Matrimonio concordatario, unione di sacro e profano

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Il matrimonio religioso canonico della Chiesa cattolica è un sacramento sancito dal canone 1055 del Codice di Diritto Canonico che recita: "§1. Il patto matrimoniale con cui l'uomo e la donna stabiliscono tra loro la comunità di tutta la vita, per sua natura ordinata al bene dei coniugi e alla procreazione e educazione della prole, tra i battezzati è stato elevato da Cristo Signore alla dignità di sacramento. §2. Pertanto tra i battezzati non può sussistere un valido contratto matrimoniale, che non sia per ciò stesso sacramento."

Il Battesimo è un altro sacramento della Chiesa cattolica.

Ora, siccome giustamente il matrimonio religioso è un sacramento, tale deve restare. Il matrimonio è sacro. Ma vediamo quali sono le definizioni "laiche" di sacro e sacramento che il dizionario De Mauro dà: sacramento = "ciascuno dei riti religiosi propri del cristianesimo, considerati dai credenti come istituiti da Cristo per operare la salvezza dell'uomo", sacro = "che riguarda la presenza e le manifestazioni del divino, che si riferisce alla religione e al culto".

Quindi il sacramento è un rito religioso istituito da Cristo per la salvezza dell'uomo. Il Catechismo, però, va oltre e considera il sacramento come un segno della grazia, un sigillo spirituale attraverso il quale si accede alla vita divina, ovviamente sempre ai fini della salvezza dell'uomo.

Tuttavia il matrimonio religioso canonico, quando è concordatario, cioè quando produce effetti civili in virtù dall'art. 8 della legge 25 marzo 1985, n. 121, rischia di diventare una sorta di sacrilegio a mio avviso, perché il matrimonio cattolico concordatario unisce il sacro con il profano.

Vediamo le definizioni "laiche" di profano e sacrilegio che dà il dizionario De Mauro: profano = "che non ha carattere sacro, che appartiene alla sfera secolare, mondana, che non ha attinenza con la religione", sacrilegio = "profanazione di persone, cose o luoghi sacri".

Il sacrilegio è una profanazione, cioè il sacrilegio rende profano ciò che è sacro ed è un peccato contro il primo comandamento. Profano è ciò che non è sacro e non ha attinenza con la religione. Quando si realizza la profanazione del sacramento del matrimonio? Si realizza quando il sacerdote, durante il rito religioso del matrimonio, dà lettura degli articoli del Codice civile 143, 144 e 147 agli sposi, gli fa firmare l'Atto di Matrimonio e lo trasmette all'Ufficiale di stato civile. In questo modo unisce il sacro al profano.

Chiediamoci: il Codice civile è sacro? No! Il Codice civile appartiene alla sfera secolare dello Stato e non è sacro. Infatti la definizione di "secolare" data dal dizionario De Mauro è "che è proprio del secolo, della vita laica". Gli articoli del Codice civile fanno parte della laicità dello Stato e con il sacro non hanno nulla a che vedere.

Se dunque, Il peccato, tramite il sacramento del matrimonio, non domina più sugli sposi poiché non sono più sotto la legge, ma sotto la grazia (Romani 6,14), perché richiamare gli articoli della legge?

Gli articoli del Codice Civile citati sono articoli laici e civili, frutto degli uomini e vengono dopo la legge di Dio, non hanno nessuna sacralità.

E' come se, a chi decide di sposarsi in municipio, il Sindaco leggesse alcuni passi del Vangelo agli sposi. Non ha senso. Tanto varrebbe sposarsi in Chiesa a quel punto o in municipio nell'altro caso.

Non ti scandalizzare se dico che Il Matrimonio concordatario è un sacrilegio dal mio punto di vista. Secondo la mia sensibilità spirituale il matrimonio cattolico rende profano un sacramento o meglio, realizza una perfetta unione, un impasto tra ciò che è sacro e ciò che è profano con quella lettura degli articoli del Codice civile.

Io mi chiedo che bisogno ha un rito sacramentale di richiamare gli articoli laici e secolari del Codice civile. Gli articoli in questione riguardano i diritti e i doveri dei coniugi nei confronti del consorte, della famiglia e della prole. Diritti e doveri che dovrebbero già essere acquisiti nel Codice di Diritto Canonico in conseguenza del nuovo comandamento dato da Gesù, "amatevi gli uni gli altri", valido non solo nell'ambito esclusivo della famiglia ristretta, ma nell'ambito dell'umanità intera.

Per questo motivo il matrimonio concordatario, dal mio punto di vista, sconfina nel sacrilegio (per chi vuole essere cristiano), perché trascura l'amore universale, nuovo comandamento di Gesù e quindi di Dio, contemplandolo solo all'ambito ristretto ed esclusivo della famiglia monogamica costituita da marito, moglie e figli, trascurando (perché gli articoli del Cod. civ. richiamati non li contemplano) gli impegni e i doveri che ogni uomo credente o meno, non solo marito e moglie, si deve assumere nei confronti di tutti gli altri uomini (suoi fratelli) e non soltanto nei confronti dei propri figli e consorte.

Gesù spazia a 360 gradi, Lui non conosce confini, né limiti. Per amore si fanno pazzie. Perché citare gli articoli del Codice civile, quando il cristiano ha i quattro Vangeli a cui fare riferimento?

Proposta di matrimonio in volo.

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