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La distruzione del tempio

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chiesa_crollata.jpgLa vedi la fotografia della chiesa distrutta, proprio lì alla tua destra e alla tua sinistra in questa pagina web? Quello è il "Tempio" del mio paese andato distrutto 10 anni fa in conseguenza del crollo della torre campanaria oggetto di ristrutturazione. A mio avviso fu l'imperizia della ditta che prese l'appalto dei lavori a provocare il crollo del campanile sopra la chiesa. Comunque il tempio del mio paese è stato poi ricostruito dopo diversi anni. Ma io continuo a tenere in Home Page la foto del tempio distrutto. Come per il tempio di Gerusalemme andato distrutto nel 70 d.c. per opera dell'imperatore romano Tito e saggiamente non più ricostruito, così nemmeno io avrei più ricostruito la chiesa, lasciandoci solo le macerie a ricordo e segno tangibile che è ora di finirla con le chiese di mattoni e tutti i riti religiosi che ci stanno dietro e che tra l'altro annoiano pure i preti.

facciata_chiesa_crollata.jpgPer me ha un significato spirituale quella foto con la chiesa distrutta. Significa che per me non ha più senso continuare a costruire chiese, templi, luoghi di culto, simboli religiosi fini a se stessi. Glielo dissi al parroco, a suo tempo, che per me la chiesa poteva anche essere smantellata del tutto e non più ricostruita. Tuttavia la Curia volle ricostruirla, sfidando la Chiesa dello Spirito e per l'occasione venne anche il cardinale Severino Poletto, ex vescovo di Torino a dirci che era crollata la chiesa di mattoni e a ricordarci che la Chiesa dello Spirito era rimasta in piedi. Io gli avrei voluto dire al cardinale che se la chiesa di mattoni era crollata, io non l'avrei più ricostruita, cogliendo l'occasione per valorizzare la Chiesa dello Spirito. Invece con la ricostruzione della chiesa di mattoni, secondo me, si è solo mortificata la Chiesa dello Spirito, perché la Chiesa dello Spirito non bisogno della chiesa di mattoni.


Zucchero - Solo una sana e consapevole libidine ...



La Mistica

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Cosa significa la parola "mistica" ? Secondo il dizionario italiano Zingarelli significa "Dottrina e pratica religiosa che intendono determinare un diretto contatto o una comunione dell'uomo con il mondo divino o trascendente".

Il mistico o la mistica è una persona che si interfaccia direttamente o entra in comunione con Dio senza passare da un intermediario. Nel caso della religione cristiana cattolica, l'intermediario di riferimento più comune è il prete o il sacerdote che agisce nella Persona di Gesù e con il quale il comune fedele si interfaccia durante i sacramenti per entrare in comunione con Dio.

Diciamo che, in generale, il mistico è un credente uno uno che ama il "fai da te", un praticone, uno smanettone, uno che preferisce fare a meno degli intermediari preconfezionati per interfacciarsi direttamente con la Verità o con la disciplina che intende trattare, magari costruendosi da solo l'intermediario secondo i propri gusti.

La verità è che il mistico puro non esiste, perché c'è sempre un intermediario tra l'uomo e il divino, tra l'uomo e la Verità, intermediario che fa da interfaccia di collegamento o da collante. Questo intermediario nel caso della religione cristiana è Gesù e lo Spirito Santo, Spirito di Gesù, ma potremmo anche chiamare lo Spirito Santo con un altro nome: spirito intelligente o, per usare un termine scientifico di più difficile interpretazione e comprensione, plasma.

English: plasma lamp Français : Lampe plasma. ...
Il plasma è una parola che può fare rifermento sia al sangue, ad esempio al sangue di Gesù, perché il sangue nella sua parte liquida viene chiamato plasma, sia ad un gas ionizzato come il plasma stellare o quello che troviamo nei televisori al "plasma". In quest'ultimo caso abbiamo un "trasduttore" tra un segnale elettrico e una immagine di luce, ricordando che un trasduttore non è altro che un intermediario tra una grandezza fisica ed un'altra grandezza fisica.

Per farti un esempio pratico, il giornalista è un intermediario tra l'uomo e la verità, verità con la v minuscola, verità intesa come fatto di cronaca che il giornalista conosce e che ti riporta come l'ha conosciuto lui.

Un altro esempio di intermediario è la figura dell'avvocato che per legge fa da interfaccia e intermediario tra l'uomo e il giudice, giudice inteso come autorità che rappresenta la legge.

Un altro esempio di intermediario è il politico che il cittadino delega in Parlamento con il proprio voto per interfacciarsi con lo Stato.

Un altro esempio di intermediario è il sindacalista che l'operaio delega per interfacciarsi con l'azienda.

Bene, il mistico, nella disciplina teologica, è uno che si interfaccia non tanto con il sacerdote o con il teologo, ma con lo Spirito Santo che trova dentro di sé, scavalcando il sacerdote per entrare in comunione diretta con Dio, senza intermediari esterni, perché è più bello entrare in comunione diretta con Dio ascoltandolo dal vivo senza l'intermediario umano che, a volte, può essere più di ostacolo che di aiuto.

English: eardrum Schema Français : Place du ty...
E' come ascoltare la Musica con la m maiuscola. E' più bello ascoltare la Musica dal vivo, direttamente come esce dallo strumento musicale usando, come intermediario tra le onde sonore che caratterizzano la musica e l'uomo, esclusivamente i propri preziosi timpani che troviamo dentro di noi e che fanno non solo da preziosi intermediari personali, ma anche da trasduttori tra l'onda sonora e il segnale elettrico percepito dal cervello umano.

Electrodynamic loudspeaker cross-section

Electrodynamic loudspeaker cross-section (Photo credit: Wikipedia)

Tuttavia, non è sempre possibile ascoltare la musica dal vivo e in tali casi si ricorre ad intermediari meccanici come l'impianto stereo costituito da amplificatore e diffusori che, per quanto fedeli, distorcono e alterano la musica originale per via delle loro limitazioni nella risposta in frequenza. Così, per comprendere umanamente il divino, nella maggioranza dei casi, è necessario un intermediario umano che sappia trasformare la grandezza fisica/spirituale  "Dio" in una grandezza fisica umanamente comprensibile per chi è "sordo" o ha i "timpani dell'udito" poco sensibili, rovinati dal troppo rumore di sottofondo. Lo stesso discorso lo possiamo fare per la luce, gli occhi e gli occhiali.

E' chiaro che un approccio diretto alla divinità non piace tanto alla Chiesa in generale e al sacerdote in particolare, perché si sentono esclusi, così come non garba tanto ad un avvocato che tu ti interfacci direttamente con il giudice senza passare da lui. Ma questo vale soprattutto nei rapporti umani che sono purtroppo rapporti condizionati da interessi privati.

Cosa ci sta a fare allora il sacerdote se lo si esautora del suo ruolo di intermediario tra l'uomo e Dio? La risposta la lascio dare a don Giorgio De Capitani in questo bel video dal titolo: L'Europa e le radici Mistiche.





Waterwork this country

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Fontana Senatoria a Messina.

Fontana Senatoria a Messina. (Photo credit: Wikipedia)

Gesù andò alla fontana di Giacobbe per riposare e vide arrivare dalla Samaria una bella donna che incominciò ad attingere acqua con il suo secchiello. Gesù, incuriosito e affascinato dalla bella donna, approfittando del fatto che i suoi discepoli erano andati a fare spesa in città, incominciò a fare le avances alla donna e gli chiese di dargli da bere, una scusa come un'altra. La donna, non sapendo chi aveva davanti, avendo già avuto uno sfilza di mariti, non ci sta alle avances di Gesù e gli dice: "ma chi ti credi di essere per chiedere da bere a me che sono samaritana?" Rispose Gesù: "Se tu conoscessi la fontana che ti sta davanti e colui che ti chiede da bere, saresti tu stessa a fargli le avances e a chiedergli da bere ed egli ti avrebbe dato acqua frizzante."

Poiché la donna vedeva che Gesù era senza secchiello disse tra sé e sé: "come fa questo qui ad ad attingere dalla fontana se non ha un secchiello con cui attingere per darmi da bere acqua frizzante?" e disse a Gesù: "tu non hai un secchiello per attingere e la fontana è profonda; come fai a prendere l'acqua frizzante?"

