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Dice for various games, especially for rolepla...

Dice for various games, especially for roleplaying games. Español: Dados en forma de poliedro regular (de 4, 6, 8, 10, 12, 20 y 100 caras) y el dado típico de 10 caras. (Photo credit: Wikipedia)

Che cosa è l'anima gemella?

Senti cosa dice Wikipedia a proposito: "Il concetto di 'anima gemella' è in genere associato all'implicazione che esista un solo partner amoroso predestinato per ciascuna persona, e quindi è affine e correlato a quello di vero amore." Bah. L'anima gemella, nell'immaginario collettivo, è associata al partner ideale, pura illusione umana, illusione non perché sia introvabile un'anima gemella o un partner ideale, ma perché l'anima è una sola, la tua. Non ci sono altre anime come la tua. Non esiste l'anima di scorta.

Senti invece cosa dice Gesù in merito all'anima (in inglese: soul, respiro vitale, respiro di Dio, vita):

Matteo 16,26:
Qual vantaggio infatti avrà l'uomo se guadagnerà il mondo intero, e poi perderà la propria anima? O che cosa l'uomo potrà dare in cambio della propria anima?

Marco 8,36-37:
Che giova infatti all'uomo guadagnare il mondo intero, se poi perde la propria anima?
E che cosa potrebbe mai dare un uomo in cambio della propria anima?

Matteo 10,28:
E non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l'anima; temete piuttosto colui che ha il potere di far perire e l'anima e il corpo nella Geenna.

Gesù non parla di "anima gemella" ma della propria anima.

Che giova infatti all'uomo guadagnare il mondo intero, se poi perde la propria anima?
Cazzo! Non ci avevo pensato.

E che cosa potrebbe mai dare un uomo in cambio della propria anima?
Appunto! Cosa posso dare io in cambio della mia anima, della mia vita?

Cosa vuol dire Gesù con quelle parole? Vuol dire che ogni uomo riceve da Dio una sola vita, ha soltanto una sola anima: la propria, alla quale si può unire, facendo attenzione a non lasciarsela scappare, cioè facendo attenzione a non perderla.

Te lo ripeto con parole diverse: Qual beneficio infatti avrà l'uomo se guadagnerà l'anima gemella, e poi perderà la propria vita? E quale anima gemella potrebbe mai dare un uomo in cambio della propria vita?

Capisci il concetto?

Hai capito? Non esiste l'anima gemella! Esiste soltanto la tua anima la quale si può unire ad un corpo che può essere il tuo corpo o il corpo mistico di Gesù, per formare una cosa sola con te o con lui. Quindi finiamola di prenderci per i fondelli con sta storia dell'anima gemella sulla quale le agenzie matrimoniali e di incontri fanno commercio illudendoti di trovare l'anima gemella che fa per te.

L'anima non sempre ha bisogno di un corpo, ma un corpo senza anima è un corpo morto.

E' il corpo che deve accettare l'anima alla quale unirsi. L'anima può fare a meno del corpo.



Ora veniamo alla domanda finale: chi è quel colui che ha il potere di fare perire l'anima e il corpo nella Geenna?

La Bibbia Tob (in riferimento a Luca 12, 5, nota b) attribuisce questo potere a Dio. Io non concordo, perché Dio è amore e l'amore non ha il potere di uccidere. L'amore non getta l'anima di nessuno nella Geenna, altrimenti che amore è? Sono invece i poteri forti, soprattutto il potere religioso, politico e mediatico e che possiamo identificare genericamente con Satana, che oltre a uccidere il corpo, hanno il potere di fare perire l'anima dell'uomo nella Geenna, nell'inferno, cioè in questo mondo, perché l'inferno, gli inferi, non sono altro che questo mondo che quei poteri forti controllano e condizionano abusivamente.

Quindi finiamola di prenderci per i fondelli.

(.)


Signore, ti chiedo di distruggere questo cazzo di mondo falso e ipocrita, poi venga il tuo regno, sia santificato il tuo nome e sia fatta la tua volontà. Grazie!

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Internet e matrimonio

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"Troppo internet? Nozze annullate". E' il titolo che il quotidiano di Torino: La Stampa, in un articolo di Maria Teresa Martinengo, comparso sul quotidiano il 20 febbraio 2011 nella cronaca di Torino, dedica al problema delle separazioni e dei divorzi.

Nel sottotitolo dell'articolo si legge: "Novità al tribunale ecclesiastico. A Torino matrimoni cancellati perché il marito era schiavo dei social network. Il giudice: 'Si tratta di menti troppo fragili, incapaci di vivere un rapporto, confinate nel loro mondo virtuale' ".

Nota come vengono strumentalizzate le parole del giudice a fini psicologici. Nota come i frequentatori dei social network vengono associati a menti troppo fragili, incapaci di vivere un rapporto reale. Elena Lisa, sempre dalle colonne de La Stampa, intervista lo psichiatra, dove titola, riportando le parole del professionista: "E' una malattia vera. Noi proponiamo la terapia di coppia".

IAD (Internet Addiction Disorder) è il nome che viene coniato dagli psichiatri per questa "malattia". Per loro si tratta di una droga. E io che pensavo che la religione fosse l'oppio dei popoli, ora scopro che è Internet con i suoi social network ad essere l'oppio dei popoli o meglio, l'oppio delle coppie.

