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Religione e spiritualità: Cristiano cretino

Leggendo sui giornali, su Internet e in TV sento dire che il matematico Odifreddi ha definito il cristiano un cretino, forse da un punto di vista etimologico. E' vero, il cristiano è un cretino, forse non solo da un punto di vista etimologico.

Infatti in etimologia la parola "cretino" deriva dalla parola "cristiano". Questo lo diceva già lo scrittore Vittorio Messori 25 anni fa nel suo libro "Scommessa sulla morte", edizioni SEI, dove gli ha dedicato, a pagina 325 del libro, un paragrafo intitolato: Cristiano-cretino.

Ma vediamo cosa scriveva Vittorio Messori nel lontano 1982 in quel paragrafo del libro.

C'è, nella Chiesa, chi vorrebbe nasconderlo; c'è chi, se costretto, lo ammette a mezza voce. Eppure è un fatto: la parola "cretino" deriva direttamente da "cristiano".

Messori continua:

Ma perché, secondo quella spia infallibile che è la lingua, il cristiano è un cretino? Perché lo si è creduto tale sin da subito, come già si legge nelle lettere di Paolo? Il quale tra l'altro, invece di indignarsi ammette che è vero: sì, si è cristiani perché si presta fiducia ad una "cretinata".

Non è forse da "cretini" - da "somari" inginocchiarsi davanti a quel disgraziato che la croce degradava ufficialmente (lo sanciva il diritto romano) da persona ad animale, anzi a cosa? Questa immagine svilita e avvilente di Dio è infatti uno scandalo intollerabile per gli altri monoteismi: per l'islamismo con il suo Allah inaccessibile; ma anche per l'ebraismo con il suo Javhè così vicino ad Israele e insieme così lontano da non poter neppure pronunciarne il nome.

Messori poi aggiunge qualcosa che fa riflettere sul significato del crocefisso. Così scrive:

Insistono tutte le artes morendi cristiane: dal suo letto, il malato deve poter vedere un crocefisso. E' tra le condizioni indispensabili, suggerite dall'esperienza diretta di quegli autori ; nè si può dar loro torto.

Al di fuori di quella morte, c'è qualche altra vista al mondo che possa dire altrettanto a chi muore? Si chiede l'autore del libro.

"Solo Dio che soffre può venire in aiuto", ripeteva dal fondo della sua cella Dietrich Bonhöffer, citando quel che sappiamo della lettera agli Ebrei: " proprio per essere stato messo alla prova ed avere sofferto personalmente, egli è in grado di venire in aiuto a quelli che subiscono la prova ..."

Io posso, devo ribellarmi a un Dio che troneggia in una beatitudine indisturbata o in una trascendenza apatica. Ma non posso ribellarmi al Dio che nella sofferenza di Gesù mi ha rivelato tutta la sua com-passione.

Vittorio Messori conclude il paragrafo scrivendo:

"Non dimenticarlo: il cristianesimo non è parole ma fatti. Ora: la morte è un fatto, il più concreto e terribile dei fatti. Puoi cercare ovunque, ma troverai soltanto la risposta cristiana che a quel fatto opponga un altro fatto."

Quel fatto è la risurrezione di Gesù avvenuta il terzo giorno.

Cosa può opporre la matematica e la logica all'irrazionalità della morte, se non un altro fatto irrazionale e fuori da ogni logica quale è la risurrezione in cui crede il cristiano cretino?

I commenti dei visitatori

CRETINO:
Corrisponde al fr. crétin nel dialetto della Gironda crestin, ed è il nome che si dà a Ognuna di quelle misere creature, di piccola statura, mal conformate, con gran gozzo e affatto stupide le quali si trovano specialmente nelle valli delle Alpi Occidentali: per alcuni dal latino CHRISTIANUS (fr. chrétien), perché cotali individui erano considerati come persone semplici ed innocenti (Gerin), ovvero perché, stupidi ed insensati quali sono, sembrano quasi assorti nella contemplazione delle cose celesti; e di fatti nelle prealpi lombarde dicesi addirittura CRISTIAN un cretino, un povero di spirito. Secondo altri dal ted. KREIDLING aggettivo di KREIDE creta, a cagione del colore bianco castro della loro pelle (Littré).
ALBINO