Gesù disse alla donna: "Se tu bevi di quest'acqua, frizzante o meno, hai di nuovo sete, ma se tu bevi l'acqua frizzante che io ti do, non hai più sete, anzi, l'acqua che io ti do diventa in te una fontana di acqua che zampilla per la vita eterna, da fare impallidire la fontana di Dubai che hai visto nel video su Youtube."

La donna che su Youtube aveva già visto i video della fontana di Dubai, strabuzzò gli occhi e chiese a Gesù di dargli di quell'acqua miracolosa.

"Gesù gli disse: "Vuoi l'acqua???  Sei stufa di andare avanti e indietro da qui ed attingere l'acqua? Chiama tuo marito e torna qui!" Poiché la donna non aveva marito, avendone già avuti cinque e l'uomo con cui stava non era il marito ma solo il suo compagno convivente, disse sconsolata a Gesù: "non ho marito". Gli rispose Gesù: "Esatto, non hai marito! Vedi, ti sto facendo le avances per approcciarti e tu mi fai notare che sono senza secchiello quando la mia acqua non ha bisogno di secchiello per essere attinta, perché zampilla. Hai avuto cinque mariti, nessuno dei quali ha saputo darti l'acqua frizzante. Ora convivi con un uomo che non è tuo marito nella illusione che lui sappia darti l'acqua frizzante che toglie la sete. Sono io l'unico marito che avresti dovuto sposare, perché solo io ho l'acqua frizzante per la vita eterna che toglie la sete e che tu mi chiedi." Remix DJ Gv. 4, 6-26



La donna allora gli disse: "vedo che la sai lunga". Gesù allora le disse: "Infatti, i figli della luce non si maritano e non si ammogliano perché si sono già maritati e ammogliati con me".


Lo spirito e la religione secondo Alessandro

Lo spirito libera, ma la religione imprigiona.

Religione, definizione data dallo Zingarelli: "Complesso delle credenze, delle norme etiche e salvifiche e degli atti di culto che esprimono, nel corso della storia, la relazione delle varie società umane con il mondo divino | Insieme di dogmi, precetti e riti che costituiscono ciascun culto religioso."
Etimologia: (1) da re-ligare: legare, unire, legame con gli dei. (2) da re-legere: raccogliere, scegliere, raccolta di riti e formule sacre.

Spirito, definizione data dallo Zingarelli: "Principio immateriale attivo, spesso considerato immortale o di origine divina, che si manifesta come vita e coscienza".
Etimologia: da spirare (lat.) : soffiare, alitare, respiro.

L'omelia di padre Maggi

Le religioni sono costellate da una infinità di cerimonie, riti e rituali.

Cerimonia dello chalitzàh. Cerimonia dello scalzamento. Rito di annullamento dell' impegno nuziale tra cognati. Si sostituisce all'obbligo di contrarre nozze con la vedova del proprio fratello, che sia morto senza darle figli, quando uno dei due non voglia il matrimonio leviratico.

Secondo padre Maggi, Israele era considerata una vedova. Ma vedova di chi?
Quanti sono i fratelli del marito morto? Giovanni non è degno di sciogliere i lacci dei sandali ai piedi di chi? Di Gesù?

Ricapitolando, ci sono due fratelli (?), uno dei due sposa Israele, ma poi muore senza lasciare figli, allora il fratello del defunto dovrebbe sposare Israele per dargli un figlio da chiamare con il nome del marito defunto, ma si vede che non gli va. Quindi, un altro uomo dovrebbe sostituirsi al fratello del defunto e sciogliergli i lacci dei sandali per avere il diritto di sposare la vedova. Giovanni non si ritiene degno di sciogliere i lacci dei sandali di Gesù. Si deduce quindi che Gesù aveva un fratello che ha sposato Israele, ma è defunto senza lasciare figli e quindi Gesù dovrebbe sposare la vedova Israele, Nel caso non voglia sposarla, Giovanni dovrebbe andare a sciogliere i lacci dei sandali di Gesù, ma non lo fa perché non si ritiene degno, quindi Gesù manterrebbe il diritto di sposare Israele.

Ritornando alla parabola delle dieci vergini, come la mettiamo? Se le dieci vergini rappresentano le dieci tribù di Israele e quindi rappresentano Israele, cioè la vedova da sposare, allora è logico che lo sposo venga per sposare le dieci vergini e non una fantomatica sposa senza nome.

Se non è così, se le dieci vergini non rappresentano Israele, ma sono solo delle comparse che devono accompagnare lo sposo nella camera nuziale dove c'è la sposa (cioè la vedova Israele, è sottinteso) in attesa dello sposo Gesù, perché concentrare su di loro tutta l'attenzione della parabola? Che significato hanno le dieci vergini? Chi rappresenterebbero in tal caso? Rappresentano i pagani, i gentili, i non ebrei chiamati comunque a partecipare al matrimonio? Se rappresentano i non ebrei, perché Gesù racconta la parabola ai suoi discepoli, naturalmente ebrei?

Faccio fatica a digerire le dieci vergini come delle comparse che accompagnano lo sposo, senza dare loro un significato escatologico.

P.S. Ma poi chi sarebbe il marito defunto della vedova Israele?

Padre Nostro in aramaico

E' interessante ascoltare il Padre Nostro in aramaico, la lingua di Gesù. L'aramaico veniva parlato dagli aramei, una popolazione che viveva in una zona chiamata Aram a nord di Israele.

Riprendiamo la preghiera del Padre Nostro cercando di reinterpretarla alla luce dell'insegnamento di Gesù: Padre Nostro che sei nei cieli (Padre del cielo), sia santificato il tuo nome (il tuo nome non sia offeso e oltraggiato), venga il tuo regno (la tua pace, la tua giustizia e la tua gioia siano in mezzo a noi), sia fatta la tua volontà come in cielo così in terra (fa che nessuno vada perduto, ma tutti siano uno nello spirito e nella comunione dei beni), dacci oggi il nostro pane quotidiano (nùtrici della tua Parola), rimetti a noi i nostri debiti (perdona i nostri peccati), come noi li rimettiamo ai nostri debitori (come noi perdoniamo i peccati del nostro prossimo) e non ci indurre in tentazione (liberaci dal desiderio e dalla cupidigia), ma liberaci dal male (e salvaci dalla morte nella risurrezione). Amen

Lo Spirito è sovrano

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Lo Spirito non può essere soggetto alla Legge.
Lo Spirito è libero.
Lo Spirito è vivo.
Lo Spirito è sovrano.

Gv. 4,24

Dio è spirito


Ogni tentativo dell'uomo di subordinare lo Spirito alla Legge è destinato a fallire provocando la morte dell'uomo. Quando l'uomo applica la legge scavalcando lo spirito, muore. La Legge imprigiona l'uomo, mentre lo Spirito lo libera e lo vivifica.

Da una parte ci stanno i quattro Codici, il frutto dell'albero della conoscenza del Bene e del Male. Dall'altra parte ci stanno i quattro Vangeli, il frutto dell'albero della Vita.

Dio non taglia l'albero della conoscenza del Bene e del Male perché lascia all'uomo la libertà di tagliarlo o non tagliarlo.

Spirito Santo per Benigni

Il popolo della libertà

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Propongo questo video di propaganda elettorale dove Silvio Berlusconi invita a votare per il popolo della libertà alle elezioni comunali.


(.)


Sia ben chiaro che questo sito non fa politica e tanto meno propaganda e noi non parteggiamo per i politici nè di sinistra, nè di destra, ma stiamo con Gesù. La politica la lasciamo alla fanteria di terra. Noi siamo angeli del cielo e ci muoviamo nell'ambito dello Spirito e non in quello della politica. Il video te lo propongo perché secondo me ha un forte significato escatologico che forse oggi non ti è chiaro, ma presto spero che lo sia.

Per concludere, ti propongo un altro video dove Dario Franceschini giura fedeltà sulla Costituzione della Repubblica. Anche questo ha un profondo significato escatologico, secondo me.

E infine una profonda meditazione sul significato escatologico di cattocomunista e clericofascista:

Abolisson è una parola strana che non riesco a tradurre. Forse significa abolizione, ma abolizione di cosa? Abolisson fa parte della colonna sonora del film Queimada e diretto da Gillo Pontecorvo. Il film vuole essere una critica di ogni forma di colonialismo.

Ennio Morricone "Abolicao". Live in Warsaw, Poland

Il pezzo oggetto del video fa anche parte della collezione "note di pace" di Ennio Morricone con il titolo "Abolisson". Di quella collezione mi è piaciuto soprattutto questo pezzo che ti propongo in video.