"Menti troppo fragili, incapaci di vivere un rapporto reale", hai capito! Menti fragili, ma che vuol dire "mente fragile"? Ma poi su quale base questi giudici stabiliscono quale mente è fragile e quale è robusta ? Conosco psichiatri che sono divorziati o separati dal consorte, sono menti fragili pure loro? No! Si tratta semplicemente di persone che, maturando, sono cambiate e si sono stufate della solita minestra, cioè del consorte petulante e dei loro obblighi coniugali per vivere con maggiore spensieratezza e senso di avventura la propria vita anche nei social network. Sì, perché quando un rapporto di coppia diventa un cruccio o peggio una prigione, io mi chiedo: dove sta la schiavitù? Nel matrimonio o nei social network? Probabilmente in entrambi.

Questi pseudo-mariti che invece di pensare ad accudire il consorte e la prole, secondo gli impegni classici del matrimonio, si distraggono nei social network su Internet, facendo imbufalire le loro mogli, dimostrano quanto sia ipocrita l'istituto del matrimonio voluto da questa società patriarcale.

E' un po' anche la storia di Gesù-uomo che a trent'anni suonati, invece di pensare a sposarsi e a mettere su famiglia come si chiede ad un buon marito, andava in giro per la Palestina, socializzando con il popolo, facendo imbufalire non solo i farisei, ma anche i suoi famigliari che gli davano del matto.

"Gli angeli del cielo non si maritano e non si ammogliano", dice Gesù nel Vangelo di Luca e a ragion veduta.

Ma perché non ci può pensare la comunità, tutta la comunità cristiana, a prendersi cura delle mamme, dei papà e della loro prole? Troppo difficile o troppo impegnativo? Possiamo essere noi cristiani, cittadini del mondo, a prenderci cura l'uno dell'altro? Certo che possiamo. "Amatevi gli uni gli altri" è il comandamento nuovo di Gesù. Scriviamolo anche nella Costituzione, se ci crediamo! Alla luce di questo insegnamento, che bisogno c'è di sposarsi, se non quello di affermare un diritto di proprietà sul coniuge e sulla prole davanti alla comunità ? Che bisogno c'è di sancire con il matrimonio una unione che ha il sapore di un contratto commerciale e mercantile chiuso su se stesso, dove i contraenti alla fine restano abbandonati a loro stessi, in mezzo ad una società che se ne strafrega di prendersi cura l'uno dell'altro e di praticare una vera comunione dei beni?

Nel matrimonio, a mio avviso, la comunità cristiana scarica colpevolmente le proprie responsabilità di educazione e formazione della prole esclusivamente sulle spalle del marito e della moglie, cioè sui coniugi che, per rivendicare un loro diritto di proprietà esclusiva sui figli, accettano di buon grado, come contropartita sociale, tali incombenze, nell'illusione di proseguire la propria stirpe, senza valutare se poi hanno le forze e l'entusiasmo per sopportare tali oneri nel tempo, esclusivamente sulle proprie spalle.

La comunità cristiana che fa? Invece di assumersi le proprie responsabilità condividendo le responsabilità di educazione e formazione della prole, facendosi padre e madre l'uno dell'altro, insieme con i genitori, innalza una muraglia sociale biologica e psicologica, stando a guardare e a giudicare i coniugi che, nella separazione e nel divorzio, sanciscono il proprio fallimento e quello della famiglia.

Internet come del resto altre realtà tipiche del mondo lavorativo, riescono a mettere bene a nudo tali ipocrisie coniugali, comuni a molte comunità confessionali, da che mondo è mondo.

Dalla rete cattolica FattiSentire.net mi è arrivato l'invito a inserire nelle pagine del sito un banner a difesa del matrimonio:



Invito che accolgo e che rimetto nelle mani di Dio e alla sua volontà con le conseguenze che ne derivano.

Intanto ne approfitto per parlare del matrimonio.

Ne ho già parlato in diversi post precedenti, ma qui voglio cercare di capirne di più.

quando Gesù dice: "l'uomo non separi ciò che Dio unisce", che cosa vuol dire?

Matteo 19,6
Così che non sono più due, ma una carne sola. Quello dunque che Dio ha congiunto, l'uomo non lo separi.

Innanzitutto come fa l'uomo a sapere se una unione tra uomo e donna è voluta da Dio o da qualcun altro o è un capriccio di uno dei due o di entrambi? A chi lo va a chiedere? Al deputato agnostico, se non separato pure lui?

Allarghiamo l'inquadratura:

"Allora gli si avvicinarono alcuni farisei per metterlo alla prova e gli chiesero: «È lecito ad un uomo ripudiare la propria moglie per qualsiasi motivo?». Ed egli rispose: «Non avete letto che il Creatore da principio li creò maschio e femmina e disse: Per questo l'uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due saranno una carne sola? Così che non sono più due, ma una carne sola. Quello dunque che Dio ha congiunto, l'uomo non lo separi». Gli obiettarono: «Perché allora Mosè ha ordinato di darle l'atto di ripudio e mandarla via?». Rispose loro Gesù: «Per la durezza del vostro cuore Mosè vi ha permesso di ripudiare le vostre mogli, ma da principio non fu così. Perciò io vi dico: Chiunque ripudia la propria moglie, se non in caso di concubinato, e ne sposa un'altra commette adulterio»".

Ora qui c'è un inghippo di traduzione: il testo greco del Vangelo di Matteo riporta γυναίκα che significa "donna" e non "moglie" come invece riportato in molte traduzioni della Bibbia. Verificalo con Google Translate. Mentre moglie in greco si traduce con σύζυγος che è molto diverso. Per cui, a mio avviso, al termine "moglie" bisogna sostituire il termine "donna" per comprendere meglio il pensiero di Gesù e restare più fedeli al testo greco.