E' vero, il cristiano è un cretino, forse non solo da un punto di vista etimologico!
Ed è vero anche tutto quello che si cela in quel messaggio!
E’ tutto VERO! Ma chi può esserne certo se non chi ha trovato il tesoro … “la perla”.
Perdonate il mio prossimo parlare ma solo chi conosce il tesoro, la perla che è nel secondo Cielo, può capire, può comprendere per essere pronto ad essere “rapito” al terzo Cielo.
Chi non farebbe il cretino se trovato un tesoro nascosto in un campo, lo nasconde di nuovo, poi va, pieno di gioia, e vende tutti i suoi averi e compra quel campo?
Chi non farebbe il cretino se andando in cerca di perle preziose; trovata una perla di grande valore, va, vende tutti i suoi averi e la compra?
Ma il mio nome cela la verità su questo mondo! Cela la vera beatitudine che porta a nascondere e non rivelare quello che poi è il tesoro di tutti, una specie di DNA dello Spirito. Perché spiegarlo se poi non si riesce a spiegare? Perché trasformandolo in parole se è necessario parteciparvi, anche se e se poi si viene presi per cretini?
Sembra una cretinata, sembrano cretini ma non dimenticate l’uomo ricco che smaschera l’amministratore infedele (in qualche scrittura viene chiamato addirittura “fedele”) per poi compiacersene. Come tante altre scritture difficili da comprendere, come per ultimo il ricco epulone che potrebbe anche supplicare misericordia per la sua distrazione in quanto il povero Lazzaro non chiede niente per attirare la sua attenzione. Ma nel mi nome c’è la Verità, quella che percepì Giacobbe, dopo Abramo, e prima di tanti e tanti che si sono comportati di conseguenza.
Quel blasfemo combattere con l’Angelo di Dio, per non dire Dio stesso.
LUI si fa cretino e aspetta che noi ci accorgiamo di LUI.
Quel cretino che fu annunciato con Isacco e che l’uomo non era pronto per comprenderlo, ma grazie al Padre noi abbiamo compreso solo quando è venuto Lui stesso a sacrificarsi in quel comando venuto dal Cielo, dal Cielo Cretino per chi è ancora nella fase animale, vegetale e minerale.
Eppure anche tra i cani si nota il cane cretino che cerca di nutrirsi dei resti per non infierire sul capo del branco che deve procreare cuccioli scaltri e non cuccioli di luce che non si riproducono con inseminazione o orgasmo ma accolgono come madri e spose … lo Spirito Santo.
Lucifero, il vero portatore di Luce è tornato da dove è venuto e da dove è stato generato, ma noi come seguimmo il primo, temiamo di seguire il secondo fino a quando non riconosceremo che non esistono divisioni che altro non sono stimoli per capire che l’eredità di Dio si genera da soli, cresce da soli, e vive da solo perché UNO è il Vivente e quanto è vero che in noi E’.
E’ ora di ritornare e scusatemi se io ho voluto richiamare voialtri solo perché avevo paura di competere con Dio da Solo. Lasciamo che la forza della carne si misuri con la numerosa polvere perché noi siamo i veri Cretini, i veri Cristiani che conoscono quanto sia forte un piccolo atomo, ancor più piccolo di qualunque seme di questa terra che porterà ad una scissione nucleare di quei ultimi, non cretini, che testimonieranno la loro origine, essendo solo involucro, pula e polvere dello Spazio che testimonia il nulla come la polvere testimonia il tutto se non si comprende, coprendo e celando il vero tesoro se solo ritornassimo a fare le pulizie di primavera. Da soli e non cambiando arredi o lasciando che puliscano altri la nostra casa.
Cretina è mia madre che si stanca di fatica come fa mia moglie che non ammette che la propria casa sia pulita da altri o che i propri arredi o vettovaglie siano toccate da chi serve per essere sfruttati invece di dedicarsi a dare anche a loro una casa. Ma forse la mia cretinaggine mi porta a pensare che il vero servizio si fa gratuitamente perché quel tesoro è inestinguibile e quella perla irradia luce che se solo la scoprissimo, saremmo tutti accecati come chi pensava di fare la guardia ad un corpo mentre non aveva ancora compreso lo Spirito.