Chi conosce la trama del film Queimada e il significato del titolo "Abolisson" incominci a meditarci sopra.

Update: Ripropongo il video rititolato: "194 Abolisson", in memoria delle vittime del terremoto in Abruzzo

Internet è la rete delle reti. Nel Vangelo, la rete dei pescatori ha un profondo significato escatologico. Gesù chiama gli apostoli che stavano riparando le reti per farli diventare pescatori di uomini. La rete unifica l'umanità, raccogliendola in un unico branco o gregge, per tirarla fuori dall'acqua del mare o del lago dove rischia di annegare. In questo senso l'acqua del mare o del lago rappresenta il male, la morte. E' una idea richiamata da Benedetto XVI nel libro "Gesù di Nazaret", Rizzoli, a pag. 280, in merito all'attraversamento del Mar Rosso da parte di Israele, dove si legge: "idea del mare come simbolo di morte", associando l'attraversamento del mar Rosso alla salvezza per Israele e alla minaccia di morte per gli egizi che ne vengono travolti.

In questa prospettiva, possiamo vedere la Rete come "salvezza", la rete che raccoglie gli uomini al posto dei pesci, l'umanità, per tirarla fuori dalla morte, in una speranza di salvezza.

Attenzione quindi a non ostacolare o censurare o filtrare Internet, perché se Internet rientra in un qualche piano divino, gli uomini o i Governi che si mettono contro Internet, dovranno fare i conti con Dio prima o poi e in definitiva con loro stessi e la loro fatale cecità.

Ma ancora più attenzione merita la Chiesa cattolica con la sua rete parrocchiale estesa con capillarità sul territorio e che va rafforzata, sostenuta anche attraverso Internet da parte dei credenti. Non abbandoniamo la rete parrocchiale per cercare su Internet ciò che Internet non può dare, se su Internet non portiamo Gesù.


La Cina censura internet con l'aiuto di Microsoft, Yahoo e Cisco


China drought sparks emergency


Internet beffa la censura australiana


E l'Australia censura la TV su Web


Australia disastro incendi apocalittici 750 case distrutte 131 morti nello stato di Victoria

Penso che l'uomo possa fare fronte agli sconvolgimenti climatici e alle distruzioni che ne seguono anche se a volte provocati dalla stessa mano dell'uomo, se impara a costruire concrete reti collaborative, non soltanto informatiche e digitali, ma anche energetiche, alimentari, sanitarie, parrocchiali o spirituali, basate sulla reciproca collaborazione e solidarietà, secondo quello che è anche il messaggio evangelico, messaggio di salvezza appunto. Entrare in Rete, quindi, diventa necessario per salvare e salvarsi, per dare e ricevere, per trovare quanto l'umanità necessita per sopravvivere, in termini di risorse e conoscenze.

"Democrazia", secondo la definizione data dal dizionario DE Mauro, Paravia significa: "dottrina politico-sociale che si fonda sul principio della sovranità popolare, forma di governo in cui il potere è retto dal popolo.".

"Teocrazia", sempre secondo la definizione del De Mauro significa: "forma di governo in cui il potere civile e politico è esercitato da un'autorità, una persona, una casta o un'istituzione che si ritiene essere stata investita da Dio".

In entrambi i casi è in gioco il potere civile e politico e chi lo deve esercitare.

Nella democrazia il potere lo dovrebbe esercitare il popolo attraverso i suoi rappresentanti scelti dal popolo; mentre nella teocrazia il potere lo esercita una casta o una persona.

Ora vediamo se queste due forme di gestione del potere sono compatibili con l'insegnamento di Gesù riportato nei Vangeli.

Gesù insegna che il cristiano non può ubbidire a due padroni: Dio e mammona. Mammona significa: "La ricchezza terrena oppure il demone tentatore della ricchezza.", come ci dice il De Mauro.

Da questo si deduce che il cristiano o ubbidisce a Dio o ubbidisce a Mammona. Ma vediamo come Gesù considera il potere nel Vangelo.

In Matteo 5,36 leggiamo: "Non giurare neppure per la tua testa, perché non hai il potere di rendere bianco o nero un solo capello." Il discepolo di Gesù non ha il potere di far cambiare di colore nemmeno un proprio capello. Il passo di Luca 12,26 chiarisce meglio il concetto: "Se dunque non avete potere neanche per la più piccola cosa, perché vi affannate del resto?" Qui Gesù ribadisce il concetto che i suoi discepoli non hanno potere.

Ma quello che più caratterizza la dottrina di Gesù in merito al potere è contenuta in Giovanni 17,2 e in Matteo 28,18, dove possiamo leggere in Giovanni: "Poiché tu gli hai dato potere sopra ogni essere umano, perché egli dia la vita eterna a tutti coloro che gli hai dato.". E in Matteo: E Gesù, avvicinatosi, disse loro: "Mi è stato dato ogni potere in cielo e in terra". Qui emerge chiaramente che il potere appartiene a Gesù. Gesù rivendica a sé ogni potere in cielo e in terra affidatogli da Dio per dare la vita eterna. Matteo 28,19-20 prosegue: "Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo, insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato. E cosa comanda Gesù? Comanda di amare Dio e il prossimo, di dare la vita per i propri amici.

Di questo potere che Gesù rivendica a sé e soltanto a sé, il Signore ne elargisce qualcosa ai suoi discepoli per scacciare spiriti maligni o per guarire dalle infermità o per mandarli in giro per le nazioni a diffondere il suo insegnamento. Si tratta quindi di un potere limitato e circoscritto in ben precisi ambiti volti alla diffusione del suo insegnamento, alla guarigione e in generale al bene delle persone. Non si tratta quindi di un potere politico o civile che rimane tutto nelle mani di Gesù-Dio creatore del cielo e della terra.

Da quanto osservato possiamo concludere che democrazia e teocrazia, come sistemi di gestione del potere politico e civile, sono in netto contrasto con l'insegnamento di Gesù.
Infatti per quanto riguarda la democrazia, il potere politico non può appartenere al popolo perché Gesù rivendica a sé ogni potere in cielo ed in terra e per quanto riguarda la teocrazia, idem, il potere politico non può appartenere ad una casta o ad una persona, sempre per il fatto che Gesù rivendica a sé ogni potere in cielo e in terra. Ed è giusto che sia così perché Gesù è Dio.

Da quanto emerge dal Vangelo, possiamo concludere che i cristiani in politica o al governo in uno stato democratico o teocratico comunque cristiano sono degli "abusivi" e in contraddizione con se stessi, perché vengono investiti dal popolo o da una casta di un potere che non gli compete, visto che Dio ha affidato il potere a Gesù e Gesù insegna che l'uomo non ha potere nemmeno sulla più piccola cosa.

Poi se il cristiano ritiene di fare il politico, candidarsi ed entrare a far parte del potere politico, legislativo, giudiziario, esecutivo, su delega del popolo o chi per esso, lo faccia pure, è libero di farlo, nessuno glielo vieta e io lo rispetto, ma sappia che alla fine ne dovrà rispondere alla propria coscienza di cristiano e in ultima istanza dovrà rendere conto a Dio della gestione di quel potere che ha voluto esercitare, mettendo in gioco la propria salvezza e quella degli altri.

A qualcuno questo mio discorso potrà sembrare ideologico, assurdo o anarchico, perché per l'uomo ci vuole qualcuno che amministri ed eserciti il potere politico almeno in terra, per garantire ordine pubblico, giustizia, convivenza civile e pace tra gli uomini. Come la mettiamo? Io parlo da cristiano. La risposta è contenuta nel Vangelo stesso e Gesù è coerente con quanto insegna. Poiché i cristiani tra di loro sono tutti fratelli, cioè uguali difronte a Dio, è irrazionale e non è logico che ci sia tra di loro chi abbia più potere rispetto ad altri oppure occupi posizioni privilegiate o vanti titoli che non gli competono, come ribadisce chiaramente lo stesso Gesù in Matteo 23,8: "Ma voi non fatevi chiamare 'rabbì', perché uno solo è il vostro maestro e voi siete tutti fratelli."

Questo non vuol dire rinunciare all'impegno politico, sociale e civile, da parte del cristiano, ma vivere quell'impegno come servizio alla comunità cristiana e non come esercizio del potere. Vuol dire che se ad un ministro cristiano del governo io o un altro cittadino segnaliamo un problema, quel ministro deve adoperarsi per risolverlo nel rispetto dei principi cristiani, darsi da fare e rendere conto del suo operato ai cittadini. Altrimenti è meglio che vada a fare qualcos'altro.