Il significato di donna è diverso da quello di moglie ai fini dell'interpretazione di ciò che Gesù voleva dire. Per cui, se i testi biblici vengono tradotti a seconda di come ci fa più comodo, il rischio di prendere cantonate esiste e bisogna procedere verificando la traduzione parola per parola.

Gesù nel Vangelo si rivolge a sua madre Maria chiamandola "donna" e non "madre" come sarebbe più logico attendersi. La parola greca è la stessa: γυναίκα e se traduciamo con "moglie" in un caso, dovremmo tradurre con "moglie" anche nel caso in cui Gesù si rivolge a sua madre, ma non si fa.

Giovanni 2,4
E Gesù rispose: «Che ho da fare con te, o donna? Non è ancora giunta la mia ora». In questo caso la traduzione dal greco è corretta. Come mai i traduttori non hanno tradotto estrapolando con: "Che ho da fare con te, o madre?", ma hanno lasciato correttamente il termine "donna"?

Si evince quindi che per Gesù, la madre e la moglie-donna sono la stessa cosa: una donna, perché il testo greco non distingue la madre dalla moglie con parole diverse, ma usa lo stesso termine: γυναίκα.

Dov'è che la dottrina cattolica identifica la sposa di Gesù? Nella Chiesa cattolica. Ma se la "moglie - donna" corrisponde con la madre Maria, in quanto il testo greco non fa distinzione nella terminologia, allora segue che la Chiesa cattolica è Maria, la madre di Gesù, oltre che sua sposa.

Quindi l'uomo non separi ciò che Dio ha unito. Che vuol dire? L'uomo non stia a perdere tempo a cercare di separare ciò che Dio ha unito e cioè Gesù alla Chiesa e la Chiesa a Gesù, perché tanto non ci riesce. Ciò che Dio unisce, l'uomo non può separarlo perché è una unione voluta da Dio. Se riesce a separarlo, vuol dire che non è una unione voluta da Dio.

Chiediti: in duemila anni di storia della Chiesa cattolica, l'uomo è riuscito a separare Gesù dalla Chiesa? No! La Chiesa è sempre lì con il suo sacramento dell'eucaristia. E' inutile che l'uomo si accanisca contro la Chiesa cattolica e contro suo marito e suo figlio Gesù. Loro sono una unione voluta da Dio e l'uomo non ci può fare niente.

A differenza del matrimonio concordatario invece dove marito e moglie, molto spesso, finiscono per divorziare o separarsi davanti al tribunale o davanti alla Sacra Rota che sancisce la nullità della loro unione a dimostrazione di unioni umane non volute da Dio ma solo dall'uomo, la Chiesa dimostra di essere una unione voluta da Dio. Quindi, una unione che l'uomo riesce a separare è una unione che non è stata voluta da Dio. E c'è poco da argomentare perché le vere unioni volute da Dio, l'uomo non le riesce a separare o a scalfire e quindi è inutile che ci perda tempo in tentativi di separazioni che rischiano soltanto di irritare Dio e di mettersi contro di Lui.

Infatti in Atti degli Apostoli cap. 5,34-39, cosa si legge ?

"Si alzò allora nel sinedrio un fariseo, di nome Gamaliele, dottore della legge, stimato presso tutto il popolo. Dato ordine di far uscire per un momento gli accusati, disse: «Uomini di Israele, badate bene a ciò che state per fare contro questi uomini. Qualche tempo fa venne Tèuda, dicendo di essere qualcuno, e a lui si aggregarono circa quattrocento uomini. Ma fu ucciso, e quanti s'erano lasciati persuadere da lui si dispersero e finirono nel nulla. Dopo di lui sorse Giuda il Galileo, al tempo del censimento, e indusse molta gente a seguirlo, ma anch'egli perì e quanti s'erano lasciati persuadere da lui furono dispersi. Per quanto riguarda il caso presente, ecco ciò che vi dico: Non occupatevi di questi uomini e lasciateli andare. Se infatti questa teoria o questa attività è di origine umana, verrà distrutta; ma se essa viene da Dio, non riuscirete a sconfiggerli; non vi accada di trovarvi a combattere contro Dio!»".

Il matrimonio religioso canonico della Chiesa cattolica è un sacramento sancito dal canone 1055 del Codice di Diritto Canonico che recita: "§1. Il patto matrimoniale con cui l'uomo e la donna stabiliscono tra loro la comunità di tutta la vita, per sua natura ordinata al bene dei coniugi e alla procreazione e educazione della prole, tra i battezzati è stato elevato da Cristo Signore alla dignità di sacramento. §2. Pertanto tra i battezzati non può sussistere un valido contratto matrimoniale, che non sia per ciò stesso sacramento."

Il Battesimo è un altro sacramento della Chiesa cattolica.

Ora, siccome giustamente il matrimonio religioso è un sacramento, tale deve restare. Il matrimonio è sacro. Ma vediamo quali sono le definizioni "laiche" di sacro e sacramento che il dizionario De Mauro dà: sacramento = "ciascuno dei riti religiosi propri del cristianesimo, considerati dai credenti come istituiti da Cristo per operare la salvezza dell'uomo", sacro = "che riguarda la presenza e le manifestazioni del divino, che si riferisce alla religione e al culto".

Quindi il sacramento è un rito religioso istituito da Cristo per la salvezza dell'uomo. Il Catechismo, però, va oltre e considera il sacramento come un segno della grazia, un sigillo spirituale attraverso il quale si accede alla vita divina, ovviamente sempre ai fini della salvezza dell'uomo.

