se lo si esautora del suo ruolo di intermediario tra l'uomo e Dio? La risposta la lascio dare a don Giorgio De Capitani in questo bel video dal titolo: L'Europa e le radici Mistiche.





La santità secondo don Giorgio De Capitani


Ti proprongo questo video di don Giorgio De Capitani sulla santità.

Omelia di don Giorgio: Festività di tutti i Santi 2011.

E' una bella e accesa omelia che richiama la Chiesa al servizio dell'umanità. Don Giorgio dice che Il punto di riferimento dei Santi non è la Chiesa in sé con i suoi dogmi, ma è l'umanità. I valori umani sono la pace, la vita, i diritti universali, la giustizia.

Come vivere la santità? Secondo don Giorgio la santità va collegata all'umanità, all'umiltà dove la parola "umiltà" deriva dal latino "humus o umus" che significa "terra" e da qui la parola "umano". Per cui il santo non è colui che disprezza l'umano, che disprezza la terra, che disprezza questa vita terrena, sarebbe disumano. Il santo è colui che vive il proprio legame con la terra in modo profondo, in modo così profondo da sentirsi sulla strada della piena realizzazione di se stesso.

Poi don Giorgio invita a pensare al criterio che usa la Chiesa per canonizzare i santi: il disprezzo delle cose terrene, il disprezzo della vita, le mortificazioni corporali, l'assenteismo dalla vita politica, il tenersi lontano dalle problematiche sociali, evadere dalle preoccupazioni di questo mondo. Per don Giorgio, la santità è la pienezza dell'umanità e valica i limiti della religione. L'umanità comprende ogni razza, ogni fede religiosa, ogni cultura. Il vero santo non è colui che ha servito la Chiesa come religione e struttura, ma è colui che ha servito l'umanità.

Alla fine, Don Giorgio conclude l'omelia con il ricordo di Vittorio Arrigoni, reporter, testimone dell'umanità, morto in un rapimento in Palestina, morte che, come quella di padre Fausto, non ha certo avuto l'eco e la risonanza mediatica come quella di Marco Simoncelli, motociclista morto in un incidente di gara.


La santità, quindi, pare di capire, non è tanto il rapporto esclusivo e astratto con Dio, ma il rapporto con la terra, con l'umanità, con il Cristo, questo Dio fatto uomo.