I cristiani tra di loro sono tutti fratelli. Il vero cristiano, educato alla luce del Vangelo, sotto la guida di Pietro non ha bisogno di un potere politico democratico o teocratico che gli faccia da ulteriore guida, perché l'amore e la legge di Dio e soltanto quella dovrebbe essere la sua unica guida. Se ogni uomo venisse cresciuto ed educato alla luce dell'amore di Cristo, in una società cristiana nei fatti e non solo nel nome o nelle parole, imparerebbe a convivere pacificamente nell'amore, nel rispetto di tutti.

Sto leggendo il libro di Eugenio Scalfari: "L'uomo che non credeva in Dio", Einaudi.

E' un bel libro dove l'autore racconta, sotto forma di ricordi, i periodi della sua vita, dall'infanzia fino all'impegno politico e giornalistico, affrontando importanti temi esistenziali da un punto di vista laico.

copertina libro di Eugenio Scalfari - L'uomo che non credeva in Dio - Einaudi
Copertina libro di Eugenio Scalfari.


Quello che mi ha colpito di più è il capitolo settimo, intitolato: "La morte di Dio". Il capitolo settimo mi ha dato l'impressione che Scalfari abbia una idea di Dio un po' offuscata, ancora legata a vecchie credenze dove Dio viene "inventato" e ricercato dall'uomo per fare fronte alla paura della morte.

Un Dio consolatore, quindi, che si fa cercare dall'uomo. L'autore, a pag 73 del libro, scrive: "Ma la paura, l'incertezza e l'angoscia di noi morituri hanno suggerito alla nostra mente la mirabile invenzione dell'oltremondo e dell'Ente infinito, eterno, misericordioso che lo presidia e che ci ha creato con immenso amore per farsi raggiungere da noi peccatori redenti e salvati."

La mia esperienza spirituale, tuttavia, mi porta a dire che non è così. Non è l'uomo peccatore che cerca Dio, non è Dio che si fa raggiungere dall'uomo peccatore, ma è Dio che cerca l'uomo e lo raggiunge incarnandosi nell'uomo, facendosi Uno con l'uomo stesso. E' Dio che si mette in cerca dell'uomo peccatore per mezzo dei profeti e in particolare della figura di Gesù, per amore. Non è quindi l'uomo che cerca Dio per salvarsi, ma è Dio che raggiunge l'uomo per salvarlo nei tempi e nei modi che solo Dio decide e stabilisce.

Alla fine del capitolo Scalfari dice: "Dio muore nel momento stesso in cui la sola verità pensabile - e relativa - si colloca nello sguardo dell'uomo. Dio muore nel momento in cui scopriamo d'averlo inventato per sfuggire la paura".Ha ragione. Sebbene Gesù inviti a non avere quella paura che porta l'uomo a inventarsi Dio, l'uomo tende a inventarsi Dio a propria immagine e somiglianza, secondo la propria volontà, proprio per sfuggire alla paura della morte e per dominare sull'uomo stesso.

Tuttavia Gesù invita l'uomo a non avere paura, perché Lui sa quanta paura di morire e quanta voglia di amore c'è nel cuore dell'uomo. Gesù non è una invenzione dell'uomo, ma è Dio stesso che si incarna in un uomo.

Io penso che la paura giochi un ruolo importante nel sentimento religioso dell'uomo, ma che sia l'ignoranza a portare l'uomo ad aver paura della morte e quindi ad inventarsi il Dio consolatore nella sua storia. La conoscenza della natura e delle leggi che regolano la fisica di questo mondo dovrebbe essere il fine di ogni uomo che vuole essere religioso oltre che scienziato e intellettuale. Tuttavia non credo sia possibile per l'uomo trovare il vero volto di Dio soltanto nella scienza e nelle sue leggi fisiche, perché è sempre Dio a fare il primo passo verso l'uomo e a rivelarsi per quello che è, nei termini e nei modi che stabilisce Lui.

Ma che cosa è la morte? Il dizionario De Mauro definisce la morte come: "Cessazione della vita nell’uomo, negli animali e in ogni altro organismo vivente". Dio è un organismo vivente. Allora vediamo cosa significa vita: "Condizione di ciò che vive, proprietà essenziale degli organismi viventi in quanto nascono, crescono, si riproducono e muoiono". La morte fa quindi parte della vita, secondo la definizione data dal dizionario De Mauro. Quindi, Dio, in quanto essere vivente, muore perché è un essere vivente (Gesù è il Figlio del Dio vivente). La dimostrazione della morte di Dio la dà lo stesso Gesù che muore in croce. Tuttavia, per morire, bisogna prima esistere, altrimenti non ha senso la morte di qualcosa che non esiste o non vive. Ma Dio, non solo muore, ma risorge anche (risurrezione: "il risorgere, il ritornare alla vita dopo la morte"). Dio è quindi eterno perché risorge, come Gesù ha saputo dimostrarci risorgendo, essendo Dio lui stesso.

Quindi, chi crede nella morte di Dio, di conseguenza non può non credere in Dio.




Un altro libro che sto leggendo e che ti raccomando è il Vangelo e Atti degli Apostoli nella versione Edizioni Paoline. L'introduzione generale è di Mons. Pietro Rossano, Vescovo Ausiliare di Roma.

copertina libro Vangelo e Atti degli Apostoli - Edizioni Paoline
Copertina libro del libro Vangelo e Atti degli Apostoli


Nella introduzione ai Vangeli, il Vescovo scrive: Se il lettore moderno del Vangelo, conclude l'istruzione della Commissione Biblica, "non pone mente a tutte queste cose che riguardano l'origine e la composizione dei Vangeli, e non farà debito uso di quanto di buono gli studi recenti hanno apportato, non potrà ... scoprire quale sia stata l'intenzione degli autori sacri e che cosa abbiano realmente detto."

Il detto che troviamo scritto in tutti i tribunali: "la legge è uguale per tutti" è una balla spaziale, una presa in giro collettiva di vasta scala che più grande non si può, a mio avviso.

Ma quale legge ? La legge di Dio o quella degli uomini? Sono due cose completamente diverse. A quale legge si riferisce quella sentenza scritta nei tribunali ? No di certo alla legge di Dio, perché i tribunali appartengono ad uno Stato laico, non ad uno stato teocratico. I tribunali, con Dio e la sua legge, hanno poco a che vedere.

Se quella sentenza non fa riferimento alla legge di Dio, allora vuol dire che fa riferimento alla legge degli uomini. Sì! La legge degli uomini è quella a cui fanno riferimento i tribunali e, quella legge, purtroppo, non è uguale per tutti.

La sentenza: "la legge è uguale per tutti", riferita alla legge degli uomini, è la più colossale presa per i fondelli che l'uomo abbia mai concepito, dal mio punto di vista.

Il dizionario De Mauro dà diverse definizioni di "legge". Ma se per "legge" intendiamo la prima definizione del De Mauro: "principio normativo che regola il comportamento degli uomini", dobbiamo allora capire quale sia il principio normativo. In giurisprudenza si fa riferimento ai quattro codici (civile, penale, procedura civile, procedura penale), così come nella religione cristiana si fa riferimento ai quattro Vangeli (Matteo, Marco, Luca, Giovanni).

Poi bisogna capire cosa si intende per "tutti" e cosa si intende per "uguale".

Sempre il dizionario De Mauro dà diverse definizioni di "tutto". Se prendiamo la prima definizione di "tutto" troviamo: riferito a un sostantivo o a un pronome singolare, indica un'intera quantità o estensione di spazio o di tempo. "Tutti" è il plurale di "tutto" e "tutto", al singolare, indica una intera quantità o estensione nello spazio o nel tempo, mentre al plurale come pronome indica, con valore indeterminato, tutte le persone. E già da questa definizione di "tutto" si può capire che un principio normativo che regola il comportamento di tutte le persone non può essere uguale per una intera quantità di persone con estensione nello spazio o nel tempo.

Tanto più se consideriamo la definizione di "uguale" che dà il dizionario De Mauro in merito alla "legge", come esempio: che è sempre lo stesso nonostante la diversità di condizioni: la legge è u. per tutti; Si vuole che la legge sia sempre la stessa nonostante le diversità di condizioni. Ma questo non è possibile se consideriamo l'estensione spazio-temporale di "tutto-tutti". Infatti le leggi cambiano nel tempo e ciò che era valido in un certo tempo, per un certo numero di persone, non lo può più essere in un tempo successivo per un altro numero di persone.