Tuttavia il matrimonio religioso canonico, quando è concordatario, cioè quando produce effetti civili in virtù dall'art. 8 della legge 25 marzo 1985, n. 121, rischia di diventare una sorta di sacrilegio a mio avviso, perché il matrimonio cattolico concordatario unisce il sacro con il profano.

Vediamo le definizioni "laiche" di profano e sacrilegio che dà il dizionario De Mauro: profano = "che non ha carattere sacro, che appartiene alla sfera secolare, mondana, che non ha attinenza con la religione", sacrilegio = "profanazione di persone, cose o luoghi sacri".

Il sacrilegio è una profanazione, cioè il sacrilegio rende profano ciò che è sacro ed è un peccato contro il primo comandamento. Profano è ciò che non è sacro e non ha attinenza con la religione. Quando si realizza la profanazione del sacramento del matrimonio? Si realizza quando il sacerdote, durante il rito religioso del matrimonio, dà lettura degli articoli del Codice civile 143, 144 e 147 agli sposi, gli fa firmare l'Atto di Matrimonio e lo trasmette all'Ufficiale di stato civile. In questo modo unisce il sacro al profano.

Chiediamoci: il Codice civile è sacro? No! Il Codice civile appartiene alla sfera secolare dello Stato e non è sacro. Infatti la definizione di "secolare" data dal dizionario De Mauro è "che è proprio del secolo, della vita laica". Gli articoli del Codice civile fanno parte della laicità dello Stato e con il sacro non hanno nulla a che vedere.

Se dunque, Il peccato, tramite il sacramento del matrimonio, non domina più sugli sposi poiché non sono più sotto la legge, ma sotto la grazia (Romani 6,14), perché richiamare gli articoli della legge?

Gli articoli del Codice Civile citati sono articoli laici e civili, frutto degli uomini e vengono dopo la legge di Dio, non hanno nessuna sacralità.

E' come se, a chi decide di sposarsi in municipio, il Sindaco leggesse alcuni passi del Vangelo agli sposi. Non ha senso. Tanto varrebbe sposarsi in Chiesa a quel punto o in municipio nell'altro caso.

Non ti scandalizzare se dico che Il Matrimonio concordatario è un sacrilegio dal mio punto di vista. Secondo la mia sensibilità spirituale il matrimonio cattolico rende profano un sacramento o meglio, realizza una perfetta unione, un impasto tra ciò che è sacro e ciò che è profano con quella lettura degli articoli del Codice civile.

Io mi chiedo che bisogno ha un rito sacramentale di richiamare gli articoli laici e secolari del Codice civile. Gli articoli in questione riguardano i diritti e i doveri dei coniugi nei confronti del consorte, della famiglia e della prole. Diritti e doveri che dovrebbero già essere acquisiti nel Codice di Diritto Canonico in conseguenza del nuovo comandamento dato da Gesù, "amatevi gli uni gli altri", valido non solo nell'ambito esclusivo della famiglia ristretta, ma nell'ambito dell'umanità intera.

Per questo motivo il matrimonio concordatario, dal mio punto di vista, sconfina nel sacrilegio (per chi vuole essere cristiano), perché trascura l'amore universale, nuovo comandamento di Gesù e quindi di Dio, contemplandolo solo all'ambito ristretto ed esclusivo della famiglia monogamica costituita da marito, moglie e figli, trascurando (perché gli articoli del Cod. civ. richiamati non li contemplano) gli impegni e i doveri che ogni uomo credente o meno, non solo marito e moglie, si deve assumere nei confronti di tutti gli altri uomini (suoi fratelli) e non soltanto nei confronti dei propri figli e consorte.

Gesù spazia a 360 gradi, Lui non conosce confini, né limiti. Per amore si fanno pazzie. Perché citare gli articoli del Codice civile, quando il cristiano ha i quattro Vangeli a cui fare riferimento?

Proposta di matrimonio in volo.

Leggo sul Corriere online la notizia della domanda di Silvio Berlusconi al vescovo sul perché il Vaticano non cambia le regole in materia di comunione ai divorziati.

"Berlusconi: comunione anche ai divorziati". sottotitolo: «Perché il Vaticano non cambia le regole?». Il vescovo: «Lei che può, si rivolga a chi è più in alto di me».

Jesus Christ Superstar (1973) Simon Zealotes (8)
You'll get the power and the glory

Silvio è il capo di un partito, il Pdl, così come Gesù è il capo della Chiesa. Gesù, ha messo come suo vice alla guida della Chiesa: Pietro, rappresentato dal Papa. Silvio chi ha messo come suo "vicario" alla guida del Pdl? Non lo so. Ora, se uno come Fausto o Walter andasse da un militante del Pdl a chiedere perché il Governo non cambia le regole in fatto di intercettazioni telefoniche e loro pubblicazione, cosa gli risponderebbe il militante a Walter che vorrebbe pubblicare le intercettazioni? Gli risponderebbe come il Vescovo: "Lei che può vada da chi è più in alto di me, cioè vada da Silvio o dal suo vice". Mettiamo pure che Walter vada dal vice di Silvio e gli chieda libertà di intercettazione telefonica, come la prenderebbe Silvio se il suo vice glielo consentisse?

Al di là della metafora, voglio dire che Silvio è un uomo che va amato e va salvato, come tutti gli uomini. La Santa Comunione è il sacrificio stesso del Corpo e del Sangue di Gesù e rappresenta l'unità della Chiesa nella quale la comunità si riunisce. Fare la Comunione ha senso nel momento in cui si aderisce all' insegnamento di Gesù e si seguono i suoi insegnamenti.