Vedere il Nostro Re che ci vuole a Lui simili e così uniti come fossimo, come in Verità siamo, la Sua Sposa, inchiodato al legno e sanguinante come una vera dichiarazione di amore che unisce per sempre, oltre la morte, ci porta a capire la Verità dei cretini.
Non è vero che quando siamo innamorato diventiamo dei cretini?
Non è vero che potremmo combinare cretinate per amore?
Chi di voi non è stato innamorato? Innamorato di un suo, non simile, ma diverso. Innamorato del proprio di fuori perché doveva aiutarlo a svelare il suo didentro?
Chi non è stato innamorato? … di io? Fino a trovarlo tutto in DIO?
Che altro dire? cos’altro commentare? Rimembrando, ricordando nelle mie membra il tuo rimprovero di vedermi parlare come se volessi superare Dio? Come se si può superarLO se non prima, almeno, abbrwacciarLO.
Eppure tu ora lasci che lo dica un cretino? … condividendo?
Se viene così bene spiegato allora abbracciami cretino! in:
"Solo Dio che soffre può venire in aiuto perché proprio per essere stato messo alla prova ed avere sofferto personalmente, egli è in grado di venire in aiuto a quelli che subiscono la prova ..."
Se senti quel bisogno di dare aiuto allora non pensare quando hai subito quella prova perché la Misericordia di Dio te la cela per sentirti ancor più beato nel dividere tutto con chi non comprende, fino a essere visto come un cretino, ma di certo tu sei Dio per chi assapora le tue braccia.
Combatti e ribellarmi a un Dio che troneggia in una beatitudine indisturbata o in una trascendenza apatica e contro tutti quei prototipi dei che si sentono già Dio (d’Io).
Ma come posso ribellarmi al Dio che nella sofferenza di Gesù mi ha rivelato tutta la sua com-passione?.
Come possiamo spiegare o dimostrare con esperimenti che devo solo essere vissuti, ripetendoli all’infinito, non per dimostrare ad altri che devono provare a percepire, ma perché come ci dà fastidio essere bollati come cretini allora io vi dico che il nostro vivere è da egoisti! Da gelosi! Da appartenenti all’UNO che è DIO.
Solo se arriviamo a comprendere tutti fino a perdonarli ed amarli. Solo allora comprenderemo il Dio degli eserciti, l’Allah inaccessibile, Javhè che altro non è il Colui che E’. Solo allora capiremo che quel tesoro non si può vedere ma solo VIVERLO.

N.B. A quel “cretino” di V. Messori, IO dico:
"Non dimenticarlo mai! Il cristianesimo è una semplice parola se non lo si vive completamente. La sofferenza è una parola se non la si vive completamente come anche la gioia. L’Amore è una parola se non la si vive come anche l’odio. Sta a noi viverle come parole o come fatti, come se la parola può essere vissuta se non la si mette in opera”.
Ma della morte voglio parlare! E’ una parola o è un fatto?... come peraltro lo è anche la Vita?
Non confondiamo la vita e la morte di altri perché sono gioie e sofferenze anche in opera ma la nostra morte e la nostra vita cosa sono?
Parole o fatti?
La vita, parlo della mia, è un fatto, un’opera!
La mia morte? … per adesso è una parola!
Siate veri sempre e non contradditevi perché aver fede o dubbi è prerogativa di chi non vive quelle parole che sono verbi che aspettano di incarnarsi e non morire mai.
Voi siete viventi come lo E’ chi non muore mai e perciò nel segno di Giona percepirete quello che per voi è già più di una parola!
Siete pronti a donar ela vostra vita per un amico, un figlio, una persona cara?
Lo sarete anche per il nemico se comprenderete che è giusto che lui rimanga in quella parola ancora, mentre voi sentite di essere già risorti in quell’incontro con il Cristo.

Gesù Cristo ha lasciato tutto spiegato, non solo in quel lenzuolo che peraltro non abbiamo visto in quel giorno, anche se ci sono molte cose che dobbiamo cercare e comprendere solo per nostra limitazione che deve accrescere con lo Spirito Santo, accolto e per quando riusciamo ad accogliere, nella Nostra Anima.
Gesù Cristo non ci ha spiegato il nostro lenzuolo perché se a parole può aver detto al buon ladrone che Lui sarebbe stato insieme in quel momento, è pur vero che il buon ladrone ha creduto e per quella certezza, che non è semplice fede, ha vissuto quella parentesi che deve solo e semplicemente essere vissuta.
La morte per adesso rimane una parola e lasciamo a chi non si sente cretino di trasformarla in fatto o altro.

Però andiamoci cauti perché anche il fatto della resurrezione lo si deve sentire già un po’ prima di quella parentesi, per annunciarlo … per adesso a parole.

Ma se è vero che la nascita è un fatto è conseguente vero che la resurrezione è il compimento dell’opera.

parole ma fatti. Ora: la morte è un fatto, il più concreto e terribile dei fatti. Puoi cercare ovunque, ma troverai soltanto la risposta cristiana che a quel fatto opponga un altro fatto."