Ad esempio, se mio nonno, 80 anni fa, poteva costruirsi la casa senza fare la dichiarazione di inizio attività (Dia), io oggi non lo posso più fare, senza una Dia, e quindi la legge che era valida per mio nonno, non vale più per me e un domani potrà essere diversa per un'altra persona. Di conseguenza, la legge degli uomini non è uguale per tutti.

Allo stesso modo la legge non può essere sempre la stessa nonostante le diversità di condizioni, perché in certe condizioni, certe leggi non si possono applicare, rendendo quindi vana la legge stessa. La legge che consente ad un vedente di guidare un'auto, per esempio, non lo consente ad un cieco, perché le condizioni sono diverse e quindi anche la legge è diversa.

Se invece consideriamo la legge di Dio, intendendo per legge di Dio, le leggi di natura e quella contenuta nella Bibbia, in particolare nel Vangelo, ci accorgiamo che quella legge è uguale per tutti, anche se apparentemente può sembrare diversamente, considerando la dimensione spazio-temporale. Per dimostrarlo basta considerare il destino che Dio ha riservato ad ogni uomo.

Il destino che Dio ha riservato all'uomo è la morte carnale, salvo poi risorgere. Una legge alla quale nessun uomo può sfuggire, nemmeno Gesù morto in croce. Si tratta quindi di una legge uguale per tutti, sia nello spazio che nel tempo. La morte carnale è legge di Dio. Ma se qualcuno preferisce, può chiamarla legge di natura. Ma poiché, per il credente, la natura è stata creata da Dio, è una legge di Dio. In questo modo si comprende meglio cosa vuol dire la sentenza: "legge uguale per tutti". Dio, con la morte, non sgarra con nessuno e non fa favoritismi di alcun genere.

Siccome però Gesù è risorto, e poiché la legge di Dio è l'unica ad essere uguale per tutti, come abbiamo visto con la morte, allora visto che Gesù è risorto, segue che tutti risorgono.

La legge di Dio è anche la legge di Mosè, la quale afferma che il Cristo rimane in eterno (dimensione temporale). Tuttavia Gesù non è altro che Dio incarnato. Cosa risponde in merito alla legge?

Mt.22,36-40«Maestro, qual è il più grande comandamento della legge?». Gli rispose: «Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente. Questo è il più grande e il primo dei comandamenti. E il secondo è simile al primo: Amerai il prossimo tuo come te stesso. Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti».

La legge di Dio è dunque la legge dell'amore dalla quale nessun uomo si può sottrarre se non vuole morire. Amore e morte sono quindi leggi di Dio uguali per tutti, sia nello spazio ("Andate in tutto il mondo e predicate il vangelo ad ogni creatura" Marco 16,15 ) che nel tempo (In verità vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà neppure un iota o un segno dalla legge, senza che tutto sia compiuto.Matteo 5,18)

Per cui sarebbe ora di correggere al più presto quella ipocrita sentenza contenuta nei tribunali, sopra o sotto il crocifisso, sostituendola con la seguente: "La legge di Dio è uguale per tutti: amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente. Amerai il prossimo tuo come te stesso.".

E' chiaro il concetto? E c'è poco da scherzare, perché la verità va riaffermata.

Video. La giustizia secondo il Vangelo

www.solidarity-mission.it

Zeitgeist è un video di due ore che gira su Internet contro la religione e contro la Chiesa cattolica per dimostrare che Gesù non è mai esistito e Dio non è amore, ma sarebbe una antropomorfizzazione del dio Sole e che la Bibbia non sarebbe altro che una allegoria della meccanica celeste i cui personaggi, da Mosè a Gesù, ricalcano quelli di precedenti civiltà e religioni antiche. Il video è interessante e stimolante, ma io non ne condivido le tesi.

Basta ragionarci sopra un poco per capire che le tesi del video sono una contraddizione, sebbene diano interessanti spunti per comprendere meglio la verità della Bibbia.

Secondo il video, Gesù non sarebbe altro che una allegoria del Sole. La sua morte e risurrezione dopo tre giorni non farebbe altro che richiamare il movimento del Sole durante l'anno, dove nel solstizio invernale il sole raggiunge il minimo nella volta celeste in corrispondenza della costellazione della croce, restando fermo per tre giorni, per poi rialzarsi. Questo fenomeno celeste corrisponderebbe o sarebbe stato codificato con la morte di Gesù in croce e la sua risurrezione dopo tre giorni. La corona di spine non sarebbe altro che la corona solare dalla quale fuoriescono i raggi solari.

Inoltre i miracoli di Gesù come la moltiplicazione dei pesci e le pesche miracolose sarebbero dei segni allegorici per contraddistinguere l'inizio dell'era dei pesci che secondo la precessione degli equinozi verrebbe a coincidere all'incirca con il periodo storico in cui è nato Gesù.

Interessante l'interpretazione che dà il video del passo evangelico di Luca 22,10: "Ed egli rispose: "Appena entrati in città, vi verrà incontro un uomo che porta una brocca d'acqua. Seguitelo nella casa dove entrerà". Anche qui quel passo sarebbe una codifica temporale dell'era dell'acquario per dire che dopo l'era dei pesci viene l'era dell'acquario nella precessione degli equinozi. Quell'uomo che porta una brocca d'acqua può essere interpretato in diversi modi: uno di questi potrebbe fare riferimento proprio alla precessione degli equinozi in riferimento alla costellazione dell'acquario, dove l'acqua rappresenta il lavaggio, la purificazione, il battesimo, ecc. (la lavanda dei piedi e la samaritana al pozzo sono episodi del Vangelo da cui possiamo trarre un significato escatologico anche in questo senso).

Questa interpretazione conferma e dimostra che Gesù dice la verità. Infatti è vero che nel movimento precessionale della terra rispetto al sole agli equinozi, la costellazione dell'acquario viene dopo la costellazione dei pesci. Ciò dimostra che Gesù è la verità e non c'è inganno in quello che dice. Se è vero quello, a maggior ragione sono vere le parole di Gesù. Non si può negare la verità. Evidentemente Gesù conosceva la precessione degli equinozi e ha voluto dircelo con quel fatto storico.

Quando è stata scoperta la precessione degli equinozi? Ufficialmente la scienza fa risalire la scoperta ad un astronomo greco di nome Ipparco nel primo o secondo secolo a.c., almeno l'osservazione visiva del fenomeno, ma non il calcolo. Tuttavia civiltà più antiche come i Maya hanno dimostrato di conoscere il fenomeno e di averlo saputo calcolare a modo loro con i calendari.

Sebbene il video intenda dimostrare che le religioni sottomettono l'uomo, rendendolo schiavo e succube al loro volere, in realtà il video non fa altro che dimostrare la verità contenuta nella Bibbia. La Bibbia può essere interpretata anche con un occhio al cielo, alla volta celeste, dove il riferimento alle stelle, ai pianeti e alla meccanica celeste ci spiega una verità che non è solo quella del cielo, ma è anche quella della terra, come dice Gesù: "sia fatta la tua volontà come in cielo e così in terra" nella preghiera del Padre Nostro, ma anche nella carne come nello Spirito.

La religione, se correttamente interpretata, non sottomette e non schiavizza l'uomo, ma lo libera e lo salva. Chi sottomette e schiavizza l'uomo non è la religione, ma sono gli Stati, come è sempre avvenuto nella Storia. Sono gli Stati, semmai, che si servono della religione e delle sue false interpretazioni, per tenerti sotto controllo e condurti alla rovina, ma la religione di per sè, è una liberazione. Gli Imperi, da quello romano a quello napoleonico, le dittature, da quella fascista a quella comunista, sottomettono e incatenano l'uomo facendo spesso leva sulla negazione della religiosità o su forme pagane e immature, privandolo della sua dignità e della sua libertà creativa, rendendolo così succube di una entità a lui avulsa dove l'asservimento alle leggi va spesso contro i più grandi valori di libertà spirituale a cui l'uomo anela.

Non dimentichiamo
che Gesù violava la legge, soprattutto la legge del sabato e per aver violato la legge del sabato, al fine di poter guarire la mano malata di un uomo e poterlo quindi salvare, è stato condannato a morte dallo "Stato" allora rappresentato da farisei e maestri della legge, ma anche da Ponzio Pilato.

Pensaci quindi se ti capita di vedere quel film e non lasciarti ingannare, ragiona con la tua testa e renditi conto che la prima parte del video contraddice la seconda parte e la seconda parte di quel video contraddice la prima parte.