In metafora, non ha senso che un politico come Fausto chieda la tessera del Pdl, se poi non segue le direttive politiche del Pdl.

Fare la Comunione non è come vincere un premio o ottenere il permesso di soggiorno per il paradiso. La Comunione non è una concessione politica. Fare la Santa Comunione vuol dire entrare in comunione con Gesù e con la Chiesa.

Chi è divorziato non è in Comunione con Gesù, al di là del fatto che prenda o non prenda l'eucaristia e, per rientrare in comunione con Gesù, ci sono soltanto due possibilità: pentirsi ritornando con il consorte, mantenendo fede alla promessa fatta davanti a Dio nel matrimonio, oppure vivere come gli angeli del cielo che non si sposano, ciò significa non sposarsi un' altra volta.

La Comunione può avere un significato importante per chi è divorziato, se quel gesto può servire ad aiutare chi ha sbagliato, a comprendere il proprio errore e a ritornare sui propri passi.
Per il resto, a mio avviso, la Comunione di un divorziato è un gesto che, sul piano religioso, è una contraddizione, se a quel gesto non segue una conversione del cuore nel senso di riconciliazione con il consorte.


Jesus Christ Superstar (1973) Simon Zealotes Continued (8A)

Angelo, in un commento, mi segnala Matteo 5,27-28:

Avete inteso che fu detto: Non commettere adulterio; ma io vi dico: chiunque guarda una donna (di un altro ?) per desiderarla (perché la vuole), ha già commesso adulterio con lei nel suo cuore.

Jesus Christ Superstar (1973) I Dont Know How To Love Him 11

Gesù non dice: "Chiunque guarda un uomo per desiderarlo, ha già commesso adulterio con lui nel suo cuore", ma "chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel suo cuore.

Cosa vuol dire adulterio ? Secondo il dizionario De Mauro significa: infedeltà sessuale di una persona coniugata.

Rimaniamo sulla terra. Per Gesù l'adulterio si commette semplicemente guardando e desiderando una donna indipendentemente dal fatto che la donna sia sposata o meno e chi la guarda sia sposato o meno o commetta infedeltà sessuale.

Quello che fa scattare l'adulterio, secondo Gesù, è il desiderare la donna. Desiderare è un verbo che significa ottenere, avere. Desiderare è il contrario di amare là dove amare significa dare, volere il bene per l'altro. Quindi se un uomo guarda una donna non per desiderarla, ma per amarla, allora si salva, perché l'amore salva.

Si deduce che una persona sposata con una donna è automaticamente un adultero perché un uomo che intende sposare una donna, questa donna la deve pur guardare e desiderarla, cioè possederla in matrimonio e, in quel momento, si compromette con il peccato di adulterio.

E' chiaro che Gesù intende tutelare la donna e soltanto lei, dagli sguardi indiscreti soprattutto degli uomini, perché sono questi ultimi che sono portati a guardare le donne.

Tuttavia sembra di capire che una donna che guarda un uomo per desiderarlo non commetta adulterio, perché la regola di Gesù vale solo se si guarda una donna. Mi sembra anche giusto, perché altrimenti sarebbero ben pochi quelli che si salverebbero dal peccato di adulterio.

Quindi, ad essere radicali, alla donna è consentito guardare e desiderare un uomo, ma non è consentito all'uomo guardare e desiderare una donna. L'uomo può guardare una donna solo per amarla e non per desiderarla.
A questo punto è chiaro che l'uomo, per non cadere in adulterio, deve farsi preda e lasciarsi "cacciare" o meglio lasciarsi desiderare dalla donna. La donna invece, sembra di capire che è invitata a farsi "cacciatrice", cioè acchiappa uomini.

Vediamo ora gli altri casi di adulterio elencati da Gesù nel Vangelo.

Mt. 5,31-32. Fu pure detto: Chi ripudia la propria moglie, le dia l'atto di ripudio; ma io vi dico: chiunque ripudia sua moglie, eccetto il caso di concubinato, la espone all'adulterio e chiunque sposa una ripudiata, commette adulterio.

Mc.10,11-12. Chi ripudia la propria moglie e ne sposa un'altra, commette adulterio contro di lei; se la donna ripudia il marito e ne sposa un altro, commette adulterio.

Ecco perché Gesù ci dice di fare in terra ciò che si fa in cielo. In cielo non ci si sposa nel senso tradizionale del termine, come abbiamo visto in un post precedente, quindi in cielo i casi di adulterio sono assenti, perché in cielo ci si ama e ci si unisce in unità. Se anche in terra non ci si sposasse come si fa in cielo e come ci invita a fare Gesù indirettamente con la preghiera del Padre Nostro, ma si realizzasse l'unità tra uomo e donna, tra maschio e femmina, verrebbero a cadere i concetti di moglie e di marito e quindi non avrebbe più senso parlare di ripudio della moglie e del marito e quindi anche il peccato di adulterio non avrebbe più senso. Così alla fine ci sarebbero molte meno persone da salvare.

Ma siccome gli uomini sono duri di comprendonio, si vanno a cacciare nei casini terreni con le proprie mani, andando a cercare nel matrimonio non l'amore di Dio che unisce, ma l'amore umano fallace e limitato che separa.

