C'è più dignità nella morte o nella vita?

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Forse c'è più dignità nella morte che non nella vita, in questo mondo.

La morte non è dignitosa. Qualunque morte si porta dietro la negazione della vita. Tuttavia una vita non vissuta, una vita priva di libertà, una vita umiliata dalla sottomissione alla Legge, una vita dove la burocrazia ti toglie spazi di vita, rendendoti schiavo di regole e normative vessatorie, non è più vita, ma un preannuncio di morte. Una vita umiliata dagli adempimenti burocratici rende l'uomo un cadavere vivente, una sorta di robot che ubbidisce meccanicamente a dei freddi comandi, senza emozioni. Una vita senza emozioni è l'anticamera della morte.

A quel punto, che senso ha la vita per un uomo, per un essere vivente dotato di pensiero e coscienza, per non dire di spirito?

Ci sono persone che arrivano a rischiare la vita pur di vivere emozioni, perché le emozioni danno dignità alla vita. L'amore forse è tra le emozioni più grandi che si possano vivere rendendo la vita degna di essere vissuta.

Ma quando, con la negazione della libertà, con la sottomissione alla burocrazia imposta dalla Legge, privi l'uomo delle sue emozioni, sottraendogli il tempo di viverle, a quel punto la vita stessa perde di significato, rendendo la morte l'emozione più forte per sfuggire allo squallore della vita.

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