Chi ha interesse a screditare la religione, soprattutto quella cristiana, non è la Chiesa, ma lo Stato politico, gli Stati più dispotici e con tendenze dittatoriali, perché gli Stati (pensa a quello cinese dove Internet è spesso censurata) sanno che la religione, soprattutto quella cristiana, non è l'oppio dei popoli, ma è una minaccia per lo Stato stesso, uno strumento di liberazione dell'uomo dal giogo dei poteri forti (non dimenticare il ruolo dei cristiani e del Cristianesimo nella caduta dell'Impero Romano).

Per cui, caro cristiano, io ti avviso, Gesù ti libera pacificamente, gli Stati ti sottomettono legalmente (la burocrazia, per esempio, è una delle tante forme di sottomissione che gli Stati da noi costituiti usano per soggiogare i suoi cittadini, rendendoli servi inutili). Scegli dunque se preferisci restare sottomesso alle leggi burocratiche di uno Stato o se preferisci essere liberato da Gesù, riprendendoti quella libertà spirituale che trova nell'amore verso Dio e verso il prossimo la sua massima espressione.

In fondo la storia della salvezza parte dalla liberazione del popolo di Israele dalla schiavitù dell'Egitto (forma primordiale di Stato dispotico). E' Dio che conduce il suo popolo (la Chiesa) fuori dall'Egitto, dove era tenuto schiavo, attraverso un cammino "spirituale" che culmina con la venuta di Gesù in mezzo a noi.

Per concludere riporto un passo del Papa tratto dalla Spe Salvi, spiritualmente molto profondo e che a me piace tanto, per sottolineare che il Dio-Persona del Cristianesimo rende l'uomo libero: "Non sono gli elementi del cosmo, le leggi della materia che in definitiva governano il mondo e l'uomo, ma un Dio personale governa le stelle, cioè l'universo; non le leggi della materia e dell'evoluzione sono l'ultima istanza, ma ragione, volontà, amore - una Persona. E se conosciamo questa Persona e Lei conosce noi, allora veramente l'inesorabile potere degli elementi materiali non è più l'ultima istanza; allora non siamo schiavi dell'universo e delle sue leggi, allora siamo liberi."

Cristiano cretino

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Leggendo sui giornali, su Internet e in TV sento dire che il matematico Odifreddi ha definito il cristiano un cretino, forse da un punto di vista etimologico. E' vero, il cristiano è un cretino, forse non solo da un punto di vista etimologico.

Infatti in etimologia la parola "cretino" deriva dalla parola "cristiano". Questo lo diceva già lo scrittore Vittorio Messori 25 anni fa nel suo libro "Scommessa sulla morte", edizioni SEI, dove gli ha dedicato, a pagina 325 del libro, un paragrafo intitolato: Cristiano-cretino.

Ma vediamo cosa scriveva Vittorio Messori nel lontano 1982 in quel paragrafo del libro.

C'è, nella Chiesa, chi vorrebbe nasconderlo; c'è chi, se costretto, lo ammette a mezza voce. Eppure è un fatto: la parola "cretino" deriva direttamente da "cristiano".

Messori continua:

Ma perché, secondo quella spia infallibile che è la lingua, il cristiano è un cretino? Perché lo si è creduto tale sin da subito, come già si legge nelle lettere di Paolo? Il quale tra l'altro, invece di indignarsi ammette che è vero: sì, si è cristiani perché si presta fiducia ad una "cretinata".

Non è forse da "cretini" - da "somari" inginocchiarsi davanti a quel disgraziato che la croce degradava ufficialmente (lo sanciva il diritto romano) da persona ad animale, anzi a cosa? Questa immagine svilita e avvilente di Dio è infatti uno scandalo intollerabile per gli altri monoteismi: per l'islamismo con il suo Allah inaccessibile; ma anche per l'ebraismo con il suo Javhè così vicino ad Israele e insieme così lontano da non poter neppure pronunciarne il nome.

Messori poi aggiunge qualcosa che fa riflettere sul significato del crocefisso. Così scrive:

Insistono tutte le artes morendi cristiane: dal suo letto, il malato deve poter vedere un crocefisso. E' tra le condizioni indispensabili, suggerite dall'esperienza diretta di quegli autori ; nè si può dar loro torto.

Al di fuori di quella morte, c'è qualche altra vista al mondo che possa dire altrettanto a chi muore? Si chiede l'autore del libro.

"Solo Dio che soffre può venire in aiuto", ripeteva dal fondo della sua cella Dietrich Bonhöffer, citando quel che sappiamo della lettera agli Ebrei: " proprio per essere stato messo alla prova ed avere sofferto personalmente, egli è in grado di venire in aiuto a quelli che subiscono la prova ..."

Io posso, devo ribellarmi a un Dio che troneggia in una beatitudine indisturbata o in una trascendenza apatica. Ma non posso ribellarmi al Dio che nella sofferenza di Gesù mi ha rivelato tutta la sua com-passione.

Vittorio Messori conclude il paragrafo scrivendo:

"Non dimenticarlo: il cristianesimo non è parole ma fatti. Ora: la morte è un fatto, il più concreto e terribile dei fatti. Puoi cercare ovunque, ma troverai soltanto la risposta cristiana che a quel fatto opponga un altro fatto."

Quel fatto è la risurrezione di Gesù avvenuta il terzo giorno.

Cosa può opporre la matematica e la logica all'irrazionalità della morte, se non un altro fatto irrazionale e fuori da ogni logica quale è la risurrezione in cui crede il cristiano cretino?

Nel cielo apparve poi un segno grandioso: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e sul suo capo una corona di dodici stelle. Era incinta e gridava per le doglie e il travaglio del parto.

Allora apparve un altro segno nel cielo: un enorme drago rosso, con sette teste e dieci corna e sulle teste sette diademi; la sua coda trascinava giù un terzo delle stelle del cielo e le precipitava sulla terra. Il drago si pose davanti alla donna che stava per partorire per divorare il bambino appena nato. Essa partorì un figlio maschio, destinato a governare tutte le nazioni con scettro di ferro, e il figlio fu subito rapito verso Dio e verso il suo trono. Apocalisse 12,1-4

Vidi salire dal mare un mostro che aveva dieci corna e sette teste, sulle corna dieci diademi e su ciascuna testa un titolo blasfemo. La bestia che io vidi era simile a una pantera, con le zampe come quelle di un orso e la bocca come quella di un leone. Il drago le diede la sua forza, il suo trono e la sua potestà grande. Una delle sue teste sembrò colpita a morte, ma la sua piaga mortale fu guarita.
Allora la terra intera presa d'ammirazione, andò dietro alla bestia. Apocalisse 13,1-3

Vidi poi salire dalla terra un'altra bestia, che aveva due corna, simili a quelle di un agnello, che però parlava come un drago. Essa esercita tutto il potere del mostro in sua presenza e costringe la terra e i suoi abitanti ad adorare, come un dio, il mostro la cui ferita mortale era guarita. Operava grandi prodigi, fino a fare scendere fuoco dal cielo sulla terra davanti agli uomini. Apocalisse 13,11-13

Qui sta la sapienza. Chi ha intelligenza calcoli il numero del mostro, un numero che corrisponde a un uomo. Il numero è seicentosessantasei. Apocalisse 13,18.

Allora uno dei sette angeli che hanno le sette coppe mi si avvicinò e parlò con me: "Vieni, ti farò vedere la condanna della grande prostituta che siede presso le grandi acque. Con lei si sono prostituiti i re della terra e gli abitanti della terra si sono inebriati del vino della sua prostituzione". L'angelo mi trasportò in spirito nel deserto. Là vidi una donna seduta sopra una bestia scarlatta, coperta di nomi blasfemi, con sette teste e dieci corna. La donna era ammantata di porpora e di scarlatto, adorna d'oro, di pietre preziose e di perle, teneva in mano una coppa d'oro, colma degli abomini e delle immondezze della sua prostituzione.

Sulla fronte aveva scritto un nome misterioso: "Babilonia la grande, la madre delle prostitute e degli abomini della terra". E vidi che quella donna era ebbra del sangue dei santi e del sangue dei martiri di Gesù. Al vederla, fui preso da grande stupore. Ma l'angelo mi disse: "Perché ti meravigli? Io ti spiegherò il mistero della donna e della bestia che la porta, con sette teste e dieci corna.