A questo punto sorge spontanea la domanda dei farisei: "Ma se questa è la condizione degli uomini, è meglio non sposarsi" Mt. 19,10. Ma guarda, i farisei sembra che scoprano l'acqua calda. Gesù, però, è di una coerenza disarmante e rimanda al principio.

Mt. 19,4-6. Ed egli rispose: «Non avete letto che il Creatore da principio li creò maschio e femmina e disse: Per questo l'uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due saranno una carne sola? Così che non sono più due, ma una carne sola. Quello dunque che Dio ha congiunto, l'uomo non lo separi».

Mt. 19,11-12 Egli rispose loro: «Non tutti possono capirlo, ma solo coloro ai quali è stato concesso. Vi sono infatti eunuchi che sono nati così dal ventre della madre; ve ne sono alcuni che sono stati resi eunuchi dagli uomini, e vi sono altri che si sono fatti eunuchi per il regno dei cieli. Chi può capire, capisca».

Appunto, non tutti possono capirlo perché, per capirlo, bisogna imparare ad amare come Dio ama, il cui amore è diverso dall'amore umano.

Gli eunuchi, secondo il dizionario De Mauro, non sono i celibi, ma gli uomini privi degli attributi sessuali, dei genitali, gli evirati, i quali possono trovarsi in quella condizione per una malformazione fin dalla nascita, oppure per volontà dell'uomo che, per esempio, per legge vorrebbe evirare gli stupratori e i pedofili; oppure per scelta personale al fine di servire il regno dei cieli, per tentare di realizzare in terra ciò che si realizza in cielo dove gli angeli, essendo entità spirituali e incorporee non hanno una identità sessuale ben definita.

E' chiaro che l'uomo è invitato da Dio ad unirsi in terra come in cielo alla sua donna (più che alla sua moglie) per realizzare l'unità che si realizza in cielo dando vita ad un angelo (creatura spirituale completa, incorporea, invisibile e immortale, cioè dotato di vita eterna, intelligenza e volontà), eunuco perché privo di una identità sessuale essendo unione del maschio e della femmina (concetto forse troppo duro da capire). Tuttavia chi unisce il maschio e la femmina non è l'uomo, ma è Dio. L'uomo è chiamato a fare ciò che Dio desidera e non ciò che lui desidera. Ecco perché chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio nel suo cuore con lei. Perché la donna che l'uomo desidera può non corrispondere con ciò che Dio desidera, con la sua volontà che è la salvezza di tutti. La salvezza passa per l'amore che dà e che accoglie e non per l'appagamento dei propri desideri.

Ci si sposa sulla terra perché giustamente si vuole sancire una unione definitiva tra uomo e donna che spesso, purtroppo, non è amore, ma puro "capriccio" umano, un capriccio che si esaurisce sfociando, in tanti casi, in separazioni e divorzi e quindi in una presa in giro collettiva, là dove l'uomo vuole promettere ciò che non può promettere perché non è in suo potere promettere.

"L'uomo non separi ciò che Dio ha unito" o meglio " Ciò che Dio congiunge, l'uomo non separi" Mt.19,8

Che cosa significa?

Questa frase viene pronunciata da Gesù quando alcuni farisei gli chiedono se è lecito divorziare dalla propria moglie per un motivo qualsiasi.

Gesù risponde nel capitolo 19 del Vangelo di Matteo:

[4] Ed egli rispose: "Non avete letto che il Creatore da principio li creò maschio e femmina e disse:

[5] Per questo l'uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due saranno una carne sola?

[6] Così che non sono più due, ma una carne sola. Quello dunque che Dio ha congiunto, l'uomo non lo separi".

[7] Gli obiettarono: "Perché allora Mosè ha ordinato di darle l'atto di ripudio e mandarla via?".

[8] Rispose loro Gesù: "Per la durezza del vostro cuore Mosè vi ha permesso di ripudiare le vostre mogli, ma da principio non fu così.

[9] Perciò io vi dico: Chiunque ripudia la propria moglie, se non in caso di concubinato, e ne sposa un'altra commette adulterio".

[10] Gli dissero i discepoli: "Se questa è la condizione dell'uomo rispetto alla donna, non conviene sposarsi".

[11] Egli rispose loro: "Non tutti possono capirlo, ma solo coloro ai quali è stato concesso.

[12] Vi sono infatti eunuchi che sono nati così dal ventre della madre; ve ne sono alcuni che sono stati resi eunuchi dagli uomini, e vi sono altri che si sono fatti eunuchi per il regno dei cieli. Chi può capire, capisca".

Cerchiamo di capire. Il discorso è articolato, ma io qui intendo aprire una riflessione su ciò che Dio unisce, riservandomi di approfondire gli altri aspetti in un altro momento, eventualmente.

Che cosa unisce Dio? Solo l'uomo e la donna? Quando una unione si può dire voluta da Dio e non dall'uomo?

L'uomo, secondo Gesù, non deve separare ciò che Dio unisce. Gesù parla in generale cercando di rispondere ad una questione particolare legata al matrimonio. Dio unisce soltanto il maschio e la femmina, l'uomo e la donna?

Quando Gesù dice: "Dove due o tre sono riuniti nel mio nome io sono in mezzo a loro" a chi si riferisce? Là dove due o tre persone (maschi o femmine, ricchi o poveri, giovani o vecchi, sani o malati non ha importanza) sono riuniti nel nome di Gesù (cioè se c'è una volontà comune di unione nel nome di Gesù) allora Gesù è in mezzo a loro.

Certamente l'unione coniugale basata sul matrimonio cristiano realizza il Gesù in mezzo agli sposi se la volontà degli sposi va in quella direzione. Ma non soltanto quella.