Angelo, il tuo commento anticipa il mio prossimo post. L'esperienza del dolore avvicina a Dio ed è bene farla fino in fondo per poter morire e risorgere. E' da cretini dare importanza e valore al dolore, mentre è da furbi riuscire ad evitare esperienze dolorose. Ogni uomo, se può, cerca di evitare e scansare la croce con tutti i mezzi. Eppure la croce, quando accolta e accettata, è strumento di redenzione.

Mente aborto, divorzio, eutanasia sono tutti strumenti che servono all'uomo furbo per scansare la croce e per restare in questo mondo di morti.

“Il padrone di questo mondo lodò quell'amministratore disonesto, perché aveva agito con scaltrezza. I figli di questo mondo, infatti, verso i loro pari sono più scaltri dei figli della luce”. (Luca 16, 8).
Al dolore non dobbiamo mai dare importanza, perchè il dolore è un fatto compiuto e non possiamo far altro che uscirne fuori, con l’aiuto consolatorio di chi ci è vicino. Questo per collegarmi a considerare la differenza tra un “fatto” e una parola e precisamente riferendomi al dolore della morte di qualcuno che è un “fatto”, ma non sappiamo se la sua morte è una semplice parola.
Noi possiamo saperlo solo per quanto riguarda la Nostra Sorella Morte come la Vita, la Nostra Vita.
E pertanto dobbiamo seguire la vita e i vivi lasciando che i morti ci annunciano una parola che rischi di diventare un “fatto”, il nostro misfatto.
Posso concludere del santificare il dolore che può essere superato dal saper affrontare la sofferenza che altro non è un avviso di burrasca che non deve esserlo per l’anima.

Beati coloro che vengono consolati dal Grande Consolatore perché sono i più grandi consolatori.
Del dolore dobbiamo far solo esperienza per capire quanto ci ama Chi ci vuole viventi insieme al Vivente che non toglie ma dà sempre, fino a farci capire che le privazioni sono solo momentanee e servono a farci percepire come siamo deboli.
E’ la Volontà della Verità che deve portare a farci percepire cosa è Eterno e che nessuno potrà portarci via … nemmeno DIO (non è blasfemo e non sai come sorride nel sentirtelo dire – anche tu hai detto questo in parole più terrene in questo post, per il tramite di V. Messori, e scusami la puntatina da Lucifero).
Il sentirsi abbandonati è proprio segno di un momentaneo distacco per vedere come sappiamo reggerci in questo Universo.
Non preoccuparti sono solo prove di volo e come i galli e le galline a noi è stato momentaneamente vietato per poter capire. Ma a differenza di uno stimolo che ci porta a battere le ali solo per saltare da una cassa all’altra, noi siamo destinati ad essere Angeli. Ma attenti al macellaio che preferisce la gallinella grassa che di certo non potrebbe volare con quelle piccole ali.
Rapporto peso potenza!
Se poi vogliamo sentire la fiamma della spada folgorante, a questo punto si può anche interpellare i Cherubini. Tanto sono così vicini in quel punto.
Diventate scaltri nello Spirito facendovi poveri in Spirito a tal punto da considerarsi nullità per comprendere Tutto.
Piccoli scienziati che arrivano a capire che la medicina è amara ma è al contempo Salvifica.
Pensa un po’ quanto siamo cretini noi che pur accettando le nostre croci arriviamo ad aiutare il prossimo a portare le loro.
Se poi il mio commento anticipa il tuo prossimo post, io posso dirti scusa che vale più di un grazie perché anche tu mi anticipi come due gambe che si alternano per poi balzare insieme in una unica spinta per poi battere le ali … simmetricamente.

crettino sicuramente è chi parla di dio, di gesù e dello spirito santo come se li avesse inventati per tutti. distinguendo però donne e uomini con le tradizioni della propria religione. altro che crettini,sono proprio stupidi.o no? gds

Giorgio, non condivido la tua opinione. Secondo la tua logica, allora sono cretini tutti i genitori che raccontano favole inventate ai propri figli piccoli.

Sempre secondo la tua logica, allora sono cretini e stupidi anche i politici e i cittadini che parlano di tasse e di leggi, perché le tasse e le leggi se le sono inventate loro per tutti e non soltanto per loro stessi, distinguendo però donne e uomini in base a diversi fattori soggettivi come l'età, il nucleo famigliare, cioè con le tradizioni della propria società di appartenenza.

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