La bestia che hai visto era ma non è più, salirà dall'Abisso, ma per andare in perdizione. E gli abitanti della terra, il cui nome non è scritto nel libro della vita fin dalla fondazione del mondo, stupiranno al vedere che la bestia era e non è più, ma riapparirà.

Qui ci vuole una mente che abbia saggezza. Le sette teste sono i sette colli sui quali è seduta la donna; e sono anche sette re.

I primi cinque sono caduti, ne resta uno ancora in vita, l'altro non è ancora venuto e quando sarà venuto, dovrà rimanere per poco. Quanto alla bestia che era e non è più, è ad un tempo l'ottavo re e uno dei sette, ma va in perdizione. Le dieci corna che hai viste sono dieci re, i quali non hanno ancora ricevuto un regno, ma riceveranno potere regale, per un'ora soltanto insieme con la bestia. Questi hanno un unico intento: consegnare la loro forza e il loro potere alla bestia.

Essi combatteranno contro l'Agnello, ma l'Agnello li vincerà, perché è il Signore dei signori e il Re dei re e quelli con lui sono i chiamati, gli eletti e i fedeli". Poi l'angelo mi disse: "Le acque che hai viste, presso le quali siede la prostituta, simboleggiano popoli, moltitudini, genti e lingue.

Le dieci corna che hai viste e la bestia odieranno la prostituta, la spoglieranno e la lasceranno nuda, ne mangeranno le carni e la bruceranno col fuoco.

Dio infatti ha messo loro in cuore di realizzare il suo disegno e di accordarsi per affidare il loro regno alla bestia, finché si realizzino le parole di Dio.

La donna che hai vista simboleggia la città grande, che regna su tutti i re della terra". Apocalisse 17,1-18


In questi episodi dell'Apocalisse Giovanni fa voli pindarici nel tempo e nello spazio. Ha delle visioni, ma la sua visione principale e reale è l'incendio di Roma antica (la donna ovvero l'Impero romano) che interpreta come una condanna di Dio per la sua dissolutezza e per la persecuzione da lei portata avanti nei confronti dei primi cristiani (l'agnello).

Giovanni lo dice chiaramente: le sette teste sono i sette colli sui quali la donna è seduta. sono anche sette re.
Il riferimento alla Roma antica è evidente. La città di Roma si estende su sette colli ed è stata fondata da sette re: i famosi sette re di Roma: Romolo (753 a.C. - 716 a.C.) Numa Pompilio (715 a.C. - 674 a.C.) Tullo Ostilio (673 a.C. - 641 a.C.) Anco Marzio (640 a.C. - 616 a.C.) Tarquinio Prisco (616 a.C. - 579 a.C.) Servio Tullio (578 a.C. - 535 a.C.) Tarquinio il Superbo (535 a.C. - 510 a.C.), secondo la mitologia storica.

Nel testo del link si legge: "L'ottavo re - La tradizione ricorda che i re furono sette, non citando tra questi Tito Tazio, che pure fu associato a Romolo, e quindi regnò, anche se per un solo anno, col suo collega sulla Città Eterna. ". Infatti ne fa riferimento Giovanni nell'Apocalisse quando dice: "Le sette teste sono i sette colli sui quali è seduta la donna; e sono anche sette re. I primi cinque sono caduti, ne resta uno ancora in vita, l'altro non è ancora venuto e quando sarà venuto, dovrà rimanere per poco". Apocalisse 17,10. E' chiaro il volo pindarico nel tempo fatto da Giovanni.

I sette re sono anche i sette colli sui quali la città di Roma si estende: Aventino, Palatino, Quirinale, Viminale, Celio, Esquilino, Campidoglio.

E' chiaro il riferimento alla Città di Roma contenuto nel libro dell'Apocalisse di Giovanni, la quale però, non viene mai nominata esplicitamente, forse per paura di ritorsioni da parte del potere dell'Impero. Giovanni vede Roma bruciare nel grande incendio di Roma e lo interpreta come la punizione di Dio nei confronti della città e quell'episodio storico lo ispira nello scrivere l'Apocalisse: per questo, in un solo giorno, verranno su di lei questi flagelli: morte, lutto e fame; sarà bruciata dal fuoco, poiché potente Signore è Dio che l'ha condannata. Apocalisse 18,8-9 - 18: "guarderanno il fumo della città incendiata e diranno: non c'è mai stata una città grande come questa".

Il drago e il mostro che sale dal mare è quindi la Roma antica guarita dalla ferita mortale inflittagli nel 390 ac. dall'invasione dei Galli che distrussero la cità e che poi fu ricostruita per diventare quello che è diventata durante l'Impero romano, conquistando dal mare l'Egitto e poi la Palestina.

La bestia che sale dalla terra e che esercita tutto il potere del mostro (Roma) in sua presenza è per Giovanni, probabilmente, l'autorità religiosa ebraica di quel tempo, sottomessa al potere di Roma e che ha fatto condannare Gesù da Pilato.

Roma, faceva pagare le tasse ai suoi sudditi, così si spiega il riferimento al 666, il numero del mostro, contenuto nell'Antico Testamento e che fa riferimento a Salomone, il re che faceva pagare le tasse ai suoi sudditi. Nel nostro caso, probabilmente fa riferimento a Cesare (il potente imperatore romano che faceva pagare le tasse agli ebrei) e simboleggia il dio denaro. Infatti l'unico passo della bibbia che fa da riferimento è quello che indica la potenza di Re Salomone, il quale riceveva i tributi dai popoli assoggettati (I Re 10:14): ora il peso dell'oro che Salomone riceveva ogni anno era di seicentosessantasei talenti d'oro.

Del resto fu Roma che introdusse il soldo, il denaro nel commercio marittimo nel terzo secolo a.c, intorno al 330 a.c. Quel denaro, nel corso del tempo, divenne un dio, il dio denaro. Ed è al dio denaro raffigurato dall'Imperatore Cesare, il quale stampava la sua immagine sulle monete, che si riferisce Giovanni nell'Apocalisse con quel numero 666: il mostro.

Quindi, Giovanni vede l'incendio di Roma del 64 d.c e ripensa alla storia di Roma antica, la ricostruisce in termini allegorici e simbolici, considera la sua potenza, l'introduzione della moneta e del denaro al posto del baratto, osserva la sua ricchezza, la sua iniquità, il suo lusso, la sua persecuzione nei confronti dei primi cristiani e vede, nell'incendio di Roma e nella conseguente distruzione della città, la punizione di Dio nei confronti della "Grande prostituta", la "babilonia", la "donna" ovvero l'Impero Romano.

Al posto della "grande prostituta o Babilonia" simboleggiata dall'Impero Romano, Giovanni vede nascere la nuova donna celeste, la città celeste, la Gerusalemme celeste, la Chiesa di Gesù.

Su Punto Informatico, quotidiano online di informatica, ho recentemente letto un articolo dal titolo: Offese alla religione, sequestrati due forum italiani, dove leggo:

" Il gruppo di discussione id158875 è stato sottoposto a sequestro preventivo con provvedimento n.10612/06rg.nr disposto dalla Procura della Repubblica di Catania". Questo il messaggio che da alcune ore accoglie gli utenti di due gruppi di discussione dei forum pubblicati da ADUC, l'Associazione dei consumatori e degli utenti. Non capita spesso che in Italia vengano posti sotto sequestro forum aperti a qualunque utente internet".

Dietro alla chiusura ci sta la segnalazione alla procura della Repubblica di Catania della associazione Meter Onlus di Don Fortunato di Noto, il quale, come riportato su PI, dice: "non si tratta assolutamente di censura. Ma teniamo presente che quei forum contenevano messaggi di una pesantezza e di una volgarità eccezionale, rivolti non solo contro la fede cristiana ma anche contro altre fedi".

Mi sembra di essere ritornato ai tempi della Santa Inquisizione. E' vero, ho avuto occasione di navigare sui forum dell' Aduc e il disprezzo che ho trovato verso la fede e la religione in molti di quei messaggi è notevole. Sebbene non condivida molti interventi che compaiono sui forum dell'Aduc in merito a tematiche religiose, ritengo che la chiusura dei forum sia un atto contro Dio, più che un atto contro il forum e i suoi gestori.

Non bisogna aver paura degli uomini e di quello che scrivono o dicono, a quelli ci pensa Dio. Chiudere quei forum, servendosi della legge dello Stato, secondo me, dimostra mancanza di fede in Dio. Dimostra che l'uomo non ha fede nella capacità di Dio di fare giustizia e ha bisogno di ricorrere alla giustizia degli uomini.