Gesù è coerente. Sposarsi in chiesa o sposarsi in municipio non ha senso, sotto il profilo religioso, se quella unione non è voluta da Dio. E come si fa a sapere se una unione tra uomini e donne è voluta da Dio o è soltanto un capriccio umano frutto della volontà dell'uomo e non della volontà di Dio? Qualcuno potrebbe rispondere: dai frutti e dalle opere.

Vediamo di approfondire. Dio, oltre a unire i corpi, unisce il corpo alla vita e unisce la vita allo Spirito, ma soprattutto Dio ti unisce a Lui. Separare la vita dal corpo significa in pratica togliere la vita al corpo e quindi uccidere, quindi quando Gesù dice all'uomo di non separare ciò che Dio ha unito, non fa altro che ripetere il comandamento di Dio: "Non uccidere!" con parole diverse, ma la sostanza è la stessa.

Così quando Gesù prega Dio affinché tutti siano una cosa sola tra di loro uniti, con queste parole: "Padre santo, conserva uniti a te quelli che mi hai affidati, perché siano una sola cosa come noi" (Gv. 17,11) , non fa altro che chiedere a Dio l'unità tra Dio e i suoi discepoli. Cioè, in definitiva è Dio stesso che unisce a sè chi vuole.

Come si legge in Gv. 17,6-19 Gesù dice: "Tu mi hai affidato alcuni uomini scelti da questo mondo: erano tuoi, e tu li hai affidati a me. Io ho rivelato chi sei, ed essi hanno messo in pratica la tua parola. Ora sanno che tutto ciò che mi hai dato viene da te. Anche le parole che tu mi hai dato, io le ho date a loro. Essi le hanno accolte e hanno riconosciuto, senza esitare, che io provengo da te, e hanno creduto che tu mi hai mandato. Io prego per loro. Non prego per il mondo, ma per quelli che mi hai affidato, perché ti appartengono. Tutto ciò che è mio appartiene a te, e ciò che è tuo appartiene a me, e la mia gloria si manifesta in loro. Io non sono più del mondo, loro invece sì. Io ritorno a te. Padre santo, conserva uniti a te quelli che mi hai affidati, perché siano una cosa sola come noi. Fa che appartengano a te mediante la verità: la tua parola è verità.. Tu mi hai mandato nel mondo: così anch'io li ho mandati nel mondo. E io offro me stesso in sacrificio per loro, perché anch'essi siano veramente consacrati a te".

Dio, dopo aver unito a sé coloro che hanno ascoltato Gesù e il suo insegnamento, unisce a sé anche coloro che crederanno dopo aver ascoltato la parola dei discepoli di Gesù.

Così prega Gesù in Gv. 17,20-21: "Io non prego soltanto per questi miei discepoli, ma prego anche per altri, per quelli che crederanno in me dopo aver ascoltato la loro parola. Fa che siano tutti una cosa sola: come tu, Padre, sei in me e io sono in te, anch'essi siano in noi. Così il mondo crederà che tu mi hai mandato."

Sono parole forti e impegnative dove Dio unisce a sé i futuri credenti affinché il mondo creda, cioè si possa salvare. Ecco perché l'uomo non deve separare ciò che Dio unisce, perché rovina il programma di salvezza di Dio.

Quando l'uomo separa il corpo dal corpo, con la pratica dell'aborto, là dove l'uomo separa il corpo dalla vita con la pratica dell'eutanasia o dove l'uomo separa lo vita dallo Spirito con la pratica del divorzio, o dove separa lo Spirito dallo Spirito con la pratica della bestemmia, l'uomo non fa altro che peccare e separare ciò che Dio ha unito, cioè separare: la madre e il figlio, il corpo e la vita, il corpo e lo Spirito, ecc.. Quindi, separare ciò che Dio unisce equivale im pratica a UCCIDERE!

Nel caso dell'eutanasia, avviene la stessa cosa: L'uomo, separando consapevolmente o inconsapevolmente ciò che Dio ha unito: il corpo alla vita, non fa altro che commettere un assassinio.

E c'è poco da questionare se il corpo è moribondo o è ancora in formazione, cioè nella fase fetale. L'uomo non separi ciò che Dio ha unito. Lo dice Gesù, non lo dico io. Io lo ripeto per amore di Gesù, convinto di quello che dico.

Allo stesso modo il divorzio è una forma di assassinio silente, tanto più grave quanto maggiore è l'unione dei coniugi soprattutto con Dio.

Gli dissero i discepoli: "Se questa è la condizione dell'uomo rispetto alla donna, non conviene sposarsi".

Ma quale uomo e quale donna? La donna e l'uomo carnale? Spero che ti sia chiaro, dopo aver meditato sui passi del Vangelo che ho riportato che quell'uomo è Gesù-Dio e quella donna è la Chiesa, comunità di credenti uniti a Dio.

Egli rispose loro: "Non tutti possono capirlo, ma solo coloro ai quali è stato concesso.
Vi sono infatti eunuchi che sono nati così dal ventre della madre; ve ne sono alcuni che sono stati resi eunuchi dagli uomini, e vi sono altri che si sono fatti eunuchi per il regno dei cieli. Chi può capire, capisca".

Il ventre della madre è il ventre di madre Chiesa che genera i sacerdoti che non si sposano, altri non si sposano perché gli uomini di questo mondo hanno deciso che per sposarsi ci vogliono casa e lavoro e se questi non ci sono, è bene non sposarsi. Altri non si sposano per il regno dei cieli, perché chi muore e risorge a nuova vita, non si ammoglia e non si marita, ma vive come gli angeli del cielo. Lc 20,34-36, Mt 22,30, Mc 12,25.

Il Codice Da Vinci

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Voglio fare un commento sul Codice da Vinci, libro di Dan Brown e relativo film che in questi giorni sta suscitando tante polemiche e condanne da parte della Chiesa.

Premetto che non ho letto il libro per intero, ma ho avuto occasione di leggere alcune pagine e recensioni. Nel libro viene raccontato che Gesù si sarebbe sposato e avrebbe avuto una discendenza, quindi non sarebbe morto e risorto, ma si sarebbe sposato con la Maddalena e da questa avrebbe avuto dei figli.

Io non ci credo, ma anche se fosse andata così si cadrebbe in un assurdo teologico e di fede per me incomprensibile e irrazionale che non renderebbe più credibile Gesù come Dio fatto uomo.

Ragioniamo: Gesù dice nel Vangelo di essere la risurrezione. "Io sono la risurrezione e la vita. Chi crede in me anche se morisse, vivrà" Gv. 11,25. In altri passi del Vangelo Gesù dice chiaro e tondo che chi risorge non si sposa più, ma vive come gli angeli del cielo, vedi Marco 12,25. Dunque, se Gesù è la risurrezione, non può essersi sposato, perché altrimenti entrerebbe in contraddizione con se stesso.

Ma riportiamole per esteso quelle parole di Gesù contenute nei tre sinottici, perché pare che molti non le conoscano. Gesù rispose: " Non capite che sbagliate? Voi non conoscete la Bibbia e non sapete cosa sia la potenza di Dio !? Quando infatti da morti risorgono, nè si ammogliano, nè si maritano, ma sono come angeli in i cieli". Marco 12, 24-25.

Gesù rispose: "Siete in errore, poiché non conoscete le Scritture nè la potenza di Dio. Infatti nella risurrezione non si prende nè moglie, nè marito, ma si è come angeli in cielo". Matteo 22,29-30.

Gesù rispose: "I figli di questo mondo prendono moglie e prendono marito; ma quelli che sono giudicati degni dell'altro mondo e della risurrezione dai morti, non prendono nè moglie nè marito. Infatti non possono più morire, perché sono uguali agli angeli e, poiché sono figli della risurrezione, sono figli di Dio". Luca 20, 34-36.

Dunque, se Gesù è la risurrezione, come può essersi sposato, visto che è lui stesso a sostenere che nella risurrezione non si prende nè moglie nè marito? E' un assurdo quanto scrive Dan Brown. Se Gesù si fosse sposato o avesse avuto intenzione di sposarsi non avrebbe detto quelle parole riportate nei tre sinottici. Come vedi il Vangelo è logico e coerente. O si crede alla risurrezione di Gesù o si crede al suo matrimonio. Una delle due, perché una esclude l'altra. (attenzione: con questo non voglio dire che chi si sposa è escluso dalla risurrezione, ma che essendo Gesù la risurrezione, non poteva essersi sposato). Io credo nella risurrezione di Gesù. Se tu vuoi credere al suo matrimonio con la Maddalena come raccontato nel libro "Il Codice Da Vinci", fai pure.

Dan Brown nel libro "Il Codice da Vinci", secondo me racconta favole se si interpreta il suo racconto come realtà storica o teologica e, in questo modo dimostra di non conoscere il Vangelo e l'insegnamento di Gesù. Il suo libro deve essere preso per quello che è: un romanzo fantasioso, un thriller frutto della fantasia dell'uomo.

AA9-AMOS: Dan Brown, you don't know the Gospel very well, in my opinion. I remember you: Jesus said to them, "The children of this age marry and remarry; but those who are deemed worthy to attain to the coming age and to the resurrection of the dead neither marry nor are given in marriage. They can no longer die, for they are like angels; and they are the children of God because they are the ones who will rise". Luke 20, 34-36.
And remember: Jesus told her, "I am the resurrection and the life; whoever believes in me, even if he dies, will live, and everyone who lives and believes in me will never die. Do you believe this?" John 11, 25-26.
Fox one

Dan, Jesus is the resurrection and if he is the resurrection, He didn't get married. Do you understand it?

I remember you Luke 17,1-2: He said to his disciples, "Things that cause sin will inevitably occur, but woe to the person through whom they occur. It would be better for him if a millstone were put around his neck and he be thrown into the sea than for him to cause one of these little ones to sin. Be on your guard!" God is love and he wants you to believe in Jesus. "Jesus answered and said to them, "This is the work of God, that you believe in the one he sent" John 6,29.

Riporto un articolo tratto dal sito Centro accoglienza. Mi sembra interessante perché riporta il pensiero di Gesù sul matrimonio dopo la risurrezione.

Si discute molto in questi giorni dei diritti delle coppie di fatto. Ci si chiede se, chi si mette insieme senza sposarsi e convive, debba avere gli stessi diritti e doveri di chi è regolarmente sposato. Voglio fare una premessa che emerge dall'insegnamento di Gesù leggendo il Vangelo. Ai Sadducei che chiedono di chi sarà moglie nell'altra vita, dopo la risurrezione, la donna che è stata moglie di sette fratelli, Gesù risponde loro che non conoscono la Bibbia e la potenza di Dio, quindi sbagliano. E dice che dopo la risurrezione gli uomini e le donne non si sposeranno più, ma saranno come gli angeli del cielo.

Il tuo volto, Signore, voglio far risplendere
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