Se credi in Dio, credi anche nella Sua giustizia e non nella giustizia della legge, dello Stato, degli uomini. Soltanto la giustizia di Dio è giusta, per chi crede in Lui. La giustizia degli uomini e dei tribunali ha condannato a morte Gesù sulla croce e questo dovrebbe fare riflettere chi di Gesù vuole essere testimone.

Mi dispiace quindi che quella segnalazione abbia portato alla chiusura dei forum dell'Aduc. Mi dispiace, perché come programmatore di computer, gestore di forum su alcuni siti di Internet, potrebbe succedere anche a me che a qualcuno venga in mente di denunciarmi per quello che dico o che altri partecipanti dicono, perché non gli piace e ritiene offensive e volgari le affermazioni in essi contenute. Sono azioni che non giovano alla diffusione del messaggio evangelico, ma anzi contribuiscono a creare un clima di ripugnanza e avversione verso il cristiano cattolico che in questo modo si trova sempre più solo e isolato, dove il messaggio di salvezza di Gesù sarà sempre più difficile farlo comprendere e vivere agli uomini di questo mondo, perché viene a mancare la misericordia.

Tutto crolla

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E' crollato il campanile della mia parrocchia sulla chiesa.

La chiesa crollata

Quel campanile, sentinella delle alpi piemontesi, punto di riferimento per tanti contadini, con il suo orologio e il suono delle sue campane scandiva il tempo e ci accompagnava nella gioia e nel dolore, ora non c'è più, miseramente crollato sulla piazza antistante e sulla chiesa, distruggendo la facciata, il tetto e l'organo.

Quel campanile, malandato da tempo, era stato messo in sicurezza e imbragato in una struttura che avrebbe dovuto sostenerlo in attesa di una massiccia ristrutturazione di rinforzo, ma non è servita a niente. Tempo e soldi buttati al vento. Gli ingegneri e i progettisti con tanto di laurea e iscrizione agli albi professionali non hanno saputo fare i calcoli con Dio.

L' amore per i fratelli

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Dalla prima lettera di Giovanni

Fin da principio vi abbiamo insegnato questo: che dobbiamo amarci gli uni gli altri. Allora non facciamo come Caino: egli apparteneva al diavolo e uccise Abele suo fratello. Sapete perché lo uccise? Perché le opere di Caino erano cattive e quelle di Abele erano buone. Fratelli non meravigliatevi se il mondo vi odia. Noi sappiamo che dalla morte siamo passati alla vita. La prova è questa: che amiamo i nostri fratelli. Chi non ama il prossimo è ancora sotto il dominio della morte. Chi odia il prossimo è un assassino. Voi lo sapete: se uno uccide il prossimo, la vita eterna non rimane in lui.

Noi abbiamo capito che cosa vuol dire amare il prossimo, perché Cristo ha dato la sua vita per noi. Anche noi dobbiamo dare la nostra vita per i fratelli. Se uno ha di che vivere e vede un fratello bisognoso, ma non ha compassione e non lo aiuta, come fa a dire: "Io amo Dio ?". Figli miei, vogliamoci bene sul serio, a fatti. Non solo a parole o con bei discorsi.

Ecco come sapremo che la verità ci ha generati. Allora non avremo più paura davanti a Dio. Anche se il nostro cuore ci condanna, Dio è più grande del nostro cuore. Egli conosce ogni cosa. Se invece, miei cari, il nostro cuore non ci condanna, noi ci possiamo rivolgere a Dio con piena libertà. Da lui riceveremo tutto quello che gli domandiamo in preghiera, perché osserviamo i suoi comandamenti, e facciamo quello che a lui piace.

Il comandamento di Dio è questo: che crediamo in Gesù Cristo, suo Figlio, e che ci amiamo gli uni gli altri, come ci ha ordinato. Chi mette in pratica i suoi comandamenti rimane unito a Dio e Dio è con lui. La prova che Dio rimane presente in noi è questa: lo Spirito che Dio ci ha dato. (1 Giovanni 3, 11-24)

Dio promise ad Abramo che i suoi discendenti avrebbero avuto in eredità il mondo intero. Questa promessa fu fatta non perché Abramo avesse ubbidito alla legge, ma perhé Dio l'aveva considerato giusto a motivo della sua fede.
Se gli eredi fossero quelli che ubbidiscono alla legge di Mosè, la fede diventerebbe inutile e la promessa di Dio non avrebbe alcun senso. La legge infatti provoca la collera di Dio, ma dove non c'è nessuna legge non ci può essere nemmeno una disubbidienza.
Quindi, si diventa eredi della promessa di Dio perché si ha la fede. L'eredità è data per grazia. Solo così la promessa è assicurata a tutti i discendenti di Abramo. Non soltanto a quelli che hanno la legge, ma anche a quelli che hanno fede, come Abramo. Dice infatti la Bibbia: Ti ho fatto diventare padre di molti popoli.. (Romani 4, 13-21)
Egli è nostro padre dinnanzi a Dio, perché ha creduto in colui che fa rivivere i morti e chiama all'esistenza le cose che ancora non esistono. Al di là di ogni speranza umana, egli credette che sarebbe diventato padre di molti popoli, perché Dio gli aveva detto: molto numerosi saranno i tuoi discendenti. Abramo aveva allora circa cent'anni e si rendeva conto che il suo corpo e quello di Sara erano come morti, cioè incapaci di avere figli. Eppure continuò a credere. Egli non dubitò minimamente della promessa di Dio, anzi rimase forte nella fede e diede gloria a Dio: pienamente convinto che Dio era in grado di mantenere ciò che aveva promesso. Ecco perché Dio lo considerò giusto.

La religione e i soldi

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Dalla prima lettera di Paolo a Timoteo.

Sono queste le cose che tu devi insegnare e raccomandare.
Se qualcuno insegna diversamente, se non segue le sane parole di Gesù Cristo nostro Signore e l'insegnamento della nostra religione, è un superbo e un ignorante, un malato che va in cerca di discussioni e vuol litigare sulle parole.
Da queste cose nascono invidie, contrasti maldicenze, sospetti cattiverie e discussioni senza fine. Chi fa così è gente squilibrata lontana dalla verità. Essi pensano che la religione sia un mezzo per fare soldi.

Certo la religione è una grande ricchezza, per chi si accontenta di quel che ha. Perché non abbiamo portato nulla a questo mondo e non potremo portar via nulla.

Dunque quando abbiamo da mangiare e da vestirci, contentiamoci. Quelli invece che vogliono diventare ricchi, cadono nelle tentazioni, sono presi nella trappola di molti desideri stupidi e disastrosi, che fanno precipitare gli uomini nella rovina e perdizione. Infatti l'amore dei soldi è la radice di tutti i mali.

Alcuni hanno avuto un tale desiderio di possedere, che sono andati lontani dalla fede e si sono tormentati da se stessi con molti dolori. (1 Timoteo 6, 3-10)

Il quadrato magico del Sator è una frase palindroma ( sator arepo tenet opera rotas ) con le parole disposte a formare un quadrato e risalente forse ai tempi dei primi cristiani o forse anche prima. Si tratta di una frase misteriosa che può essere letta da sinistra a destra e dall'alto al basso. Il significato di quella frase è misterioso, ma pare abbia a che fare con il fatto che l'uomo decide cosa fare, ma Dio ne decide il destino. In quelle parole è nascosta la preghiera che Gesù ha insegnato ai suoi discepoli: il Padre Nostro e una profezia.

Che cosa è la religione e che cosa è la spiritualità, quali differenze ci sono? dove finisce la religione e comincia la spiritualità? La religione è un credo. Nel mondo ci sono molte di religioni: cristianesimo, buddismo, islamismo, ebraismo, ecc. Molto spesso la religione si limita all'osservazione e adempimento di riti e rituali con una serie di comportamenti cadenzati in date ben precise.

La spiritualità invece è qualcosa di più sfumato e inafferrabile, meno facile da ingabbiare in schemi predefiniti. La spiritualità arriva direttamente da Dio ed è un mistero, mentre la religione è un credo elaborato dagli uomini in conseguenza di una rivelazione divina. Secondo me è quella la differenza tra religione e spiritualità.

Il tuo volto, Signore, voglio far risplendere
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I sette colori dell'amore di Dio: Misericordia, Perdono, Carità, Provvidenza, Bontà, Giustizia, Fedeltà.
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